Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

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10 dicembre 2018

In libreria

 Bruno Soro 
Capire i fatti. Saggi divulgativi di politica economica e società
Epoké, Novi Ligure, 2018, pp. 272.

Descrizione
Il titolo scelto dall’autore per questa raccolta di saggi lascia intendere che discutere seriamente di economia non è questione banale, in quanto la comprensione dei fatti economico-sociali è cosa diversa dalla loro percezione, tanto più al giorno d’oggi in cui l’informazione viene acquisita in larga parte da fonti incontrollabili come i social media. La percezione, spesso mediata da informazioni imprecise, se non scorrette, ci mette di fronte ai fatti, mentre la spiegazione li ordina in rapporti tra cause ed effetti e ci dà indicazioni su come prevenire effetti avversi intervenendo sulle cause. Ma in economia le cose non sono sempre così semplici. Chiare, brillanti e mai noiose, queste pagine spiegano in modo accattivante perché un sistema economico sia molto più che complicato.

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06 aprile 2016

In libreria

Bruno Soro
Fatti non foste. Divagazioni di economia, politica e società
De Ferrari editore, Genova, 2016, 340 pp.

Descrizione
Il volume raccoglie una selezione degli articoli divulgativi scritti dall’autore tra il 2010 e il 2015, articoli che traggono spunto da notizie pubblicate sui principali quotidiani, dalla lettura di libri e riviste di divulgazione scientifica, nonché da argomenti di attualità che hanno fornito altrettante occasioni per divagazioni di economia, politica e società. Temi come la fragilità della moneta unica, il debito pubblico, l’immigrazione, la crisi dell’economia italiana e il ruolo delle riforme, l’occupazione e la disoccupazione, il capitale umano e il capitale sociale, l’ambiguitÀ dei metodi di misurazione della produttività del lavoro, dell’austerità e dell’addio alle fabbriche, della scomparsa del ceto medio, del degrado morale e della crescente disuguaglianza creata dalla finanziarizzazione dell’economia a scapito dell’economia reale, vengono affrontati con un linguaggio comprensibile anche a coloro che non posseggono una specifica preparazione nel campo dell’economia.

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23 maggio 2014

Raccontare la crisi



Crisi economica, spread, mutui subprime, crisi del debito sovrano. Questi sono solo alcuni dei termini più comuni che, negli ultimi anni, sono diventati giocoforza parte della nostra vita quotidiana. In particolare da quando le pagine dei giornali, i servizi dei Tg e i siti di informazione si sono riempiti di queste parole, nel tentativo di spiegare, raccontare ed interpretare questo periodo così particolare della storia del nostro paese e non solo. E come fare, allora, a districarsi in questi discorsi a noi così poco familiari? Come possiamo interpretare tutto il materiale che ci viene messo a disposizione? Ma, ancor prima, come possiamo essere certi dell’affidabilità di tutto ciò che leggiamo e ascoltiamo?
Antonio Preziosi, direttore dal 2009 al 2014 di Radio Uno e Giornale radio Rai, parte proprio da qui, cercando di fornire i mezzi, definiti da lui “cassetta degli attrezzi”, agli stessi giornalisti per fornire un’informazione per quanto possibile obiettiva, ma soprattutto etica e rigorosa.
L’analisi si sviluppa agilmente lungo le 143 pagine del libro, arenandosi solo raramente in complicati tentativi di districarsi nei processi economici che regolano il nostro paese e, più in generale, l’Europa. Preziosi non cade nella trappola dell’autocompiacimento, evitando di trasformare la sua opera in una continua lode al lavoro svolto da Radio Uno nel “raccontare la crisi”. Evita altresì di accanirsi su ciò di quanto accaduto finora che non lo convince, limitandosi a utilizzare alcuni esempi negativi legati al mondo del giornalismo, per fornire gli strumenti di analisi citati in precedenza. Il libro, pur necessitando di una certa dimestichezza da parte del lettore negli argomenti trattati, è accessibile e facilmente digeribile anche ai meno “ferrati”. Non attacca, nondifende e non sostiene singoli argomenti, preferendo analizzarli uno ad uno e cercando di volta in volta di trovare il giusto compromesso tra “ciò che è” e “ciò che dovrebbe essere”. Si libera, ad esempio, del mito del giornalista obiettivo, conscio che, per quanto rigoroso esso sia, ogni articolo ha alle sue spalle una mente pensante, consapevole e piena di opinioni personali. Non per questo, però, il giornalista deve ritenersi esentato dal fornire ai propri lettori una versione credibile ed eticamente veritiera dei fatti, evitando di dar voce a opinioni personali o “voci” non verificate che minerebbero l’utilità della notizia.
I temi dell’analisi sono molteplici. Preziosi comincia facendo una rapida panoramica del mondo dell’informazione al giorno d’oggi, dando il giusto peso al web, di cui la stessa Radio Uno è stata pioniera, ma senza svalutare i classici mezzi di comunicazione di cui ovviamente la radio si fa capofila. Spaziando dai temi della crisi e di come andrebbe raccontata e interpretata, passando per l’importanza dell’Euro e, più in generale, della Comunità Europea, fino ad arrivare al ruolo fondamentale che la comunicazione svolge nei processi economici, Preziosi affonda con calma colpo su colpo, senza lasciarsi forzare la mano in critiche facili ma inutili e proseguendo la sua battaglia col motto “l’informazione dev’essere conoscenza”. Il tutto si risolve in un libro per certi versi illuminante, capace di raccontare e, allo stesso tempo, spiegare “come raccontare”, traducendosi indirettamente in una guida tanto per gli scrittori (i giornalisti) che per i lettori.
Preziosi, arrivato alla fine del suo ruolo di direttore nel marzo del 2014, non lascia spazio a incertezze, lasciando intendere che altrettanto dovrebbe fare ogni giornalista, ogni testata ed ogni organo di stampa.
Questo libro non si limita quindi a ragionare sulla singola professione del giornalista, ma ci rende tutti più consapevoli, e di conseguenza più partecipi, dei nostri doveri in questo periodo di difficoltà in cui ognuno di noi può veramente fare la differenza. Perché no, raccontando.

 Simone Bernardo

Antonio Preziosi
Radiocronaca di una crisi
Rai Eri, Roma, 2013, 143 pp.


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08 febbraio 2012

Doveri dell'informazione economica?

Anticipando il dibattito contemporaneo su una morale ormai schiacciata dal compromesso e vittima di vecchi e nuovi conformismi, Norberto Bobbio sintetizzava così sulla rivista "Etica e Politica":
“Il nostro senso morale avanza, posto che avanzi, molto più lentamente del potere economico, di quello politico e di quello tecnologico…” Non sono pochi gli episodi di market abuse, cioè di turbativa del mercato prodotta dalla diffusione dolosa o colposa di una notizia che altera l’andamento delle quotazioni o nasconde situazioni di dissesto, ai quali abbiamo assistito negli ultimi anni (pensiamo al crack Parmalat nel 2003 o a Lehman Brothers nel 2008); è per questo motivo che pubblico il testo integrale della Carta dei Doveri dell’Informazione Economica, perché un giornalista non dovrebbe trasformarsi nel portavoce occulto del verbo aziendale, come fosse embedded, dimenticando il dovere di Verità.


 CARTA DEI DOVERI DELL’INFORMAZIONE ECONOMICA
1) Il giornalista riferisce correttamente, cioè senza alterazioni e omissioni che ne alterino il vero significato, le informazioni di cui dispone, soprattutto se già diffuse dalle agenzie di stampa o comunque di dominio pubblico. L'obbligo sussiste anche quando la notizia riguardi il suo editore o il referente politico o economico dell'organo di stampa.
2) Non si può subordinare in alcun caso al profitto personale o di terzi le informazioni economiche e finanziarie di cui si sia venuti a conoscenza nell'ambito della propria attività professionale né si può turbare l'andamento del mercato diffondendo fatti o circostanze utili ai propri interessi.
3) Il giornalista non può scrivere articoli che contengano valutazioni relative ad azioni o altri strumenti finanziari sul cui andamento borsistico abbia in qualunque modo un interesse finanziario, né può vendere o acquisire titoli di cui si stia occupando professionalmente nell'ambito suddetto o debba occuparsene a breve termine.
4) Il giornalista rifiuta pagamenti, rimborsi spese, elargizioni, vacanze gratuite, regali, facilitazioni o prebende da privati o enti pubblici che possano condizionare il suo lavoro e la sua autonomia o ledere la sua credibilità e dignità professionale.
5) Il giornalista non assume incarichi e responsabilità in contrasto con l'esercizio autonomo della professione, né può prestare nome, voce e immagine per iniziative pubblicitarie, in quanto incompatibili con la credibilità e autonomia professionale. Sono consentite, invece, a titolo gratuito, analoghe iniziative volte a fini sociali, umanitari, culturali, religiosi, artistici, sindacali o comunque prive di carattere speculativo.
6) Il giornalista, tanto più se ha responsabilità direttive, deve assicurare un adeguato standard di trasparenza sulla proprietà editoriale del giornale e sull'identità e gli eventuali interessi di cui siano portatori i suoi analisti e commentatori esterni in relazione allo specifico argomento dell'articolo. In particolare va ricordato al lettore chi è l'editore del giornale quando un articolo tratti problemi economici e finanziari che direttamente lo riguardino o possano in qualche modo favorirlo o danneggiarlo.
7) Nel caso di articoli che contengano raccomandazioni d'investimento elaborate dallo stesso giornale va espressamente indicata l'identità dell'autore della raccomandazione (sia esso un giornalista interno o un collaboratore esterno). Occorre inoltre, nel rispetto delle norme deontologiche già in vigore sulla affidabilità e sulla pubblicità delle fonti, che per tutte le proiezioni, le previsioni e gli obiettivi di prezzo di un titolo siano chiaramente indicate le principali metodologie e ipotesi elaborate nel formularle e utilizzarle.
8) La presentazione degli studi degli analisti deve avvenire assicurando una piena informazione sull'identità degli autori e deve rispettare nella sostanza il contenuto delle ricerche. In caso di una significativa difformità occorre farne oggetto di segnalazione ai lettori.
Simona Tarzia

08 gennaio 2010

In libreria

Bruno Soro
Il gatto della crisi. Divagazioni e divulgazioni di economia e politica
Genova, De Ferrari editore, 2009, 160 pp.

Scheda
Il volume raccoglie una selezione di articoli pubblicati dall’ autore sul quotidiano on line CorriereAl, che traggono spunto da notizie economiche apparse sui principali quotidiani, dalla lettura di libri e articoli su riviste di divulgazione scientifica, nonché da argomenti di attualità. Temi quali l’inflazione, lo spettro della recessione, l’economia di Obama, la durata della crisi, sono affrontati con un linguaggio semplice che consente a chiunque di confrontarsi con l’Economia e non solo. Il testo è anche utile agli studenti universitari di materie economiche, che potranno verificare la propria capacità di comprendere alcuni dei fenomeni economici oggetto di commento sulla stampa specializzata.

*Link alla recensione  pubblicata nel sito  "Città futura"  di Alessandria.
*Link alla rubrica di Bruno Soro Dietro la notizia  in "Città futura".

*segnalato da S.C.

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16 novembre 2009

Scaffale amico

Monica D'Ascenzo - Giada Vercelli
Donne sull'orlo della crisi economica. Diventa manager di te stessa: impara a vedere rosa e non resterai al verde
Milano, Rizzoli, 2009, 264 p.


Scheda del libro
"Diventa manager di te stessa: impara a vedere rosa e non resterai al verde Perché le secchione non fanno carriera? Perché il gap salariale inizia con la paghetta? Perché ci vogliono le donne per uscire dalla recessione? E soprattutto, perché abbiamo scritto questo libro con i figli in braccio? Conoscere per difendersi, crederci per non mollare, osare per contrattare. Le donne hanno tutte le carte per vincere la partita, devono solo imparare a non stare alle regole del gioco. Il tragico e il comico della crisi raccontato per scongiurare le statistiche più catastrofiche. Oltre a consigli pratici per ripartire senza prendersi troppo sul serio, ma con la certezza che la
differenza la faranno le donne. Crisi o non crisi, le donne hanno sempre dovuto rimboccarsi le maniche tra impegni di lavoro, cuore di mamma e slancio sociale. Certo la recessione non ha aiutato, ma le armi per uscirne a testa alta ci sono, basta conoscerle. Il primo passo è imparare a non delegare ad altri le proprie scelte nel lavoro, nella gestione del budget familiare e degli investimenti. Le due autrici, cresciute nel mondo tipicamente maschile della finanza, con autoironia mettono insieme gli ingredienti della formula magica per le donne che vogliono farcela da sole. Consigli pratici e preziosi suggerimenti per trovare un impiego, fare carriera, difendere i propri diritti, ma anche per diventare consumatrici consapevoli e investitrici accorte per sé e la propria famiglia. Con in più un piccolo aiuto: “le regole d’oro” di donne in gamba, che raccontano i segreti del loro successo professionale. La vera sfida per la lettrice? Imparare a conoscersi meglio attraverso i test come professionista, mamma e donna. Ognuna unica e irripetibile".
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Fa piacere segnalare che Giada Vercelli, una delle due autrici del libro, nel 1997 ha conseguito il Diploma in Giornalismo presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli studi di Genova. In seguito si è trasferita all'estero specializzandosi nel giornalismo economico. E' stata la prima corrispondente televisiva italiana dal New York Stock Exchange e dal Nasdaq, commentando i mercati finanziari per Bloomberg Tv e SkyTg24.
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