Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

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09 giugno 2021

In libreria

 Milo Manara
A figura intera
Feltrinelli Comics, Milano, 2021, pp. 224.

Descrizione

"Se l’uomo più ricco del mondo mi dicesse: “Ti offro tutti i miei averi, però devi perdere la capacità di disegnare,” io gli direi di no. Gli direi: “Tienitela tutta tu, la tua ricchezza. Perché la mia vita è il disegno. Senza il disegno, non avrei una vita”

Milo Manara racconta se stesso. La propria arte e la propria vita. L’infanzia e la gioventù, l’amore per il disegno e il travolgente incontro con il fumetto, la gavetta nei tascabili sexy, il Sessantotto, gli insegnamenti e l’amicizia con Hugo Pratt, il “Maestro”. E l’affermazione come Autore ammirato in tutto il mondo, specialmente grazie alla raffigurazione di un corpo femminile entrata nell’immaginario collettivo. Una storia in cui il fumetto incontra anche il cinema, in particolare quello di Federico Fellini, con il quale Milo Manara realizza storie e condivide progetti e sogni. La confessione sincera e appassionata di un autore che sa essere testimone del proprio tempo, accompagnata da vignette, bozzetti, manifesti e fotografie. Un’autobiografia che soddisfa la mente e lo sguardo.

*Link al sito di Milo Manara

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27 gennaio 2018

In libreria

Ecosistemi narrativi. Dal fumetto alle serie TV
a cura di Guglielmo Pescatore
Carocci, Roma, 2018, pp. 272.
Descrizione
Che cosa succede quando una narrazione dura anni o decenni? O si espande in una molteplicità di spazi mediali, dando luogo a una pletora di oggetti testuali? Se guardiamo al panorama mediale contemporaneo, ci accorgiamo che queste forme narrative, si tratti di fumetti, giochi di ruolo o serie televisive, sono sempre più presenti e popolari. Le narrazioni estese, spesso innovative come le serie televisive contemporanee – da Buffy al Trono di spade, da Lost a House of Cards – sono difficilmente analizzabili con gli strumenti impiegati per le narrazioni tradizionali. L’estensione nel tempo e nello spazio sembra mettere in crisi le idee di testo, autore, progetto, coerenza, senso, e alla fine l’idea stessa di narrazione. Esposte a vincoli interni e contingenze esterne spesso imprevedibili, le narrazioni estese possono essere trattate come ecosistemi narrativi, prodotti dotati di vita propria, paragonabile a quella biologica. Il volume, a partire da questo approccio innovativo, ne indaga i molteplici aspetti attraverso contributi originali, configurandosi come uno studio ampio e metodologicamente fondato sulle narrazioni seriali contemporanee.
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12 gennaio 2018

Il mainstream è cultura: Il trono di spade



"Ma lo guardano tutti..."
L'altra sera mi sono trovata a cena con degli amici, nonché inaspettatamente immersa in una discussione su una delle serie TV che da anni sta spopolando tra fan di tutte le generazioni: Il trono di spade (Game of Thrones, Ndr). Io e un altro ragazzo abbiamo preso d'assalto un'amica - povera malcapitata - che fa l'insegnante, nel tentativo di convincerla a seguire la serie.
Come avviene sempre, a questa domanda è seguita la risposta "Ma lo guardano tutti...".
Ecco allora una mistica rivelazione.
Che piaccia o no, il fatto che "tutti" guardino qualcosa, o leggano, seguano, giochino a qualcosa, non fa che donargli valore.
Innanzi tutto, ergersi a luminari dell'intrattenimento, troppo colti per apprezzare ciò che è apprezzato dalla massa, pare leggermente eccessivo. Probabilmente nemmeno de Tocqueville avrebbe potuto permettersi tanto.
In seconda istanza, non è proprio forse il successo a determinare cosa è importante e cosa non lo è? Certo, noi potremo avere la cultura, la preparazione e il gusto necessari per apprezzare un'opera inedita, capolavoro della letteratura al pari della Divina Commedia, ma, a livello puramente utilitaristico, non potremo mai fare sfoggio di tale perfezione se saremo gli unici a conoscerla.
È necessario guardare Il trono di spade. Anche se è "mainstream". Soprattutto perché è "mainstream". La cultura di massa è cultura generale ed entrambe sono, sempre e comunque, cultura: una comunità molto allargata che comunica con un codice linguistico fatto di citazioni. Come possiamo approcciarci a essa se alla frase Valar morghulis non sappiamo come rispondere? 
Accanimento anti cultura di massa
Chiunque si rifiuti di adattarsi o anche solo di sforzarsi ad apprendere la cultura mainstream, si sta auto-escludendo da una componente fondamentale della vita sociale e comunitaria.
Questo vale ancora più per tutti i professionisti della comunicazione, che hanno il dovere di inserirsi nelle dinamiche e logiche contemporanee, senza ostentare - o per lo meno senza farlo eccessivamente - culture e glorie passate.
Mi permetto di parlare di questo argomento proprio perché anche io appartenevo, fino a poco tempo fa, a questa categoria di anti-mainstreaminsti accaniti. Nel caso di Game of Thrones, mi trovavo circondata da post sui social network, da citazioni, da discussioni su un mondo che non conoscevo e che mi ero, fino ad allora, rifiutata di conoscere. Quando ho avuto la possibilità di iniziare la serie, l'ho fatto alla maniera in cui uno studente di psicologia accetta di dover dare un esame di statistica; ma indovinate un po’? Mi è piaciuto. Non che avessi capito qualcosa di cosa accade al primo episodio; però sono andata avanti e in tre settimane ho consumato le sette stagioni uscite fino a oggi.
In fondo, come ho detto prima, se un generico qualcosa conquista milioni di fan in tutto il mondo, un motivo ci sarà.
 Il trono di spade
Vi invito allora a procedere con la lettura della saga dello scrittore americano George R. R. Martin, Cronache del ghiaccio e del fuoco, da cui è tratta la serie. Se però la prospettiva di leggervi cinque romanzi senza arrivare a una conclusione non vi alletta troppo, sappiate che è molto più probabile che il procedere della serie televisiva svelerà il finale in anticipo. A quanto pare, infatti, l'autore continua a posticipare una possibile data di pubblicazione del nuovo volume della saga, che sarà intitolato The winds of winter (I venti dell'inverno, Ndr) e non sarà nemmeno l'ultimo; mentre è notizia di pochi giorni fa che la HBO, casa di produzione della serie televisiva britannica, ha previsto la conclusione della serie in una ottava stagione di soli sei episodi... nel 2019.
Veronica Rosazza Prin
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10 agosto 2012

Libri ritrovati

Emilio Salgari
Le meraviglie del Duemila
Massa, Transeuropa edizioni, 2012, 232 pp.

Descrizione
1903. Nuova York. Lo scienziato Toby Holker convince l'amico James Brandok, ricco e annoiato, ad accompagnarlo in un'avventura fantascientifica: grazie a una strana pianta esotica che sospende le funzioni vitali, riescono a viaggiare nel tempo, per risvegliarsi nel terzo millennio. Ad attenderli, un mondo popolato da macchine volanti, treni ad aria compressa, città sottomarine, bombe deterrenti, cinegiornali casalinghi e molte altre meraviglie tecnologiche. Un futuro dominato dalla tensione elettrica e da una frenesia di vita cui i due avventurieri del passato non sembrano in grado di adattarsi. E l'utopia perfetta di cui gli uomini del Duemila sono così fieri nasconde forse una repressione sottile, una solitudine silenziosa dell'umanità.  Un romanzo che, preannunciando la fantascienza, ci racconta molte cose sul presente in mutazione degli inizi del Novecento, le cui inquietudini si allungano fino a quel futuro sognato – ormai diventato il nostro presente.
Prefazione di Ernesto Ferrero; Illustrazioni di Carlo Chiostri
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02 febbraio 2012

George R.R. Martin
I guerrieri del ghiaccio

Le cronache del fuoco e del ghiaccio
Milano, Mondadori, 2011, 441pp.

Decimo libro della longeva ed epica saga: Le cronache del Ghiaccio e del fuoco (titolo originale: A Song of Ice and Fire ndr) partorita dalla mente dello scrittore e sceneggiatore americano George Martin. La saga é nata nel lontano 1996, miscelando elementi della fiaba classica di stampo medievale, alla ben più brutale realtà dei cosiddetti "secoli bui". Il lettore si trova quindi proiettato in un mondo (il continente Occidentale o "Westros") popolato da cavalieri, principesse, re e regine, nani e castelli. Tuttavia "non è tutto oro ciò che luccica". Infatti, l'autore sconvolge le "favolistiche" figure classiche mostrando un lato oscuro, sicuramente più realistico: quindi il cavaliere galante e coraggioso si rivela essere un bruto, rozzo reclutato con la forza del denaro da questo o quel lord e non si farà scrupoli a saccheggiare città e perpetrare uccisioni. Allo stesso modo il grasso e bonario re, in verità è un usurpatore che occupa il trono (detto Trono di Spade) con la forza dopo una insurrezione generale contro la vecchia dinastia, infedele alla moglie e amante dei piaceri del cibo e dell'alcol a scapito degli "affari di stato". Martin però non si dimentica dei valori "classici" del guerriero o degli ideali romantici delle fanciulle innamorate, quindi con lo scorrere delle pagine il lettore incapperà in nobili fedeli al proprio re e al proprio codice d'onore e fanciulle di nobile nascita o popolane in attesa della magica storia d'amore con il bel guerriero che dovranno fare i conti con un mondo decisamente avverso. Il tutto supportato da una trama decisamente accattivante e una ambientazione varia e innovativa insaporita da riflessioni di alcuni personaggi amaramente ironiche. Elementi che hanno portato la fortunata serie ad essere una delle più amate nell'ambito fantasy.
Simone Castellini

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