Cercando su Google il nome di Walter Quattrociocchi, l’autore di
Misinformation , una dei primi nomi
delle ricerche correlate è quello di Laura Boldrini, l’ex
presidentessa della Camera e negli ultimi anni vittima prediletta di fake news
e insulti di vario genere sui social network.
Gli autori di questo libro - Walter Quattrociocchi e Antonella Vicini - sono infatti due studiosi di bufale online e del fenomeno della disinformazione; Misinformation” tratta proprio di questi due argomenti e di quanto siano terribilmente attuali nella nostra era digitale. Ciò che differenzia questo volume, dai molti altri che hanno affrontato queste tematiche, è stata la capacità dei due autori di affrontare un’analisi completa ed esaustiva sulle dinamiche e i processi che ruotano attorno al complesso asse della disinformazione. La ricerca dei due scrittori e i dati riportati nei vari capitoli, riescono a far emergere in superficie quello che si nasconde sotto il “rischio globale” della disinformazione e a far comprendere ai lettori l’entità del fenomeno, entità che spesso viene ignorata da molti, ma importantissima per comprendere appieno questa problematica contemporanea.
Nonostante l’esile quantitativo di pagine, Misinformation non è una lettura semplice come si possa pensare, l’argomento della disinformazione potrà anche essere considerato “mainstream”, specie nel 2018 dove continua ad incrementarsi il numero delle fakenews presenti sulla rete, specie su temi importanti per l’opinione pubblica quali: vaccini, immigrazione e criminalità. Con una lettura attenta, questo libro permette di cogliere informazioni, dati e dinamiche che difficilmente potremmo carpire dai telegiornali o negli articoli dei quotidiani e che aiutano onestamente a comprendere il fenomeno.
Oramai è sempre più
comune pensare che la disinformazione sia il frutto avvelenato
dell’ignoranza degli utenti on e off line, purtroppo però, almeno una
volta nella vita è capitato a tutti o quasi di condividere una notizia falsa,
specie se si era distratti o semplicemente perché si è stati troppo superficiali,
nessuno è totalmente immune al fenomeno. Sono in molti purtroppo a cadere negli
inganni di fantomatiche testate online quali “Il Fatto Quotidaino” e “Il
Corriere del Corsaro”, che nulla hanno a che vedere con i quotidiani reali da
cui i loro nomi sono ispirati. Misinformation riesce a guidarci tra queste
fitte trame popolate da bufale e fake news, aiutandoci a riconoscere i siti di
cui poterci fidare e mostrandoci i processi psicologici che si attivano
inconsapevolmente quando stiamo navigando in rete, specie sui social network.
Per l’utilizzo di web e
social network bastano due cose essenziali: una connessione internet e un
dispositivo su cui navigare, che può essere un computer o uno smartphone.
Ad oggi, non ci sono patentini speciali o diplomi che ti permettano di
accedere alla rete solo dopo un accurato controllo delle capacità
cognitive, quindi internet è popolato da personaggi di ogni tipo, molti
con buone intenzioni e altri, molti altri, invece utilizzano questa
grande opportunità nei modi peggiori. Tutti noi siamo potenziali vittime della
rete.
La prima parte del volume
risulta essere in una terra di mezzo senza una chiara idea sulla platea di
lettori a cui si vuole rivolgere. Certi studenti universitari la troverebbero
poco interessante, in quanto molti degli argomenti trattati sono riscontrabili
anche nei libri di testo delle facoltà sociologiche e letterarie; termini
come “citizen journalism”, “echo chamber” e analfabetismo funzionale sono già
ampliamente di uso comune tra gli studenti e anche tra i lettori più esperti ed
informati. D’altra parte, per coloro che non hanno familiarità con questo
genere di argomenti, la lettura risulta un po’ criptica, poco dettagliata e
anche poco esaustiva; certe note di colore, che sarebbero state molto interessanti,
vengono raccontate in modo sbrigativo e questo ha fatto perdere la forza
dell’impatto iniziale che dovrebbero avere i primi capitoli di un volume.
Nella seconda parte del
libro il racconto si fa sempre più interessante, gli autori
analizzano dati statistici di ricerche nostrane ed estere che fanno
comprendere le vere dinamiche della disinformazione: come avviene, come si
evolve, come si radica nella mente delle persone e quanto è difficile
estirparla, sempre se sia possibile. Vengono snocciolati dati quasi
sconvolgenti che fanno entrare il lettore in un episodio
di “Black Mirror” anche se purtroppo in questo caso non si tratta di
finzione. Le informazioni vengono date con esaustività e sono accompagnate
da percentuali e dati che impattano sulla lettura senza però risultare
stucchevoli, anzi, arricchiscono il contenuto.
Misinformation apre un vaso
di Pandora su un problema sociale di cui si era scalfita solo la superficie,
affrontando argomenti come il mancato controllo delle fonti giornalistiche, la
bolla protettiva dentro la quale si rifugiano gli internauti, lo sfuggire a chi
ha idee diverse dalle nostre, l’estremismo delle opinioni che viene alimentato
dalle dinamiche di gruppo. Tutti questi sono fattori sociali che prima
difficilmente venivano esplorati ma che stanno alla base della comprensione del
fenomeno della disinformazione.
Dopo la lettura di questo
libro sicuramente internet farà un po’ più paura, i social network hanno perso
la loro innocenza iniziale diventando mostri che rilasciano nel mondo grossi
quantitativi di fake news, giornalismo approssimativo e
disinformazione, il pericolo è reale; si passa dal condividere un
trafiletto di qualche pagina satirica, al calo dell’immunità di gregge,
problemi fittizi che arrivano al punto di diventare concreti, senza alcun
passaggio intermedio.
Fortunatamente c’è ancora speranza, non tutti condividono
notizie senza pensare, non tutti vogliono corrompere la società spargendo odio
e menzogne, tra gli internauti sono presenti anche i "debunker", eroi
moderni senza tutina e mantello che fanno della smentita delle bufale la loro
missione di vita. Non tutto è perduto quindi, ma non basta.
Libri come Misinformation sono preziosi, andrebbero letti
da tutti per raggiungere quel grado di consapevolezza necessario per poter
affrontare la rete e coloro che la popolano. L’oceano di internet è sconfinato
e noi siamo navigatori inesperti bisognosi di una guida che ci aiuti ad
utilizzarlo. Internet è e deve essere considerato una risorsa e non un
pericolo, solo usandolo nel modo giusto potremo ampliare le sconfinate
possibilità che ci offre.
Camilla Agoglio
Walter Quattrociocchi, Anronella Vicini
Misinformation – Guida alla società dell’informazione e della credulità
FrancoAngeli, Milano, 2016, pp. 145.
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