Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

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12 gennaio 2026

Alla Berio

 


Roberto Beccaria, Ricordi di un bibliotecario.
Genova, Tormena, 2025, 124 pp.


"[...] Soprattutto vorrei riuscire a fare capire già da questo libro quale fucina di attività costante fosse la Biblioteca Berio e lo spirito di collaborazione che animava chi vi lavorava, persone che nel loro entusiasmo celavano l’orgoglio di fare parte di un istituto culturale utile e amato da tanti cittadini genovesi."
Roberto Beccaria, p. 10.
Per alcuni decenni Roberto Beccaria è stato l'appasssionato funzionario responsabile della Sezione Periodici della Biblioteca Berio di Genova tra Piazza de Ferrari - sempre affollata di lettori stipati in poche sale - e via del Seminario inaugurata nel 1998, tutta spazi e luce che nel giro di poche settimane è diventata un punto fermo per giovani, studiosi e cittadini. Tra le pagine di questi Ricordi si ritrova una storia viva della 'Berio', caposaldo della rete delle biblioteche comunali presenti a Genova; particolarmente meritevoli di attenzione sono i capitoli dedicati al settore dei giornali, una storia che Beccaria ha sempre studiato con competenza certosina, ben evidente nel suo bellissimo libro I periodici genovesi dal 1473 al 1899 pubblicato nel 1994.


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18 giugno 2021

Letture tendenziose

 "Cercate sempre i libri che vi tormentano; cioè che vi conducono avanti, i libri che vi gettano lo scrupolo di coscienza: questi sono i libri, i libri non di fede accertata ma di fede incerta."  Franco Antonicelli

Questo testo, ora pubblicato in formato e-book merita davvero una segnalazione per l'originalità dei percorsi di lettura che Franco Antonicelli propose al momento di costituire una biblioteca per i portuali di Livorno. Antonicelli non segnala autori e libri "facili" ma libri ad alta tensione etica e politica spaziando dalla storia all'attualità, dalla narrativa alla poesia fino alla "Lettera ad una Professoressa" firmata dagli allievi di Don Lorenza Milani e lì trovi tutto il filo del progetto alla base di quella biblioteca, pensata come luogo di "alta formazione", da frequentare nel tempo libero dal lavoro pesante degli operatori del porto. Un progetto presentato al pubblico nel 1967 che appare del tutto estraneo alla nostra contemporaneità. E proprio per questo è da leggere.

mmilan



Franco Antonicelli
Le letture tendenziose
Edizioni E/O, Roma, 2021, pp.96. (formato e-book).

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05 maggio 2021

In libreria

Martin Latham
I racconti del libraio
Rizzoli, Milano, 2021, pp.408
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Descrizione
L'amore per i libri ha sempre superato ogni ostacolo, la passione per la lettura non si arresta nemmeno di fronte alle prove più ardue; basti pensare alle vicende dei volumi costretti alla clandestinità, come le opere di Solzenicyn fotocopiate in segreto negli uffici del Cremlino o le copie della Fattoria degli animali di George Orwell conservate in un nascondiglio a Berlino Est.Attraverso un caleidoscopio di citazioni, aneddoti e ritratti di personaggi indimenticabili, Martin Latham ci racconta la storia della nostra ossessione per i libri, in tutte le sue infinite sfumature. Dalla penombra di antiche grotte in Cina alle bancarelle di Parigi, da Brooklyn a Francoforte, ci conduce tra bibliofili folli, monaci medievali, rockstar,
minatori, carpentieri e calzolai, uomini politici e generali - tutti accomunati dalla passione libresca. Ci invita a scoprire il fascino dei marginalia, le note a margine manoscritte che per secoli hanno fatto dannare i bibliotecari; o quegli album composti di citazioni ritagliate noti come commonplace books; o ancora i chapbooks, gli antenati dei moderni libritascabili, ritenuti prodotti dozzinali eppure tanto amati da Blake, Dickens, Stevenson e Shakespeare. Ci parla dei comfort books, i «libri di consolazione», quelli che possiedono il potere di portarci in luoghi migliori, tanto che scovarne uno «è, come quando ci si innamora,  un'esperienza indimenticabile». E ci ricorda che Napoleone portava sempre in battaglia la sua copia dei Dolori del giovane Werther. Storia culturale, memoir autobiografico, zibaldone di curiosità, ma soprattutto sincera lettera  d'amore al libro in quanto oggetto meraviglioso e immortale, questo volume fascinoso e divertente racconta la storia di un libraio particolare, di tanti lettori e di molti, moltissimi libri.

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05 settembre 2018

In libreria


Ambrogio Borsani. 
L' arte di governare la carta. Follia e disciplina nelle biblioteche di casa, 
La Bibliografica, Milano, 2017, pp. 151. 
Descrizione
I libri hanno conosciuto molti spazi abitativi nel corso della storia: gli scaffali delle tavolette di Ebla, gli armari dei rotoli romani, i bauli degli arabi, la grotta di san Girolamo, l'utopica biblioteca di Warburg, le garçonnière per sola carta, le oasi nel deserto della Mauritania... In queste pagine Ambrogio Borsani ripercorre le abitudini, le regole e le follie legate al mondo del libro. Come riuscivano Rabelais e Hemingway a portarsi dietro una biblioteca in viaggio? Come erano sistemati i 50.000 libri di Umberto Eco e in cosa consiste l’ordine geologico di Roberto Calasso? Ma racconta anche cosa succede quando ci si porta in casa 350.000 libri in un colpo, come ha fatto la signora Shaunna Raycraft. E nella letteratura come vengono usate le biblioteche? Thomas Mann, Stendhal, Elias Canetti, Alessandro Manzoni, Jean Paul, Rudolph Töpffer, Robert Musil, Georges Perec, Luigi Pirandello e molti altri scrittori hanno creato straordinarie pagine di letteratura ambientate nelle biblioteche. Ci sono stati inoltre teorici come Melvil Dewey che hanno inventato sistemi per ordinare i libri nelle biblioteche pubbliche. Ma per quelle di casa? Ripercorrendo la storia dell'ordine e del disordine, L’arte di governare la carta indica alcuni criteri per rendere più armonica la convivenza con i libri, soprattutto quando i volumi che chiedono cittadinanza nel nostro appartamento sono troppi.
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