Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

_________________

Scorrendo questa pagina o cliccando un qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie presenti nel sito.



Visualizzazione post con etichetta Gossip. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gossip. Mostra tutti i post

18 marzo 2025

Giornalismo d'assalto

 La vita di un uomo viene sporcata per sempre se finisce su un settimanale” 

Nanni Moretti Palombella rossa  1989.

___

16 maggio 2011

Impossibile resistere alla voce di corridoio


Ne siamo circondati. Si diffondono e ci contagiano in maniera pandemica, tanto che è impossibile non aver mai avuto a che fare con una di queste piccole pulci. Sono i gossip, i rumors, le voci. Molte parole per definire le notizie false e infondate. “Ho sentito”, “si dice che”, “voci di corridoio dicono”, iniziano tutte con le stesse introduzioni, le stesse formule, come le fiabe.
Cass R. Sunstein, nel suo saggio Voci, gossip e false dicerie, mette in guardia il lettore e spiega il fenomeno, ammiccando spesso alla psicologia cognitiva e proponendo il tema in modo piacevole, tanto che il libro può essere letto in un paio d'ore. Facendo spesso riferimento a eventi ben conosciuti e all'attualità l'autore esamina i processi che sono dietro alla proliferazione del gossip, aiutandoci a capire come è facile cascare nella voce senza nemmeno rendersene conto.
Le paure e le speranze sono inneschi eccezionali, i quali alimentano i dubbi, le paure, le speranze della gente nei confronti del governo, dei gruppi terroristici, di particolari personalità o anche, molto banalmente, del vicino di casa.
Sunstein sostiene che le voci infondate non sempre nascono con l'intento di recar danno, ma spesso vengono diffuse semplicemente per supportare una causa o per promuovere quello che è ipoteticamente il bene pubblico. Ovviamente la maggior parte di queste notiziole nasce con l'intento di calunniare e di danneggiare, soprattutto per quanto concerne la sfera politica ed economica di un paese. E le persone ci cascano, sempre.
Quante volte si crede incondizionatamente a un rumors solo perché veniva dipinto male un personaggio che già non si apprezzava precedentemente? E spesso, per far cadere questa voce, ci si è sentiti sia presi in giro sia seccati proprio perché era una falsità e non un'informazione veritiera.
Il problema che sorge quando ci si trova davanti a fenomeni del genere consiste nell'entrata in gioco di una molteplicità di fattori come le conoscenze che si possiedono, le emozioni, le nostre convinzioni. Questi aggirano le nostre informazioni e le nostre capacità di raziocinio e innescano in noi meccanismi nei quali è davvero facile cadere.
L'autore espone alcune di queste “trappole”, tra cui le cascate sociali, le quali consistono nell'assecondare e attuare affermazioni e comportamenti di un leader, o la polarizzazione dei gruppi, che si manifesta quando più persone con le stesse idee si incontrano e approdano a idee più estreme.
La paura di non essere al passo coi tempi, di essere considerati ignoranti o non accettati fa sì che spesso si cada in questi spiacevoli fattoidi.
Sunstein analizza soprattutto i nostri tempi, cioè l'era di internet, in cui è ancora più facile cascare in questo tipo di voci, celate dietro a un post di un blog o da un video su YouTube, tanto più che ci si sente attirati da i numeri delle visualizzazioni o dal consiglio di un amico.
Alla luce di quanto viene chiarito nel saggio si arriva a comprendere il vero danno che può derivare da un'eccessiva proliferazione di rumors: un pericolosissimo effetto censura (chilling effect), il quale minaccia la libertà d'espressione e la democrazia stessa. Una buona informazione, equilibrata e sostanzialmente obiettiva, potrebbe contrastare questo dilagare delle voci di corridoio. Le correzioni e le rettifiche, per quanto tempestive, invece potrebbero rafforzare la forza della diceria, attirare ancora di più, anche perché nella mente scatterebbe improvvisamente la diffidenza per chi corregge, a causa delle convinzioni pregresse.
Un interessante saggio su un fenomeno così diffuso e incontrollabile, e che, allo stesso tempo, fa riflettere sulla funzione dei fautori dell'informazione. Propone una tesi assolutamente condivisibile ma non pone davvero una base per arginare la crescente mole di rumors, forse perché non esiste una soluzione davvero efficace. Infatti il citato chilling effect, a mio avviso, oltre a essere una soppressione barbara, non sembrerebbe essere così efficace, considerando l'impossibilità, almeno per quanto concerne il web, di risalire al propagatore della diceria.
Dario Veglia


Cass R. Sunstein
Voci, gossip e false dicerie.
Come si diffondono, perché ci crediamo, come possiamo difenderci
Milano, Feltrinelli, 2010, 105 pp.

____

16 dicembre 2010

Non credere sempre a chi ti dà notizie

Noli tu quaedam referenti credere
semper: exigua est tribuenda fides, qui multa locuntur
"Non credere sempre a chi ti dà notizie:
bisogna avere poca fiducia in chi parla molto"
(Catone, distico 2,20)


Si materializzano dal nulla e si propagano alla velocità della luce. La loro diffusione è incontrollabile, le loro conseguenze imprevedibili. Sono le dicerie, il flatus vocis della maldicenza. Semplicissimi da divulgare, una volta messi in circolo i rumors sono quasi impossibili da gestire: chi ne è vittima rischia addirittura di rafforzare il loro potere persuasivo, qualora cercasse di smentirli. Il politologo americano Cass P. Sunstein, nel breve e acuto saggio (Voci, gossip e false dicerie), spiega la genesi e la diffusione virale della patologia comunicativa dei rumors con diligenza scientifica e un taglio spiccatamente giuridico.
La diceria è una notizia di cui non è attestata la veridicità, un pettegolezzo che può nascere con buone o cattive intenzioni e può essere messo in circolazione a seconda del proprio interesse personale. Ma perché le persone danno credito a queste dicerie, per quale motivo ci sono gruppi più sensibili di altri a certi rumors, e soprattutto, come è possibile difendersi dagli effetti devastanti delle voci false? Sunstein, nelle novantasette pagine del saggio, cerca di svelare i segreti di Fama, la personificazione virgiliana della maldicenza che tutto vede e tutto spiffera coi suoi cento occhi e le sue cento maligne bocche. L’analisi del politologo risulta assai chiara ed efficace perché è radicata nella contemporaneità: gli esempi tratti dall’attualità della politica e delle relazioni internazionali rendono lampante la saldatura fra teoria e prassi; questo nesso strettissimo rivela tuttavia l’amarezza di una realtà messa in ginocchio dalla proliferazione irrefrenabile delle notizie false. Di fronte alla loro potenza emerge tutta la fragilità del raziocinio umano, ed ecco che l’autore si sofferma a esaminare il processo attraverso cui le persone giungono a dare credito ai rumors. Le convinzioni pregresse, i fattori emotivi, il grado di fiducia nelle informazioni che si possiedono, sono tutti elementi che influiscono sulla nostra capacità di giudizio,e quindi sulla nostra sensibilità all’ascendente delle dicerie. Il timore di sentirci inadeguati, la vergogna di essere considerati dal nostro gruppo dei pari ignoranti o poco attenti a ciò che accade intorno a noi, producono come effetto l’adeguamento conformistico a notizie, magari false, riportate da persone in cui riponiamo la nostra fiducia. Le dicerie si espandono a macchia d’olio attraverso diversi meccanismi, come le cascate informative e le polarizzazioni, e le persone, soprattutto quelle poco informate, cedono alla tentazione di credere alle voci di corridoio, che seppelliscono il senso critico in fondo alla coscienza, sopendo la sua già flebile voce.
Tutti, specialmente nell’era di internet e delle tecnologie di comunicazione in tempo reale rischiano di vedersi danneggiati dalle calunnie. I motori di ricerca, i blog, i forum e i siti in generale veicolano notizie di dubbia provenienza e di non comprovata veridicità, e in questa realtà virtuale è sempre più difficile proteggere la propria privacy. Si staglia all’orizzonte il dibattito già illuministico sull’incerto limen tra pubblico e segreto, tra libertà e sicurezza. In queste sabbie mobili è difficile, e spesso controproducente, cercare di porre un limite a questo fenomeno. Il chilling effect, cioè il timore di incappare in sanzioni civili o penali per avere espresso le proprie idee, può limitare calunnie devastanti, con il rischio però di imprigionare il libero pensiero. Il saggio si conclude con le proposte dell’autore per conciliare le conoscenze sulle trasmissioni delle dicerie con i termini delle leggi.
Dalle pagine di Sunstein traspaiono fondamentalmente il diritto e il dovere assoluti di tenersi informati, che confluiscono in una responsabilità personale precisa e stringente nel momento della divulgazione delle notizie: occorre forgiarsi una capacità di giudizio critico che permetta di discernere tra ciò che è vero e ciò che è falso, senza lasciarsi condizionare e abbindolare a priori dalle opinioni altrui.
Marta Paonessa



Cass R. Sunstein

Voci, gossip e false dicerie.
Come si diffondono, perché ci crediamo, come possiamo difenderci
Milano, Feltrinelli, 2010, 108 pp.




___

28 ottobre 2010

Riprendiamoci la facoltà di distinguere ciò che è vero da quello che non lo è!

Se l’intento di Cass R. Sunstein era quello di farci venire dei dubbi su tutto quello che sappiamo e che crediamo, penso che il suo obiettivo sia stato più che raggiunto. Con semplicità ci prende per mano e ci accompagna nel mondo che sta dietro alla realtà, ci porta lì dove tutto il sapere viene creato e ci spiega i meccanismi. Ci fa capire come sia facile omologare il proprio pensiero alle altre persone e come non ci pensiamo due volte a estremizzarlo al massimo se ci sentiamo spalleggiati. L’autore utilizza sempre un linguaggio molto scorrevole (o comunque così l’ha tradotto Lucia Cornalba) e con esempi pratici, tratti dalla Storia, fa valere ancor di più le sue tesi.
Lì per lì ci si sente delle persone stupide, senza personalità, però proseguendo con la lettura ci risulta quasi inevitabile tutto questo. I gossip, i rumors, le false dicerie, come le si voglia chiamare, si diffondono peggio di un’epidemia di colera ai tempi della Guerra dei Cent’anni, ma perché? Tutti ne sono colpiti, e lo sono sempre stati, dalla nascita della parola. Verrebbe da pensare che nessuno ha abbastanza coraggio, voglia o cervello da riuscire a smontare una bugia, però in ogni pagina del libro ci rendiamo sempre più conto di far parte anche noi di quel processo di diffusione e creazione di calunnie. Sarà capitato a chiunque di credere a qualcosa solo perché una persona fidata ha detto che era vero. Oppure non avere quasi il coraggio di far valere le proprie opinioni solo perché il nostro era il pensiero meno quotato. A volte è più semplice allinearsi alle argomentazioni degli altri, perché se sono in tanti sarà il pensiero giusto, o, ancora peggio, perché si potrebbe essere emarginati, e questa è un’epoca in cui l’uomo è solo e sempre più isolato, quindi si ricerca l’unione con qualcuno, anche se questa arriva a scapito delle nostre idee.
Un problema grosso si ha quando è una fonte autorevole a diffondere falsità, è quasi inevitabile non crederci, anche dopo che le nostre conoscenze personali hanno ripassato approfonditamente tutto il nostro sapere e che mette in dubbio quell’argomento. A questo punto però tutte le nostre barriere cadono e lietamente ci adeguiamo a quello che è il sapere comune e condiviso da tutti. Ancora di più, se quello che ci viene “svelato” è quello che già credevamo, ci facciamo cullare nella consapevolezza di aver ragione.
Chi ha quest’autorevolezza di fonte importante dovrebbe saper gestire, o imparare a farlo, il proprio potere e cercare di scoprire ciò che veramente è la realtà, prima di dare in pasto all’opinione pubblica persone comuni o personaggi famosi solo perché “si dice che”. Un esempio, riguardo il potere dei mass media, lo ritroviamo quando vengono create prime pagine e grandi titoli con la notizia che una persona è un delinquente, un molestatore, o chissà di quale reato viene accusato; quando però questa stessa persona, dopo lunghi processi, viene scagionata, la notizia nei giornali e nei tg viene relegata a 5 righe in una zona della pagina che difficilmente attirerà il nostro sguardo. Dunque quella persona per noi sarà sempre ingiustamente una cattiva persona solo perché è facile denigrare qualcuno, ma è difficile risollevare la sua reputazione.
Con l’avanzare sempre più impetuoso di internet tutti i processi vengono estremizzati, sia in bene che in male. Il web è una potente macchina di informazione, con il problema però che non tutti i siti hanno la stessa visibilità, quindi c’è comunque il rischio che proprio quella notizia che dice la verità non verrà messa in primo piano da nessun motore di ricerca e quindi si perderà nella moltitudine di siti. Al contrario saranno visibili tutti gli altri che non apportano nessun valore aggiunto.
Una soluzione per proteggersi dalle ondate di disinformazione e sapere condizionato sarebbe quindi il chilling effect (la censura), sarebbe però chiaramente molto dannoso alla storia dell’umanità. C’è da chiedersi se a volte non è più dannosa la libera circolazione delle idee, o il suo impedimento. In ogni caso, visto che dopo tante lotte, abbiamo la libertà di stampa, e ci teniamo a conservarla, nell’ultima parte del suo libro, Sunstein fa alcune proposte per regolamentare il flusso di pensieri personali. Quindi sbaglia dovrebbe ritrattare nel momento in cui la notizia si rivelasse falsa mentre nel mondo di internet dovrebbe svilupparsi il diritto di segnalare e richiedere la rimozione di una notizia non vera.
Non ci resta che informarci il più possibile per creare la nostra opinione così da non credere incondizionatamente a ciò che ci viene detto; soprattutto dovremmo dotarci di forza di volontà e far valere ciò che riteniamo sia vero, perché, chi lo sa, potremmo essere convincenti e portare dalla nostra parte altre persone, e assieme diffondere quello che può essere il giusto pensiero.

Silvia Dessì




Cass R. Sunstein

Voci, gossip e false dicerie.
Come si diffondono, perché ci crediamo, come possiamo difenderci
Milano, Feltrinelli, 2010, 106 pp.




20 agosto 2010

In libreria

Anna Tonelli
Stato e spettacolo. Pubblico e privato dagli anni 80 a oggi
Milano, Bruno Mondadori, 2010, 192 pp.
Scheda
Il rapporto tra pubblico e privato nella società contemporanea è un tema di forte attualità, ma sinora non è mai stato affrontato con un taglio storico. Lo fa per la prima volta questo volume, che analizza con sguardo acuto le origini e le modalità con cui la dimensione intima si è affermata sulla scena pubblica italiana, dagli anni Ottanta a oggi. Per scattare la fotografia di una società che celebra il trionfo del privato spettacolarizzandolo, l’autrice si sofferma su diversi, significativi fenomeni: dal culto del corpo alla febbre del sabato sera, dalle confessioni personali in radio o in Tv alle lettere ai giornali. E soprattutto dà spazio al privato esibito in politica, passando per i balli e i karaoke dei leader di partito, le storie d’amore degli esponenti del Pci e il “celodurismo” della Lega, per arrivare alle discussioni sull’aborto, sulle unioni civili e sul testamento biologico. Senza tralasciare i riferimenti all’attualità, con la trasformazione della politica e della società in un “reality show”.
*link all'Indice  del libro sul sito dell'editore.

___

18 agosto 2010

In libreria

Massimiliano Panarari
L'egemonia sottoculturale. L'Italia da Gramsci al gossip

Torino, Einaudi, 2010, 145 pp.
*link alla scheda del libro [leggi tutto]
___

Cass R. Sunstein
Voci, gossip e false dicerie. Come si diffondono, perché ci crediamo, come possiamo difenderci
Milano, Feltrinelli, 2010, 106 pp.
*link alla scheda del libro  [leggi tutto]
*segnalati da C.S.
___

Archivio blog

Copyright

Questo blog non può considerarsi un prodotto editoriale, ai sensi della legge n. 62/2001. Chi desidera riprodurre i testi qui pubblicati dovrà ricordarsi di segnalare la fonte con un link, nel pieno rispetto delle norme sul copyright.