Quando si parla del fenomeno delle immigrazioni straniere in Italia, a cosa si pensa? È
proprio questo l’oggetto della ricerca portata avanti dagli autori del testo,
per conto del FIERI (Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche
sull’Immigrazione), che analizzano in modo organico e sistematico circa 30 anni
dell’immaginario collettivo creato dalle rappresentazioni fotogiornalistiche di
questo fenomeno di massa. La ricerca esamina gli impaginati di alcune tra le
più diffuse testate di stampa periodica italiana, suddivisa in settimanali di
attualità (Panorama e L’Espresso), d’informazione (Famiglia Cristiana ed Epoca) e magazine (Sette del Corriere della Sera
e Il Venerdì di Repubblica), non limitandosi a una raccolta delle immagini ma anche
del loro rapporto con gli elementi paratestuali, quindi la coerenza tra il
contenuto delle fotografie e gli elementi di testo come titoli, occhielli e
didascalie, approccio che ha pochi precedenti in Italia. Un’altra
caratteristica innovativa, ai fini di questa ricerca, è la scelta di un metodo
multidisciplinare che va dalla sociologia alla storia dei media, del
giornalismo e delle migrazioni, dai visual
studies all’antropologia e alla semiotica, riuscendo così a dare un quadro
completo di tutti gli aspetti riguardanti la costruzione dell’immaginario dei
lettori a proposito di un tema che, a partire dagli anni ’80 fino ai giorni
nostri, ha occupato le redazioni dei media.
Andando
ora nello specifico, i curatori di questo testo si sono occupati nei primi tre
capitoli di presentare tutti i dati concernenti servizi pubblicati dai
periodici sopracitati riguardo agli stranieri, che per diversi motivi si sono
ritrovati a soggiornare in Italia, lungo un arco temporale che va dal 1980 al
2007. Non sono però partiti dall’analisi diretta degli impaginati, bensì da
quella del mercato della fotografia in Italia, delle forme di scambio di molti
fotogiornalisti professionisti con le redazioni (che in Italia non hanno
fotografi interni); dalle loro interviste emerge che le immagini hanno spesso
per i media italiani il compito di illustrare, e non informare o documentare, gli
eventi e i temi cui si riferiscono i testi. A questo proposito è interessante
introdurre il concetto di framing (da frame, cornice di senso): i servizi giornalistici scelgono il tema
da approfondire, secondo le leggi del mercato dell’informazione, le immagini
sono poi scelte in base all’interpretazione, frame, che si vuole dare rispetto all’argomento o evento, creando
spesso degli stereotipi che vengono riproposti, in maniera minore o maggiore
secondo la linea editoriale della testata, da tutti periodici qui presi in
considerazione. Riguardo all’immigrazione in Italia emergono i seguenti frame: sicurezza, razzismo, presenze e
arrivi, religione, cultura e integrazione, azione politica; secondo
l’interpretazione che si vuole dare ai testi attraverso le immagini, che hanno
un forte ruolo nella costruzione di un messaggio, nascono poi i diversi
stereotipi sull’immigrato, che lo etichettano ma non ci informano realmente sui
motivi del suo arrivo, sulla sua condizione di persona, sulla sua storia, e
sono: il clandestino, l’ambulante o vu
cumprà, il lavoratore sfruttato dagli italiani, lo straniero che “ce l’ha
fatta”, il criminale, l’invasore, i fanatici religiosi, la prostituzione, ma
anche le “etnie buone” (indiani e filippini). Un altro dato che voglio
sottolineare è che la personalizzazione
dell’immigrato avviene solo in quei rari servizi dedicati agli stranieri che
hanno avuto successo in Italia, rappresentati con bei vestiti, cellulari,
sorridenti e quindi distinti nettamente dai “miserabili” che invadono le nostre
coste sui barconi. A mio parere la forza delle immagini fotografiche potrebbe
aiutare a non avere paura dell’altro, a non etichettarlo, isolandolo in una condizione
comune a tutti gli stranieri, cercando invece di avvicinarlo, di conoscerlo e
cercare di comprendere la sua diversità come risorsa e non come minaccia.
Valeria Piazzi
L.
Gariglio, A. Pogliano, R. Zanini (a cura di),
Facce da straniero. 30 anni di fotografia e giornalismo
sull’immigrazione in Italia
Milano, Bruno Mondadori, 2010, 274 pp.
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