Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

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18 giugno 2012

Il portale per la libertà di stampa e il diritto all’Informazione

LSDI – Libertà di Stampa, Diritto all’Informazione è “un gruppo di lavoro nato dall’iniziativa di alcuni amici impegnati nel mondo dell’informazione e, in parte, nella Federazione Nazionale della Stampa”, nato con l'obiettivo di :
 “far confluire in un unico spazio varie esperienze di riflessione, analisi e dibattito sui temi dell’informazione onde costituire un laboratorio di senso della professione giornalistica nel mondo contemporaneo e cercare di dare corpo all’utopia dl buon giornalismo.” .

LSDI è dunque il portale ideale per venire a conoscenza dei tanto decantati “giornalismi possibili” attraverso la discussione aperta dei pregi e dei difetti del “vetro”. Sondaggi, riflessioni, statistiche, appuntamenti ed eventi sono solo alcuni degli spunti offerti dal sito, il quale punta moltissimo sulle realtà giornalistiche extra italiane e sui modelli d’oltreoceano, ben diversi dal “nostro” modo di fare informazione e legati a paradigmi giornalistici aperti e ben disponibili alla novità e al cambiamento. Al di là delle diffuse preoccupazioni sulle possibilità di sopravvivenza del classico metodo di fare informazione e delle grandi testate internazionali sull’orlo del collasso economico-finanziario, notevole importanza viene attribuita al citizen journalism e ai fautori del modello partecipativo, al rapporto con le fonti nell’era digitale, alla multimedialità del prodotto informativo, alla qualità dello stesso e all’evoluzione della professione del giornalista nell’epoca di Facebook e Twitter (network sociali divenuti non solo veicoli quasi primari dell’informazione - comunicazione, ma persino fonti per la costruzione, l’assemblaggio e la presentazione della notizia).
All’interno di un “calderone” in cui si scontrano senza sosta antico e moderno, professionale e amatoriale, ufficialità e self-making, crisi editoriale e sviluppo tecnologico – interattivo, flussi unidirezionali e feedback sempre più dotati di poteri decisionali, LSDI  confronta il futuro e il passato dell’informazione, promuovendo altresì discussioni a raggio allargato presso eventi, convegni, conferenze, tavole rotonde, dibattiti e festivals (uno fra tutti, il Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia). Ancora, il portale presenta interessanti prospetti sulla libertà di stampa nelle varie zone del globo e sulle nuove legislazioni in merito.
Fra i vari articoli di LSDI  spiccano i report di alcuni sondaggi promossi da enti, associazioni, centri di ricerca, centri sperimentali e dipartimenti accademici, risultati che peraltro confermano la definitiva crisi dello stampato (e della fiducia riposta dalla cittadinanza dei lettori) a scapito della multimedialità web, l’aumento di blog e piattaforme virtuali personalizzate e personalizzabili, il declino del giornalisti con “penna e blocchetto” e delle grandi aziende editoriali, uno fra tutti, Rupert Murdoch, travolto congiuntamente dai drastici cali delle vendite nella madrepatria australiana (The Sun On Sunday) e dagli spinosi contenziosi giudiziari nel Regno Unito. Non per ultima, una valutazione fatta dal sito Career Cast.com che ha piazzato il cronista al 196° posto nella classifica dei lavori, appena prima dei contadini e dei soldati, completa un quadro non proprio soddisfacente della tradizionale professione giornalistica.
Accanto alle (spesso) funeste previsioni di questi sondaggi, Lsdi ha proposto anche vivaci riflessioni sulla contemporaneità dell’essere “gatekeeper” e “newsmaker” (gli scenari intravisti dal Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, la tesi di una studentessa della “Sapienza” di Roma su “passioni, vita e dolori del giornalista da precario” ...), i già citati nuovi modelli di giornalismo online tramite le piattaforme 2.0 (blog, social media...), alcuni consigli e “vademecum” per l’apprendista redattore “multitasker” alle prese con le sfaccettature della multimedialità (addirittura un manuale per diventare giornalista hacker scritto dal professor Giovanni Ziccardi e intitolato Il giornalista hacker. Piccola guida per un uso sicuro e consapevole della tecnologia), la filosofia della condivisione e dell’interazione dei network sociali, la nascita di nuovi progetti web non-profit (ad esempio la piattaforma di video giornalismo investigativo promossa dall’americana CIR – Center for Investigative Reporting) e l’impegno sociale dei “big” della virtualità contro il terrorismo e i crimini perpetrati in Rete.
Paolo Giorcelli

*link al sito di LSDI
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