Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

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03 giugno 2024

In libreria

Antisemitismo di carta. La stampa italiana e la persecuzione fascista dei giornalisti ebrei, a cura di Enrico Serventi Longhi, Carocci, 2024, 316 pp. 

Il volume ripercorre le vicende dei giornalisti “ebrei” perseguitati in Italia dalle istituzioni politiche e corporative a seguito delle leggi razziali. A partire dal 1938, professionisti, pubblicisti, iscritti agli elenchi speciali dichiarati di “razza ebraica” subirono pesanti condizionamenti, dalla discriminazione all’espulsione dall’albo. La ricostruzione delle loro esperienze – e di quelle delle testate in cui lavoravano – permette di aprire una finestra sulle responsabilità della classe giornalistica in epoca fascista, quando la stampa nazionale divenne una delle espressioni più emblematiche dell’accelerazione totalitaria del regime e il principale motore della campagna antisemita che ne era alla base. Scritto da storici dell’età contemporanea e della letteratura, il libro intende contribuire all’avanzamento della comprensione delle più intime connessioni tra antisemitismo e modernità, tra società di massa e informazione, tra universi professionali e regimi politici, tra giornalismo e potere.
* link all'Indice
In particolare v.  il cap. 7
«Io di ebreo non ho che il nome». I casi studio dei giornalisti liguri e toscani di Andrea Masseroni
La comunità ligure /Il contesto fiorentino/I giornalisti liguri/Perseguitati e discriminati/I giornalisti toscani/Riferimenti bibliografici.
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16 dicembre 2021

Genova in libreria

 Riccardo Speciale - Renato Venturelli
Il Fascino della Parola  
Il teatro di prosa in Liguria: spazi, compagnie, progetti
Erga edizioni, Genova, 2021, pp. 276.
Descrizione
Qual è la situazione attuale del teatro in Liguria? Quali gli spazi, le compagnie, i progetti? Il Fascino della Parola - Il teatro di prosa in Liguria è una guida al teatro ligure di oggi, realizzata per i professionisti del settore ma soprattutto per il pubblico, per gli spettatori che vengono così ad avere un quadro completo sia degli spazi teatrali sia della storia e degli obiettivi degli artisti che vi rappresentano i loro spettacoli. Nella sezione “i teatri” viene realizzato un censimento delle sale teatrali esistenti sul territorio, comprese quelle inagibili ma che attendono un doveroso restauro. Si passa così dai teatri storici di più antica tradizione, come il raffinato Teatro della Villa Brignole Sale a Voltri o il Sacco-Colombo di Savona, fino alle costruzioni più recenti, come l’Ariston di Sanremo, il Teatro della Corte e il Teatro della Tosse di Genova, il Gassman di Borgio Verezzi, le Officine Solimano di Savona o il Teatrino di Portofino, uno dei più piccoli d’Italia, legato a Giorgio Strehler. O il teatro costruito dagli stessi detenuti all’interno del carcere di Marassi. In mezzo, i grandi teatri storici disposti lungo tutto il territorio ligure: dal Chiabrera di Savona agli Impavidi di Sarzana, dal Modena di Sampierdarena al Sivori di Finale Ligure, dal Cavour di Imperia al Comunale di Ventimiglia, dal Sociale di Camogli al Cantero di Chiavari, al Dianese di Diano Marina. Tutti teatri che hanno una storia profondamente radicata in quella della Liguria, senza contare le numerose sale ricavate in strutture parrocchiali, che da almeno un secolo portano avanti il lavoro in profondità di filodrammatiche e gruppi amatoriali, ma che sono ormai pienamente entrate nel circuito professionale. E siccome alcune sale sono al momento chiuse per motivi di agibilità, il volume costituisce anche una mappa dei luoghi da restaurare e riattivare. Una sezione è dedicata alle “compagnie” di prosa attive sul territorio. È compreso anche il teatro dialettale e di figura, con marionette e burattini.
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07 dicembre 2014

Genova in libreria

Maria Paola Comolli
Qui Viazzi ... a voi studio
Genova, Erga, 2014, 120 pp.

Descrizione
Cinquant’anni di storia dell’informazione italiana scritta e parlata: dal periodo d’oro della radio alla sperimentazione della terza rete televisiva RAI, dalle esperienze dell’inviato speciale alla riorganizzazione di alcune sedi regionale dell’Azienda secondo le esigenze della comunicazione moderna. Varie svolte significative del giornalismo radiotelevisivo sono state vissute nell’arco dell’attività professionale di Cesare Viazzi, un signore con il microfono, che ha poi trasmesso la sua esperienza ai giovani nei primi corsi universitari di giornalismo.  Nel libro ci sono varie testimonianze di coloro che furono accanto a Viazzi in quegli anni o lo videro all’opera, da giornalisti quali Giorgio Bubba, Emanuele Dotto, Mario Rigoni e Moreno Cerquetelli a personaggi pubblici come Mario Sossi, Giuliano Montaldo, Tullio Solenghi e Vito Molinari.
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09 luglio 2013

Genova in libreria

Franco Monteverde
Sono Franco. Pagine di cultura a Genova dall'Istituto Gramsci a oggi
Genova,  Red@zione, 2013, pp. 249.
Descrizione
Questo libro è contemporaneamente la documentazione sull’attività svolta dall’Istituto Gramsci nella Genova degli anni Ottanta-Novanta del XIX secolo e – forse, soprattutto – un “discorso” sulla cultura e sulla cultura plitica in Liguria da quel periodo a oggi. Franco Monteverde, che del Gramsci (fondato nel 1973) fu direttore per quasi dieci anni, utilizza le molte informazioni conservate sugli incontri e le iniziative pubbliche dell’Istituto Gramsci per svolgere una serie di ragionamenti su Genova e su tutta la regione. La prima notazione è come, in buona parte, l’attività culturale di quel periodo (non solo del Gramsci, ma anche del Circolo Turati, del Gallo, di alcune riviste oggi scomparse) trovasse un radicamento nel dibattito sulla trasformazione della città. Di come discutere su temi urbanistici, giuridici, filosofici, politici, ma anche sull’arte, fosse molto spesso un modo per approfondire e presentare temi di attualità – o che avrebbero dovuto essere di attualità – per realizzare una “cultura del fare”. Ma questro libro è anche molto di più. Partendo dai temi discussi al Gramsci, Monteverde propone una propria visione di Genova che, partendo dalla storia, analizza il recente passato e giunge all’attualità, entrando tra le quinte delle trasformazioni, ma anche delle occasioni perdute, e guardando alle possibili sfide che ancora oggi si presentano ai genovesi. Dagli anni Ottanta del Novecento, il panorama cittadino e regionale è profondamento mutato sia dal punto di vista sociale sia dal punto di vista economico e politico. Quello che emerge in modo netto è come si sia in buona parte disperso, assieme alla voglia di discutere e di provare a realizzare un futuro, anche un significativo gruppo di uomini di cultura che volevano incontrarsi per ragionare assieme. Si è assistito a uno “sfrangiamento”, a un’atomizzazione che non favorisce né il dibattito né la ricerca di soluzioni utili a costruire un futuro. Monteverde, in una ricostruzione che è anche analisi e ricordo di tante persone in buona parte scomparse, prova a proporre di tornare a parlare, a discutere. E avanza anche alcune proposte per la Genova di domani.
Franco Monteverde (Genova 1933) studioso di eventi politici e sociali, è stato dirigente politico e amministratore del Comune di Genova e direttore dell'Istituto Gramsci Ligure. Ha pubblicato “La città mutante. Demografia e risorse di Genova” (Sagep 1984); “Le dinamiche demografiche in storia d'Italia. Le ragioni dall'unità ad oggi” (Einaudi 1995); “I liguri. Un'etnia tra Italia e Mediterraneo” (Vallecchi, 1995); “Sovranità e autonomie mediterranee. Genova e la Liguria” (Vallecchi, 1997); “Liguria Sovrana” (De Ferrari, 1999); “L'oltregiogo. Una terra strategica per l'Italia” (De Ferrari, 2006); “Il Limonte” (De Ferrari, 2009). In questa collana ha pubblicato “Volo libero sul 30 giugno 1960 a Genova” (2011). Dal 1998 è direttore del Centro internazionale di Cultura La Maona.

04 novembre 2011

Tra fango e speranza

Il 25 ottobre 2011 è una data che rimarrà impressa per sempre nella memoria dei comuni di Borghetto di Vara, Brugnato, Monterosso al Mare, Vernazza in provincia della Spezia e di Aulla in provincia di Massa-Carrara. Quel giorno, infatti, una precipitazione abbondante ha riversato in poche ore circa 580 mm di acqua causando lo straripamento dei maggiori fiumi di Vara e Magra che sono dilagati nelle pianure intorno ai borghi di Brugnato, Borghetto, Ameglia, Pontremoli e Aulla; per quanto riguarda le Cinque Terre l’acqua ha causato frane e quindi ha trasportato ingenti quantità di fango nell’impluvio nei paesi di Vernazza e Monterosso, dove le vie principali si sono trasformate in fiumi in piena. Le prime conseguenze hanno riguardato le comunicazioni che sono diventate complicate: le strade sono state interrotte a causa delle frane, queste hanno danneggiato anche la circolazione ferroviaria, già compromessa per l’allagamento delle gallerie. Queste le circostanze che hanno determinato l’isolamento dei paesi alluvionati; dalle parole di Betta, sindaco di Monterosso, si evince la gravità della situazione: “Qui manca tutto, viveri, acqua, energia elettrica. La gente entra nelle case passando dai terrazzi, è tutto allagato. Monterosso non c’è più. Col passare delle ore la situazione qui è sempre più grave: sono saltate le condutture del gas, l’energia elettrica, i telefoni fissi. Siamo totalmente isolati e ci sono milioni di metri cubi di terra che potrebbero riversarsi sul paese“. Io sono cresciuta e abito a Monterosso da sempre, non sono stata spettatrice diretta dell’alluvione e ho raggiunto il mio paese solo il 27 ottobre con il battello, poiché per i primi giorni è stata l’unica via possibile. Nei due giorni che ho trascorso lontano da casa mi sono documentata grazie alle innumerevoli immagini e video presenti in rete, sui giornali e in televisione; nonostante ciò lo scenario che mi si è presentato di fronte ha superato ogni mia aspettativa: ovunque ho trovato fango e devastazione, tutte le attività commerciali erano sepolte dalle terra dal mio ristorante preferito al bar dove facevo colazione ogni mattina. Camminando per le strade, distrutte dalla furia dell’acqua, il mio iniziale senso di disperazione lasciava il posto alla speranza, nutrita dalla vista di tutti i miei compaesani e di tutti i volontari che insieme lavoravano per far rinascere Monterosso. Dopo pochi istanti ero coperta di fango a trasportare secchi per svuotare il locale dove ero stata a mangiare proprio il giorno prima del disastro. Anche i giorni seguenti ho deciso di contribuire ai lavori, per quanto mi è stato possibile. Ho imparato ad usare una pala e il modo migliore per mettere i sacchi di sabbia come barriera di fronte alle porte per impedire allagamenti, ma soprattutto ho capito che la solidarietà è più forte di qualsiasi calamità naturale.
Giulia Cavallo
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15 dicembre 2009

In libreria

Enzo Melillo
Voci e volti di Liguria
Genova, Fratelli Frilli Editori, 2008, 180 p.

scheda libro
Segnalo un libro che ho apprezzato moltissimo. Le storie più significative di 5 anni di servizi televisivi ideati e realizzati da Enzo Melillo per il "Settimanale" della Liguria, rubrica della Tgr RAI in onda ogni sabato.
Storie che sulla carta risultano altrettanto fresche e vivide per il lettore quanto lo sono state, in origine, per lo spettatore davanti allo schermo.
Brevi, si avviano tutte con un incipit coinvolgente e, grazie a uno sguardo che sa cogliere e fissare lo straordinario del quotidiano, sei subito immerso nell'esperienza che ha mutato il corso di una vita, nella meraviglia degli eventi palesata da piccoli grandi gesti.
Quaranta storie dove compaiono mestieri antichi, famiglie e ragazzi che inseguono un sogno (Da grande farò il Loris Capirossi), ricordi di anziani sopravvissuti al campo di concentramento grazie alla forza di volontà e alla creatività (Il miracolo di Caterina, dove Caterina è una radio costruita con pezzi di recupero e smontata e rimontata ogni volta), la disabilità (Il coraggio di vincere sul buio), difficoltà e successi ma sempre, e soprattutto, testimonianze e storie di Liguria.
Un libro che, come si legge nella Prefazione di Sergio Farinelli (Caporedattore sede RAI della Liguria), "nasce dal cuore, insomma. Per questo è da leggere".

*Link utili
Introduzione del volume (sul sito dell'Editore)
Fratelli Frilli Editore
Silvia Dini

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30 novembre 2009

In libreria

Paolo Lingua
Colloqui con Paolo Emilio Taviani
Genova, De Ferrari Editore, 2009, 127 pp.

Scheda del libro
A partire dalla fine del 1969 e fino all’ inverno del 2001, Paolo Lingua ha avuto una serie di incontri con Paolo Emilio Taviani: non interviste, né conversazioni da rendere pubbliche, ma regolari confronti di idee e di opinioni su argomenti di carattere prevalentemente politico, economico e amministrativo. Questo volume raccoglie gli appunti sparsi e i ricordi che il giornalista genovese ha conservato di quei “colloqui”, fornendo una testimonianza di passaggi storici e politici delicati dell’ Italia di quegli anni e, soprattutto, del profondo amore che il senatore Taviani aveva per la Liguria. Ne emerge un intreccio di giudizi e di valutazioni all’insegna dell’estemporaneità e dell’eleganza intellettuale, in una dimensione dove non viene mai meno il filo sottile ma indistruttibile dell’ironia.

*segnalato da C.S.
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02 dicembre 2008

Librovagando....

Librovagando per la rete vi segnalo dal sito http://www.mentelocale.it/ questa presentazione sicuramente piacevole:

"'Non ci sono più nemici' di Silvio Ferrari
02/12/2008
Genova. Martedì 2 dicembre 2008 alle 18.00 presso la libreria del Porto Antico avrà luogo la presentazione del volume Non ci sono più nemici - 15 scritti degli ultimi 4 anni, di Silvio Ferrari. Dialogherà con l'autore Alessandro Cassinis, vicedirettore de Il Secolo XIX.
Note sul volume
Il libro edito da De Ferrari è una raccolta di quindici scritti a tema prevalentemente politico - culturale, esposti pubblicamente o meditati da Silvio Ferrari negli ultimi quattro anni, e qui proposti nell'intento di offrire nuovi spunti critici e di riflessione sull'attualità. Dal Ricordo di Franco Croce a Una replica televisiva di Filumena Marturano, passando per Il ministro Bondi e la bruttezza dell'arte odierna, il volume spazia sui più svariati argomenti.
Note sull'autore
Silvio Ferrari, nato a Zara da padre italiano e madre slava, ma camogliese d'adozione, è stato docente di storia dell'arte nei licei, e di letteratura serba, croata e bosniaca alla facoltà di Lingue dell'Università di Genova, ha pubblicato diversi saggi e romanzi (alcuni dei quali editi da De Ferrari) ed è traduttore di scrittori serbi, croati e bosniaci."
*Silvio Ferrari, Non ci sono più nemici .15 scritti degli ultimi 4 anni, Genova, De Ferrari editore, 2008.
* segnalato da Daniele Martina

17 novembre 2008

Una Babele in Via Balbi

Alessandra Costante
La casa di Babele dell’Università
"Il Secolo XIX", 17 novembre 2008

"La fasciatura di tubi innocenti è già sparita da qualche settimana intorno al Milano Terminus. Una volta era un albergo per i viaggiatori che scendevano alla stazione Principe. Oggi, il grande stabile d’epoca in via Balbi 34, è una delle 20 case per gli studenti che l’Azienda regionale per i servizi scolastici e universitari mette a disposizione degli universitari che hanno ottenuto la borsa di studio e il diritto all’alloggio. Regione Liguria e Arssu lo inaugurano mercoledì e con le sue 62 stanze porta a 856 posti letto la disponibilità per gli universitari meritevoli. «La meritocrazia praticata», come osserva il presidente della Regione, Claudio Burlando. Che ha un obiettivo nel cassetto: portare i posti a 1.223 nel 2011 per estendere il beneficio di una camera a “canone moderato” anche ai cosiddetti studenti fuori fascia, l’equivalente della locazione permanente dell’edilizia residenziale. Progetto che vedrà l’alba tra breve, con la partenza di altri due appalti, 296 posti divisi tra l’ex caserma Garibaldi di Salita delle Neve (8 milioni di euro) e il convento di San Nicola in salita Madonnetta (6 milioni di euro).

Il Firenze-Zurigo, lo Stella, il Marinella e ora il Milano Terminus stanno trasformando la zona di Principe, in passato terra di alberghi, in un grande ostello per gli studenti. Italiani e no. A dire il vero, anche se di poco, gli italiani (309), sono la minoranza. Nei 754 posti (un altro centinaio non è disponibile per i borsisti) alloggiano 411 stranieri che provengono da Paesi extra Unione Europea e 343 da Paesi Ue, compresa ovviamente l’Italia. Tra gli italiani la parte del leone la fanno i liguri (120), seguiti dai siciliani (47), dai piemontesi (42) e dai calabresi. Tra gli stranieri Ue i meritevoli più numerosi sono i polacchi (13) e i romeni (7). Ma è tra gli universitari che arrivano da oltre i confini dell’Europa a 27 che ci sono le sorprese maggiori: 149 albanesi, 71 cinesi, 33 camerunesi, 24 iraniani e 23 tunisini. E proprio quest’ultima comunità, nei giorni scorsi, ha incontrato il presidente della Regione, Claudio Burlando.
Nel 2002 i posti letto nelle case degli studenti erano 382, alla fine del 2008 sono il 124% in più. Nel 2007 le domande di alloggio erano state 939, quest’anno 1037 su una popolazione universitaria di 38.059 studenti (il 5,27% dei quali extra Ue). Così, con un’impennata del 10 per cento all’anno delle domande di alloggio, rende più impegnativo il raggiungimento dell’obiettivo di riuscire a soddisfare il 100% delle richieste. Cosa che, invece, è un risultato acquisito per le borse di studio semplici: erano 3.900 nel 2007, sono 4.100 nel 2008 tutte finanziate. «Questo è uno dei settori su cui abbiamo puntato di più, continuando ad investire anche nei momenti di difficoltà - spiega Burlando - Nelle borse di studio riusciamo a soddisfare le richieste di tutti coloro che ne hanno diritto, mentre per gli alloggi siamo sempre all’inseguimento. Speriamo di andare il pari il prossimo anno con l’apertura della casa di vico Marinella (71 posti disponibili dal luglio 2009, ndr) così almeno potremo dedicarci a dare una risposta anche agli studenti che sono meritevoli, ma che non appartengono alla fascia sociale da tutelare». Nelle case dello studente gli alloggi per i fuori fascia sono un centinaio, ma nel giro di due o tre anni la Regione (che nella costruzione di alloggi per gli universitari in cinque anni ha investito circa 30 milioni di euro) vorrebbe quanto meno triplicarli anche per cominciare a dare qualche spallata al mercato parallelo gestito da privati e immobiliaristi. Se un posto letto in una struttura gestita dall’Azienda regionale per i servizi scolastici e universitari costa circa 250 euro, sul libero mercato parte da 400 o 500 euro. «Anche se è una città molto anziana, Genova è ancora capace di attrarre giovani che in futuro potranno mettere in campo professionalità importanti. Gli stranieri sono circa 700 tra Iit e Università: alcuni andranno via, altri resteranno qui. E anche questo è marketing territoriale», aggiunge Burlando che nel gruppo di universitari stranieri vede anche un motivo di rilancio per l’Università genovese.

«Chiaro che deve essere un punto di riferimento per il Mediterraneo ma per diventarlo bisogna mettere a disposizione degli studenti anche molti alloggi. Oggi il tappo è costituito da un numero insufficiente di camere a meno che non si sia disposti a spendere cifre pazzesche. È una delle sfide che bisogna vincere in tempi brevi» fa eco il magnifico rettore, Giacomo Deferrari che vorrebbe aumentare la dotazione di alloggi usando anche un’ala dell’Albergo dei Poveri (al netto del trasferimento delle facoltà che oggi sono in via Balbi) e recuperare Casa Paganini, foresteria nella zona di Santa Maria di Castello che potrebbe essere utilizzata per giovani ricercatori stranieri e docenti stranieri in trasferta."
*segnalato da Daniele Martina

01 ottobre 2008

Marta Borsi
Donne e lavoro femminile in prima pagina. La Spezia 1861-1946
La Spezia, 2008

*edizione a stampa della tesi di laurea in Storia del gionalismo Facoltà di Scienze politiche, Università degli studi di Genova)

27 settembre 2008

"Buongiorno Regione"..non per la Liguria

Dal 20 ottobre Rai Tre avrà un nuovo palinsesto, tra cui spiccherà "Buongiorno Regione" una striscia quotidiana curata dalla TGR. Il programma utile al pubblico, non vedrà una edizione ligure. Esistendo già il GR delle 7.10 non sarebbe un grande onere trasferire il giornalista negli studi televisivi adiacenti...
Cosa ne pensate del TGR Liguria?.
Rispetto alla concorrenza delle tv locali non vi sembra il personale sotto utilizzato?.


Daniele Martina

21 luglio 2008

Nuovi scenari per i media della Liguria

In questi giorni si verificano importanti cambiamenti nel mondo dei media della Liguria. Primocanale ha annunciato che Telecittà è stata ceduta a PTV di Maurizio Rossi, stesso editore di PrimoCanale. Inoltre ben 35% del pacchetto azionario del SecoloXIX è rilevato dal gruppo Clessidra.

Link su IL PRIMO, giornale online di Primocanale
Visualizza il PDF cliccando il seguente link:

18 luglio 2008

Genova in libreria

Ferruccio Sansa - Marco Preve, Il partito del cemento. Politici, imprenditori, banchieri. La nuova speculazione edilizia, Milano, Chiare lettere, 2008.


Link alla scheda del libro e interviste varie
http://chiarelettere.ilcannocchiale.it/post/1961003.html

29 giugno 2008

Genova in libreria

Stampa e giornalisti in Liguria tra l'ultimo fascismo e la Repubblica, a cura di Elisabetta Tonizzi, Roma-Bari Laterza, 2008.

*Link alla scheda del libro

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