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30 ottobre 2024
In libreria
16 maggio 2022
In libreria
La Grande Guerra in diretta. Corrispondenze dal fronte
Edizioni Trabant, Brindisi, 2022, pp. 240.
Descrizione
Quando, nell’estate del 1914, scoppia la guerra tra le potenze europee, la direzione del Corriere della Sera non ha dubbi su chi inviare come corrispondente al fronte. Luigi Barzini è in quel momento il fiore all’occhiello del quotidiano, autore di molte inchieste di successo in giro per il mondo. Barzini si recherà in Belgio, in Francia e, infine, sul fronte italo-austriaco e per tutta la durata del conflitto fornirà ai lettori regolari resoconti dalla prima linea.Questo volume raccoglie una scelta di articoli pubblicati dal giornalista sulle pagine del Corriere tra il 1914 e il 1918. Un’occasione per leggere la storia della guerra attraverso gli occhi dei contemporanei: lo stupore per le novità strategiche, la curiosità per le innovazioni tecnologiche, ma anche la retorica sotto cui la censura militare nascondeva le reali condizioni della vita al fronte.
09 aprile 2022
Scoppiò la guerra e
Mimmo Càndito
*M. Càndto, Il consumo della guerra, "La Stampa", 18.7.2014 (Blog Il Villaggio quasi globale).
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03 aprile 2022
La chiusura di "Novaja Gazeta"
15 marzo 2022
L'inferno terribile di Sebastopoli 1855
"[...] Vedrete spettacoli tremendi, che lacerano l’anima; vedrete la guerra, non nel suo ordinamento regolare, bello, brillante, con la musica e il rullo dei tamburi, con le bandiere spiegate e i generali caracollanti, ma vedrete la guerra nel suo vero aspetto, – nel sangue, nelle sofferenze, nella morte... [...] Procedendo innanzi per la via e scendendo per un lieve pendio, notate che intorno a voi non ci sono più case, ma strani mucchi di rovine, di pietre, di tavole, di travi, di terra; davanti a voi, sull’altura scoscesa, vedete uno spazio nero, fangoso, solcato da fossi [...].
E sempre con la stessa premura dalle varie parti del mondo folle di uomini di diverse nazionalità e ancor più diversi desideri si fissano su questo luogo fatale. Ma la questione che i diplomatici non hanno risolta non si risolve ancora con la polvere e col sangue. (Cap. I)
[...]
Dov’è l’espressione del male che bisogna fuggire? Dove l’espressione del bene che bisogna imitare in questa novella? Qual’è l’assassino, qual’è l’eroe? Tutti son buoni e tutti cattivi".(cap. XVI)
Lev Tolstoj, "I racconti di Sebastopoli" (prima edizione 1855).
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mmilan
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12 dicembre 2021
In libreria
24 ottobre 2021
In libreria
Dossier Afghanistan
Newton Compton, Roma, 2021, pp. 352.
Descrizione
Un racconto esatto e serrato su come tre presidenti degli Stati Uniti e i loro capi militari abbiano ingannato il mondo per venti lunghi anni per giustificare un conflitto infinito costato oltre 2300 miliardi di dollari e 241.000 morti. Proprio come I Pentagon Papers hanno cambiato la comprensione del pubblico del Vietnam, gli Afghanistan Papers riportati nel libro contengono rivelazioni sorprendenti di persone che hanno avuto un ruolo diretto nella guerra, dai leader della Casa Bianca e del Pentagono ai soldati e agli operatori umanitari in prima linea. Con un linguaggio schietto, gli intervistati ammettono che le strategie del governo sono state un disastro, che il progetto di ricostruzione della nazione è stato un colossale fallimento e che la corruzione ha preso il sopravvento sul governo afghano. Il resoconto si basa su interviste con più di 1000 persone che sapevano che il governo degli Stati Uniti stava presentando una versione distorta, e talvolta interamente inventata dei fatti. Craig Whitlock, reporter del «Washington Post» e tre volte finalista al Premio Pulitzer, mostra che il presidente Bush non conosceva il nome del suo comandante in Afghanistan e non aveva alcun interesse a incontrarlo. Il segretario alla Difesa Donald Rumsfeld ha ammesso di non avere «nessuna idea su chi fossero i cattivi». Il suo successore, Robert Gates, ha dichiarato, ancora più esplicitamente: «Non sapevamo nulla di al-Qaeda».
28 settembre 2021
In libreria
La guerra dentro. Martha Gellhorn e il dovere della verità
Rizzoli, Milano, 2021, pp. 288.
Descrizione
"A Martha Gellhorn", recita la dedica della prima edizione di Per chi suona la campana, il capolavoro di Ernest Hemingway. Tutto qui, un nome e un cognome: quelli della più grande corrispondente di guerra del Novecento. La donna che con Hemingway ha mosso i primi passi da giornalista sul campo, nel 1937, a Madrid sotto le bombe. Che presto è diventata più brava di lui nel mestiere di raccontare i fatti. Che lo ha amato, sposato, lasciato, in un’appassionata storia d’amore tinta di rivalità. E che per tutta la vita ha avuto una sola missione: «Andare a vedere». I reportage rigorosi e avvincenti di Gellhorn coprono i fronti più caldi del secolo breve: è stata sul confine della Finlandia durante l’invasione russa (trovando il tempo per una cena con Montanelli) e accanto alle truppe alleate a Montecassino; è stata la prima reporter donna a sbarcare sulle spiagge della Normandia e poi a entrare a Dachau liberata dagli americani. È andata in Vietnam, decisa a smascherare le menzogne della propaganda ufficiale Usa. Una carriera attraversata dalla gloria e dalla tragedia, segnata dalla solitudine delle donne indipendenti e controcorrente. Oggi le guerre sono cambiate, l’ingiustizia ha preso altre forme, ma nessuno dei problemi contro cui Martha ha passato la vita a battersi è stato risolto. Sono sempre i più poveri, a cui lei ha saputo dar voce, a pagare i conflitti militari ed economici. Sono ancora le donne, come è successo a lei, a dover faticare di più per farsi strada, in guerra come in pace. In queste pagine, che illuminano gli anni più folgoranti di Gellhorn, la sua voce si intreccia con quella di Lilli Gruber, che interpella anche altri grandi corrispondenti. Raccontando, di battaglia in battaglia, la bellezza e la responsabilità del giornalismo in un tempo che ha più che mai bisogno di verità.
15 giugno 2021
In libreria
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05 gennaio 2021
In libreria
03 dicembre 2020
In libreria
Vite vissute e noI luoghi della mia memoria
Il Mulino, Bologna, 2020, pp. 328.
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13 ottobre 2020
In libreria
Domenico Quirico
Testimoni del nulla
Laterza, Roma-Bari, 2020, pp. 160.
Descrizione
03 dicembre 2019
In libreria
La lettura del soldato
Propaganda e realtà nei Giornali di trincea 1915-1918
Franco Angeli, Milano, 2019, pp. 236.
Descrizione
17 ottobre 2019
In libreria
La guerra e le fake news. Quando la prima vittima è la verità
Ghibli, Milano, 2019, pp. 528.
Descrizione
09 settembre 2019
in libreria
Cronache dal fronte. Parole e immagini
Prefazione di Ennio Remondino
Castelvecchi, Roma, 2019, pp. 144.
Descrizione
02 febbraio 2019
Le verità non dette
Il male inutile di Marco Lupis, edito da Rubettino nel 2018, è un libro coinvolgente caratterizzato dalla costante ricerca della verità e dalla necessità di testimoniare per non dimenticare.
L’autore, un reporter di guerra che ha collaborato con testate del calibro di Panorama, La Repubblica, L’Espresso e Il Tempo, conduce il lettore sul campo mettendolo a contatto con una realtà che, forse, per un meccanismo di autodifesa, troppo spesso non riceve la giusta considerazione.
L’obiettivo è quello di riportare l’attenzione collettiva sulle molteplici guerre che vengono facilmente dimenticate, sui crimini rimasti impuniti, sulle atrocità che l’essere umano è in grado di compiere, su coloro che hanno dedicato e che dedicano la loro vita a degli ideali cercando di
combattere le ingiustizie, sull’importanza del ruolo svolto dal giornalista-testimone ma soprattutto sul dolore e sulla sofferenza di tutte le vittime innocenti.
Tra le esperienze che vengono narrate nel testo quella che suscita un forte impatto emotivo è la testimonianza dei massacri che hanno avuto luogo a Timor Est. Dopo il 1975 quando l’Indonesia decise di annettere con la forza questo territorio, un’ex colonia portoghese, seguirono molti anni di guerra civile che portarono alla morte di gran parte della popolazione. Un vero e proprio genocidio del quale è possibile avere memoria grazie al lavoro svolto dai giornalisti che hanno deciso di sfidare la «sottile linea rossa», che separa la vita dalla morte, in nome della conoscenza.
Un libro utile di fronte all’inutilità del male, un libro per capire, un libro per non dimenticare «perché ciò che viene scritto non può essere cancellato. Scrivere una storia di abusi, raccontare di qualcuno che è stato terrorizzato, picchiato o ucciso, può davvero servire per ottenere giustizia, per trovare e punire i responsabili, anche se […] in tempo di guerra il percorso della giustizia può diventare lunghissimo. E più ancora dopo».
Elena Sofia Guareschi
Marco Lupis
18 dicembre 2018
La presenza utile
26 aprile 2018
In libreria
Marco Lupis
Il male inutile. Dal Kosovo a Timor Est, dal Chiapas a Bali
03 marzo 2018
Mimmo Càndito
"La vita è un progetto di conoscenza, perché la vita guarda la realtà solo con il desiderio di capire".
![]() |
| 1941-2018 |
01 febbraio 2018
John Steinbeck alla guerra
Francesco Massardo"Per me tutte le guerre sono cattive. Non esistono buone guerre e non credo che esista un soldato pronto a darmi torto. Però non riesco a capire quelli che credono di essere innocenti solo perché distolgono lo sguardo e girano le spalle: quelli che distolgono lo sguardo hanno forse scoperto che una guerra è buona e una è cattiva? Masterson, il soldato semplice di marina che guada le paludi pullulanti di sanguisughe, la famiglia di contadini delle risaie che si rintana terrorizzata nella sua capanna minata all'estremità di un sentiero pieno di trappole esplosive, io che ho visto questa guerra da vicino: tutti saremmo d'accordo nel dire che è tutto cattivo. Ma tutto il male va eliminato in una volta sola, altrimenti continuerà ad esistere come è sempre esistito".
John Steinbeck
Vietnam in guerra: dispacci dal fronte
a cura di T.E. Barden
Libreria editrice goriziana, Gorizia, 2017.
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