Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

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06 dicembre 2022

Scaffale amico

 Edoardo Milan
La storia attraverso il Lunêri di Smémbar
novembre 2022, 48 pp. (formato kindle).
Descrizione
Il Lunêri di Smémbar è stato una presenza costante nelle case dei romagnoli e lo è tuttora in quelle di molti, anche se oggi, indubbiamente, non ha più l’importanza che aveva in passato, quando costituiva uno dei pochi mezzi di informazione di massa, in particolare nelle campagne. Il Lunêri mi accompagna fin dall’ infanzia, poiché in casa era una presenza costante, che si ripeteva anno dopo anno.

*link alla scheda di presentazione e all'estratto.

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22 febbraio 2021

Tesi di laurea in Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale

Francesca Lasi, L'informazione musicale in Italia dalla carta al Web,  tesi di laurea magistrale in Informazione ed Editoria, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. M. Migliorini, 2018-2019. (La tesi è stata ritenuta meritevole di speciale menzione dal Premio tesi di laurea del Centro studi sul giornalismo Gino Pestelli di Torino - Bando 2020).
Elisa Cosini, Il turismo tra informazione e promozione del territorio. Il caso della Val di Vara,  tesi di laurea magistrale in Informazione ed Editoria, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. Laura Guglielmi, 2018-2019.
Valentina FotiTuristi per mare. Lo sviluppo di un mito tra giornalismo e pubblicità,  tesi di laurea magistrale in Informazione ed Editoria, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan, 2018-2019.
Micol Burighel, Giornalisti e lettori integrati: nuove alfabetizzazioni e sfide dell'informazione, tesi di laurea magistrale in Informazione ed Editoria, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. A. Giordano, 2017-2018 (La tesi ha ottenuto la dignità di stampa; inoltre è stata ritenuta meritevole di speciale menzione dal Premio tesi di laurea del Centro studi sul giornalismo Gino Pestelli di Torino - Bando 2019).
 (consultabile sul sito tesionline.it)
Francesca Caporello, Immigrazione.La stampa italiana tra multiculturale e interculturale per una comunicazione positiva, tesi di laurea magistrale in Informazione ed Editoria, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. M. Aime, 2017-2018.
Chiara Biffoni,  La notizia internazionale in formato fotografia, tesi di laurea magistrale in Informazione ed Editoria, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. P. Macrì, 2016-2017.
(consultabile sul sito tesionline.it)
Benedetta Federica Rovero, Il femminicidio in formato notizia,  tesi di laurea magistrale in Informazione ed Editoria, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. M. Pasini, 2016-2017.
(consultabile sul sito tesionline.it)
Silvia della Rocca, "Le monde diplomatique" e il dibattito su informazione e disinformazione, tesi di laurea magistrale in Informazione ed Editoria, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. A. Catanzaro, 2016-2017.
Maria Valacco, Enrica Basevi tra mediazione culturale e giornalismo scientifico (1928-2013), tesi di laurea magistrale in Informazione ed Editoria, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. P. Macrì, 2015-2016. (La tesi di laurea è stata ritenuta meritevole di speciale menzione dal Premio tesi di laurea del Centro studi sul giornalismo Gino Pestelli di Torino - Bando 2017).
(consultabile sul sito tesionline.it)
Manuela Montignani, Passaparola 2.0. Dal giornalismo tradizionale ai blog tematici, tesi di laurea magistrale in Informazione ed Editoria, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. A. Catanzaro, 2015-2016.
Enrica Orrù, Gli spazi del dibattito sull'informazione. I festival del giornalismo in Italia, tesi di laurea magistrale in Informazione ed Editoria, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. N. Buratti, 2014-2015.
Il testo integrale è pubblicato nel sito di LSDI.IT: 
http://www.lsdi.it/2016/dibattito-sullinformazione-e-festival-del-giornalismo-una-tesi-sul-tema/#more-28980
Ludovica Brunamonti, Dalla strenna all'ebook. Nuove strategie di marketing per il giornalismo, tesi di laurea magistrale in Informazione ed Editoria, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. R. Bianco, 2013-2014.
Valentina Risaliti, Il giornalismo di pace. Modelli, tecniche e contenuti, tesi di laurea magistrale in Informazione ed Editoria, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. M. Pasini, 2013-2014.
(consultabile sul sito tesionline.it)
Sara Marmifero, Modelli di Graphic Journalism, tesi di laurea magistrale in Informazione ed Editoria, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. A. Pirni, 2013-2014.
Alessandra Torre, Modelli di giornalismo tra politica e arti: "Marianne" (1933-1935)tesi di laurea magistrale in Informazione ed Editoria, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. Maurizia Migliorini, 2012-2013.
Dario Veglia, Stampa e informazione a Savona da Gutenberg al Web tesi di laurea magistrale in Informazione ed Editoria, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. Silvano Balestreri, 2012-2013.
Cristina Pongiluppi, Il giornalismo militante di Alexander Langer, Tesi di laurea in Storia del giornalismo, Facoltà di Lettere, Università degli studi di Genova, relatore M. Milan /correl. Franco Contorbia, 2012-2013.
Sabrina Bruzzone, Linee editoriali a confronto. La Spagna di Zapatero tra "El Pais" e "la Repubblica", tesi di laurea magistrale in Informazione ed Editoria, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. Silvano Balestreri, 2011-2012.
(consultabile sul sito tesionline.it)
Silvia Rivetti, Il "Progetto Lavoro" di Paolo Murialdi. Storia di un libro mai nato, tesi di laurea magistrale in Informazione ed Editoria, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. Silvano Balestreri, 2011-2012.
Francesca Astengo, Le grandi firme della critica televisiva in Italia (1954-2000), tesi di laurea magistrale in Informazione ed Editoria, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. Mario Bottaro, 2010-2011.  (consultabile sul sito tesionline.it). La tesi è stata poi pubblicata (v. http://www.tesi-italiane.it/francesca-astengo ).
Francesco Bianconcini, "Bellezza, è la stampa...!" Giornali e giornalisti nel cinema italiano (1943-2009) tesi di laurea magistrale in Editoria, Comunicazione multimediale e Giornalismo, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. M. Aime, 2010-2011.
Simone D'Ambrosio, Tursi 2.0. Dai bollettini statistici all'informazione diffusa. Il Progetto di Genova "Città digitale",  tesi di laurea magistrale  interfacoltà in Editoria, Comunicazione multimediale e Giornalismo, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. S. Monti Bragadin, 2010-2011. La tesi ha ottenuto la dignità di stampa.
(consultabile sul sito tesionline.it)
Elisabetta Ferrando, The "Beautiful Country". Le inchieste di "Economist" sull'Italia (1964-2011), tesi di laurea magistrale in Editoria, Comunicazione multimediale e Giornalismo, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. A. Pirni, 2010-2011.
(consultabile sul sito tesionline.it)
Francesco Abondi, "Il Lavoro" di Genova negli anni dell'ascesa di Craxi (1975-1985), tesi di laurea magistrale in Scienze politiche, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan, a.a. 2009-2010
(consultabile sul sito tesionline.it)
Giorgia Notari, L'informazione migrante. Il caso Liguria, tesi di laurea magistrale in Informazione ed Editoria, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. Mario Bottaro, 2009-2010. 
(consultabile sul sito tesionline.it)
Gloria Sormani, Percorsi del giornalismo di moda a Genova tra ottocento e novecento, tesi di laurea magistrale in Informazione ed Editoria, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. M. Migliorini, 2009-2010.
(consultabile sul sito tesionline.it)
Stefania Scappini, Le riviste di teatro a Genova fra Otto e Novecento, tesi di laurea specialistica in Editoria, Comunicazione multimediale e Giornalismo, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. M. Bottaro,  a.a. 2008-2009.
(consultabile sul sito tesionline.it)
Laura Colombo, L'hanno detto in televisione. TG3 e TGg5 a confronto, tesi di laurea specialistica in Editoria, Comunicazione multimediale e Giornalismo, Università degli studi di Genova, rel. M. Bottaro/ correl. M. Milan, a.a. 2008-2009
Francesco Bottino, Le battaglie europeistiche di Radio Radicale (1992-2008), tesi di laurea specialistica in Editoria, Comunicazione multimediale e Giornalismo, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. S. Monti Bragadin, a.a. 2007-2008
Giorgio Silvestri, I media della diaspora italiana. Dal bollettino al blog, tesi di laurea specialistica in Scienze Politiche, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan, a.a. 2007-2008. La tesi ha ottenuto la dignità di stampa; nel 2009 ha ottenuto il Premio internazionale Gaetano Scardocchia 2009 ed è stata pubblicata su iniziativa del Comite-Spagna.
v. anche il blog Dal Bollettino al Blog.
Chiara Franceschi, Il linguaggio delle cooperazione internazionale nella stampa europea, tesi di laurea specialistica in Scienze internazionali e diplomatiche, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan, a.a. 2005-2006

13 marzo 2015

Morire d'amianto

Sabato 14 marzo 2015, ore 9, nella Sala Maggiore del Comune di Pistoia, presenterò il mio libro "Morire d'amianto a Pistoia. Il caso Breda e l'informazione", discutendone con il sindaco Samuele Bertinelli. Il lavoro, che ha avuto origine dalla mia tesi di laurea, è stato pubblicato da Settegiorni Editore grazie al contributo della Fondazione Valore Lavoro di Pistoia e della Cgil Toscana. La mattinata proseguirà poi con una tavola rotonda dal titolo "Le parole per dirlo: l'amianto tra cronaca, reportage e romanzo". Al dibattito prenderanno parte Alberto Prunetti (scrittore, autore di Amianto. Una storia operaia), Giampiero Rossi (giornalista de Il Corriere della sera, autore di La lana della salamandra), Silvana Mossano (giornalista de La Stampa, autrice di Malapolvere) e Silvano Balestreri (giornalista, docente di Teorie e tecniche del linguaggio giornalistico presso l'Università di Genova, nonché relatore della mia tesi). Nella locandina trovate il programma completo della mattinata. Io vi aspetto. Sono sicura che sarà una mattinata intensa e piena di emozioni (per me sicuramente!)
Valentina Vettori


Valentina Vettori
Morire d'amianto a Pistoia. Il caso Breda e l'informazione
Settegiorni editore, Pistoia, 2015.


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27 febbraio 2014

Premio tesi di laurea



Venerdì 28 febbraio, alle 10,30, nell’Aula magna della Scuola di Scienze Umanistiche, via Balbi 2, a Genova, sarà consegnato il premio "Borsa di Studio Franco Mamone", promosso da Assomusica, Associazione organizzatori e produttori di spettacoli di musica dal vivo, alla dott. Debora Fugazzi, autrice della tesi "La controcultura editoriale in Italia tra anni '60 e anni ‘70" per il corso di laurea magistrale in Informazione ed Editoria dell’Università degli studi di Genova.
Saranno presenti Mirella Pasini, coordinatrice del corso di laurea magistrale in Informazione ed Editoria, Lorenzo Coveri, professore di Italianistica, Mario Bottaro, docente di Teorie e Tecniche del linguaggio giornalistico e relatore della tesi, Vincenzo Spera, presidente nazionale dell’associazione Assomusica, Fulvio De Rosa, Stefano Senardi e Renato Tortarolo, componenti del comitato scientifico costituito da specialisti nei vari ambiti, che svolge il ruolo di giuria del premio. La borsa di studio è intitolata a Franco Mamome, il più importante organizzatore di concerti in Italia, assai apprezzato in ambito  internazionale. Il premio sarà consegnato da sua figlia Gaia Mamome.
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15 dicembre 2013

I Murialdi


Lunedì 16 dicembre 2013, h.17
Palazzo Ducale Sala del Minor Consiglio

I Murialdi. Una storia genovese

Convegno dedicato a Gino, Vezio e Paolo Murialdi, protagonisti del giornalismo del Novecento. Interventi di Luca Borzani, Franco Contorbia, Andrea Aveto.
*Link al Programma del Convegno

Nel 2012 le carte di Paolo Murialdi conservate presso la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori sono state oggetto della tesi di laurea magistrale in Informazione ed Editoria dell'Università degli studi di Genova, di Silvia Rivetti, poi in parte confluita in un libro dedicato al quotidiano "Il Lavoro": v. Silvia Rivetti, "Il Progetto Lavoro di Paolo Murialdi" in "Il Lavoro" di Genova. Storie e testimonianze 1903-1992, a cura di Marina Milan e Luca Rolandi, Genova, Provincia di Genova, 2012, pp. 268-287.


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25 gennaio 2013

Tesi di Storia del giornalismo (laurea triennale)

Isabella Coppola, Stampa e opinione pubblica a Genova tra Risorgimento ed Unificazione (1859-1861), Facoltà di Scienze politiche, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan, a.a. 2011-2012.
Emanuele Lince, Stampa e opinione pubblica in Piemonte tra Risorgimento ed Unificazione. Il caso di Alessandria. Facoltà di Scienze politiche, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan, a.a. 2010-2011.
Deborah Tolomeo, La stampa rossa a Genova (1945-1953). Le carte Adamoli, Facoltà di Scienze politiche, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan, a.a. 2010-2011
Alessandra Torre, Percorsi del giornalismo aziendale: Leonardo Sinisgalli e "Civiltà delle macchine", Facoltà di Scienze Politiche Università degli studi di Genova, rel. M. Milan, a.a. 2009-2010.
Edoardo Buganza, La rinascita del "Corriere mercantile" di Genova (1948-1954), Facoltà di Scienze Politiche Università degli studi di Genova, rel. M. Milan, a.a. 2008-2009.
Luca Lovelli, Giornali e giornalisti a Novi ligure tra Prima e Seconda Repubblica, Facoltà di Scienze Politiche Università degli studi di Genova, rel. M. Milan, a.a. 2008-2009.
Martina Russano, Percorsi del giornalismo radiofonico in Liguria, Facoltà di Scienze Politiche, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan, a.a. 2008-2009. (tesi consultabile sul sito di tesionline.it)
Ilaria Ugolini, I giornali di quartiere a Genova. Una proposta di cittadinanza attiva, Facoltà di Scienze Politiche Università degli studi di Genova, rel. M. Milan, a.a. 2007-2008. (tesi consultabile sul sito di tesionline.it)
Simone D'Ambrosio, Dall'Albero di Cracovia ai blog. Pregi ed insidie del giornalismo partecipativo , a.a. 2006-2007
Daniele Boasi, I quotidiani regionali nella società "glocal". Il caso del "Secolo XIX" di Genova, Facoltà di Scienze Politiche Università degli studi di Genova, rel. M. Milan, a.a. 2005-2006
Francesco Bottino, Genova in prima pagina. Criteri di notiziabilità e contenuti ("Il Secolo XIX" e "La Repubblica-Il Lavoro")
Giovanna Cereseto, Percorsi del giornalismo sindacale. I "SEGNAstampa" del Coordinamento Donne FLM Genova(1976-1984).
Francesca Cipriani,
Gli inserti di "Repubblica" tra politica di marketing e progetto culturale
Giorgio Silvestri, L’informazione utile. Percorsi della comunicazione interculturale in Italia, Facoltà di Scienze Politiche Università degli studi di Genova, rel. M. Milan, a.a. 2005-2006.
*tesi consultabile nel sito
mm2 Media e interculturalità (link sul titolo).
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21 gennaio 2012

Scaffale amico

Francesca Astengo
Le grandi firme della critica televisiva in Italia (1954-2000)

Tesi italiane, 2012.

Introduzione

"Faccio un’ipotesi. La televisione è arrivata soltanto quarant’anni fa. Loro sono un po’ distratti. Si sa come sono fatti, gli intellettuali. Tanto intelligenti, ma anche un pochino lenti. Non si sono ancora accorti che è stata inventata."
BENIAMINO PLACIDO


Sergio Saviane era solito dire, con il suo brillante e generoso anticonformismo, che la critica ha una figlia legittima che si chiama satira. Apparentemente – e il lettore si accorgerà di quanto questo avverbio sia fondamentale per cambiare continuamente l’ordine delle carte, già ben rimescolate, di questa tesi – la matrice teorica del “giudizio”, autonomo e autoritario, lega a filo doppio le due discipline esegetiche. In realtà, nessun cittadino del “secolo dei media” si sentirà disposto a negare, se interpellato, che tra satira e critica scorre un fiume immenso, di autorevolezza e di credibilità, di stroncature indorate dall’alto e di trovate geniali miseramente cestinate. Non vi è dubbio, nella prassi e nella storia, che tra Francesco De Sanctis, il buco nero da cui nacquero Benedetto Croce e tutta la scuola critica italiana del Novecento, e Bobo - per citare il personaggio da vignetta forse più famoso - intercorrono differenze non ignorabili, che fomentano l’interpretazione della presunta filiazione individuata dal critico dell’”Espresso” in termini essenziali di grandezze. La satira è più piccola, pesa meno, parla a bassa voce anche quando urla, perché sa di pronunciare parole meno degne; la critica, dall’alto – e in molti casi è pur vero – della sua scienza infusa e sterminata, ha il pollice di Cesare, decide cosa è vivo e cosa deve morire.
Tutto vero, se si tralascia la critica della televisione. Il “convitato di vetro”, come amava chiamarlo Luciano Bianciardi nel simposio del suo divano, sconvolse da subito sia le caratteristiche estetiche a cui le accademie erano abituate, sia quelle temporali. D’improvviso, nei pochi giovedì che servono al televisore per raggiungere i salotti più comodi della penisola, s’instilla il bisogno di analizzare uno spettacolo innovativo e inconsueto e di renderlo fruibile, allo scritto sul quotidiano del mattino, tralasciando che l’evento è ormai passato per sempre.
Parole buttate al vento, la critica televisiva.
Al vento nella dimensione in cui, come Umberto Eco coglie dal principio, la televisione non è arte e gli strumenti dell’estetica tradizionale non possono rovistare tra la monnezza. Al vento perché chi non è scoliaste di un fenomeno creativo puro, non ha nessun diritto di essere annoverato nell’Olimpo della critica e il suo giudizio perde, istantaneamente, ogni brillio di verità e di autorevolezza. A queste deformazioni congenite del mezzo televisivo si aggiunge, prepotentemente, lo spunto virale del pregiudizio. Non solo – si legge tra le righe nei giorni paleotelevisivi – la televisione è poca cosa e per giunta brutta, ma, per occupare il suo palinsesto, è costretta a filtrare e triturare le “cose che contano”. È il caso degli sceneggiati televisivi tratti dai grandi classici della letteratura che si rialzano, alla fine del round, sempre stanchi e tumefatti; fa la stessa fine, con implicazioni logistiche oltre che etiche, il cosiddetto “teatro televisivo”, snaturato dalla compressione del palcoscenico e del loggione in venti pollici piatti. Infine, anche l’arte più bistrattata prima dell’avvento, salvifico, della tv e ultima ruota del carro dell’evoluzione umana – per come era considerato all’inizio del secolo, non è un nostro giudizio -, il cinema, ha le sue rimostranze da fare. Perché il cinema, anche se trasmesso in televisione, resta cinema ed è competenza del critico cinematografico.
Si sarà compreso, a questo punto, che le “grandi firme” di cui si parla nel titolo difficilmente furono considerate tali nel pieno della loro attività. C’è chi per sposare la televisione diventò asceta, come Ugo Buzzolan nel suo stanzino, c’è chi, come Achille Campanile, fu, forse per sua fortuna, sempre considerato “altro” e preso poco sul serio, come se l’etichetta da “umorista” che gli erano valsi i suoi strabilianti romanzi fosse la patente per uscire dai giochi. Sergio Saviane fu sempre tacciato d’alcolismo; Beniamino Placido fu ferocemente invidiato. Anche dopo la riforma della Rai e, in seguito, il crollo del monopolio che spalanca le porte dell’etere alle emittenze private, se la televisione è lentamente e progressivamente accettata, la critica resta una spina nel fianco. Suoi delatori, che prima erano gli intellettuali di cartello e i settori culturali dei giornali che fanno opinione, diventano nientemeno che gli addetti ai lavori. Via Teulada, corso Sempione, viale Mazzini e il Babuino sono fortezze stravaganti e blindate, da cui l’informazione esce rimasticata e addolcita secondo i voleri di palazzo, mentre l’intrattenimento fa la muffa nei suoi schemi del passato.
Ritornando all’affermazione iniziale di Saviane, credo che la filiazione da lui individuata volesse suggerire ben altro. La critica, ma solo il magnifico e pessimo mondo della televisione ha saputo dimostrarlo, conserva al suo interno una radice comune a quella della satira. L’aveva dentro in origine, ma i secoli di bambagia a cui la connivenza, derivata dal necessario scambio, con le arti riconosciute e affermate l’hanno fatta scivolare nell’oblio dei velluti e degli ori. La critica, avendo a che fare con la televisione, deve tornare a combattere e quel che di satirico si nasconde nei soldati di questa battaglia – soldati apocalittici e soldati integrati – è la capacità di togliersi i guanti e sporcarsi le mani.
Edoardo Sanguineti, nella sua Critica in poltrona (1978), incalza la polemica brechtiana contro la critica teatrale definita “culinaria” – quella che nella lingua catodica si traduce in anteprime, promozioni, interviste, servilismi – suggerendo che il critico perfetto, quello che la scampa, dovrebbe essere un po’ miope e un po’ presbite; non solo difettato, ma anche distaccato e sornione. Il recensore ideale, per Sanguineti, va a teatro con un grosso sigaro e si guarda bene dal dimenticarlo, evitando di farlo spegnere sebbene sotto i suoi occhi scorrano le meraviglie più stupefacenti sulla faccia della terra. Il critico televisivo – l’esempio è illustre e arguto – dev’essere tutto questo e anche, suo malgrado, turarsi il naso. Solo con i sensi appositamente allenati si coglie il giusto atteggiamento verso un media così controverso, che racchiude in sé istanze artistiche poco palesi e discutibili, che si impone, per natura, il fine irrealizzabile di essere al contempo “popolare” – con tutti i difetti che la definizione si porta appresso dai meandri reconditi dell’attestazione della grande cultura – e di qualità. La denuncia del critico televisivo, che non sviscera dal proprio contesto le discussioni sul metodo e sui paradigmi che sono propri della critica sui generis, si scontra con poteri che vanno aldilà dello spettacolo, che si addentrano nella più viva lotta politica e che toccano da vicino le corde della manipolazione dell’opinione pubblica e della propaganda neanche troppo subliminale.
Parole controvento, la critica televisiva.
Lo scopo di questo lavoro è, in sostanza, quello di fare criticamente chiarezza sulle figure - Luciano Bianciardi, Achille Campanile, Sergio Saviane e Beniamino Placido – che sole, o quasi, hanno saputo, con stratagemmi, convinzioni e disposizioni spesso opposte, atterrare nell’arena dello spettacolo televisivo per sconfiggere il pregiudizio e denunciare, senza mai scendere a compromessi, i sotterranei accordi, le viltà e le contraddizioni di trent’anni d’Italia, fuori e dentro la tv.
Una precisazione è doverosa per quanto riguarda l’apparato del lavoro. Storie della critica televisiva ne sono state scritte alcune. L’obiettivo, in questa sede, era duplice e nasceva dalla necessità del confronto che proprio i testi-guida, di fine ricercatezza e memorabile suggestione, hanno saputo stimolare. Si è cercato, con i pochi mezzi a disposizione, di conservare, e se possibile, ampliare la sistematicità propria del testo di Elena Dagrada (A parer nostro. La critica televisiva nella stampa quotidiana in Italia, 1992) che è il vero punto di partenza di questa tesi ma, focalizzandosi in maniera più tecnica sul contesto degli anni ’90 e sulle specifiche editoriali delle testate, si conforma come un libro per gli addetti ai lavori. Questo non vuole esserlo e si ripropone, senza ambizioni, di abbozzare le linee guida, storiche e interpretative, che al lettore “esterno” possano suggerire almeno un’idea del contesto in cui si muovono i nostri personaggi.
In secondo luogo - e il rimando va alla brillante ricostruzione famigliare della critica televisiva redatta da Nanni Delbecchi (La coscienza di Mike, 2009) - si è sentito il bisogno di ridurre la fortunatissima parte aneddotica dei racconti dei critici, per dare invece più spazio ai testi e all’analisi, essenzialmente letteraria, dello stile e della composizione, come il corso dei miei studi umanistici mi ha reso propensa a fare.
La conclusione, tutta personale, è un invito alla rilettura di questi autori che non meritano di essere dimenticati. Mai come oggi la loro parola è attuale, il loro stile raggiante, il loro insegnamento una guida per sopravvivere alla modernità. Non solo televisiva.
Francesca Astengo

*Francesca Astengo si è laureata in Informazione ed editoria (laurea magistrale) presso l'Università degli studi di Genova con la tesi ora pubblicata da Tesi italiane. Il libro è acquistabile sul sito tesi italiane.it.
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07 dicembre 2011

Scaffale amico

Luca Policastro
I segreti dell'etere. Storia e stile del giornalismo della radio
Civitavecchia, Prospettiva editrice, 2011, pp. 157.
Descrizione

Le caratteristiche dell'odierno linguaggio radiofonico sono dovute da un lato alle peculiarità tecniche del mezzo, dall'altro all'evoluzione dell'ascolto in un'epoca, la seconda metà del ventesimo secolo, che ha visto la nascita e L'affermazione della televisione. Questo libro, dopo aver ripercorso le principali tappe evolutive della radio (da Marconi alla BBC, dalle radio libere alla radio digitale), vuole fornire le basi teoriche per comprendere a fondo gli ingredienti del flusso radiofonico, punto di arrivo di questa evoluzione. Vengono esaminati infine alcuni dei più importanti radiogiornali trasmessi quotidianamente sul territorio italiano, allo scopo di evidenzare i meccanismi che ne regolano la stesura, anche alla luce dei moderni software di messa in onda.
L'autore Luca Policastro (La Spezia, 1986) è dottorando in Lingue, culture e tecnologie dell'informazione e della comunicazione presso l'Università degli Studi di Genova, dopo aver conseguito la laurea in Giornalismo culturale ed editoria presso lo stesso ateneo. Autore e dj presso alcune emittenti radiofoniche locali, si interessa di radio, didattica delle lingue straniere e delle scienze, musica e sport di resistenza.
*link al sito di Prospettivaeditrice.
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25 novembre 2011

Tv e libertà di informazione

Si è svolta mercoledì 23 novembre 2011, nella Sala dei Chierici della Biblioteca Berio, la presentazione del libro Ci scusiamo per l’interruzione. Tv e libertà di informazione, di Giovanna Ferrero.

La presentazione si è svolta alla presenza dell’autrice, giovane talento ligure (classe 1986, laureata in Scienze Politiche presso l’ateneo genovese), con la partecipazione del più noto Nando dalla Chiesa, firma prestigiosa all'interno del panorama giornalistico: editorialista del “Fatto Quotidiano” di Antonio Padellaro, scrittore, professore di Sociologia delle criminalità organizzata e Sociologia dell'Organizzazione all'Università di Milano. Dalla Chiesa è, non da ultimo, fondatore della casa editrice Melampo, che ha permesso la pubblicazione del testo in questione.
Il saggio ripercorre le vicende dell’emittente televisiva Europa 7 e l’iter giudiziario che il suo fondatore, Francesco Di Stefano, è stato costretto a percorrere. Esso nasce dal tenace lavoro di ricerca della Ferrero, che si è interessata al caso già da studentessa liceale: nel 2004, anno di svolta delle vicende legali di Europa 7 e della sua battaglia contro l’abusivismo di Rete 4, la Ferrero è venuta a sapere da un articolo di “Repubblica” del caso dell’imprenditore abruzzese, espropriato dalla politica del suo diritto di vedersi assegnare delle frequenze per dare avvio ad un progetto televisivo a-partitico e innovativo. La storia, che è storia di tutti noi, è quella di una privazione ai danni di un normale cittadino il quale, pur essendo nel pieno del diritto legale e nonostante le numerose sentenze emesse dai vari enti di garanzia chiamati in causa, non riesce ad esercitare il suo diritto per colpa degli interessi politici e del tacito patto di non aggressione praticato dai partiti di destra e di sinistra. Da destra, l’ascesa di Berlusconi e l’inizio del berlusconismo hanno dato avvio al lungo periodo di dittatura mediatica e di insolubile conflitto di interessi, che hanno reso impossibile l’abolizione dell’abusiva –secondo quanto dichiarato dalla Corte Costituzionale stessa- Rete 4 e l’assegnazione delle frequenze a Europa 7. Anche da sinistra, d’altro canto, si è riscontrato un disinteresse assoluto, spiega l’autrice, per il caso Europa 7 e per la regolamentazione della legge sulle televisioni: il generale menefreghismo politico, trasversale e mascherante senz'altro interessi biechi e privati, ha depotenziato la giustizia del suo potere decisionale assoluto e l’ha relegata al rango di succursale dei rapporti di partito.
L’autrice, nel suo libro, ripercorre lo scandalo della delegittimazione del diritto di fronte ai grandi poteri privati dall'ormai lontano 1998, anno in cui Di Stefano vinse la gara pubblica d’assegnazione delle frequenze televisive ai danni dell’imprenditore Silvio Berlusconi e della sua Rete 4, già presente all'epoca sulle frequenze analogiche e già dichiarata illegittima. L’excursus procede seguendo un criterio cronologico, rinfrescando la memoria sulle varie leggi Polaroid, Maccanico, Gasparri, anch'essa violata da Berlusconi, sulla Fede-tax, fino al recentissimo avvento del digitale, manovra governativa per salvare l’emittente Rete 4 ma, purtroppo, espressione di una tecnologia già obsoleta e inefficiente che, tramite l’illusione di fornire un ampliamento dell’offerta di canali, non fa in realtà altro che rafforzare il duopolio affermatosi già a partire dagli anni ’80.
Il libro, dunque, racconta l’amara storia di un cittadino schiacciato dagli interessi superiori dei “potenti” e di un apparato giudiziario, il nostro, ridotto a mero flatus vocis dalle prevaricazioni dei “signoroni”. La storia raccontata è anche quella di un popolo, quello italiano, doppiamente gabbato perché costretto dapprima a subire una programmazione televisiva imposta e non voluta, e poi obbligato a pagare una mora per aver usufruito di tale emittente mai scelta e sempre imposta. Il libro racconta la parte più sconosciuta della storia italiana, che merita l’interesse del grande pubblico.
Proprio per il fatto che si tratta di un territorio ancora inesplorato della storia contemporanea e del “ventennio berlusconiano”, è stato difficile portare a compimento il lavoro, il quale si è potuto sviluppare principalmente attraverso il ritrovamento di articoli di giornale e la pubblicazione di sentenze emesse, in diversi gradi, prima dalla Cassazione, poi dalla Corte Costituzionale e, infine, dalla Corte di Giustizia Europea. A questa documentazione, si affiancano le testimonianze dello stesso Di Stefano, raccolte personalmente dalla giornalista genovese. Il caso in questione è diventato per prima cosa oggetto di tesi di laurea in Scienze Politiche, sotto la supervisione della professoressa di Diritto delle Comunicazioni dell’ateneo genovese, Rossana Bianco, e nel 2011 è stato edito ed è diventato un libro vero e proprio, con prefazione di Marco Travaglio. Il noto giornalista televisivo, dopo aver letto ed apprezzato il lavoro di ricerca della giovane dottoressa, ha contatto personalmente il collega del “Fatto” e ne ha espressamente chiesto la pubblicazione, in quanto secondo lui sarebbe stato in accordo con la linea editoriale scelta da Melampo e avrebbe riscosso sicuro interesse da parte di pubblico e critica, in quanto nessuno, fino ad oggi, si era ancora occupato così da vicino del materiale trattato dalla Ferrero. La documentazione (testi delle sentenze, documenti, ecc.), molto più copiosa nel lavoro di tesi, è stata riorganizzata e sfrondata nel libro, così che il testo risulta meno ostico e più accessibile a fasce più ampie di pubblico, che non per forza deve possedere conoscenze tecniche di diritto o di politica.
Senz'altro audace risulta la scelta di Dalla Chiesa di pubblicare un libro come Ci scusiamo per l’interruzione: il soggetto scelto dalla Ferrero, proprio in virtù del suo essere fatto di cronaca politica e giudiziaria, si rivolge per lo più ad un pubblico piuttosto specifico di addetti ai lavori e sfugge dal panorama delle letture amene e disimpegnate, spesso preferite dalla maggioranza dei lettori sia abituali che occasionali. La scommessa di Melampo, casa editrice dalla genesi ancora recente e che vanta, ad oggi, non più di una cinquantina di pubblicazioni, è inconsueta: Melampo ha avuto il coraggio di puntare su un pezzo di giornalismo d’inchiesta apparentemente di scarso interesse per il lettore comune, poiché sconosciuto o considerato circoscritto ad un determinato settore della vita politica e sociale. Inoltre, sorprende vedere che, anche in un presente schiacciato dal bieco tornaconto personale e in cui tendono ad imporsi meccanismi di potere prevaricanti, c’è ancora spazio per i giovani. L’autrice, in gamba e dall'indubbio talento giornalistico, alla giovane età di 25 anni ha avuto l’onore di vedere ricompensata la fatica e la tenacia con le quali ha condotto il suo lavoro: sebbene il suo nome sia ancora sconosciuto al pubblico e non sia garanzia di successo editoriale ed introito finanziario, ha visto avviarsi il progetto di una vita. La scommessa di Dalla Chiesa e Melampo, insieme a Marco Travaglio, di dare voce ai giovani e di premiare il talento, fa sperare in un futuro, magari non troppo lontano, in cui forse anche l’Italia sarà capace di uscire dalla logica dei servilismi di partito, dai rapporti di dipendenza dai poteri dominanti e dalla tirannia finanziaria, per lasciare finalmente spazio alla tanto agognata meritocrazia.
Elettra Antognetti

Giovanna Ferrero
Ci scusiamo per l’interruzione. Tv e libertà di informazione
(Prefazione di Marco Travaglio)
Milano, Melampo, 2011, 240 pp.
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03 giugno 2011

In libreria

Giovanna Ferrero
Ci scusiamo per l'interruzione . Tv e libertà di informazione
Milano, Melampo, 2011, 240 pp. (Prefazione di Marco Travaglio)
Descrizione
Le leggi ad personam in favore di Silvio Berlusconi precedono di molti anni la celebre "discesa in campo" del '94. La costruzione e la difesa del monopolio televisivo privato si sono infatti affermate attraverso una sequenza infinita di voti parlamentari sotto ricatto, crisi di governo, sentenze sempre più intimidite della Corte costituzionale. Trent'anni di provvedimenti su misura di cui si è persa spesso la memoria e che Giovanna Ferrero racconta con implacabile ricchezza di documentazione. In questa storia di indecenza istituzionale e civile la vicenda di Europa 7. Il caso di una televisione a cui, sin dal '99, vengono riconosciuti, più volte e in tutte le sedi giuridiche competenti, i diritti a ottenere le frequenze di Rete 4 ma che se li vede negare da un potere politico succube del monopolio privato, impegnato nell'occupazione abusiva di quelle frequenze. Il Paese in cui il diritto muore di fronte alle pretese del più forte non potrebbe essere descritto meglio che da questa vicenda enorme e paradigmatica a cui la stampa e la politica hanno dedicato così poca e stanca attenzione.
Giovanna Ferrero è nata a Genova nel 1986. Si è laureata in Scienze politiche presso l'Università degli studi di Genova con una tesi sul caso di Europa 7. Ha la passione per il giornalismo di inchiesta e la cronaca giudiziaria. La sua seconda passione è il cinema.
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12 aprile 2010

Scaffale amico

Giorgio Silvestri
I media della diaspora italiana. Dal bollettino al blog
Madrid, Editrice Ibérica de Cooperacion Europea, 2009, 360 pp.
("Marenostrum, la rivista degli italiani in Spagna e del Made in Italy", 1/6, 2009 numero monografico).

Il libro sarà presentato a Genova per iniziativa dell'Assemblea legislativa della Liguria - Settore Studi, Documentazione ed Assistenza agli Organi Statutari e di Garanzia.  Parteciperanno Giuseppe Di Claudio, giornalista ed editore del volume,  Giacomo Ronzitti, Presidente del Consiglio regionale e l’autore, Giorgio Silvestri.
martedì 13 aprile 2010, h. 15.30
Sala Biblioteca del Consiglio Regionale della Liguria
via D’Annunzio, 38 - Genova

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Abstract del libro
La storia d’Italia è strettamente legata a quella, ben più remota, dell’emigrazione italiana nel mondo e della miriade di giornali e riviste per gli italiani all’estero fioriti dal Settecento a oggi. “L’italiano non era lettore di carta stampata in patria, ma lo è diventato attraversando il mare”, scrisse nel 1975 l’allora ambasciatore della Santa Sede presso l’ONU, Monsignor Giovannetti. L’esigenza di fare rete ha sempre favorito la nascita di giornali e riviste in ogni terra toccata dai nostri emigranti già prima dell’età di Napoleone, quando l'unità italiana era un progetto di pochi sognatori. Con il mutare delle motivazioni e dei numeri delle partenze, la stampa “italica” si amplia e si differenzia al suo interno, intrecciando una fitta serie di relazioni con la madrepatria che sono a tutt’oggi visibili.  Che la questione sia più attuale che mai lo confermano così in primo luogo gli ottocento tra giornali, riviste, radio, televisioni, pagine e portali digitali destinati ai 3,7 milioni di cittadini italiani residenti all’estero, 60 milioni di oriundi e altrettanti italofoni sparsi in ogni angolo del pianeta: non erano mai stati tanti. Se a ciò si aggiungono la recente formazione di organi come il CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all'Estero) e i COMITES (Comitati degli Italiani all'Estero) e, soprattutto, il varo della legge 470 del 20/12/2001 che istituisce le circoscrizioni italiane all’estero, il quadro anche sociologico e politico della nostra emigrazione è completo. Tramite l’excursus storico delle migrazioni dall'Italia e un riepilogo dei censimenti e delle politiche che hanno interessato la pubblicistica “italica”, il volume inquadra tutti i media in vita secondo i canali sfruttati, l’area di diffusione, i contenuti e gli scopi perseguiti, in relazione alle più recenti ricerche sui media interculturali. Non mancano poi uno studio dell’auto-organizzazione dei media “italici” in organi come la FUSIE (Federazione della Stampa Italiana all'Estero), nè accenni agli organi più significativi, come “Gens Ligustica in Orbe”, “La Voce d’Italia” di Caracas, o il recente canale Rai International. Un'attenzione costante viene infine prestata al ‘come’ e al ‘perchè’ della progressiva perdita della lingua italiana presso gli emigrati e i loro discendenti. Primo scopo di questo scritto è inquadrare le sfide che più da vicino riguardano le testate per e sui cittadini italiani all’estero, non solo in termini di mercato di linguaggio ma guardando ad esempio anche all’afflusso di fondi pubblici e privati, tanto più decisivi per i periodici di ridotte dimensioni; decisiva è infatti l’influenza che questi organi possono avere sull’opinione degli (ex) emigrati circa l’Italia o il loro Paese di residenza. Anche in questo contesto i media si rivelano una volta di più specchio del cambiamento “glocale”, nonché un veicolo di promozione sociale e di rivendicazione politica, economica e culturale. Alla vigilia dell’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia, queste pagine intendono ricordare che anche noi italiani siamo stati in tempi non lontani “ecuadoriani”, “albanesi” o “marocchini” con in mano una valigia piena di culture, dialetti, tradizioni e sogni di una vita migliore.
L’autore
Giorgio Silvestri, nato a Recco (Genova) nel 1984, ha conseguito la laurea specialistica in Scienze Politiche all'Università degli Studi di Genova nel 2008. A seguito di un percorso Erasmus presso la Universidad Complutense de Madrid si è stabilito nella capitale spagnola, dove ha ottenuto una borsa di studio per il Master in Giornalismo organizzato dal quotidiano "El Mundo"; ha svolto tirocini presso la redazione spagnola dell'Agenzia Ansa e l'Ambasciata d'Italia in Spagna. Nel 2009 ha ottenuto il Premio internazionale di giornalismo “Gaetano Scardocchia” per la sua tesi di laurea specialistica, pubblicata per iniziativa di Marenostrum.
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24 maggio 2009

Tesi di laurea in Storia del giornalismo europeo

Francesco Bottino, Le battaglie europeistiche di Radio Radicale (1992-2008), tesi di laurea specialistica in Editoria, Comunicazione multimediale e Giornalismo, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. S. Monti Bragadin, a.a. 2007-2008.

01 ottobre 2008

Marta Borsi
Donne e lavoro femminile in prima pagina. La Spezia 1861-1946
La Spezia, 2008

*edizione a stampa della tesi di laurea in Storia del gionalismo Facoltà di Scienze politiche, Università degli studi di Genova)

10 luglio 2008

Il giornalismo locale

Daniele Boasi, I quotidiani regionali nella società "glocal". Il caso del "Secolo XIX" di Genova, Facoltà di Scienze Politiche Università degli studi di Genova, rel. M. Milan, a.a. 2005-2006


*link al testo in formato pdf


Francesco Bottino, Genova in prima pagina. Criteri di notiziabilità e contenuti ("Il Secolo XIX" e "La Repubblica-Il Lavoro") Facoltà di Scienze Politiche, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan, a.a. 2005-2006

Martina Russano, Percorsi del giornalismo radiofonico in Liguria, Facoltà di Scienze Politiche, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan, a.a. 2008-2009,

Stefania Scappini, Le riviste di teatro a Genova fra Otto e Novecento, a.a. 2008-2009 tesi di laurea specialistica in Editoria, Comunicazione multimediale e Giornalismo, Università degli studi di Genova, rel. M. Milan / correl. M. Bottaro


Ilaria Ugolini, I giornali di quartiere a Genova. Una proposta di cittadinanza attiva, Facoltà di Scienze Politiche Università degli studi di Genova, rel. M. Milan, a.a. 2007-2008.

29 giugno 2008

L'informazione interculturale

Da quando anche l'Italia è diventata luogo di approdo di molti immigrati è andato consolidandosi il fenomeno del giornalismo interculturale, sempre più ricco di titoli di giornali e riviste, di siti e blog, di trasmissioni radio-tevisive. A questo mondo sono state dedicate alcune tesi:

- Elisa Marenco, Percorsi della comunicazione etnica in Italia. I media dei latino americani, tesi di laurea quadriennale, Facoltà di Scienze Politiche Università degli studi di Genova, rel. M. Milan, a.a. 2005-2006 (laurea quadriennale)
- Giorgio Silvestri, L’informazione utile. Percorsi della comunicazione interculturale in Italia, Facoltà di Scienze Politiche Università degli studi di Genova, rel. M. Milan, a.a. 2005-2006 (laurea triennale)
*tesi consultabile nel sito mm2 Media e interculturalità (link sul titolo).

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Percorsi di lettura:
Corte Maurizio, cur., Mass media e diversità culturale: quando i giornalisti fanno i sociologi . Verona, aprile 2009
Corte M., Comunicazione e giornalismo interculturale, Padova, Cedam, 2006;
Corte M. Noi e gli altri. L'immagine dell'immigrazione e degli immigrati nei mass media italiani, Verona, 2003

La comunicazione interculturale in Italia. Indagine e riflessioni sulla stampa di immigrazione in Italia e sulla stampa italiana all’estero. Rapporto CNEL 2004

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