Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

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03 febbraio 2019

Comunicare in un mondo che cambia


Potrebbe sembrare scontato affermare che il mondo, nel corso degli anni, ha subito notevoli cambiamenti, e che con esso è mutato anche il nostro modo di relazionarci e di comunicare. È, però, proprio ciò che è accaduto, ed è da questo assunto di base che prende le mosse il libro Comunicazione sociale e media digitali di Roberto Bernocchi, Alberto Contri e Alessandro Rea edito da Carocci nel 2018.
Dopo aver introdotto i principali mutamenti che hanno investito il mondo della comunicazione e più precisamente della pubblicità, sia prima sia dopo l’avvento della rivoluzione tecnologica e del fenomeno della globalizzazione, gli autori si sono addentrati nel vivo dei requisiti necessari ad una campagna di utilità sociale di successo, elencando i passaggi da seguire per raggiungere gli obiettivi prefissati: dall’individuazione del target alla creazione di contenuti, passando per la scelta del canale più adatto al messaggio che si vuole veicolare e della strategia da adottare. Tutte tappe fondamentali da non sottovalutare anche per quanto riguarda la pubblicità commerciale, che si differenzia da quella sociale solamente per i contenuti, in quanto le tecniche di diffusione rimangono le stesse. Gli autori, però, non hanno nascosto che sussistono dei problemi strutturali legati alla comunicazione sociale che impediscono all’Italia di stare al passo con le altre nazioni, come la mancanza di personale qualificato e di fondi economici.
A dimostrare che i siti web e i social media sono diventati i luoghi privilegiati della comunicazione di massa concorre un paragrafo, molto interessante, dove gli autori hanno presentato un’accurata descrizione dei social network attualmente più diffusi in Italia, nel quale sono state elencate le loro numerose funzionalità e i metodi per sfruttarli al meglio da parte di un’associazione non profit ma anche da utenti singoli. Segnale, appunto, di come una comunicazione efficace debba necessariamente spostarsi su nuove piattaforme, consapevoli che in futuro queste ultime cambieranno nuovamente, senza però dimenticare che il digitale non è un mondo a sé, ma che per essere maggiormente funzionale necessita del supporto degli strumenti comunicativi tradizionali. Diretta conseguenza di tutto ciò è stata la nascita di nuove figure professionali.
Descrivendo in maniera dettagliata lo scenario comunicativo contemporaneo si è rivelato un testo decisamente utile ed interessante per chiunque abbia intenzione di approfondire le proprie conoscenze in questo ambito. Attraverso l’utilizzo di un linguaggio nel complesso scorrevole, nonostante sia ricco di numerosi termini tecnici assolutamente necessari in un libro di questo tipo, il volume appare pienamente fruibile anche da un lettore che non possiede alcuna conoscenza base in materia.
Alessia Ciardullo

 R. Bernocchi, A. Contri, A. Rea
Comunicazione sociale e media digitali
Carocci, Roma, 2018.
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07 maggio 2018

In libreria

Roberto Bernocchi, Alberto Contri, Alessandro Rea
Comunicazione sociale e media digitali
Carocci, Roma, 2018, pp. 236.

Descrizione

Il web ha trasformato le abitudini, il modo di vivere e di comunicare. Ha prodotto cambiamenti straordinari e trasversali ai diversi settori di mercato. Anche la comunicazione sociale è a un bivio importante: replicare gli errori del passato, nello studio del messaggio e nell'uso dei media tradizionali; oppure sviluppare un nuovo approccio professionale, strategico, e rilevante per i propri destinatari. A tal fine, è importante sapere che cinquemila persone interessate a quello che hai da dire valgono più di cinquecentomila che non vogliono ascoltarlo. Il volume offre gli strumenti fondamentali per elaborare campagne sociali di successo utilizzando nuovi media e social network.

Indice

1.La comunicazione in un mondo che cambia 
La nascita della pubblicità/La nascita di Internet/La nascita della pubblicità sociale/Verso la rivoluzione digitale 
2. La comunicazione sociale che cambia 
I soggetti/Lo stato di salute della comunicazione sociale in Italia/Gli obiettivi di comunicazione/Il target/Strumenti, media e canali di comunicazione/I nuovi media/Dagli obiettivi alla strategia 
3. Tecniche di comunicazione sociale digitale 
Il nuovo paradigma della comunicazione sociale/Creare contenuti, seguendo una strategia/Amplificare i contenuti con i social media/Sponsored content/Al lavoro, chi fa cosa? 
Conclusioni 
Bibliografia 
Sitografia


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05 dicembre 2013

Festa della Toscana: la politica va in carcere

Il 30 novembre 1786 il Gran Ducato di Toscana sotto il regno di Pietro Leopoldo fu il primo paese civile al mondo ad abolire la pena di morte.
Dal 2000 ogni anno il 30 novembre si celebra la Festa della Regione Toscana.
Il 30 novembre scorso i Consigli Comunali di Massa e di Montignoso si sono uniti per una seduta congiunta nel carcere di Massa.
Dopo i saluti della Presidente del Consiglio Eleonora Biancolini, è stata la direttrice del penitenziario Maria Martone a prendere parola: "il carcere è una comunità di diritti, ed è fondamentale creare una rete con le istituzioni per consentire un inserimento graduale del condannato alla vita consociativa".
Era la prima volta che un Consiglio Comunale si svolgeva in carcere, e dopo l'intervento di alcune autorità, la parola è stata data ai detenuti che hanno condiviso con gli altri le loro emozioni.
Tra questi, Graziano Grassi, direttore del giornalino del penitenziario, ha spiegato come prepara gli articoli, come si svolge il lavoro redazionale ed ha letto un suo articolo. Un'emozione forte che è arrivata al culmine quando un altro detenuto, ha spiegato quanto sia importante l'umanità e quanto sia importante per i reclusi essere considerati sempre Persone.
Elena Mosti
*Per maggiori informazioni sull'evento potete consultare il sito internet de "Il Tirreno".


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02 maggio 2010

Primo Maggio riflessivo

Ad Udine nel giorno del Primo Maggio dedicato alla Festa del Lavoro e dei lavoratori si è scelto di ricordare chi muore sul lavoro con cento tute “senza testa”. L'idea davvero provocatoria è del fotografo Gianfranco Angelo Benvenuto che in questo modo ha voluto ricordare che In Italia il numero degli incidenti morali sul lavoro ha raggiunto livelli non più tollerabili; il numero delle "morti bianche" é tra i più alti del mondo occidentale. Altrettanto grande è il numero degli infortuni che provocano lesioni gravi e permanenti.
*Link alla sequenza completa delle fotografie di G.A. Benvenuto, pubblicata sul sito del Messaggero veneto.

26 aprile 2010

“Il Volto Nuovo della Comunicazione Sociale”

Concorso promosso dalla Fondazione Pubblicità Progresso, in collaborazione con il Parlamento Europeo – Ufficio a Milano e con la parterniship di Deejay. In questa edizione si chiede ai giovani di creare idee di comunicazione capaci di stimolare all’azione altri giovani. I temi su cui è possibile esercitare la creatività, soprattutto strategica, sono tre: la sostenibilità ambientale, l’attenzione alla diversità e la lotta alla povertà. Il Regolamento è pubblicato sul sito di Fondazione Pubblicità Progresso. 
L’iscrizione al concorso deve avvenire entro lunedì 31 maggio 2010. Per iscriversi è necessario scaricare, compilare e inviare il modulo di iscrizione all’indirizzo mail: info@koinetica.net (o al numero di fax 02 67380608)
*segnalato da Monica Cesana

Per approfondimenti:
Marcella Semenza 
Koinètica
tel. 02 6691621 -  m.semenza@koinetica.net
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Link utili
Fondazione Pubblicità Progresso

Atti della Quinta Conferenza internazionale della Comunicazione Sociale - 27.10.2009 (video)
Koinètica 
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11 aprile 2010

Dalla carta al web: questioni di leggibilità del quotidiano

Aprire un quotidiano, tuffarsi nella lettura: gesti semplici che compiamo ogni giorno senza pensarci. Eppure il formato tipico di un quotidiano cartaceo, può essere una insormontabile barriera per molte persone (soprattutto anziani e disabili) che per mancanza di forza o difficoltà di movimento non riescono a sorreggerlo e sfogliarlo.
Prendendo spunto dalla nuova veste e dal nuovo formato del "Secolo XIX", si è avuto modo di accennare anche a queste problematiche con il Direttore Umberto La Rocca, durante l’incontro “Il giornale utile” tenutosi all’Università degli Studi di Genova il 10-3-2010.

Formati “diversamente” leggibili: dalla carta al web
Dice La Rocca che quando ha pensato ad un formato diverso per il Decimonono, la sua preferenza sarebbe andata addirittura al piccolo e maneggevole “Berlinese” classico; ma già la nuova misura un po’ accorciata delle pagine del Decimonono ha avuto riscontro positivo, è risultata gradita al Pubblico, ottenendo anche un risparmio notevole sui costi.
Racconta qualche aneddoto sull’imprevedibilità del feedback: alcuni taxisti hanno apprezzato di poterlo finalmente leggere appoggiato sul volante (guidando? Si spera di no), altri lettori hanno riferito che così sembra più largo e sembra pesare di più (esatta considerazione dato che ha più pagine di prima).
E’ indiscutibile comunque che la qualità della nuova veste vada a beneficio di molti lettori, anche disabili; essa deriva da un mix di elementi: formato di misura contenuta quindi maneggevolezza, stampa più nitida di testo e foto quindi miglior leggibilità (specie per chi ha problemi di vista), impaginazione più ordinata offrendo al lettore un miglior orientamento nella pagina e facilità di approccio ai contenuti.
Siamo in un’epoca di transizione, ha detto il Direttore, e in futuro assisteremo alla graduale scomparsa del quotidiano stampato su carta così come lo conosciamo oggi, a favore di altri media, in primis il web.
La versione cartacea avrà quindi sempre meno importanza e sarà cruciale la versione elettronica che, già adesso, è quella più apprezzata dai disabili stessi specie i giovani, perché fruibile in piena autonomia tramite un computer e le personali tecnologie informatiche di aiuto; il Direttore ha annunciato che sta valutando di “creare condizioni economiche di favore per determinate categorie di lettori, sulle versioni Internet del quotidiano”.
Ma, attenzione, persino nelle pubblicazioni online la barriera è in agguato se il sito web non risponde ai requisiti di accessibilità stabiliti in Italia da apposita Legge (Legge 4/2004).

Alcune esperienze per facilitare la lettura a persone disabili:
-“La Stampa” online compatibile con gli strumenti di web browsing utilizzati da persone con disabilità visiva, in accordo con l'Istituto per i ciechi di Bologna.
-Edizioni in braille: "Braille News", settimanale d'informazione allegato a “Il Tempo” e il trimestrale “Sesto senso” della Regione Toscana.
Non sempre i benefici arrivano da interventi realizzati ad hoc per le persone con disabilità: Youtube inserirà in modo automatico sottotitoli in più lingue diverse, con una soluzione nata per l’intercultura che si rivela utilissima per i navigatori sordi.

Infine, un accenno all'accesso dei disabili alla professione giornalistica. Lo scenario dell’occupazione, in ogni settore è difficile e di conseguenza ancor più lo è per i disabili. La Legge 68 del 1999 in Italia promuove l'inserimento e l’integrazione lavorativa tramite servizi di sostegno e di collocamento mirato”. Ad esempio le aziende che superano i 50 dipendenti devono avere almeno il 7% di personale disabile.
Nel settore dell’informazione la presenza attiva dei disabili non appare significativa; si segnala lo spazio disabilità sul “Redattore sociale” e la penna di Claudio Imprudente su "Superabile", portale Inail di informazione e consulenza per la disabilità.
Anche se “i tempi non sono favorevoli” l’invito di La Rocca è quello di guardare con maggior attenzione alle pratiche, alle forme e agli strumenti della comunicazione, perché “i risultati si ottengono, quando si punta in alto, si ha fiducia in sé” e questo, forse, è un po’ il noto punto debole di tutti noi liguri.

Silvia Dini

Università degli Studi di Genova
Corso di Laurea magistrale interfacoltà in Informazione ed Editoria
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Il quotidiano e i lettori diversamente notizi..abili

Nell’incontro “Il giornale utile” all’Università degli Studi di Genova il 10-3-2010 il Direttore del quotidiano “Il Secolo XIX” ha toccato molti temi importanti per chi aspira alla professione di giornalista; durante il dibattito con gli studenti è stato invitato a esprimersi anche su un argomento in genere poco considerato, cioè il rapporto fra i disabili e la stampa; la domanda “Direttore, ci pensa ai lettori disabili? e alle notizie che li riguardano?” pur riscuotendo, sul piano umano, un prevedibile consenso, ottiene risposte non entusiasmanti: “Purtroppo ammetto che sono considerati molto poco”, esordisce Umberto La Rocca, poi confermando in gran parte lo scenario sul rapporto fra stampa e disabilità descritto in questa piccola indagine.
Chi sono e quanti sono i lettori diversamente abili
Ci sono diverse ampiezze e significati da dare al termine disabilità. In passato si è ritenuta disabile ogni persona con un qualche tipo di menomazione. Più di recente l’Organizzazione mondiale della Sanità propone un approccio culturalmente rivoluzionario, secondo il quale tutte le persone sono da considerarsi uniche e diverse. Si sposta l’attenzione da “quello che manca” a una persona, a “quello che può fare”, senza ignorare le oggettive differenze, specialmente manifeste nei “modi” in cui si possono fare le cose. Ne deriva la rapida adozione nel vocabolario comune dell’espressione “diversamente abile”.
Secondo l’Istat (www.disabilitaincifre.it ) in Italia ci sono ~3.000.000 di persone disabili (di cui 60% donne e 40% uomini) pari a circa il 5 % della popolazione; in Europa si stimano circa 50 milioni le persone con disabilità o fasce deboli, pari al 10% circa della popolazione complessiva (fonte: www.edf-feph.org).
Significa che circa il 14 % delle famiglie italiane è interessato al tema.
Sono numeri importanti di un target di mercato ma, risponde il Direttore La Rocca, considerata la crisi e le difficoltà generali di mercato dei quotidiani, nella sua professione si è costretti a ragionare sul modello di “lettore indifferenziato”.
I criteri di notiziabilità rispetto ai disabili
Conferma il Direttore Umberto La Rocca che in genere l’attenzione ai disabili è poca, perché “andare a cercare questi lettori è costoso”; infatti, osservando per un periodo i quotidiani, si scopre che le notizie originate dalla difficoltà del vivere diversamente emergono solo quando diventano acute, esasperate.
Quando le Amministrazioni pubbliche creano o potenziano servizi; allora l’articolo o il comunicato, esce sia per giustificare la validità della spesa pubblica, sia per dare informazione a tutti i potenziali beneficiari. Esempio da "Il Secolo XIX" del 2 marzo 2010: “Atc: 20 nuovi bus per disabili. Sono circa 12 mila i cittadini della provincia affetti da disabilità. Per la maggior parte si tratta di persone rese disabili dall’età, oltre che invalidi civili con minorazioni congenite o acquisite, sordomuti e ciechi. Per favorire la loro mobilità l’Atc immetterà presto in servizio 20 nuovi autobus dotati di piattaforma per il carico delle carrozzelle mentre alcune delle principali fermate cittadine saranno modificate con idonee aree di sosta. Per questi lavori il Comune della Spezia ha stanziato 50 mila euro. Da parte sua la società “Radiotaxi” si doterà di un taxi in grado di accogliere una carrozzina (quelle a motore infatti non sono pieghevoli) che opererà a tariffa convenzionata e del quale avranno la chiave tutti i tassisti per poter svolgere il servizio speciale a chiamata.”
Quando “è cronaca degli eccessi”, fa notizia. Da accadimenti locali, ad es. “Violenta disabile, in manette un tassista”, “Badante rapina la catenina al disabile che assiste”, al caso planetario delle condanne a tre dirigenti di “Google” (proprietaria di YouTube) per il video di un disabile picchiato; o il caso italiano del gruppo su Facebook con l’invito a fare tiro al bersaglio con i bambini Down. L’autore, presto individuato, era folle; ora dovremmo piuttosto preoccuparci dei duemila che si sono iscritti!
Quando la burocrazia ne combina una delle sue, fa sempre notizia. La Legge 104/92 (cfr www.italia.gov.it ) descrive le molte agevolazioni previste per i disabili per compensare le difficoltà inevitabili della loro condizione. Ma, nella pratica, ottenere l’applicazione del diritto può diventare esasperante; le lettere nelle rubriche accolgono spesso lo sfogo dei lettori disabili. Alcune di queste testimonianze hanno toni decisamente un po’ sopra le righe, sebbene giustificabili. Un esempio da "Il Secolo XIX" di Genova del 22-1-2010 “Disabile multata perché passa nella ZTL” storia di lotte impari fra autorizzazioni e deroghe da ri-dimostrare continuamente, al punto che la protagonista esasperata invoca la velocità decisionale dei forni crematori… affermazione decisamente forte, ma se voleva colpire c’è riuscita. Viene da chiedersi se la frase sarebbe accettabile, qualora scritta da altro lettore egualmente esasperato ma non disabile o piuttosto cancellata di netto, non fosse altro perché di cattivo gusto.
Ma della difficoltà di dare equo spazio a tutti e anche dei toni più corretti per trattare temi così delicati non c’è stato modo di approfondire con il Direttore che, però, ha auspicato in un maggior contatto diretto fra cittadini e redazione del "Secolo XIX" specie per le segnalazioni di “cosa non va in città”.
I disabili, genovesi e liguri, oltre che le persone che stanno accanto a loro, intanto non dovrebbero lasciarsi sfuggire questo spazio!
Silvia Dini


Università degli Studi di Genova
Corso di Laurea magistrale interfacoltà in Informazione ed
Editoria

13 dicembre 2009

Convegno "Cultura senza barriere"




"Cultura senza barriere"
Università degli studi di Padova, 18 - 20 febbraio 2010

Convegno inaugurale moderato da Emil Abirascid, giornalista, direttore di Innov’azione e collaboratore di Nova – Il Sole 24 Ore e Wired Italia.

3 giorni di seminari gratuiti su diversi temi: accessibilità del web, usabilità, architettura dell’informazione, editoria digitale, biblioteche digitali, mondi virtuali, social network, web design, politica online, sociologia della rete, open source e tecnologie innovative.

In particolare chi si occupa di informazione potra' apprezzare il seminario di Gianpiero Lotito "Emigranti digitali. La generazione che ha guidato la trasformazione del mondo" e di Mariuccia Teroni "Tecnologia, tecnica e contenuti: come pubblicare sulla Rete in modo efficace".

*link utili
Cultura senza barriere
Cose che liberano
Innov’azione

Silvia Dini

17 aprile 2009

Creatività responsabile

Lunedì 20 aprile 2009 ore 10 - 12.30
Università degli Studi di Genova
Facoltà di Architettura
Sal. S. Agostino 37 -Genova
"QUANDO IL DESIGN INCONTRA UNA CREATIVITÀ RESPONSABILE"
L'incontro è la prima tappa del Road Show di Pubblicità Progresso negli Atenei Italiani. E' anche il il primo evento di Think Up! La Creatività Responsabile per un futuro di valore, manifestazione promossa dalla Fondazione Pubblicità Progresso per il 2009: Anno Europeo della Creatività e dell'Innovazione.
La manifestazione intinerante si concluderà il 27 ottobre con la Quinta Conferenza Internazionale della Comunicazione Sociale, presso l'Aula Magna dell'Università degli Studi di Milano.
*Segnalato da Monica Cesana
Per informazioni sul Programma

29 marzo 2009

Informazione manipolata

" [...] Spesso non lo notiamo, ma l'obiettività (la tensione verso) non si analizza soltanto nel testo e/o nel montaggio delle immagini, ma anche nel tono che viene scelto per il "parlato", che è corrispondente all'esercizio retorico di stile che si applica nella informazione scritta e che contribuisce direttamente alla definizione della identità del "messaggio". Questo, in politica come in qualsiasi altro ambito della informazione."
Mimmo Candito,
28 marzo 2009.

20 marzo 2009

“Adotta una crisi dimenticata”


Medici Senza Frontiere (MSF), fondata a Parigi nel 1971 da un gruppo di medici e giornalisti ed oggi la più grande organizzazione umanitaria indipendente di soccorso medico, ha presentato il V Rapporto sulle “Crisi dimenticate”.
Il Rapporto comprende una sezione informativa in cui vengono narrate da MSF le 10 crisi umanitarie più gravi ignorate dai media a livello internazionale ed uno studio realizzato in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia sullo spazio dedicato, dai principali telegiornali italiani (Tg1, Tg2, Tg3,Canale 5, Tg4 e Studio Aperto), alle crisi umanitarie nel corso del 2008.
Le dieci crisi identificate da MSF come le più gravi e ignorate nel 2008 sono:
-la crisi sanitaria nello Zimbabwe;
-la catastrofe umanitaria in Somalia;
-la situazione sanitaria in Myanmar;
-i civili nella morsa della guerra nel Congo Orientale (RDC);
-la malnutrizione infantile;
-la situazione critica nella regione somala dell'Etiopia;
-i civili uccisi o in fuga nel Pakistan nord-occidentale;
-la violenza e la sofferenza in Sudan;
-i civili iracheni bisognosi di assistenza;
-la coinfezione HIV-TBC.
L’analisi delle principali edizioni dei telegiornali RAI e Mediaset conferma la tendenza riscontrata negli ultimi anni: ossia un calo costante delle notizie sulle crisi umanitarie, che sono passate dal 10% del totale delle notizie nel 2006, all'8% nel 2007 fino al 6% (4901 notizie su un totale di 81.360) nel 2008. Inoltre l’analisi sui contenuti delle notizie ha dimostrato che, anche laddove i telegiornali hanno costruito la propria agenda in modo da includervi una sorta di attenzione rispetto ai Paesi colpiti dalle forti crisi, il focus d’interesse risulta generalmente poco orientato verso lo status e la condizione di emergenza correlata al Paese in questione, mentre tende a concentrarsi su eventi o argomenti a più forte notiziabilità (per esempio il coinvolgimento dell’Italia o di italiani, di persone note, la capacità di creare conseguenze che ci riguardano). “Non raccontare la sofferenza di milioni di profughi, di bambini che muoiono di fame, di feriti e mutilati, di donne violentate, equivale a dire che tutte queste persone, e le loro sofferenze, non esistono.”(tratto da V rapporto MSF)
Quindi, per fare uscire le crisi umanitarie e le persone che ne sono coinvolte dall’oblio, MSF quest’anno ha lanciato un’ iniziativa orientata alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica: la campagna Adotta una Crisi Dimenticata” con la quale viene chiesto a quotidiani e periodici, programmi radiofonici e televisivi, testate online, Scuole di Giornalismo ed Università di impegnarsi a parlare, nel corso del 2009, di una o più crisi umanitarie dimenticate.
L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) e già diverse adesioni da parte di importanti testate giornalistiche.
Ilaria Pira

*link al sito di Medici senza frontiere
*link alla sezione italiana di Medici senza frontiere
*link al sito delle Crisi dimenticate
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03 marzo 2009

In libreria

I mestieri della parola. Gli esperti, la ricerca
a cura di M. Cortelazzo M e F. Ursini ,
Padova, Clueup, 2008, 164 p.

Descrizione
Usare come strumento professionale la parola è un’attività che, soprattutto oggi, mostra infinite declinazioni. Mestieri, tecniche oppure arti? La traccia che guida i contributi a questo volumetto è la stessa che ha suggerito gli incontri organizzati nell’ambito dell’insegnamento di Analisi e redazione di testi specifici in italiano per la laurea in Scienze della comunicazione dell’Università di Padova. Si volevano accostare interventi di esperti in diversi settori della comunicazione, già ampiamente affermati o appena agli inizi della loro carriera, a ricerche condotte da giovanissimi laureati del corso padovano. Ne esce un panorama variegato di riflessioni che si completano a vicenda e possono costituire un’utile guida a chi voglia vedere con maggiore chiarezza almeno qualche prospettiva nel complesso panorama del ‘comunicare’.
Il volume contiene i contributi di Claudio Sabelli Fioretti, Gian Antonio Stella, Valentina Ciprian, Massimo Murianni, Chiara Di Benedetto, Marco Tesei, Stefania Macchion, Elena Marchetto, Silvia Santangelo, Alberto Cellotto, Elena Lombardo, Marianna Schiavon.

16 febbraio 2009

In libreria

Antonella Galli, Silvia Nidasio
Fare notizia con il non Profit
Milano, Franco Angeli, 2009

*Link alla scheda dell'editore e all'indice


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Antonio La Spina, Antonino Cangemi
Comunicazione pubblica e burocrazia,
Milano, Franco Angeli, 2009, pp. 224

*Link alla scheda dell'editore e all'Indice

28 dicembre 2008

In libreria

Rossella Rega
 "Il Lavoro". Il rotocalco della CGIL (1946-1952)
Roma, Ediesse, 2008, 186 p.


Scheda
Il settimanale «Lavoro» rappresenta un caso editoriale unico e irripetibile della storia sindacale, un rotocalco "popolare" dal taglio moderno ed elegante, perfettamente in grado di competere, per la raffinatezza delle illustrazioni e la qualità della veste grafica, con le riviste di attualità più in voga nell’Italia degli anni cinquanta.
Fondato nel 1948, prodotto esemplare della visione "nazionalpopolare" di Giuseppe Di Vittorio, in pochi anni - con l’arrivo alla direzione di Gianni Toti, straordinaria figura di giornalista e poeta, e grazie a una redazione di giovani giornalisti, alcuni dei quali con un grande futuro - «Lavoro» compirà una piccola rivoluzione nella stampa sindacale, segnalandosi per la modernità dell’iconografia e dei linguaggi e per l’ampiezza dei temi affrontati: non solo sindacato ma anche letteratura, cinema, fotografia, tempo libero.
In questo volume riproponiamo tre numeri originali di «Lavoro», ristampati in copia anastatica e rappresentativi dell’evoluzione del giornale (1951, 1955 e 1956), accompagnati da alcune singole pagine scelte tra le sue copertine più significative, gli esclusivi fotoreportage, le più brillanti inchieste giornalistiche e le centinaia di immagini che sono ormai parte della storia del movimento sindacale.

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