Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

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24 ottobre 2021

In libreria

 Craig Whitlock  
Dossier Afghanistan 
 Newton Compton, Roma, 2021, pp. 352.   

Descrizione
Un racconto esatto e serrato su come tre presidenti degli Stati Uniti e i loro capi militari abbiano ingannato il mondo per venti lunghi anni per giustificare un conflitto infinito costato oltre 2300 miliardi di dollari e 241.000 morti. Proprio come I Pentagon Papers hanno cambiato la comprensione del pubblico del Vietnam, gli Afghanistan Papers riportati nel libro contengono rivelazioni sorprendenti di persone che hanno avuto un ruolo diretto nella guerra, dai leader della Casa Bianca e del Pentagono ai soldati e agli operatori umanitari in prima linea. Con un linguaggio schietto, gli intervistati ammettono che le strategie del governo sono state un disastro, che il progetto di ricostruzione della nazione è stato un colossale fallimento e che la corruzione ha preso il sopravvento sul governo afghano. Il resoconto si basa su interviste con più di 1000 persone che sapevano che il governo degli Stati Uniti stava presentando una versione distorta, e talvolta interamente inventata dei fatti. Craig Whitlock, reporter del «Washington Post» e tre volte finalista al Premio Pulitzer, mostra che il presidente Bush non conosceva il nome del suo comandante in Afghanistan e non aveva alcun interesse a incontrarlo. Il segretario alla Difesa Donald Rumsfeld ha ammesso di non avere «nessuna idea su chi fossero i cattivi». Il suo successore, Robert Gates, ha dichiarato, ancora più esplicitamente: «Non sapevamo nulla di al-Qaeda».
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15 gennaio 2021

La Storia illumina la contemporaneità



"La mia opinione personale è che conoscere i sistemi politici del passato (non solo quello fascista) ci permette di individuare e concettualizzare elementi del presente che altrimenti ignoreremmo, e di pensare in modo più ampio alle possibilità future. A ottobre del 2020 mi è sembrato evidente che il comportamento di Trump lasciava presagire un tentativo di colpo di stato, e l’ho scritto. La mia previsione non nasceva tanto dalla convinzione che il presente ripeta il passato, ma dall’idea che il passato illumini il presente. Come i leader dei regimi fascisti, anche Trump si è presentato ai cittadini dicendo di essere l’unica fonte della verità.Il modo in cui parla di fake news ricorda un’espressione usata dai nazisti: "Lügenpresse", stampa bugiarda. Come i nazisti, anche Trump ha definito i giornalisti “nemici del popolo”. Come Adolf Hitler, anche lui ha conquistato il potere in un momento in cui i giornali erano in crisi.
Timothy Snyder


*Timothy Snyder ("New York Times), Abisso americano, Internazionale, 14.1.2021.

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28 ottobre 2020

In libreria


Alberto Moravia
L'America degli estremi 
Bompiani, Milano, 2020, pp. 384.

Descrizione
"Pochi paesi al mondo destano nell'animo del viaggiatore reazioni così vive e talvolta così ostili come gli Stati Uniti.
Alberto Moravia sogna l’America fin da bambino. Come inviato va negli Stati Uniti nel 1935-1936, nel 1955 dopo numerosi rifiuti del visto, nel 1968 e nel 1969, e firma articoli lucidi e lungimiranti che attraversano l’America nello spazio, dall'East alla West Coast, ma soprattutto nel tempo, scavando nella memoria collettiva e nei suoi lasciti irrinunciabili. Ogni volta l’America gli appare il paese del futuro e delle insanabili contraddizioni: la definisce la terra degli estremi, tra la ricchezza e la miseria, la libertà e le sue distorsioni, molto più evidenti che nel vecchio continente. Questo libro, grazie a documenti dispersi e ritrovati, a mappe e diari di viaggio che ricostruiscono gli spostamenti dell’autore, raccoglie gran parte degli scritti e un inedito: un reportage postumo che offre uno spaccato di oltre trent'anni e di indubbia attualità. Nell'America rooseveltiana e post maccartista, in quella della rivolta sessantottesca e della conquista spaziale, Moravia viaggia, ragiona sull'uomo della modernità e sulle merci, sui conflitti razziali e sull'avvento di una tecnocrazia preoccupante già alla fine degli anni sessanta. Ammira e insieme condanna la realtà statunitense, sempre all'avanguardia e sempre reazionaria. In un momento storico in cui il razzismo e gli scontri politici si riaccendono e il ruolo degli Stati Uniti come modello culturale è messo in discussione a livello mondiale, le parole di Moravia mostrano tutta la loro potenza rivelatrice e tutto l’acume di un intellettuale libero da pregiudizi.
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18 ottobre 2019

In libreria

Francesco Durante
Camillo & and son. Vita e morte di due grandi giornalisti tra Italia e America
Carabba editore, Lanciano, 2019.

Descrizione
Il racconto, basato su una imponente documentazione d’archivio, delle vite di Camillo e Camille Maximilian Cianfarra, padre e figlio, giornalisti tra Italia e America. Due storie personali che incrociano la grande Storia con tutti i suoi protagonisti, unite da una comune passione e da un tragico destino. Nel nome della libertà. Si chiamavano entrambi Camillo Cianfarra ed erano padre e figlio.


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23 settembre 2019

In libreria

Roberto Dolci
“Il Giornalino” di Prezzolini. La lingua italiana tra promozione e propaganda nella New York degli anni ’30 e ’40
Franco Cesati editore, Firenze 2019, pp. 253. 
Descrizione 
La diplomazia culturale considera la promozione della lingua e della cultura all’estero come uno strumento per esercitare il soft power. Esse, però, possono anche diventare un mezzo di propaganda, come è successo alla lingua e alla cultura italiana nel periodo fascista. Questo libro esamina il caso del Giornalino. Una rivista per insegnanti e studenti di italiano creata e diretta da Giuseppe Prezzolini durante i suoi anni alla Casa Italiana della Columbia University, dal 1934 al 1943. La rivista non è mai stata studiata fino ad ora. Lo scopo è di ottenere un quadro della realtà dell’insegnamento e della cultura italiana negli USA, in particolare nell’area di New York, in quel preciso momento storico e di fornire nuove prospettive di analisi all’impegno di Prezzolini nella promozione della lingua italiana quale direttore della Casa Italiana. Attraverso l’esame della rivista si cercherà di dimostrare che anche Il Giornalino ha svolto un ruolo significativo nel delineare un’immagine positiva del fascismo negli USA presso un’utenza formata essenzialmente dagli studenti di origine italiana e dalle loro famiglie, a cui il regime dava particolare importanza.

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04 luglio 2019

In libreria


Federico Rampini
L'oceano di mezzo. Un viaggio lungo 24.539 miglia 
Laterza, Bari-Roma, 2019, pp. 208.
Descrizione
«Nella mia vita di nomade non ho mai smesso la ricerca di radici. Immaginarie, costruite, conquistate. Ma indispensabili.» 
Le austere memorie di Genova, le atmosfere nordiche di Bruxelles e le sorprese di Parigi, l’iniziazione all’Oriente in Indonesia, poi verso Ovest a respirare l’aria decadente di New York, lo spaesamento di San Francisco, a riscoprire un’armonia celeste di Pechino, i bambini del Sichuan, le case a fior d’acqua del Kerala, il destino marittimo di Tokyo, le sorgenti del Nilo... Tre oceani e quattro continenti. Federico Rampini ci racconta grande storia e vita quotidiana di tanti luoghi e personaggi indimenticabili. E forse qualche lezione appresa. 

Link all'Indice del libro.

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15 agosto 2017

In libreria

John Steinbeck
Vietnam in guerra. Dispacci dal fronte
a cura di Thomas E. Barden
LeG, Gorizia, 2017, pp. 287.

Descrizione
Questo libro, connubio di sorprendente umanità e alta ispirazione letteraria. è l'ultima opera di Steinbeck. Partito alla volta del Vietnam come inviato del "Newsday" nel dicembre del 1966, lo scrittore-reporter, animato da curiosità e spirito romantico, inizia a muoversi sul territorio da nord a sud con ogni mezzo, partecipando ad azioni militari e documentando la vita quotidiana con rara lucidità.  Spinto dal desiderio di celebrare il coraggio e la virtù dei soldati americani impegnati in un conflitto feroce, Steinbeck finisce per ripensare al senso di questa guerra che stava lacerando la mitologia e l'anima stessa dell'America di allora.
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20 maggio 2017

Nascita e morte del giornalismo americano?


''La stessa categoria giornalismo non è più adeguata a descrivere la frammentazione dei formati e dei messaggi. La moltiplicazione di canali televesivi, la crescità di Internet, il successo della radio parlata, la proliferazione di prodotti paragiornalistici ci dovrebbero indurre a discutere di vari giornalismi, molti dei quali hanno una parentela assai vaga con quell'industria di raccolta organizzata dalle notizie di interesse generale che eravamo abituati a conoscere.''
Fabrizio Tonello, insegnante di Storia del giornalismo nell'Università di Padova, con questo libro vuole proporre un analisi storica e sociale su come questo mondo stia cambiando e per approfondire l'argomento prende gli Stati Uniti d'America come caso studio.
Nelle varie pagine il lettore sarà trasportato in un viaggio che comincia nel
1733 e finisce ai giorni nostri, affrontando i temi della libertà d'espressione, della nascita della penny press, di come lo sviluppo tecnologico ha influenzato il modo di dare la notizia, dal telegrafo che creò la tecnica delle 5w a internet che sta distruggendo il giornalismo tradizionale o di fare notizia dai cosidetti muckrakers all'infotaiment.
Un altro elemento su cui si sofferma l'autore riguarda come i media trattino certe notizie, addirittura quasi manipolandole per renderle più vendibili e cariche d'interesse all'opinione pubblica, e di come questo sia molto più evidente e alla luce del sole dopo i tragici eventi dell'11 Settembre.
E' interessante notare come le notizie si modifichino e adattino sui vari cambiamenti sociali che hanno coinvolto l'America in quasi tre secoli di storia e come questo sia tuttora in divenire.
Un chiaro esempio sono state le elezioni americane e le varie raffigurazione fornite da vecchi e nuovi media per veicolare i voti a favore di un candidato o del suo avversario creando immagini stereotipate e spostando l'attenzione evitando di soffermarsi sui contenuti che ognuno proclamava durante la propria campagna elettorale.
L'unico difetto che si può riscontrare è che molti temi sono stati solo accennati e non trattati, forse con la dovuta attenzione, ma a sua difesa, l'autore dichiara esplicitamente nelle prime pagine del libro che questo modo di scrivere come limite della collana stessa, (Bussole) con la quale lo pubblica, quindi è consigliato più a persone appassionate dell'argomento o studiosi in questo campo rispetto a curiosi dell'ultima ora o lettori da spiaggia.
''Potremmo essere alla vigilia di una nuova fase in cui il giornalismo tradizionale muore, per rinascere sotto forma di comunicazione diffusa''
Nicolò Granone

Fabrizio Tonello
Il giornalismo americano
Carocci, Roma, 2013 (prima edizione 2005).

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