Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

_________________

Scorrendo questa pagina o cliccando un qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie presenti nel sito.



26 ottobre 2008

Flugschrift - La scritta sul muro

Slogan calcistici, apprezzamenti politici più o meno forbiti, addirittura dichiarazioni d’amore. Parlo naturalmente delle scritte che siamo ormai abituati a vedere, con sempre più noncuranza, sui muri delle nostre città. Sono talmente tante che difficilmente ne notiamo qualcuna, ma quella su cui mi è caduto l’occhio giovedì mattina, venendo in facoltà, è riuscita quantomeno a strapparmi un sorriso. Avrete sicuramente presente quegli scherzi di dubbio gusto, in cui si lascia su una parete il numero di telefono di un ignaro malcapitato, per fargli ricevere qualche telefonata non troppo piacevole, facendolo passare magari per una bella ragazza alla ricerca di avventure. Ecco, mi sono imbattuto in qualcosa di simile, ma decisamente inusuale. Invece del solito recapito telefonico, in pasto ai passanti era dato il contatto web-messenger del bersaglio della burla. Non che sia propriamente una notizia, ma credo che possa farci capire in modo molto “popolare”, quanto si sia ormai radicato nella gente comune, l’uso delle nuove forma di comunicazione legate ad internet. “C'è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti”, affermava Henry Ford, altrettanto io ritengo che solo quando le novità subentrano nella vita di tutti i giorni, è possibile rendersi conto delle nuove possibilità a nostra disposizione anche dalle piccole cose, piccole come una delle tante scritte sui muri. Forum, blog, siti e quant’altro, sono ormai alla portata di chiunque voglia darsi la pena di premere un pulsante. E allora, quando davvero vogliamo ribadire le nostre libertà, usiamo queste recenti opzioni che la rete ci offre. La libertà di parola e pensiero è come un muscolo: non basta sapere di averla, va usata, allenata, sviluppata, pena l’atrofia. Tra i miei conoscenti sento molta delusione, ma a che pro chiosare “piove, governo ladro!” quando finalmente tutti abbiamo tra le mani il mezzo per dire la nostra? Certo, con fatica. Certo, inizialmente con minime prospettive di essere letti, se non da pochi amici. Ma sono questi ostacoli che nella storia del mondo hanno saputo fermare le grandi idee?
Vorrete scusarmi se non parlo di fatti d’attualità o simili, ma vivo da molti anni la fantastica avventura che, non senza difficoltà e brusche frenate, sta donando all’uomo una nuova dimensione colma di opzioni, forse non abbastanza recepite. Mi rendo conto che tutto questo possa sembrare ingenuo, acquisito, scontato. Ma io credo che sia solo un punto di partenza. Un promettentissimo punto di partenza. Quantomeno per me che, almeno in questo campo, trovo motivi per essere ottimista. Un ottimista del web 2.0.
Fabio Fundoni

Nessun commento:

Archivio blog

Copyright

Questo blog non può considerarsi un prodotto editoriale, ai sensi della legge n. 62/2001. Chi desidera riprodurre i testi qui pubblicati dovrà ricordarsi di segnalare la fonte con un link, nel pieno rispetto delle norme sul copyright.