Ethan Zuckerman
Rewire. Cosmopoliti
digitali nell'era della globalità
Milano, Egea editore 2014, 280
pp.
Descrizione
L’immenso potere di Internet
e delle nuove tecnologie ci ha fatto credere che il crescente numero di persone
connesse avrebbe inevitabilmente portato a un mondo più piccolo e più
cosmopolita. Niente di più falso. La tendenza umana a fare gruppo e a
interessarsi a quanto la circonda fa sì che la maggior parte delle nostre
interazioni, online e offline, sia con realtà con le quali abbiamo molto in
comune. I formidabili progressi realizzati dalle tecnologie dell’informazione
non hanno cambiato le nostre abitudini. La tecnologia finisce così per
sconnetterci e distaccarci dal resto del mondo. Per contrastare questa tendenza
all’autosegregazione, Zuckerman propone in particolare tre soluzioni per
riconnettere il web. La prima è seguire coloro che definisce «figure-ponte»,
blogger in grado di tradurre e contestualizzare idee da una cultura a un’altra.
La seconda è poter contare su traduzioni trasparenti perché va da sé che un
mondo interconnesso sia un mondo poliglotta. Si amplia il potenziale per
conoscere e apprendere cose nuove. Ma lo stesso vale per la possibilità di
fraintendere. La terza è programmare la «serendipità», concetto oggi abusato e
frainteso, e che potrebbe essere definito come la scoperta, tra causalità e
sagacia, di cose che non si stavano affatto cercando.
*Link all'Indice e all'Introduzione sul sito dell'editore
Egea.
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