Dopo una
quantità innumerevole di libri che parlano delle esperienze che hanno fatto la
storia del giornalismo, ecco finalmente un testo che valuta pro e contro delle
situazioni odierne affrontate con le ultime novità tecnologiche alla mano. Si
parla di iPad, di App Store e di Internet, ma soprattutto si discute
dell’informazione e degli informati. Partendo dalla storia delle gazzette dal
Seicento, Elena Valentini spiega l’evoluzione del giornale di carta fino
all’iPad, uno degli ultimi gadget di moda marchiato Apple, che eredita diversi
aspetti del quotidiano (periodicità di pubblicazione e integrità del prodotto)
e se ne differenzia per altri (interattività, aggiornamento costante e
condivisione). Esistono diversi tablet di altre marche, ma è grazie ai
dispositivi Apple se si sono consolidati nella nostra quotidianità: l’azienda
di Steve Jobs ha da sempre puntato alla scomparsa della separazione prodotto -
utente, facendo concentrare le persone sulle esperienze possibili e attirandole
con il design e la semplicità d’uso che contraddistingue le creazioni della
Mela.
Insieme a
smartphone, eReader e computer, le “tavolette digitali” hanno invaso il mercato
dando la possibilità di un rinnovamento nel settore giornalistico, così come in
passato hanno fatto televisione e Internet: contatto con il lettore,
ipertestualità, formati audio e video fanno la loro comparsa sulle versioni
online dei quotidiani. Secondo studi di settore, il 40% dei possessori di
tablet usa magazine e libri digitali: numero che ha convinto alcuni editori a
portare il quotidiano in formato elettronico. Ma un errore frequente è quello
di limitarsi a impacchettare dei contenuti senza produrre un’effettiva
innovazione, non sfruttando le potenzialità del nuovo medium. Ci sono problemi che
ostacolano il progresso, come quelli di natura economica e di competenze umane,
la velocità con cui arrivano le innovazioni tecnologiche e si aggiornano le
piattaforme, la poca diffusione di connessione wi-fi gratuita in Italia e la
mancanza della banda larga; senza dimenticare il rischio che l’enfasi
tecnologica prenda il sopravvento a danno della qualità dei contenuti.
Nell’ultima
parte del libro sono riportati stralci di interviste che confrontano
riflessioni e opinioni di giornalisti, studiosi e direttori di riviste
sull’opportunità dell’impiego dei tablet nel mondo dell’informazione. Si
mostrano così paure e voglie di cambiamento, da chi afferma che bisognerebbe
creare un’edizione apposita per il dispositivo a chi, pessimista, pensa che
l’alluvione informativa sia solo un’iPad-mania di breve corso, destinata a
sparire col passare del tempo. Ma quella che viviamo oggi è solamente una fase
transitoria: una parte di lettori è raggiunta con la carta, un altro target con
l’iPad: questa consapevolezza fa un gruppo editoriale vincente.
Un nuovo
device non rappresenta la soluzione di una crisi, sia essa economica o sociale,
visti anche l’elevato costo della tecnologia e la scarsa abitudine alla lettura
che caratterizza l’Italia, ma prendendo atto delle specificità di ciascun
contenitore è possibile valorizzare i contenuti creando un’esperienza di
consumo appagante e diversa.
Beatrice Lombardo
Elena
Valentini
Dalle
gazzette all’iPad. Il giornalismo al tempo dei tablet
Milano, Mondadori Università, 2012, 240 pp.
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