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06 novembre 2021
In libreria
Sandro Gerbi
La voce d'oro di Mussolini.
Storia di Lisa Sergio, la donna che visse tre volte
Neri Pozza, Milano, 2021, pp. 224.
DescrizioneChi era l'elegante figurina che la sera del 9 maggio 1936, dai gradini più alti del Vittoriano, trasmetteva in inglese il famoso discorso di Mussolini sulla conquista dell'Impero? Si chiamava Lisa Sergio (1905-1989) e stava vivendo la sua prima incarnazione: quella della «fervente fascista», nota all'estero come la «voce d'oro» di Roma. Giornalista fiorentina plurilingue, di madre americana e padre napoletano, nel 1937 fu licenziata dal ministero della Propaganda forse perchè sospettata di mormorare contro il regime o più probabilmente perché ritenuta troppo loquace circa una sua breve relazione con il genero del duce Galeazzo Ciano. Protetta da Guglielmo Marconi, approdò negli Stati Uniti nel 1937 e ricominciò una brillante carriera radiofonica all'insegna della democrazia americana: ecco la sua seconda vita. Dopo la guerra però, ottenuta la nazionalità statunitense, fu accusata dall'FBI di simpatie per il comunismo, allontanata dalla radio e inserita in alcune «liste nere» da seguaci del
maccartismo. Alla fine decise di trasferirsi a Washington, dove si reinventò come conferenziera. Questo libro, frutto di un trentennale scavo in archivi pubblici e privati, racconta la sua triplice, avventurosa esistenza. E cerca allo stesso tempo di ripristinare alcune verità, che lo scorrere del tempo, la concretezza dei documenti e l'ostinazione propria dei ricercatori lasciano impudentemente affiorare.
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27 giugno 2017
La radiovisione
La storia della radio ha radici alla fine del diciannovesimo secolo. Il fisico e matematico scozzese James Maxwell fu il primo a studiare il carattere ondulatorio della luce. Questi studi portarono il fisico tedesco Heinrich Hertz a capire che si sarebbe potuto trasmettere informazioni tramite le onde elettromagnetiche. L’ingegnere Nikola Tesla utilizzò per primo un dispositivo che conteneva tutti gli elementi simili alla radio, che però non riusciva né a trasmettere e né a ricevere segnali. Si deve quindi all’italiano Guglielmo Marconi, nel 1901, l’invenzione vera e propria del primo sistema in grado di trasmettere segnali radio a grandi distanze.
La radio ha subito grandi mutamenti nel corso del ventesimo secolo e sempre di più ha assunto importanza, divenendo uno strumento di comunicazione di massa. Negli anni ’20 italiani, questo strumento divenne fulcro dell’EIAR, fondamentale per la propaganda fascista. Solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, però, la radio giunse alla sua età dell’oro. Nel 1951 la prima edizione del Festival di Sanremo venne riprodotta tramite radio. Da lì in poi, per la radio, fu un vero e proprio successo. L’arrivo delle televisioni non scalfì il grande utilizzo che gli italiani fecero di questo strumento e, anzi, a fine degli anni ’90 sarà proprio l’arrivo delle web radio a rendere queste un punto fermo dell’intrattenimento. Questo portò la radio a sbarcare anche sulle televisioni, sia come semplice modo di ascoltare la musica, sia come alternativa ai programmi televisivi.
Simone di Biasio, nato a Fondi nel 1988, laureato in Editoria e Giornalismo all’Università “La Sapienza” di Roma, con il libro Guardare la radio. Prima storia della radiovisione italiana discute del successo di questo mezzo di comunicazione. Guardare la radio assume una duplice valenza. Da un lato la possibilità di osservare gli speaker al lavoro, prima erano solo delle voci fuoriuscite da uno strumento. Dall’altro osservare come la musica prende forma, i video dietro le canzoni di successo.
Il libro è una storia, racconta l’evoluzione di questo mezzo di comunicazione di massa. La radiovisione che, come dice Maurizio Costanzo, «È una radio che studia la televisione». La nascita di un nuovo medium, un nuovo strumento di comunicazione che non soppianta l’altro ma che lo integra. La radio che si fa radiotelevisione. «Che un giorno non tanto lontano noi potremo radiovedere non è in alcun modo dubbio», così scriveva "Il Corriere della sera" nel 1931. In fondo, ogni mezzo di comunicazione di massa ha subito un’evoluzione. La radio lo dimostra.
La radio ha subito grandi mutamenti nel corso del ventesimo secolo e sempre di più ha assunto importanza, divenendo uno strumento di comunicazione di massa. Negli anni ’20 italiani, questo strumento divenne fulcro dell’EIAR, fondamentale per la propaganda fascista. Solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, però, la radio giunse alla sua età dell’oro. Nel 1951 la prima edizione del Festival di Sanremo venne riprodotta tramite radio. Da lì in poi, per la radio, fu un vero e proprio successo. L’arrivo delle televisioni non scalfì il grande utilizzo che gli italiani fecero di questo strumento e, anzi, a fine degli anni ’90 sarà proprio l’arrivo delle web radio a rendere queste un punto fermo dell’intrattenimento. Questo portò la radio a sbarcare anche sulle televisioni, sia come semplice modo di ascoltare la musica, sia come alternativa ai programmi televisivi.
Simone di Biasio, nato a Fondi nel 1988, laureato in Editoria e Giornalismo all’Università “La Sapienza” di Roma, con il libro Guardare la radio. Prima storia della radiovisione italiana discute del successo di questo mezzo di comunicazione. Guardare la radio assume una duplice valenza. Da un lato la possibilità di osservare gli speaker al lavoro, prima erano solo delle voci fuoriuscite da uno strumento. Dall’altro osservare come la musica prende forma, i video dietro le canzoni di successo.
Il libro è una storia, racconta l’evoluzione di questo mezzo di comunicazione di massa. La radiovisione che, come dice Maurizio Costanzo, «È una radio che studia la televisione». La nascita di un nuovo medium, un nuovo strumento di comunicazione che non soppianta l’altro ma che lo integra. La radio che si fa radiotelevisione. «Che un giorno non tanto lontano noi potremo radiovedere non è in alcun modo dubbio», così scriveva "Il Corriere della sera" nel 1931. In fondo, ogni mezzo di comunicazione di massa ha subito un’evoluzione. La radio lo dimostra.
Samuele Aiesi
Simone di Biasio
Guardare la
radio. Prima storia della radiovisione italiana Mimesis, Milano, 2016
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07 settembre 2016
In libreria
Arturo Marzano,
Onde fasciste. La propaganda araba di Radio Bari (1934-43)
Carocci, Roma, 2015, 448 pp.
Descrizione
Il volume ricostruisce l’esperienza di Radio Bari (1934-43), la prima stazione europea a trasmettere in arabo. Grazie ad una ricerca condotta in numerosi archivi in Italia, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Marocco, emergono da queste pagine i protagonisti di Radio Bari, dai responsabili politici agli autori, agli ospiti, agli speaker, nonché i programmi che la radio ospitò. Le trasmissioni culturali (conversazioni, canzoni, pièce teatrali) furono apprezzate dal pubblico arabo, mentre quelle politiche (i notiziari) non ebbero successo perché scontavano una contraddizione insuperabile della propaganda e, più in generale, della politica estera fascista: Roma corteggiava i nazionalismi arabi e attaccava Londra e Parigi con l’obiettivo di sostituirvisi come potenza egemone nel Mediterraneo e in Medio Oriente, senza considerare che quei nazionalismi si sarebbero opposti con uguale forza al dominio coloniale italiano. Proprio attraverso Radio Bari e la sua “guerra delle onde” con Radio Londra, Radio Paris Mondial e Radio Berlino, il libro, al confine tra storia delle relazioni internazionali, storia transnazionale e storia dei media, mette in luce come la politica araba dell’Italia fascista fosse, nonostante le ambizioni imperiali, destinata al fallimento.
*Link all'Indice del libro:http://www.carocci.it/index.php?option=com_carocci&task=schedalibro&Itemid=72&isbn=9788843067497
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07 dicembre 2014
Genova in libreria
Maria Paola Comolli
Qui Viazzi ... a voi studio
Genova, Erga, 2014, 120 pp.
Descrizione
Cinquant’anni di storia dell’informazione italiana scritta e parlata: dal periodo d’oro della radio alla sperimentazione della terza rete televisiva RAI, dalle esperienze dell’inviato speciale alla riorganizzazione di alcune sedi regionale dell’Azienda secondo le esigenze della comunicazione moderna. Varie svolte significative del giornalismo radiotelevisivo sono state vissute nell’arco dell’attività professionale di Cesare Viazzi, un signore con il microfono, che ha poi trasmesso la sua esperienza ai giovani nei primi corsi universitari di giornalismo. Nel libro ci sono varie testimonianze di coloro che furono accanto a Viazzi in quegli anni o lo videro all’opera, da giornalisti quali Giorgio Bubba, Emanuele Dotto, Mario Rigoni e Moreno Cerquetelli a personaggi pubblici come Mario Sossi, Giuliano Montaldo, Tullio Solenghi e Vito Molinari.
Qui Viazzi ... a voi studio
Genova, Erga, 2014, 120 pp.
Descrizione
Cinquant’anni di storia dell’informazione italiana scritta e parlata: dal periodo d’oro della radio alla sperimentazione della terza rete televisiva RAI, dalle esperienze dell’inviato speciale alla riorganizzazione di alcune sedi regionale dell’Azienda secondo le esigenze della comunicazione moderna. Varie svolte significative del giornalismo radiotelevisivo sono state vissute nell’arco dell’attività professionale di Cesare Viazzi, un signore con il microfono, che ha poi trasmesso la sua esperienza ai giovani nei primi corsi universitari di giornalismo. Nel libro ci sono varie testimonianze di coloro che furono accanto a Viazzi in quegli anni o lo videro all’opera, da giornalisti quali Giorgio Bubba, Emanuele Dotto, Mario Rigoni e Moreno Cerquetelli a personaggi pubblici come Mario Sossi, Giuliano Montaldo, Tullio Solenghi e Vito Molinari.
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07 dicembre 2011
Scaffale amico
Luca Policastro
I segreti dell'etere. Storia e stile del giornalismo della radio
Civitavecchia, Prospettiva editrice, 2011, pp. 157.
Descrizione
Descrizione
Le caratteristiche dell'odierno linguaggio radiofonico sono dovute da un lato alle peculiarità tecniche del mezzo, dall'altro all'evoluzione dell'ascolto in un'epoca, la seconda metà del ventesimo secolo, che ha visto la nascita e L'affermazione della televisione. Questo libro, dopo aver ripercorso le principali tappe evolutive della radio (da Marconi alla BBC, dalle radio libere alla radio digitale), vuole fornire le basi teoriche per comprendere a fondo gli ingredienti del flusso radiofonico, punto di arrivo di questa evoluzione. Vengono esaminati infine alcuni dei più importanti radiogiornali trasmessi quotidianamente sul territorio italiano, allo scopo di evidenzare i meccanismi che ne regolano la stesura, anche alla luce dei moderni software di messa in onda.
L'autore Luca Policastro (La Spezia, 1986) è dottorando in Lingue, culture e tecnologie dell'informazione e della comunicazione presso l'Università degli Studi di Genova, dopo aver conseguito la laurea in Giornalismo culturale ed editoria presso lo stesso ateneo. Autore e dj presso alcune emittenti radiofoniche locali, si interessa di radio, didattica delle lingue straniere e delle scienze, musica e sport di resistenza.
*link al sito di Prospettivaeditrice.
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Tesi di laurea
23 maggio 2011
Questa è la BBC!
Il sistema mediatico, come ben studiato nel libro di Hallin, delinea diversi modelli e sistemi a seconda del contesto analizzato, in particolare, il Regno Unito, rappresenta un mondo a sé stante, del tutto eccezionale, sia sul suo sistema politico- amministrativo, che vede una particolare commistione tra monarchia e parlamento, fondata su una “prassi”, e non su una costituzione scritta, nel suo sviluppo storico e, di conseguenza, realtà del tutto particolare anche in quello che è il suo sistema mediatico.
In particolare, il sistema radiotelevisivo pubblico, di cui la BBC è sua particolare ed esemplare rappresentante, è un’eccezione anche in quel modello mediatico liberale entro cui si colloca.
La BBC, diminutivo di British Broadcasting Corporation, nacque nel 1922, sotto la guida di John Reith e di alcuni suoi colleghi operatori della telecomunicazioni. Nel 1932 inizia il servizio di trasmissioni televisive sperimentali, e, dal 1936, diventa il primo operatore al mondo a fornire un servizio regolare.
La BBC, sotto il motto “National Shall Speak Peace Into Nation”, si dichiara da subito libera da influenze commerciali e politiche, e manterrà negli anni, sempre questo obbiettivo, diventando, anche nel bel mezzo di discussioni sulla legittimità del suo continuo sviluppo statale, l’emittente più autorevole tra gli operatori mondiali, anche in ragione delle tradizionali e rigorose modalità di produzione dei dati giornalistici, codice etico e professionale, diventato simbolo e punto di riferimento per la categoria.
In particolare, sotto la guida di Lord Reith, l’emittente costruì quelle che oggi sono le sue solide basi odierne, anche se un po’ mutate per stare al passo coi i tempi: quelle che sono chiamate le basi o principi reithiani. I principi del primo direttore della BBC, erano una triade composta da quelli, che secondo lo stesso Reith, dovevano essere gli obbiettivi finali del servizio radiotelevisivo pubblico, cioè: Informare / Acculturare / Intrattenere.
Questa linea editoriale, basata su principi di libertà e eticità di informazione, sarà per molti anni la guida della BBC, e sarà ciò che l’ha resa la più autorevole fonte di informazione, anche quando doveva attraversare critiche, rinnovi, cambi e umori politici e storici, che hanno visto l’avvento di nuove tecnologie e la sempre più arrogante ed ingombrante figura, nel panorama mediatico e informativo, della tv commerciale.
Nel Regno Unito si è sempre dibattuto molto, a livello civile e non solo istituzionale, di quelli che devono essere gli obbiettivi e le funzioni di un servizio pubblico informativo, nonché si è discusso spesso su come e con quali mezzi, sarebbe stato più corretto raggiungere tali obbiettivi.
Il libro di Matthew Hibberd, professore emerito di Media e Giornalismo, presso l’Università di Stirling, in Scozia, racconta le origini della BBC, il suo sviluppo e tutti i dibattiti che negli anni ha dovuto affrontare negli anni, con tutte le diverse commissioni parlamentari che si sono susseguite. La BBC infatti, mantiene il suo ruolo pubblico grazie al rinnovo di un contratto decennale o pluri, chiamato Royal Charter, e, ad ogni rinnovo, la legittimità del suo servizio o più precisamente la legittimità del fatto che non fosse ancora troppo commerciale e poco incline al clientelismo, crea ciclicamente larghi confronti e scontri tra parti politiche e sociali. Allo stesso tempo, se la legittimità della commercialità e la legittimità del canone sono state più volte prese in considerazione nella discussione pubblica, poche e rare volte è stato criticato o messo in dubbio l’operato e il lavoro svolto dall’emittente, che, super parters, è sempre stata in grado di informare al meglio i cittadini inglesi, fornendo il miglior lavoro d’informazione possibile, svolgendo, oltretutto, un’ indiscusso ruolo di coesione sociale, specie ai suoi inizi e nell’immediato secondo dopo-guerra.
La BBC, inoltre, è stata l’emittente pubblica che più ha saputo mettersi in discussione, rinnovandosi in tecnologia e contenuti per essere sempre all’avanguardia, subendo solo un arresto parziale con l’era del digitale, che, tra crisi economico-finanziaria, nazionale e democratica, ha inciso negativamente sulla sua supremazia.
Con l’avvento del commerciale molti punti fermi della British Broadcasting Corporation sono stati messi in forse e a rischio, sopra a tutto, la recente discussione sulla possibilità di eliminare il canone a favore di un abbonamento volontario, eventualità che vedrebbe l’azienda perdere quasi la metà delle sue rimesse, a cui dovrebbe sopperire con pubblicità e “compromessi” politici che la vedrebbero soggetta a dipendenza economica, e, di conseguenza di dipendenza informativa che minerebbe la sua capacità professionale unica.
L’esempio inglese di servizio radiotelevisivo pubblico, tra luci e ombre, è sicuramente l’esempio più concreto e professionale di quello che dovrebbe essere un servizio statale in favore al cittadino, che, anche se spesso ce lo dimentichiamo, non è solo consumatore, ma anche lettore e soprattutto e/lettore, nel senso che è la pietra miliare della legittimizzazione politica che, nei paesi democratici, è il fondamento di tutta la struttura del sistema.
Debora Fugazzi
Matthew Hibberd Il grande viaggio della BBC
Storia del servizio pubblico britannico dagli anni Venti all’era digitale
Roma, RAI-ERI, 2005, 409 pp.
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05 gennaio 2011
PrimaPagina, la rassegna stampa di Rai Radio3
PrimaPagina è la rassegna stampa di Rai Radio 3 trasmessa ogni mattina in diretta dalle h. 7,15 alle h. 8,40. Ogni settimana un giornalista commenta le principali notizie dei quotidiani italiani; poi segue una conversazione in diretta con gli ascoltatori. Le puntate di PrimaPagina possono essere riascoltate sul sito e scaricate.
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