Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

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03 aprile 2019

In libreria

Erica Morini
Maria Pezzi, giornalista di moda. L'Europeo (1947-1958)
Enciclopedia delle donne, Roma, 2019, pp. 168.
Descrizione
Maria Pezzi è stata una delle più importanti e famose giornaliste e disegnatrici di moda italiane del Novecento. Nata a Milano nel 1908 studia pittura e disegno. A partire dal 1937 pubblica disegni e didascalie per la prestigiosa rivista della Snia Viscosa, e successivamente per «Grazia», «Fili moda», «Bellezza», «La Donna». La lunga collaborazione con «L'Europeo» dà una svolta alla sua carriera, perché Maria Pezzi si trasforma in giornalista e osservatrice di un settore produttivo in rapida trasformazione; la sua carriera proseguirà sul «Corriere d'informazione», «Il Giorno», e infine divertendosi a mescolare ricordi e notizie dell'ultima ora per «donna».

09 ottobre 2016

In libreria

Mariella Milan
Milioni a colori. Rotocalchi e arti visive in Italia (1960-1964)
Quodlibet, Macerata, 2015, 432 pp.
Descrizione
Negli anni del boom economico, la stampa di attualità illustrata conosce un momento di grande espansione e molti rotocalchi raggiungono una presenza capillare nelle case degli italiani, tanto da costituire, oggi, uno strumento fondamentale per lo studio di gusti e conoscenze del grande pubblico dei primi anni Sessanta. A partire dallo spoglio sistematico di quindici settimanali («ABC», «Domenica del Corriere», «Epoca», «Gente», «Il Mondo», «L’Espresso», «L’Europeo», «La Tribuna Illustrata», «Le Ore», «Lo Specchio», «Oggi», «Settimana Incom Illustrata», «Settimo Giorno», «Tempo», «Vie Nuove») e tre mensili («L’Illustrazione Italiana», «Panorama», «Successo»), questo volume racconta l’arte moderna come affiora da quelle pagine, che, pur accogliendo nomi noti della critica d’arte e del giornalismo specializzato, lasciano spazio soprattutto alla cronaca attraverso argomenti, temi e formati specifici, e soprattutto con un linguaggio molto diverso da quello delle riviste di settore. Si va dal generoso e talvolta condiscendente impulso didattico in favore di lettori ancora poco avvezzi al contemporaneo, alle velenose nostalgie per la «bella pittura» a uso e consumo del pubblico più reazionario, ai consigli su come affrontare indenni il mercato in un’epoca in cui l’arte moderna sembra poter diventare l’ennesimo oggetto di consumo di massa, fino alla curiosità, talvolta pettegola, per il mondo di mercanti, critici, giovani artisti e maestri affermati. Dall’analisi di quest’ampia produzione esce, oltre a un vorticoso resoconto a più voci suddiviso in due grandi filoni – le polemiche, dall’apparentemente inesauribile dibattito su astrattismo e figurazione all’avvento della pop-art, e il mercato, dalle prime grandi aste milanesi d’arte moderna agli artisti “in fuoriserie” –, un quadro variegato di linguaggi, strumenti, forme e modi utilizzati per parlare d’arte a un pubblico popolare, rispondendo all’esigenza e all’opportunità, entrambe straordinarie e forse irripetibili, di affrontare i temi dell’arte fuori dai ristretti circoli specialistici.


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15 giugno 2011

In libreria

Elena Gelsomini
L'Italia allo specchio. L'Europeo di Arrigo Benedetti (1945-1954)
Milano, Franco Angeli, 2011, 224 pp.
Descrizione
Nato nella Milano dell'immediato dopoguerra, in un momento di grande fervore culturale, L'Europeo fu un rotocalco che, grazie alle intuizioni del suo direttore Arrigo Benedetti, divenne subito un vero e proprio modello giornalistico. Benedetti volle creare una testata in grado di illustrare con leggerezza quei tempi difficili e capace, al tempo stesso, di fornire ai lettori delle coordinate per orientarsi in un momento in cui la tentazione di cedere al qualunquismo era forte. Realizzò così un rotocalco indipendente, che non si accontentava mai delle versioni ufficiali, e che presentava molte novità rispetto al giornalismo precedente, a cominciare dallo stile: quasi impersonale, oggettivo, che consentiva ai fatti e non agli aggettivi di informare il lettore. L'Europeo, su cui scrissero alcune delle migliori firme del giornalismo italiano e personalità di idee differenti tra loro, spiccò ben presto per la sua freschezza, realizzò autentici colpi giornalistici, fu al centro di aspre polemiche e finì per contendere i lettori ai quotidiani. La formula illustrata, le inchieste, i reportage, l'interesse per ogni settore, dalla cultura all'evasione, ne fecero infatti una testata tra le più pregevoli ed accattivanti. Muovendo dalle vicende del settimanale, ricostruite anche attraverso la testimonianza di uno dei redattori migliori, Manlio Cancogni, e attraverso la corrispondenza di Benedetti, l'autrice si avvale di quelle pagine che ritraggono fedelmente l'Italia di allora - un'Italia a tratti inedita - per ripercorrere la storia del primo decennio repubblicano con una prospettiva originale e precisa.
*link all' Indice del libro.
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