Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

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05 maggio 2021

In libreria

Martin Latham
I racconti del libraio
Rizzoli, Milano, 2021, pp.408
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Descrizione
L'amore per i libri ha sempre superato ogni ostacolo, la passione per la lettura non si arresta nemmeno di fronte alle prove più ardue; basti pensare alle vicende dei volumi costretti alla clandestinità, come le opere di Solzenicyn fotocopiate in segreto negli uffici del Cremlino o le copie della Fattoria degli animali di George Orwell conservate in un nascondiglio a Berlino Est.Attraverso un caleidoscopio di citazioni, aneddoti e ritratti di personaggi indimenticabili, Martin Latham ci racconta la storia della nostra ossessione per i libri, in tutte le sue infinite sfumature. Dalla penombra di antiche grotte in Cina alle bancarelle di Parigi, da Brooklyn a Francoforte, ci conduce tra bibliofili folli, monaci medievali, rockstar,
minatori, carpentieri e calzolai, uomini politici e generali - tutti accomunati dalla passione libresca. Ci invita a scoprire il fascino dei marginalia, le note a margine manoscritte che per secoli hanno fatto dannare i bibliotecari; o quegli album composti di citazioni ritagliate noti come commonplace books; o ancora i chapbooks, gli antenati dei moderni libritascabili, ritenuti prodotti dozzinali eppure tanto amati da Blake, Dickens, Stevenson e Shakespeare. Ci parla dei comfort books, i «libri di consolazione», quelli che possiedono il potere di portarci in luoghi migliori, tanto che scovarne uno «è, come quando ci si innamora,  un'esperienza indimenticabile». E ci ricorda che Napoleone portava sempre in battaglia la sua copia dei Dolori del giovane Werther. Storia culturale, memoir autobiografico, zibaldone di curiosità, ma soprattutto sincera lettera  d'amore al libro in quanto oggetto meraviglioso e immortale, questo volume fascinoso e divertente racconta la storia di un libraio particolare, di tanti lettori e di molti, moltissimi libri.

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23 marzo 2021

In libreria

Marina Roggero
Le vie dei libri
Letture, lingua e pubblico nell'Italia moderna
Il Mulino, Bologna, 2021, pp. 296.
Descrizione
Questo libro studia le radici di un problema che ha segnato la storia dell’Italia, e ne ha fatto un paese di pochi lettori, ove anche gli studenti hanno scarsa dimestichezza con le parole dei libri e faticano a orientarsi fra lessico e sintassi. Al centro vi sono i lettori e le letture popolari in età moderna, in particolare le letture di svago, affrontate intrecciando prospettive diverse − dall’alfabetizzazione alla lingua, dai libri ai processi educativi −, e analizzate per cogliere fenomeni di lungo periodo: l’analfabetismo come piaga endemica dell’Italia dei secoli passati; il divario fra colti e semicolti scavato da una lingua scritta ‘bella e impossibile’; e il disagio e l’incertezza che per molto tempo nel nostro paese hanno caratterizzato le pratiche di lettura.

*Link all' Indice del libro.



Della stessa autrice v. anche:
Marina Roggero
Le carte piene di sogni
Testi e lettori in età moderna

Il Mulino, Bologna, 2006, pp. 288.

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08 marzo 2021

In libreria



Irene Piazzoni
Il Novecento dei libri. Una storia dell'editoria in Italia
Carocci, Roma., 2021, pp. 512.

Descrizione

I libri progettati e messi in commercio come diapason della vita culturale di una comunità nazionale: seguendo questa suggestione, il volume ripercorre, fra tornanti politici, guerre, passioni ideologiche, stagioni filosofiche, orientamenti del gusto, tradizione, modernità e “postmodernità”, la storia dell’editoria italiana nel Novecento. Un secolo in cui essa è stata agone e canale di espressione strategici per intellettuali, riviste, partiti, gruppi d’opinione; in cui ha percorso la rotta dall’apogeo alla crisi della sua funzione “demiurgica”, dall’artigianato all’industria, dalla struttura famigliare alle concentrazioni fino alla progressiva globalizzazione; in cui si è misurata con le sfide poste dall’evoluzione del pubblico e con la presenza di una sempre più gremita e competitiva arena mediatica. La parabola tracciata porta alla luce nodi ancora attuali e solleva interrogativi sull’identità, sul ruolo e sulla responsabilità dell’editoria al dischiudersi del nuovo millennio.

*link all' Indice  del libro.

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29 dicembre 2019

In libreria

Robert Darnton
Un tour de France letterario. 
Il mondo dei libri alla vigilia della Rivoluzione francese
Carocci, Roma, 2019, pp. 376.
Descrizione
Contrabbando, edizioni pirata, concorrenza sleale, perenni difficoltà finanziarie, censura, interferenze del governo... per le case editrici e i librai la fine dell’Ancien Régime fu un periodo burrascoso e rappresentò il tramonto di un mondo ricco e spietato, che l’autore ricostruisce attraverso il giro d’affari di un commesso viaggiatore per la Francia e la corrispondenza dei suoi clienti con la casa editrice svizzera STN, i cui preziosi archivi sono miracolosamente sopravvissuti fino ai giorni nostri.

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16 maggio 2019

In libreria

Lodovica Braida
L'autore assente
L'anonimato nell'editoria italiana del Settecento

Laterza, Roma-Bari, 2019, pp. 224.

Descrizione
L’editoria europea conosce nel corso del Settecento una fase di straordinario fermento: accanto all’estensione del mercato del libro, cresce sempre più l’affermazione della personalità creativa degli autori, e non è un caso che in quegli anni si inizi a riconoscere, almeno in Inghilterra, il diritto d’autore. L’Italia partecipa a questa vivacità intellettuale, ma accanto all’esigenza degli scrittori di affermare la propria identità, si affianca un’altra tendenza, sempre esistita, di segno contrario: la scelta di far circolare le proprie opere in forma anonima. Quali le ragioni dell’anonimato? Il silenzio d’autore è certamente legato a una logica di controllo per i generi su cui pesa il giudizio negativo della censura ecclesiastica. Ma c’è di più: scrivere libri che potevano essere considerati di basso profilo culturale, come molti romanzi o altri libri di larga circolazione, poteva nuocere al buon nome dell’autore. Meglio dunque rifugiarsi nell’anonimato. Un capitolo fondamentale e fin qui poco studiato della storia dell’editoria italiana.
Link all' Indice del libro.

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12 marzo 2019

In libreria


Loretta De Franceschi
Libri in guerra. 

Editoria e letture per i soldati nel primo Novecento
Mimesis, Milano, 2019, pp. 328.

Descrizione
La Grande guerra provocava in Italia molteplici conseguenze anche sul piano della produzione editoriale e della circolazione di materiale da lettura. Da un lato, l’evento bellico si traduceva in nuove iniziative di pubblicazione rivolte al pubblico sia al pubblico civile sia militare, diffondendo una tipologia documentaria estremamente varia per contenuti, forme e autori. Erano in maggioranza volumi e opuscoli con finalità propagandistiche e patriottiche, ma si imponevano anche tematiche prima mai affrontate di natura medica, assistenziale, tecnologica e sociale.
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06 marzo 2019

In libreria

Gabriele Turi
Libri e lettori nell'Italia repubblicana
Carocci, Roma, 2018, pp. 156.

Descrizione
Il mondo dell'editoria conosce ovunque, all'inizio del XXI secolo, un  processo di concentrazione e di forte concorrenza internazionale. L'Italia  non fa eccezione, come dimostra l'acquisto di RCS Libri da parte di  Mondadori nel 2016, ma ha alcune caratteristiche che risalgono al periodo preunitario: marcate specificità regionali, ampia presenza di editori  piccoli e medi, grande difficoltà nel creare "lettori", il cui numero rimane molto al di sotto di quello di altri paesi europei e ancora oggi ammonta a  meno della metà della popolazione rispetto ai due terzi in Francia e in Germania. Gabriele Turi racconta la storia dell'editoria nell'Italia  repubblicana rifiutando modelli di tipo sociologico, spesso astratti o generalizzanti, ma considerandone tutti gli aspetti in rapporto all'evoluzione  della società, e mette in dubbio che dalla concentrazione derivi una inevitabile omologazione dei linguaggi.
Indice
Premessa
 1. Le speranze e la realtà
 Gli editori possono rinnovare l'Italia/Il sistema editoriale
 2. Produzione e lettori: una geografia
 Centri editoriali/Lettori e non lettori
 3. Appartenenze
«La libreria è un tempio; il libraio un predicatore» /Voci di sinistra, e di
destra
 4. Editoria di cultura
 Intellettuali e progetti/Realizzazioni
 5. Da bambini a studenti
 Letteratura per l'infanzia e per i ragazzi/A scuola
 6. Espansione
 Differenze interne/Letteratura di consumo
 7. Crisi e concentrazioni
 Mercato di massa/Omologazione?
 Indice dei nomi
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31 gennaio 2019

In libreria

Ambrogio Borsani
La claque del libro. 

Storia della pubblicità editoriale da Gutenberg ai nostri giorni
Neri Pozza, Milano, 2019, pp. 187.

Descrizione

Abbandonato l'utero dello stampatore il libro si trova di fronte la spaventosa giungla del mercato. Editori rivali, eserciti di concorrenti, scrittori invidiosi, cecchini della critica, influencer malevoli. E su tutti domina il nemico mortale: l'indifferenza del mondo. Contro questi pericoli l'editore provvede a sostenere alcuni dei nuovi nati con squadre di promotori, uffici stampa, agenti pubblicitari. La claque del libro ricostruisce la storia delle promozioni editoriali nei secoli. A cominciare da Peter Shöffer, collaboratore di Gutenberg che nel 1469 per primo ebbe l'idea di stampare un foglio con diciannove titoli e di affiggerlo ai muri. Il libro di Ambrogio Borsani ripercorre le tappe fondamentali delle operazioni di sostegno al libro intrecciandole con la storia della pubblicità. Da Shöffer a Renaudot, primo teorico dello scambio. Da Parmentier a Diderot, infaticabile promotore dell'Encyclopédie. La grande stagione dei manifesti, da Chéret a Depero. Si ricostruiscono le case-histories di lanci clamorosi come quello di Fantomas, l'esempio più sorprendente di marketing tra i libri seriali del primo Novecento, e altri eventi straordinari come Via col vento e Il Piccolo Principe. Storie di grandi scrittori come Mark Twain, Hemingway e Steinbeck che si prestavano volentieri alla pubblicità. Un viaggio tra grandi successi e tonfi paurosi, fino a osservare il libro al tempo dei social. Follower, influencer, like, stroncature, cuoricini, emoticon ammiccanti o dispettosi, incensi e veleni della rete. Dai metodi inflazionati di promozione che promettono a tutti un grande successo al singolare caso di Rupi Kaur, astuta regina della poesia social. La storia del libro come racconto appassionante di splendori e miserie del mondo editoriale.
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01 dicembre 2018

In libreria

Alberto Manguel
Vivere con i libri. Un'elegia e dieci digressioni
Einaudi, Torino, 2018, pp. 128.
Descrizione
«Manguel ha tracciato una cartografia dell'eros della lettura. È il Don Giovanni delle biblioteche». «The Guardian» «Uno scrittore scrive quello che può, un lettore legge quello che vuole», disse una volta Jorge Luis Borges. Intendeva che il lettore gode di una libertà che allo scrittore è preclusa: libertà di immaginare e di imparare, certo, ma anche libertà di leggere o non leggere un libro, di decidere cosa è o non è un classico, di ignorare le mode o gli obblighi di lettura. Un lettore o è libero o non è. Forse non è eccessivo definire Alberto Manguel, scrittore, traduttore, critico, direttore della Biblioteca nazionale argentina, il «lettore definitivo». E infatti nel corso di una vita intera dedicata ai libri ha costruito una biblioteca personale di oltre 35 000 volumi. Ma cosa succede quando si ritrova a dover traslocare dalla sua casa nella Loira a un piccolo appartamento newyorkese? Succede che deve scegliere quali volumi portare con sé e quali lasciare in un deposito, passarli in rassegna, uno dopo l'altro, e ascoltare la loro voce. La biblioteca di Manguel, a parte una manciata di esemplari, non possiede volumi particolarmente rari: è composta tanto di umili tascabili quanto di volumi rilegati in pelle, di novità luccicanti e di malconci libri che si porta dietro in ogni trasloco fin da quando era bambino, libri belli e libri brutti. Il fatto è che i libri raccontano tutti una storia. Non solo quella che c'è scritta dentro (che a volte non è nemmeno la piú importante), ma quella che si portano dietro. Perché ogni biblioteca è un luogo di memoria: sugli scaffali si succedono non solo i volumi ma anche il ricordo di quando leggemmo quel determinato testo, la città in cui l'abbiamo comprato, la persona che ce lo consigliò, il piccolo o grande dolore che quella lettura ha saputo lenire. Una libreria è una collezione di malinconie e di gioie, un repertorio di persone amate o dimenticate, un tributo alla speranza (o all'illusione) che quell'inerme massa di carta possa in qualche modo restituirci l'immagine degli individui che siamo. Cosí, mentre imballava la sua biblioteca e ne ascoltava la voce, Manguel ha scritto questa luminosa elegia con «dieci digressioni» che è tanto un diario di letture quanto una meditazione appassionata e urgente sulla lettura nel tempo presente; un'autobiografia e una riflessione sull'importanza delle biblioteche pubbliche e delle librerie per cucire insieme il tessuto civile di una comunità; una storia d'amore e di libertà degna di Eco e di Borges.
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27 ottobre 2018

in libreria

Giorgio Fabre 
Il censore e l'editore. Mussolini, i libri, Mondadori
Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Milano, 2018, pp. 525.

Descrizione
La censura libraria fascista seguì un percorso incerto e contrastato rispetto ad altri tipi di controllo culturale, come quello su giornali, cinema, teatro e università. Solo in un secondo tempo, nel tentativo di plasmare l’opinione pubblica in senso nazionalista, razzista e bellicista, Mussolini si impegnò in prima persona nella creazione di un sistema di censura accentrato, pervasivo e articolato. Almeno fino al 1934, però, affrontò numerosi ostacoli di natura burocratica e diplomatica, e ancor più ostica si rivelò l’interazione con il mondo editoriale, un settore privato che contava già su un pubblico ampio e dai gusti raffinati. Ricco di molta documentazione inedita, questo libro offre una rilettura sorprendente di quell’evoluzione e del suo impatto sulla cultura e sull’editoria italiana, e indica anche quale fu l’intreccio tra le vicende della censura fascista e quelle della più importante casa editrice italiana, la Mondadori, il cui «sistema culturale» mostrava un profilo internazionale talvolta indigeribile per il duce. Mussolini fu solito dedicare moltissimo tempo non solo a valutare possibili sequestri e proibizioni, ma anche a indirizzare le pubblicazioni e le traduzioni, a offrire contratti, a lavorare i libri di suo interesse perfino da editor e correttore di bozze. Contro di lui, l’«editore» per eccellenza, Arnoldo Mondadori, difese l’azienda con straordinaria inventiva e un’attitudine pragmatica e camaleontica che spesso permise di aggirare di fatto le restrizioni del regime o di trarne addirittura vantaggio, smentendo le tesi spesso consolidate di una Mondadori allineata al fascismo. Concludono il volume 220 schede dettagliate su altrettanti libri e 170 autori Mondadori, coinvolti nella censura (tra loro Remarque, Faulkner, Zweig, Mann, Steinbeck, Vittorini, Moravia, Huxley, Simenon). Esse illustrano da un lato la pervicacia della censura, dall’altro la duttilità della casa editrice nel cercare di prevenirla rivedendo in modo opportuno testi, titoli e copertine, rimodulando le collane e tenendo «nel cassetto» le opere più scomode, in vista del crollo del regime.
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26 giugno 2018

In libreria

Gabriele Turi
Libri e lettori nell’Italia repubblicana
Carocci, Roma, 2018. pp. 156.

Descrizione
Il mondo dell’editoria conosce ovunque, all’inizio del XXI secolo, un processo di concentrazione e di forte concorrenza internazionale. L’Italia non fa eccezione, come dimostra l’acquisto di RCS Libri da parte di Mondadori nel 2016, ma ha alcune caratteristiche che risalgono al periodo preunitario: marcate specificità regionali, ampia presenza di editori piccoli e medi, grande difficoltà nel creare “lettori”, il cui numero rimane molto al di sotto di quello di altri paesi europei e ancora oggi ammonta a meno della metà della popolazione rispetto ai due terzi in Francia e in Germania. Gabriele Turi racconta la storia dell’editoria nell’Italia repubblicana rifiutando modelli di tipo sociologico, spesso astratti o generalizzanti, ma considerandone tutti gli aspetti in rapporto all’evoluzione della società, e mette in dubbio che dalla concentrazione derivi una inevitabile omologazione dei linguaggi.
Indice
Premessa 
1. Le speranze e la realtà - 
Gli editori possono rinnovare l’Italia/Il sistema editoriale 
2. Produzione e lettori: una geografia  - Centri editoriali/Lettori e non lettori 
3. Appartenenze  - «La libreria è un tempio; il libraio un predicatore»/Voci di sinistra, e di destra 
4. Editoria di cultura  - Intellettuali e progetti/Realizzazioni 
5. Da bambini a studenti  - Letteratura per l’infanzia e per i ragazzi/A scuola 
6. Espansione  - Differenze interne/Letteratura di consumo 
7. Crisi e concentrazioni - Mercato di massa/Omologazione? 
Indice dei nomi



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19 marzo 2018

In libreria

Gabriele Turi
Libri e lettori nell'Italia repubblicana
Carocci, Roma, 2018, pp. 154.

Descrizione
Il mondo dell’editoria conosce ovunque, all’inizio del XXI secolo, un processo di concentrazione e di forte concorrenza internazionale. L’Italia non fa eccezione, come dimostra l’acquisto di RCS Libri da parte di Mondadori nel 2016, ma ha alcune caratteristiche che risalgono al periodo preunitario: marcate specificità regionali, ampia presenza di editori piccoli e medi, grande difficoltà nel creare “lettori”, il cui numero rimane molto al di sotto di quello di altri paesi europei e ancora oggi ammonta a meno della metà della popolazione rispetto ai due terzi in Francia e in Germania. Gabriele Turi racconta la storia dell’editoria nell’Italia repubblicana rifiutando modelli di tipo sociologico, spesso astratti o generalizzanti, ma considerandone tutti gli aspetti in rapporto all’evoluzione della società, e mette in dubbio che dalla concentrazione derivi una inevitabile omologazione dei linguaggi.
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30 gennaio 2018

In libreria

Javier Azpeitia
Lo stampatore di Venezia
Guanda, Parma, 2018, pp. 368.
Descrizione
Nel 1530 un giovane si reca in una villa nella campagna modenese per incontrare la vedova di Aldo Manuzio, il famoso stampatore veneziano, e mostrarle la biografia che ha scritto su di lui. Non sa che la storia vera è molto diversa dai toni epici del suo racconto. Da quando era approdato a Venezia nel 1489 con il proposito di realizzare raffinati volumi dei tesori della letteratura greca, Manuzio aveva dovuto affrontare difficoltà impensabili, come il furto dei manoscritti, le imposizioni commerciali del cinico Andrea Torresani – suocero nonché proprietario della stamperia – e la censura dei potenti. Le edizioni con testo originale a fronte, il corsivo, il libro tascabile, innovazioni per le quali Manuzio sarebbe stato ricordato per sempre, erano frutto di compromessi, trucchi, debiti, e lui per realizzarle si era dovuto difendere da attacchi e boicottaggi. Lo stampatore di Venezia racconta gli aspetti più passionali e intimi di Aldo Manuzio, la sua devozione per la cultura classica e il suo cerebrale epicureismo. E racconta gli esordi dell’editoria all’epoca dei Medici, di Savonarola, Tiziano, Pico della Mirandola, Erasmo da Rotterdam: un momento storico di crisi e cambiamento nel quale sono riconoscibili le sfide che ancora oggi l’editoria moderna si trova a fronteggiare.
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09 aprile 2017

Seminari di pratica giornalistica

L'incontro del 10.4.2017 sarà dedicato al tema "La responsabilità dell'editor di libri. Dalla prima valutazione alla stampa" con la partecipazione di Milena Lombardo (Edizioni Il Canneto di Genova). Appuntamento al polo didattico dell'Albergo dei Poveri, aula 16 (h. 16-18).
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19 novembre 2016

In libreria

Marco Cursi
Le forme del libro. Dalla tavoletta cerata all'e-book
Il Mulino, Bologna, 2016, pp. 288

Descrizione
Il volume ripercorre la storia delle principali forme librarie dall’antichità romana fino a oggi attraverso le innovazioni che si sono succedute nei supporti (legno, papiro, membrana, carta), nelle tipologie (tabula, rotolo, codice, libro a stampa), nelle figure professionali impegnate nella produzione (copista, miniatore, compositore, tipografo), nelle pratiche di elaborazione, ricezione e circolazione del testo presso il pubblico dei lettori. La rivoluzione digitale e l’avvento dell’e-book hanno scisso il binomio finora indivisibile tra il piano del testo e quello del libro, rendendo possibile la realizzazione dell’antico sogno di una biblioteca universale capace di contenere l’intero patrimonio scritto dell’umanità.
*Link all'Indice
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14 aprile 2016

Esiste un nuovo giornalismo?

Corso di laurea magistrale in Informazione ed Editoria


Giovedì 14 aprile 2016, ore 10 siete tutti invitati a partecipare all'incontro con il giornalista Umberto La Rocca su "Esiste un nuovo giornalismo? Concentrazioni, Citizen Journalism e Social Media." L'incontro si svolgerà presso l'Albergo dei Poveri, III piano - Aula 19 Pazza E. Brignole 3a - Genova.
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29 dicembre 2015

31 dicembre 2015, tempo di bilanci


31 dicembre tempo di bilanci: scadono i diritti d’autore del Mein Kampf. A settant’anni dalla morte del suo autore, Adolf Hitler, “la piccola bibbia del nazismo” crea una scissione profonda tra editori, storici e critici. 
Lo scadere dei diritti d’autore e di conseguenza la libera circolazione del testo è in realtà un finto problema, infatti, già da anni, in diversi paesi, Italia compresa, è possibile acquistare il libro. In Germania è stata preparata un’edizione critica del Mein Kampf e per Christian Hartmann, curatore, è giusto che venga pubblicato per cercare di distruggere il mito del nazismo.
Domenico Quirico in un articolo pubblicato il 23 dicembre 2015 sul settimanale Origami de La Stampa spiega che il Mein Kampf è un best seller in molti paesi. Il giornalista racconta un piccolo episodio che gli è capitato nel 2011 che invita a riflettere. Quirico si trovava per lavoro al Cairo quando, al centro della vetrina di una piccola libreria, vede esposta l’edizione araba del Mein Kampf; chieste spiegazioni al titolare del negozio, scopre che il libro è molto richiesto e venduto. Due anni dopo torna nella stessa libreria e vede che ancora continuano a vendere copie del libro, che è molto venduto non solo in Egitto, ma anche in paesi come l’Iran e la Turchia, dove nel 2005 ha venduto migliaia di copie. Viene naturale chiedersi che senso abbia vietare o discutere riguardo la possibilità di limitare le pubblicazioni del libro, quando è in circolazione da anni, in Europa come in altri paesi.
Due giorni fa l’annuncio dell’Ansa: «le copie saranno solo 4000, al prezzo non proprio economico di 59 euro, corredate da 3500 note preparate da un pool di illustri storici che serviranno a contestualizzare le tesi contenute nel volume».
31 dicembre 2015 tempo di bilanci non solo per la Germania, ma per tutti noi, soprattutto alla luce degli avvenimenti degli ultimi mesi. Non è questione di numeri: la diffusione e le reazioni che creerà una più libera circolazione del testo non dipende dal numero di copie o dal prezzo. Sarebbe auspicabile un intervento volto a demitizzare lo stile propagandistico del Mein Kampf, che se pur obsoleto per certi aspetti, potrebbe ancora affascinare ed attrarre. Parlare di più dei lager, di Hitler, della guerra, del razzismo e della discriminazione sarebbe una grande vittoria nei confronti del nazismo. La condanna più grande per un regime, di qualsiasi tipo, è la parola, se le persone trovano il coraggio di parlare, di raccontare, di ricordare e di tramandare ciò che è stato, indubbiamente si riuscirà a sconfiggere la falsa idea che esista una “guerra giusta”. C’è un minimo comun denominatore per tutti i conflitti ed è la paura. Allora, tra i buoni propositi per il nuovo anno dovrebbe esserci quello di provare a non dimenticare, perché spesso solo la storia passata può aiutarci a salvare il presente. Per difendersi è necessario conoscere e allora ben venga l’edizione critica del Mein Kampf, purché se ne parli.

Arianna Pronestì
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25 ottobre 2015

In libreria

Roger Chartier
La mano dell'autore, la mente dello stampatore. Cultura es crittura nell'Europa moderna
Carocci, Roma, 2015, 212 pp.
Descrizione
Al centro del volume c’è la complessità del processo di pubblicazione nell'Europa di Antico Regime. In esso sono coinvolte le decisioni dell’autoree quelle dello stampatore, la creatività di chi scrive e le scelte materiali di chi trasforma il testo in libro. Analizzando le opere di autori come Shakespeare e Cervantes, Chartier ci invita a non separare la storia dei
testi da quella della loro materialità e a tenere sempre presente le modalità della loro circolazione. Prestare attenzione alla storicità acquista particolare importanza oggi, allorché, per la prima volta nella storia della cultura scritta, stiamo assistendo a un cambiamento che avviene simultaneamente su più piani e che prevede la trasformazione dei supporti della scrittura, della tecnica della sua riproduzione e della sua diffusione, e dunque dei modi di leggere.
*link all'Indice del libro.


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25 maggio 2014

In libreria

Alessandro Gazoia (jumpinshark))
Come finisce il libro.
Contro la falsa democrazia dell'editoria digitale

Roma, minimum fax, 2014, 207 pp.
(disponibile anche in formato ebook)
Descrizione
Da Gutenberg in poi, abbiamo immaginato il nostro progresso intellettuale legato indissolubilmente alla «cultura del libro». Ma oggi, mentre a noi lettori capita sempre più spesso di avere in mano uno smartphone o un e-reader, sembra che questa storia secolare volga al termine, portando con sé la scomparsa dell’editoria come la conosciamo, e forse la trasformazione radicale del concetto stesso di «letteratura». Se ad alcuni sembra un’apocalisse, Amazon.com e le piattaforme di self-publishing disegnano un radioso futuro in cui il rapporto fra chi scrive e chi legge sarà più aperto, diretto, libero. Ma è veramente così? Con un’idea chiarissima di come si sta evolvendo la nostra «società della conoscenza», Alessandro Gazoia analizza lo stato presente del mondo del libro, italiano e internazionale, ed esplora i possibili scenari futuri: mettendo in guardia contro il rischio di confondere le strategie di mercato con il libero scambio di idee, e illustrando invece le autentiche potenzialità rivoluzionarie dell’editoria digitale, Come finisce il libro vuole essere il manifesto di un percorso diverso per il futuro dei libri.

*link ad alcune pagine del libro sul sito dell'editore

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05 marzo 2014

Dal Braille al Web



Corso di laurea magistrale interdipartimentale
in Informazione ed Editoria

Venerdì 7 marzo ore 15.30
Palazzo di via Balbi 2 - Aula 6
Tavola rotonda
Informazione, Editoria e accessibilità
Dal Braille al Web
 

organizzata dal corso di laurea magistrale in Informazione ed Editoria e dall’'Unione Italiana Ciechi e ipovedenti - sezione di Genova.  Parteciperanno: Emanuela di Pasqua, giornalista; Paolo Macrì, editore e docente di Informazione multimediale Integrata; Eugenio Saltarel, presidente sezione Genova UIC.

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Archivio blog

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