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14 aprile 2016
Esiste un nuovo giornalismo?
Corso di laurea magistrale in Informazione ed Editoria
Giovedì 14 aprile 2016, ore 10 siete tutti invitati a partecipare all'incontro con il giornalista Umberto La Rocca su "Esiste un nuovo giornalismo? Concentrazioni, Citizen Journalism e Social Media." L'incontro si svolgerà presso l'Albergo dei Poveri, III piano - Aula 19 Pazza E. Brignole 3a - Genova.
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09 novembre 2014
In libreria
Gabriele Balbi - Paolo Magaudda
Storia dei media digitali. Rivoluzioni e continuità
Prefazione di Peppino Ortoleva
Editori Laterza, 2014, 208 pp.
disponibile anche in formato ebook
Descrizione
Quanto è rivoluzionaria la cosiddetta ‘rivoluzione digitale’? E quanto, invece, il digitale affonda le proprie radici nei vecchi media analogici dell’Otto-Novecento? Partendo da questi interrogativi, Gabriele Balbi e Paolo Magaudda ci guidano in un originale viaggio attraverso la storia dei media digitali, dalla prima metà del Novecento ai giorni nostri. Con un’ottica globale, gli autori ripercorrono le tappe principali della storia del computer, di internet, del telefono cellulare e della digitalizzazione di alcuni settori dell’industria culturale quali musica, stampa, cinema, fotografia e radiotelevisione. Tra rotture rivoluzionarie e sorprendenti continuità, Storia dei media digitali getta uno sguardo disincantato su una delle mitologie del nostro tempo.
Storia dei media digitali. Rivoluzioni e continuità
Prefazione di Peppino Ortoleva
Editori Laterza, 2014, 208 pp.
disponibile anche in formato ebook
Descrizione
Quanto è rivoluzionaria la cosiddetta ‘rivoluzione digitale’? E quanto, invece, il digitale affonda le proprie radici nei vecchi media analogici dell’Otto-Novecento? Partendo da questi interrogativi, Gabriele Balbi e Paolo Magaudda ci guidano in un originale viaggio attraverso la storia dei media digitali, dalla prima metà del Novecento ai giorni nostri. Con un’ottica globale, gli autori ripercorrono le tappe principali della storia del computer, di internet, del telefono cellulare e della digitalizzazione di alcuni settori dell’industria culturale quali musica, stampa, cinema, fotografia e radiotelevisione. Tra rotture rivoluzionarie e sorprendenti continuità, Storia dei media digitali getta uno sguardo disincantato su una delle mitologie del nostro tempo.
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22 luglio 2014
In libreria
Rosanna Bianco
Il diritto nell'editoria digitale
Genova, Red@zione, 2014, 184 pp.
Il diritto nell'editoria digitale
Genova, Red@zione, 2014, 184 pp.
Descrizione
Una materia in buona parte ancora
“fluida”: il diritto – e in particolare il diritto d’autore – nell’web sta
trasformando il tradizionale “copyright” soprattutto sulla base delle
contrapposizioni di movimenti antagonisti. L’editoria digitale caratterizzata
dalla dematerializzazione del prodotto editoriale e dalla disintermediazione
pone tutta una serie di nuovi problemi ai quali gli ordinamenti dei vari Stati
cercano di rispondere. In questo volume, che per la prima volta tratta in modo
organico un settore tanto delicato e in evoluzione, vengono analizzati il quadro
normativo, le Convenzioni e gli accordi internazionali, con focus su alcuni
Paesi e sull’Unione europea, e le norme sull’editoria digitale nell’ordinamento
italiano. Particolare attenzione viene data alla normativa internazionale sul
diritto d’autore e sulla proprietà intellettuale e ai nuovi modi di concepire (e
anche di negare, “pirateria” compresa) il diritto d'autore. E i nuovi problemi
legati al file sharing, al free software, al copyleft, alle creative commons
public licenses, agli user generated contents e all'open source. Vengono anche
analizzati, sia attraverso le norme sia attraverso le principali sentenze, le
responsabilità penali nella stampa telematica, i ruoli di direttori responsabili
e di blogger, il reato di diffamazione e l’applicabilità o meno degli altri
reati di stampa all’web, anche in relazione all’attività dell’Internet service
provider (Isp).
Rosanna Bianco, iscritta all’Ordine degli
avvocati di Genova dal 22 gennaio 1975, giudice onorario presso la Pretura di
Genova (1989-1997), insegna Diritto delle comunicazioni di massa nel corso di
laurea magistrale in Informazioni ed editoria dell'Università di Genova e
Diritto processuale civile nel corso di Giurisprudenza. Ha pubblicato tra
l’altro “Diritto delle comunicazioni di massa” (Laterza, 2007) e “Il diritto del
giornalismo” (Cedam, 1997).
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Editoria digitale,
Libreria
05 marzo 2014
Dal Braille al Web
Corso di laurea magistrale interdipartimentale
in Informazione ed Editoria
Venerdì 7 marzo ore 15.30
Palazzo di via Balbi 2 - Aula 6
Tavola rotonda
Informazione, Editoria e accessibilità
Dal Braille al Web
organizzata dal corso di laurea magistrale in
Informazione ed Editoria e dall’'Unione Italiana Ciechi e ipovedenti - sezione
di Genova. Parteciperanno:
Emanuela di Pasqua,
giornalista; Paolo Macrì, editore e docente di Informazione
multimediale Integrata; Eugenio Saltarel, presidente sezione Genova
UIC.
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25 novembre 2013
Ebook
Antonella Appiano
Qui Siria. Clandestina ritorna a Damasco
Genova, Quintadicopertina, 2013 (ebook)
Descrizione
Un ebook che racconta la storia reale della "rivoluzione" di un popolo, dove si contrappongono e combattono giochi e interessi sovranazionali. Il testo di una giornalista che ama la Siria, raccontata adesso da clandestina sotto copertura, adesso da inviata embedded, tra palazzi sventrati, zone chiuse alla stampa e sparatorie tra la gente indifferente che va a far la spesa al suq. Un ebook con collegamenti ipertestuali a schede informative, cronologia del paese, indici analitici e mappe interattive. E una galleria fotografica inedita, dalla Siria e dal campo profughi al confine con la Turchia. Un racconto "diverso" per una nazione ancora troppo sconosciuta in occidente.
*link alla presentazione del libro sul sito di Quintadicopertina.
Genova, Quintadicopertina, 2013 (ebook)
Descrizione
Un ebook che racconta la storia reale della "rivoluzione" di un popolo, dove si contrappongono e combattono giochi e interessi sovranazionali. Il testo di una giornalista che ama la Siria, raccontata adesso da clandestina sotto copertura, adesso da inviata embedded, tra palazzi sventrati, zone chiuse alla stampa e sparatorie tra la gente indifferente che va a far la spesa al suq. Un ebook con collegamenti ipertestuali a schede informative, cronologia del paese, indici analitici e mappe interattive. E una galleria fotografica inedita, dalla Siria e dal campo profughi al confine con la Turchia. Un racconto "diverso" per una nazione ancora troppo sconosciuta in occidente.
*link alla presentazione del libro sul sito di Quintadicopertina.
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Politica internazionale,
Reportage
11 aprile 2013
Editoria digitale
Corso di Laurea magistrale interdipartimentale in
Informazione ed
Editoria
Lettere e Filosofia - Scienze
Politiche
Giovedì 11 aprile 2013 -
ore 10
Aula
Mazzini
Via
Balbi 5 (III piano) - Genova
Le
applicazioni dell'e-book nel giornalismo
Incontro con
Maria Cecilia Averame
Responsabile editoriale della casa editrice digitale
Quintadicopertina
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27 giugno 2012
L’informazione giornalistica naviga e sbarca nel web
Ci troviamo nell’era digitale e come ogni innovazione che si è sviluppata nel corso dei secoli, anche l’informazione è cambiata, si è evoluta. Le novità che la caratterizzano vengono analizzate ed esposte in questo volume, frutto di una ricerca della Columbia sul giornalismo digitale statunitense. I dati forniti mostrano le grandi differenze tra i media tradizionali e quelli digitali (includendo non solo i contenuti diffusi via internet ma anche prendendo in considerazione piattaforme come smartphone e tablet). I ricercatori individuano il “peccato originale” dell’informazione digitale nella possibilità di fruire gratuitamente dei contenuti giornalistici da parte dei lettori. Abitudine ora difficile da togliere, ma che impedisce alle imprese di trarre un adeguato profitto dalle visualizzazioni on-line. Vengono poi analizzate le varie strategie adottate dalle aziende editoriali per far fronte a questo problema mediante grafici e ricerche statistiche.
La parola chiave è “innovazione”. Per sopravvivere in un mercato sempre più competitivo è necessario individuare i “lettori tipo”, comprendere come attirare la loro attenzione, come fidelizzarli e come aumentare l’audience senza compromettere la qualità dell’informazione. Strategie di marketing e non solo. Serve anche attenzione alla grafica del web, saper trattare la vendita degli spazi pubblicitari e predisposizione a comprendere come fare la differenza in mezzo al continuo proliferare di nuovi concorrenti. Stare al passo con i tempi. Ma in questo quadro di figure specializzate nelle strategie di vendita e di diffusione del prodotto giornalistico che ruolo hanno i giornalisti? Senza di essi non vi sarebbe nulla da vendere, eppure in questo turbinio di novità talvolta viene meno il giornalista dipendente fisso, a favore del free lance, sogno di ogni imprenditore che desidera avere meno dipendenti possibili legati all’azienda.
La ricerca della Columbia University prende in esame anche i nuovi strumenti di condivisione sociale: Facebook, Twitter, Digg e Reddit. Vengono presi in considerazione i social network perché è ormai chiaro il ruolo che questi rivestono nella vita della gente. I ricercatori mostrano come non sia stata ancora individuata una strategia vincente per sfruttare le potenzialità di Facebook e Twitter in quanto l’utente non vi accede con lo scopo di informarsi. Forse l’ispirazione arriva proprio dai social network e le strategie vincenti risultano essere quelle dei blog attivati dai siti di informazione. Blog che invitano gli utenti a commentare e partecipare attivamente; cosa che permette al lettore di non sentirsi un fruitore passivo e non solo, i commenti e i consigli della gente consentono di apportare preziose migliorie al sito.
La ricerca mostra come siano cambiate le cose dalla diffusione delle edizioni cartacee alla fruizione di dispositivi mobili come tablet e smartphone, soffermandosi sull’importanza che le piattaforme digitali hanno per il brand aziendale. I ricercatori non mettono in evidenza solo le strategie positive adottate dalle varie imprese editoriali, anzi, all’interno del manuale si mette in primo piano più volte l’errore spesso compiuto dalle aziende: quello di calcolare i prezzi sui costi e non sul valore che ha il giornalismo digitale. Questo accurato lavoro vuole sottolineare l’importanza che rivestono le edizioni digitali per i fruitori del materiale, in quanto viene data la possibilità di avvalersi di strumenti utili come gli archivi e l’interattività.
Nella grandezza di internet chi non si sa muovere rischia di perdersi. Quando si hanno poche scelte a disposizione è difficile sbagliarsi, ma una piattaforma immensa come internet può rivelarsi dispensatrice di grandi possibilità o landa desolata dove nessun lettore poserà mai lo sguardo. Questo volume in un centinaio di pagine riesce a dare un’idea della situazione in cui si trova l’editoria digitale statunitense. Strategie di mercato, errori commessi dalle imprese più note e meno note e il rapporto storicamente simbiotico tra pubblicità e contenuto che nell’era digitale sta venendo meno. Un consiglio sussurrato lungo tutto il percorso del libro è che la strategia vincente è quella di saper reagire velocemente ai cambiamenti. Una lettura utile per comprendere il panorama del mondo digitale, anche se, considerata la velocità di mutamento dello “stato delle cose”, occorrerebbe leggerla tutta d’un fiato.
La parola chiave è “innovazione”. Per sopravvivere in un mercato sempre più competitivo è necessario individuare i “lettori tipo”, comprendere come attirare la loro attenzione, come fidelizzarli e come aumentare l’audience senza compromettere la qualità dell’informazione. Strategie di marketing e non solo. Serve anche attenzione alla grafica del web, saper trattare la vendita degli spazi pubblicitari e predisposizione a comprendere come fare la differenza in mezzo al continuo proliferare di nuovi concorrenti. Stare al passo con i tempi. Ma in questo quadro di figure specializzate nelle strategie di vendita e di diffusione del prodotto giornalistico che ruolo hanno i giornalisti? Senza di essi non vi sarebbe nulla da vendere, eppure in questo turbinio di novità talvolta viene meno il giornalista dipendente fisso, a favore del free lance, sogno di ogni imprenditore che desidera avere meno dipendenti possibili legati all’azienda.
La ricerca della Columbia University prende in esame anche i nuovi strumenti di condivisione sociale: Facebook, Twitter, Digg e Reddit. Vengono presi in considerazione i social network perché è ormai chiaro il ruolo che questi rivestono nella vita della gente. I ricercatori mostrano come non sia stata ancora individuata una strategia vincente per sfruttare le potenzialità di Facebook e Twitter in quanto l’utente non vi accede con lo scopo di informarsi. Forse l’ispirazione arriva proprio dai social network e le strategie vincenti risultano essere quelle dei blog attivati dai siti di informazione. Blog che invitano gli utenti a commentare e partecipare attivamente; cosa che permette al lettore di non sentirsi un fruitore passivo e non solo, i commenti e i consigli della gente consentono di apportare preziose migliorie al sito.
La ricerca mostra come siano cambiate le cose dalla diffusione delle edizioni cartacee alla fruizione di dispositivi mobili come tablet e smartphone, soffermandosi sull’importanza che le piattaforme digitali hanno per il brand aziendale. I ricercatori non mettono in evidenza solo le strategie positive adottate dalle varie imprese editoriali, anzi, all’interno del manuale si mette in primo piano più volte l’errore spesso compiuto dalle aziende: quello di calcolare i prezzi sui costi e non sul valore che ha il giornalismo digitale. Questo accurato lavoro vuole sottolineare l’importanza che rivestono le edizioni digitali per i fruitori del materiale, in quanto viene data la possibilità di avvalersi di strumenti utili come gli archivi e l’interattività.
Nella grandezza di internet chi non si sa muovere rischia di perdersi. Quando si hanno poche scelte a disposizione è difficile sbagliarsi, ma una piattaforma immensa come internet può rivelarsi dispensatrice di grandi possibilità o landa desolata dove nessun lettore poserà mai lo sguardo. Questo volume in un centinaio di pagine riesce a dare un’idea della situazione in cui si trova l’editoria digitale statunitense. Strategie di mercato, errori commessi dalle imprese più note e meno note e il rapporto storicamente simbiotico tra pubblicità e contenuto che nell’era digitale sta venendo meno. Un consiglio sussurrato lungo tutto il percorso del libro è che la strategia vincente è quella di saper reagire velocemente ai cambiamenti. Una lettura utile per comprendere il panorama del mondo digitale, anche se, considerata la velocità di mutamento dello “stato delle cose”, occorrerebbe leggerla tutta d’un fiato.
Silvia Civano
Giornalismo digitale. Lo stato delle cose
Report a cura della Columbia Journalism School, 2011, 104 pp.
Report a cura della Columbia Journalism School, 2011, 104 pp.
*link al testo integrale disponibile in lingua italiana nel sito LSDI.
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30 maggio 2012
Genov@ebook
Tre incontri al Berio Cafè per sapere tutto sull’editoria digitale
Tre incontri sull'ebook e le sue opportunità: un'occasione per conoscere persone che hanno scommesso sul digitale e capire se gli ebook possono essere di supporto all'editoria indipendente. A cura di Quintadicopertina.
Tre incontri sull'ebook e le sue opportunità: un'occasione per conoscere persone che hanno scommesso sul digitale e capire se gli ebook possono essere di supporto all'editoria indipendente. A cura di Quintadicopertina.
Programma.
Pratiche di editoria sostenibile attraverso la rete – venerdì 1 giugno, 17.30
con Bernardo Parrella (Global Voices), Carlo Gubitosa (Associazione Altrinformazione, direttore della rivista 'Mamma'), Becco Giallo Editore, Maria Cecilia Averame (Quintadicopertina).
Un'editoria sempre più social: che c'è di nuovo? – venerdì 8 giugno, 17.30
Un'editoria sempre più social: che c'è di nuovo? – venerdì 8 giugno, 17.30
con Barbara Sgarzi (Zazie Books), Marco Ghezzi (Bookrepublic), Marta Traverso (Quintadicopertina - Ledita)
Lettori e scrittori digitali – venerdì 15 giugno, 17.30
con Clelia Valdesi (Bookliners), Alessio Neri (Editoria Crossmediale), Fabrizio Venerandi (Quintadicopertina)
Per informazioni e approfondimentiMarta Traverso
marta.traverso@quintadicopertina.com
Quintadicopertina
via Ca' de' Mussi 33/1- 16138 Genova
e-mail: editrice@quintadicopertina.com
marta.traverso@quintadicopertina.com
Quintadicopertina
via Ca' de' Mussi 33/1- 16138 Genova
e-mail: editrice@quintadicopertina.com
(evento segnalato da Marta Traverso)
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24 maggio 2012
Sottotitolando con inchiostro elettronico… si va perdendo la passione per i libri pop-up
Per i ferrati di tradizione come me, la definizione di eBook, libro in formato elettronico, come un semplice file PDF, riporta alla mente l’odore di carta umida, sporca, nuova, anche quella che trovano gli habitués degli archivi, gialla, essendo un habitat ed un ecosistema di foxing.
Un ebook può essere letto su un computer oppure su un dispositivo di lettura dedicato. Quando ci si riferisce a quest’ultimo si parla di eBook reader oppure più semplicemente eReader
L’eBook reader è dunque un dispositivo, non retroilluminato (cioè che non emette luce), che utilizza una tecnologia ad inchiostro elettronico chiamata e-Ink, completamente diversa da quella LCD in uso nei tablet e nei display LCD che normalmente utilizziamo. Un eBook Reader permette di caricare un gran numero di testi e di leggerli e fare ricerche. I più evoluti permettono anche di connettersi tramite Wi-Fi o 3G e attraverso tale connessione, scaricare nuovi titoli. In genere gli eBook readers permettono di inserire note e sottolineature nel testo e inserire segnalibri nelle pagine.
Con mia grande sorpresa, nella mia scoperta del “Salone del libro per ragazzi” nella città della Zizzola (Bra, Piemonte), durante la chiusura musicale accompagnato dalla Banda di Piazza Caricamento sono i bambini che alzano, tirano, voltano, scoprono… e la pagina animata, in rilievo, a tre dimensioni, “salta su”. Diventa gioco, teatro, magia, scoperta. I libri pop-up (così chiamati dall’editore Blue Ribbon Press negli anni Trenta) fecero la loro prima comparsa come strumenti didattici per la spiegazione di teorie e ricerche in campo scientifico, quindi destinati agli adulti. È solo verso la fine del ’700 che si cominciarono a pubblicare i primi libri destinati “a passare il tempo” in modo “dilettevole”.
Sicuramente un impulso a questa produzione derivò dalla confezione dei giocattoli ottici. La lanterna magica, gli specchi curvi, le macchine ottiche (strumenti di origine scientifica) riconvertirono la propria destinazione, diventando molto popolari per la loro spettacolarità, così preparando i tempi della stampa dei libri animati per l’infanzia di metà Ottocento. Quando la Dean & Son, per prima, ne avviò la produzione, pubblicando Dame Wonders Transformation.
Sicuramente un impulso a questa produzione derivò dalla confezione dei giocattoli ottici. La lanterna magica, gli specchi curvi, le macchine ottiche (strumenti di origine scientifica) riconvertirono la propria destinazione, diventando molto popolari per la loro spettacolarità, così preparando i tempi della stampa dei libri animati per l’infanzia di metà Ottocento. Quando la Dean & Son, per prima, ne avviò la produzione, pubblicando Dame Wonders Transformation.
Con questa secolare tradizione alle spalle, i libri pop-up sono un fenomeno commerciale di successo recente; va fatto risalire a non molti anni fa il boom di questa produzione. C’è da sottolineare che la loro progettazione ingegnosa e complessa è appannaggio pressoché esclusivo di paesi quali l’America e l’Inghilterra. Anche se in Italia potete contare, da qualche anno a questa parte, su Massimo Missiroli che, già famoso come collezionista, ora si fa apprezzare come paper engineer a livello mondiale. Suoi i pop-up Pinocchio, su disegno di Lucia Salemi, e La mucca Moka e Fred Lingualunga su disegno di AgostinoTraini, pubblicati da Emme Edizioni.
Questo forte contrasto mi preocupa, accetto l’uso di libri elettronici per evitare di sottolineare e prendere note sui volumi cartacei (forse è l’etica di un archivista che parla in questo momento), e lo rifiuto perche, come ben sappiamo, tanti e-readers hanno la capacità di condividere informazioni di importante rilevanza commerciale relative alla privacy per i produttori, come fanno i gentili signori di Amazon offrendo dati statistici più che interessanti, essendo così schiavi di questo sistema di condivisione di informazione con fine di uso e crescita commerciale esclusivamente per i produttori.
Sotto questo gruppo ritroviamo informazioni sui passi più sottolineati su Kindle. Sembra che una delle frasi più evidenziate dai lettori sia la leggendaria citazione di Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen:
“È verità universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie.”
Inizia così il romanzo capolavoro della scrittrice ottocentesca che ha come protagonista la famiglia Bennet: padre, madre e le cinque figlie Jane, Elizabeth, Mary, Kitty e Lydia. Fino a oggi, questa frase è stata sottolineata da più di 8800 utenti di Kindle. In realtà non si tratta della più gettonata bensì della terza classificata.
Essendo la frase più sottolineata nella storia di Kindle, uno dei formati di lettura eletronica più popolari nel mondo:
“Perché a volte succedono cose che non si è preparati ad affrontare.”
Tratta della trilogia di Hunger Games di Suzanne Collins. La cosa curiosa è che Collins occupa anche il secondo il quarto, il quinto, il sesto, l’ottavo, il nono ed anche il decimo posto.
Siamo preparati ad affrontare tutto ciò che sorge ogni minuto nel mondo dell’editoria, dell’ informazione e del mondo digitalizzato ? O dobbiamo decidere di gestirlo affinchè non vada aldilà della capacità cognitiva umana?
Zine El Abidine Larhfiri
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13 maggio 2012
Il piacere del testo. La rivoluzione dell’ebook
Tavola rotonda promossa da Genovainedita Cultura e dal Museo del Caos a Genova, lunedì 14 maggio, alle ore 16,30, nel Salone del Camino a Palazzo Ducale. Interverranno Gino Roncaglia (Università della Tuscia), massimo esperto in materia a livello nazionale, autore de "La quarta rivoluzione" (Edizioni Laterza) ed alcuni specialisti che affronteranno temi specifici, Maria Cecilia Acerame, di Quintadicopertina, per editoria e letteratura, Marta Traverso, Ledita, per blog e social network, Luca Calcinai, Ebook Club Italia, per gli aspetti tecnici. Introduce Giuliano Galletta. Coordina Riccardo Grozio, Genovainedita Cultura.
A conclusione dell’incontro sarà proposta, “ad uso degli scettici”, una lettura collettiva, a numero chiuso, di testi letterari in versione digitale, per la quale è necessario prenotarsi inviando una e-mail a
genovainedita@genovaineditacultura.com
genovainedita@genovaineditacultura.com
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01 marzo 2012
Lettori digitali
La lettura digitale e il Web.
Lettori, autori ed editori di fronte all'ebook
a cura di eFFe
Milano, Ledizioni, 2011, 151 pp.
Descrizione
Cosa cambia nelle abitudini di lettura di chi sceglie di leggere un ebook? In che modo l’editoria affronta i cambiamenti che il digitale porta con sé? Qual è il ruolo del web nel determinare queste trasformazioni? A queste ed altre domande un gruppo di undici book bloggers, riuniti in occasione di LibrInnovando 2011, tenta di rispondere in questo libro. A partire da un’idea di Marco Giacomello, gli autori offrono riflessioni e ricerche originali, utili tanto al lettore incuriosito dalle possibilità della lettura digitale quanto al professionista – l’editore, l’autore, il libraio – che si trova a vivere i mutamenti dell’editoria.
Ma se cambiano i libri, cambia anche il modo di fare e diffondere cultura in Italia: l’ebook apre nuove possibilità
di condivisione e socializzazione del sapere, che bisogna, criticamente, saper cogliere. Questo volume, parlando senza eccessivi tecnicismi e sempre con un profondo rispetto del lettore, sviluppa alcuni punti nodali e indica delle strade percorribili.
Il libro sarà presentato venerdì 2 marzo 2012, h. 17 al Berio Cafè
Via del Seminario 10 - Genova
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