Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

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11 aprile 2010

Noi qualunquisti idealisti

Ascoltando la radio nel tragitto verso casa qualcuno ha parlato della “generazione dell’ignoranza”, e cose simili. Le etichette che ci danno (a noi giovani, intendo) sicuramente non sono nulla di nuovo, insomma non dobbiamo certo stare qui ad approfondire la questione del gap generazionale, tantopiù che io stessa, alla veneranda età di 23 anni già mi permetto di criticare il malcostume dei giovani, i ragazzini, suscitando spesso l’ilarità dei miei genitori.
Ma c’è una cosa che davvero fa riflettere, e davanti alla quale bisogna arrendersi: il disinteresse di molti di noi verso la vita politica e sociale. E la riflessione, una volta tanto, non viene da una voce indignata ma da qualcuno che, come me, si sente all’interno di questa strana (ma forse no) corrente.

Dopo aver letto l’intervento su questo blog “Italia amore mio” di Alessandro Ferraro mi sono soffermata sul testo di Cristicchi da lui citato. È vero, noi di questa generazione - se così volete chiamarla, ma io non ritengo c’entri molto l’età – siamo stanchi di lamentele, non vogliamo più sentirci dire che tutto va male, che erano belli i vecchi tempi. Abbiamo reagito e pensato che, se è tutto un magnamagna come da sempre ci dicono, tanto vale lasciar perdere. Ci basta vivere sereni e combattere le piccole ingiustizie, non importa da quale bandiera provengano. Ma non pensiate sempre che siamo superficiali. C’è sicuramente una buona parte di disinteressati (chiamiamoli così, per intenderci) che pensa solo al televoto e all’ultima conquista della starletta di turno, ma c’è anche chi gira la faccia a seguito di una delusione profonda. Non vorremmo arrenderci, perché così non cambierebbe mai niente, ma non sappiamo adeguarci. Ci capita di ascoltare per ore ammirati gente piena di ideali che, dopo cinque minuti, ti prende per pazzo perché non hai accettato una raccomandazione o non hai scelto la strada più facile. Gente che milita in partiti cosiddetti liberali o in credo religiosi che poi ancora ha il coraggio di usare “gay” o “handicappato” come insulto.

Insomma, siamo scoraggiati. Ma questa non vuol essere un’altra lamentela, altrimenti predicherei bene e razzolerei male. Tantomeno vuol essere una giustificazione per l'ignoranza. Vorrei solo dar voce (mi permetto di farlo) a coloro che magari non sanno ancora bene come funzionino i partiti o facciano fatica a ricordare i nomi di qualche importante giornalista (lacune sicuramente da colmare, ben inteso), ma che il cambiamento lo vogliono fare davvero, e dall’interno di se stessi. Iniziare a non buttare la cartaccia a terra e a fare la differenziata invece di lamentarsi che il sistema di smaltimento rifiuti del comune non funziona. Iniziare a credere che ce la si può fare anche senza dover chiedere favori, con buona volontà e predisposizione alla cosiddetta gavetta. Se tutti facessero la fila per prendere l’uscita dell’autostrada invece di cercare di saltarla ci si metterebbe un minuto.
Protestare, manifestare, è lecito e giusto, e informarsi è un diritto e un dovere. Ma, forse, basterebbe iniziare a comportarsi bene. Dentro e fuori.

Non so, forse il mio può sembrare moralismo o qualunquismo, ma provate, solo per un giorno, a comportarvi non dico secondo morale, ma nel modo più corretto possibile, senza nuocere all’altro e guardando oltre il vostro naso. Ventiquattr’ore. Proporrei un esperimento con un piccolo gruppo di persone, giusto per tirare le conclusioni. Intanto potreste aggiornarvi su tutto quello che di politico e attuale c’è da sapere. Tutto sommato, proporrei una tregua, una via di mezzo tra le nobili nuvole degli ideali e il comodo, materiale terreno della vita pratica. In medio stat virtus, ma forse anche questo lo prenderete per facile moralismo.

Alessia Rizzo

1 commento:

mmilan ha detto...

Ottimo post! La scrittura ha ritmo e il contenuto é propositivo.
mmilan

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