Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

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12 ottobre 2009

Al cinema, il nuovo film di Woody Allen, "Basta che funzioni"

Boris Yellnikov è nevrotico, ipocondriaco, cinico, sarcastico, pungente, insomma, un eccellente alter ego del regista, che "rispolvera" questo progetto dopo averlo tenuto per quasi trent'anni in un cassetto.
Allen ha scelto per interpretare il ruolo del protagonista il comico americano Larry David, famoso in patria per lo show "Larry David: Curb Your Enthusiasm", e lo fa parlare direttamente in camera agli spettatori, a voler sottolineare la sua visione del mondo.
Un tempo fisico di fama mondiale, con un matrimonio finito male alle spalle e un tentativo di suicidio (cercò di buttarsi dalla finestra), Boris non riesce più a trovare uno spiraglio di positività, finchè un giorno s'imbatte in Melody (Evan-Rachel Wood), ingenua ventenne scappata dal Mississipi per cominciare una nuova vita a New York. Melody ricorda molto la tipologia del personaggio interpretato da Mira Sorvino nel film di Allen del 1995 "La dea dell'amore", spaventosamente ingenua, verso cui Allen-Boris prova un forte senso di protezione.
Dopo le trasferte a Londra e Barcellona, il regista newyorchese torna in patria per un film rassicurante: la felicità non esiste, ma basta accontentarsi: Basta che funzioni.
Ritornano, oltre ai grattacieli di Manhattan, le battute su Dio ("è un arredatore"), le intricate relazioni amorose e i risvolti tragicomici.
Assolutamente da vedere.

Qui in basso il link al trailer del film:
Link al trailer del film:

*Beatrice D'Oria
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2 commenti:

valentina russo ha detto...

"Basta che funzioni" mi ha ricordato in modo drammatico "Manhattan": Tracy è diventata più bionda, più frivola e più bigotta mentre Isaac è solo più vecchio e meno arguto.

bibi ha detto...

Trovo sempre "confortante" ritrovare le stesse tipologie di personaggi, se pur con qualche modifica, in questi film di Allen che possiamo definire così intimi, credo sempre in una sorta di sottofondo autobiografico (ti ricordo la vicenda di Soon-Y)...

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