Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

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30 novembre 2019

In libreria

Laura Guglielmi
Le incredibili curiosità di Genova 
Uno sguardo su più di mille anni di storia della Superba
Newton Compton, Roma, 2019, pp. 256.
Descrizione
Genova, la Superba. Un volo d'uccello su più di mille anni di storia, che racconta tra le altre cose le imprese di Guglielmo Embriaco in Terra Santa, la famosa congiura dei Fieschi, non dimenticando Balilla e la rivolta antiaustriaca del 1746, il Risorgimento e il ruolo di Mazzini, nonché la lotta partigiana. Una città che ha sparso la sua cultura prima nelle colonie del Mediterraneo, poi nelle Americhe con i suoi emigrati. Scrittori, poeti, artisti e viaggiatori, Genova è stata meta per centinaia di anni delle menti migliori che hanno lasciato tante testimonianze sulla città. E poi i suoi cibi, dal mitico pesto alla cima. Senza dimenticare i cantautori e i comici. Uno sguardo curioso che si allarga anche al Golfo del Tigullio e ai monti che la cingono. Tra i fatti più sconosciuti: il Mar Nero nel Trecento era chiamato Lago Genovese e la Lanterna, simbolo della città, è il faro più alto del Mediterraneo.

Indice del libro
Come i genovesi hanno venduto san Giorgio e il suo drago agli inglesi
Quando il veneziano Marco Polo scrisse Il milione nelle prigioni genovesi
Galata, la colonia genovese di Istanbul e l’impero commerciale della repubblica
La Lanterna, il faro più alto del Mediterraneo
Cristoforo Colombo: colonizzatore o eroe?
Andrea Doria e il gatto corsaro Dragut
La famosa ospitalità genovese: i palazzi dei Rolli, patrimonio dell’UNESCO
Perché i pittori fiamminghi Rubens e Van Dyck sono a Genova?
Il gioco del lotto è nato a Genova, una diavoleria che risale all’ammiraglio Andrea Doria
I camalli e un mondo che non c’è più 
Eugenio Montale, il ragioniere che vinse il Nobel
Una bomba inesplosa nella cattedrale di san Lorenzo
25 aprile 1945: Genova si libera da sola.

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29 novembre 2019

In libreria

Daniele Biacchessi
Radio on. I ragazzi che fecero l'impresa delle radio libere
Jaca Book, Milano, 2019, pp. 288.
Descrizione
Radio On è la storia straordinaria e inedita dei ragazzi che fecero la grande impresa: trasformare le prime radio libere in aziende vere e proprie. Dalle prime sperimentazioni piratesche della prima metà degli anni Settanta alla riforma Rai (la prima legge n.103 del 14 aprile 1975 che introduce nuove norme in materia di diffusione radiotelevisiva in Italia), fino alla sentenza della Corte costituzionale del 1976 che dichiara il monopolio Rai ancora legittimo per quanto riguarda le trasmissioni nazionali, ma afferma il principio della libertà d’impresa radiotelevisiva a livello locale. Si tratta di una storia che attraversa la grande Storia italiana, narrata dall’interno delle radio private. L’autore è stato infatti uno di quei ragazzi che alla metà dei Settanta ruppero il monopolio e costruirono negli anni ciò che ascoltiamo oggi: dalle prime cassette ai registratori a bobina, dai primi computer arcaici fino ai gioielli delle nuove tecnologie di oggi.

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23 novembre 2019

In libreria

Marco Imarisio
Le strade parlano. Una storia d'Italia scritta sui muri, 
Rizzoli, Milano, 2019, pp. 240.
Descrizione
A poco a poco, negli ultimi vent’anni le città italiane si sono vestite di un abito nuovo, la street art. I murales, inizialmente per lo più illegali, sono diventati oggi decorazioni urbane che catturano e divertono lo sguardo. Opere in perpetua trasformazione, fragili ed effimere (spesso vengono cancellate o rimosse), non hanno però un valore esclusivamente estetico. Sono anche, o forse innanzi tutto, specchio e commento dell’attualità. Dipingono persone e fatti, individuano comportamenti e tendenze in una chiave nuova – ora commossa, ora ironica, ora irriverente –, mai piatta. Questo libro nasce da un’idea originale. Marco Imarisio, che da vent’anni racconta l’Italia giorno dopo giorno, si lascia ispirare dall’arte urbana per cogliere i fenomeni più significativi del nostro tempo dall’immigrazione alle battaglie per i diritti, dalle questioni “a margine” (TAV, trivelle...) agli eroi come Totti, Maradona e Pavarotti. Se poi i poster estemporanei di TvBoy leggono lucidamente la vita politica del Paese, gli occhi tristi del contadino ritratto da Vhils sui silos del porto di Catania ci portano alle vicende della Diciotti e della Aquarius che sono state bloccate proprio lì davanti. Armando Cossutta in versione Andy Warhol fa pensare alla trasfigurazione di un’ideologia, oggi tanto mutata rispetto al secolo scorso. Al contrario, le sfumature di nero e di grigio del cadavere di Moro o del ritratto di Falcone e Borsellino ci ricordano lutti che la nostra società non potrà mai elaborare. Ricchissimo di immagini preziose (alcuni dei murales riportati non esistono più e ne sono state recuperate rare foto da archivi specializzati), Le strade parlano è un libro unico per capire quanto siamo cambiati nell’ultimo quarto di secolo, come si siano evolute le nostre città – da una Milano all’avanguardia europea, ma ancora memore di luci e ombre del suo passato, a una Genova sempre ferita, tra G8 e Ponte Morandi – e quali fattori abbiano forgiato immaginario, bisogni e desideri di tutti noi.

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20 novembre 2019

In libreria

Ada Fichera, 
L' Italia del «bello scrivere».
Storie del giornalismo culturale dalla Terza pagina a oggi
Minerva editori, Bologna, 2019, pp. 155.
Descrizione
La cultura è l'anima di una società, strumento per la sua elevazione e per la sua libertà. È da tale presupposto che ha inizio questa analisi storica, sociologica e filosofica, del giornalismo culturale di ieri e di oggi in Italia. Dalla "Terza pagina", perfetto connubio di letteratura e informazione, alle rubriche dei quotidiani odierni, Ada Fichera ripercorre più di un secolo di storia culturale del nostro Paese, narrando le vicende, ma anche le polemiche e i dibattiti relativi a un mondo tanto affascinante quanto complesso. Chi scrive per mestiere non può rimanere immune alla seduzione di quella che era "la Patria del bello scrivere". Così i contributi delle migliori penne della letteratura nazionale, quali D'Annunzio, Buzzati, Capuana, Pirandello, Calvino, Moravia, Montale, Deledda, divengono patrimonio da tramandare e fondamento per i successivi inserti centrali degli anni Novanta, per i supplementi domenicali attuali, per le rubriche on line e per gli ulteriori sviluppi digitali e "social" del terzo millennio, in un percorso che conduce il lettore attraverso una delle più belle tradizioni italiane di tutti i tempi. Prefazione di Gennaro Malgieri.

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18 novembre 2019

In libreria

Stig Dagerman
Autunno tedesco
Iperborea, Milano, 2018, pp. 160.
Descrizione
Nel 1946 furono molti i cronisti che accorsero in Germania per raccontare quel che restava del Reich finalmente sconfitto, ma dal coro di voci si distinse quella di uno scrittore svedese di ventitré anni, intellettuale anarchico e narratore dotato di una sensibilità fuori dal comune, inviato dall’Expressen per realizzare una serie di reportage poi raccolti in un libro che è considerato ancora oggi una lezione di giornalismo letterario. Mentre le testate di tutto il mondo offrono il ritratto preconfezionato di un Paese distrutto, che paga a caro prezzo gli orrori che ha seminato e dal quale si esige un’abiura convinta, Dagerman, libero da ogni pregiudizio ideologico e rifiutando ogni generalizzazione o astrazione dai fatti concreti e tangibili, si muove fra le macerie di Amburgo, Berlino, Colonia, su treni stipati di senzatetto e in cantine allagate dove ora vivono masse di affamati e disperati, cercando di capire nel profondo la sofferenza dei vinti. Ne emerge un quadro molto più complesso di quello che è comodo figurarsi. Mentre ci si accanisce a cercare nostalgici nazisti, Dagerman si chiede come può un padre che vede morire il figlio di stenti dichiarare che ora sta meglio di prima; mentre le potenze occupanti pensano a punire e ad allestire processi, Dagerman descrive la «messinscena» di una denazificazione di facciata e la morte spirituale di un Paese che è troppo impegnato a lottare ogni giorno con la morte per riflettere sui propri errori, perché «la fame è una pessima maestra» per educare i colpevoli. Con il suo acume analitico e la sua empatia capillare, Dagerman scava nelle contraddizioni della Germania postbellica offrendoci un manifesto di accusa contro tutte le guerre, e una riflessione amaramente attuale sul potere, la giustizia e lo Stato.

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16 novembre 2019

In libreria


Davide Rampello - Antonio Carnevale
L' Italia fatta a mano. I beni culturali viventi. 
Skirà, Milano, 2019, pp. 118.
Descrizione
«Sarebbe un errore pensare ai beni culturali soltanto in termini di oggetti d'arte. Beni culturali non sono solo la pittura, la scultura e l'architettura che secoli di storia ci hanno lasciato in eredità e che si aggiungono alle creazioni di artisti del presente. Esiste un altro patrimonio, meno conosciuto e meno valorizzato, che merita questa definizione, ed è il lavoro manuale dell'uomo: quell'insieme di attività che ha trasformato il territorio in frutti dell'agricoltura e in risultati dell'allevamento; che ha fatto rivivere i materiali in prodotti dell'artigianato; che ha saputo coniugare la tradizione con l'innovazione, attraverso i secoli, fino a oggi. L'Italia è anche questo. E forse l'Italia dei beni culturali è oggi soprattutto questo, visto che il nostro Paese ha ceduto il primato della creatività artistica ormai da qualche secolo, mentre le tradizioni dell'Italia fatta a mano" hanno saputo rivivere attraverso le generazioni, assegnando al nostro Paese una reputazione planetaria legata al saper fare, alla qualità dei prodotti, alla loro unicità e rarità. È di questi beni culturali che si parla in questo libro. E sono beni culturali "viventi" perché l'accento - in queste pagine - cade sempre sull'uomo: non soltanto sul suo lavoro, ma anche sul modo in cui, nelle storie di persone diverse, il mestiere, la vita, i luoghi, la memoria e un'idea personale di futuro si sono legati e hanno dato un significato nuovo alle parole "tradizione", "innovazione", "qualità"». (Antonio Carnevale). Prefazione di Ilvo Diamanti.
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09 novembre 2019

In libreria

Sfogliare il passato. La storia nei giornali italiani
a cura di Barbara Bracco
Viella edizioni, Roma, 2019, pp. 132.
Descrizione
Già un secolo fa, in un’Italia alle prese con la prova della Grande guerra, lo storico Gioacchino Volpe, autore anche di articoli per i quotidiani milanesi, si chiedeva quale funzione politico-culturale potessero svolgere il passato e la sua narrazione nel turbinio del presente, e quale potesse essere il ruolo sociale dei giornalisti/storici e degli storici professionisti. Quello tra storia e giornalismo è infatti un rapporto che non è mai stato facile. Oggi quella relazione si è ulteriormente complicata; ma sembra che la storia, ormai onnipresente, abbia trionfato. Scuola di complessità o semplice intrattenimento, adesso la storia si offre come un ingrediente essenziale della comunicazione pubblica. E dalle pagine culturali alle cronache politiche, dall’istituzione di un canale Rai interamente dedicato alla musa Clio alle molte società che si occupano della costruzione di eventi di sapore storico, almeno in apparenza il passato sembra dominare l’orizzonte culturale degli italiani. Ma è davvero così?
*link all' Indice del libro.


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06 novembre 2019

In libreria

Dario Fertilio
Ultime notizie dal diavolo. 
I segreti della disinformazione dall'antichità alle fake news
Guerini scientifica, Milano, 2019, pp. 284.
Descrizione
Le notizie del diavolo, oggi conosciute come fake news, non nascono con internet ma sono antiche quanto il mondo. Dagli albori della guerra di Troia, fino alle manipolazioni digitali di oggi e all'uso spregiudicato degli algoritmi, l'ombra oscura della disinformazione, simile a un veleno inodore e insapore, accompagna e avvelena ogni tipo di nostra comunicazione, privata e pubblica, giornalistica e scientifica, letteraria e commerciale. Prolungando in forme diverse l'arte della guerra e della politica, la disinformazione si è ingigantita insieme con lo sviluppo dei mass media, e oggi ha raggiunto il culmine attraverso il mezzo digitale. Nessuno può sperare di esserne immune e anzi, come si usa dire a proposito del diavolo, uno dei suoi trucchi è quello di far credere che non esista. Per contrastarla abbiamo bisogno di conoscerne la storia, le motivazioni e le tecniche. "Ultime notizie dal diavolo" di Dario Fertilio si propone come un manuale di autodifesa e uno strumento di libertà contro le menzogne di massa.

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03 novembre 2019

Haters involontari

Nel Web esistono persone ancora convinte che un post lanciato nei social resti tra le mura domestiche, quasi stupite poi che in un lampo quel messaggio (ritenuto quasi privato) abbia raggiunto migliaia di lettori, che a loro volta rilanciano producendo talvolta effetti devastanti per il sentire democratico.
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