Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

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02 agosto 2021

In libreria

 Rob Brotherton 
Menti sospettose. Perchè siamo tutti complottisti
Bollati Boringhieri, Milano, 2021 pp. 320 (prima edizione italiana 2017).
Descrizione
Loro cercano di controllarci. Ci fanno credere che viviamo in società libere e democratiche e che siamo i padroni del nostro destino, ma non è così, lo sappiamo bene. Ci nascondono la verità. Basta grattare sotto la superficie: l’omicidio di Kennedy, i vaccini, l’11 settembre, gli UFO, le scie chimiche, l’uomo sulla Luna, Bin Laden, i massoni, Lady D, gli Illuminati, Elvis Presley, il Nuovo Ordine Mondiale, i Protocolli dei Savi Anziani di Sion, i rettiliani... Ovunque si guardi è evidente che c’è un piano colossale per manipolarci. Cosa si nasconde dietro le più articolate teorie del complotto e, soprattutto, chi sono i complottisti e come è possibile che così tante persone possano credere anche alle più ardite e immaginarie speculazioni? Rob Brotherton, che da anni studia come funziona la «mentalità complottista», analizza in questo libro, accattivante, ironico, e anche un po’ inquietante, i motivi per cui le nostre menti ci inducono tanto spesso a credere a cose implausibili, non provate e, soprattutto, in nessun modo provabili. Il fatto è che queste storie si adeguano perfettamente a certi circuiti mentali che – volenti o nolenti – tutti noi ci portiamo dentro, confortando le nostre paure più profonde, i nostri desideri più nascosti e il nostro stesso modo di interpretare il mondo. La psicologia del complotto è affascinante e svela molto su noi stessi e su come sono costruite le nostre menti. I complottismi non sono aberrazioni psichiche di pericolosi sociopatici, sono il prodotto del funzionamento del nostro cervello e la radice stessa del verbo «credere». Magari saranno in pochi a credere che il presidente degli Stati Uniti sia un mutaforma rettiliano (ma certamente sono più di quanti vorremmo che fossero!), ma sono ancora milioni (e continuano a crescere) coloro che credono alla correlazione tra autismo e vaccini (è dimostrato chiaramente che non ci sia, tanto per essere chiari). Dopo aver letto Menti sospettose saremo sorpresi nel riconoscere come sia facile cedere alla narrazione complottista ma avremo ben chiaro come sia possibile sfuggirvi. È vero che i complotti nel mondo talvolta esistono, più spesso però è meglio essere prudenti e fare attenzione a cosa scegliamo di credere perché, alla fine, potremmo scoprire che i complottisti siamo noi.


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06 agosto 2020

In libreria



Rolf Dobelli
Smetti di leggere notizie.
Come sfuggire all'eccesso di informazione e liberare la mente

Il Saggiatore, Milano, 2020, pp. 188.
Descrizione
Notifiche e notizie, comunicati e collegamenti, breaking news e ultim’ora. Notizie, notizie e ancora notizie. Notizie che precipitano a cascata nei nostri social network. Notizie che corrono su schermi accesi, fra i binari di treni e metropolitane, su canali che trasmettono sempre lo stesso telegiornale. Notizie che strillano catastrofiche sui fogli dei quotidiani, notizie che irrompono nei computer, notizie che brillano sui cellulari accompagnate da radiose pubblicità. Immagini inquietanti, video scioccanti e fatti sconvolgenti catturano di continuo il nostro sguardo. Sono come brevi lampi di paura, scosse emotive a cui segue inevitabile l’indifferenza, ondate di dopamina informativa che diventano fonte di stress e causa di malessere, e che anziché renderci più consapevoli ci portano ad autentiche distorsioni della realtà: ingigantiamo problemi trascurabili e trascuriamo problemi giganteschi. Invece di intervenire, ci consegniamo al ruolo di spettatori impotenti. Contro questa dipendenza moderna – più perniciosa dell’alcol, più invisibile dello zucchero –, Rolf Dobelli osserva da anni una rigorosa astinenza. Smetti di leggere notizie è un invito a liberarci dell’informazione usa e getta, e insieme una guida pratica per preservarci dai suoi temibili effetti. Proviamo a seguire una dieta dal flusso di notizie che ci sta assordando: eliminiamo le fonti più frenetiche e gridate, stiamo lontani dagli smartphone e dai notiziari. Ricaveremo un tempo più esteso per la riflessione, gli incontri e i progetti. Impareremo a mettere nella giusta prospettiva i problemi e capiremo che intervenire è più importante che abbandonarci passivamente alla ragnatela delle notifiche. Ne guadagneremo in tempo e salute, e forse ci scopriremo più creativi e felici.

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22 gennaio 2014

In libreria

Valentina Parisi
Il lettore eccedente. Edizioni periodiche del samizdat sovietico, 1956-1990
Bologna, Il Mulino, 2014, 472 pp.

Descrizione
Frutto di estensive ricerche d’archivio, «Il lettore eccedente» offre un’interpretazione nuova del fenomeno del «samizdat» («autoedizione») in ambito sovietico, riposizionandolo nel contesto transnazionale della storia del libro, e ricostruendo le pratiche di lettura elaborate in parallelo all’apparizione di questa forma di autoeditoria a partire dagli anni Cinquanta. L’analisi degli elementi paratestuali che caratterizzano il «corpus» dei periodici letterari ed artistici del «samizdat» in un arco temporale che va dal 1956 al 1990 si accompagna a una più ampia rievocazione del retroterra socio-culturale d’origine, tra contestazione politica e dissenso estetico. Ne emerge la fisionomia collettiva di un lettore eccedente rispetto alle funzioni in genere assegnate al destinatario del testo letterario e, insieme, assai pervicace nella sua volontà di contendere allo Stato l’appannaggio esclusivo dell’attività editoriale.
Valentina Parisi, dottore di ricerca in letterature slave, ha usufruito di una borsa biennale di post-dottorato dell’Istituto Italiano di Scienze Umane (SUM) dal 2009 al 2011. In seguito è stata borsista EURIAS presso l’Institute for Advanced Studies, Central European University, Budapest. Traduttrice dal russo, dal polacco e dal tedesco, collabora con le pagine culturali de «il manifesto» e «Alias».

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18 dicembre 2013

In libreria


Paola Maria Farina
 La rivista «Linus». Un caso editoriale lungo quasi mezzo secolo
Cargeghe (SS), Documenta, 2013, 149 pp.
Descrizione
Perché 'Linus'? Perché Linus, partner e antagonista di Charlie Brown, è un personaggio pieno di fantasia (anche 'grafica': disegna nell'aria!), è simpatico e ha un nome facile da dire e da ricordare". Con queste parole, tanto lievi quanto evocative, un gruppo di intellettuali animati dalla comune passione per i comics, tenne a battesimo a Milano nel 1965 la rivista mensile di fumetti e illustrazione "Linus". Da subito, un successo commerciale da oltre trentamila copie vendute. Da allora, un caso editoriale lungo quasi mezzo secolo. Paola Maria Farina ricostruisce la vicenda della testata ripercorrendone, sul filo della narrazione storica e cronachistica, ma anche memorialistica e aneddotica, il singolare percorso, dai pionieristici esordi con Giovanni Gandini e la libreria Milano Libri agli innovativi sviluppi con Oreste Del Buono e la Rizzoli, dall'interesse per la letteratura grafica all'impegno civile e sociale.
*link alla scheda di presentazione del libro sul sito della casa editrice Documenta.
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27 giugno 2013

Il mondo trasparente di WikiLeaks

Fabio Chiusi è un giornalista e blogger. È redattore per Lettera43 e scrive di politica, social networking e critica della disinformazione sul blog il Nichilista.  Da qui il suo sicuro interesse per la vicenda di WikiLeaks, “l’organizzazione che ha cambiato per sempre il rapporto tra internet, informazione e potere”.
Melbourne, in una stanza coi muri ricoperti di formule e diagrammi di flusso, Julian Assange trascorre le sue notti davanti al monitor di un computer, deciso a rinunciare per sempre alla vita da programmatore per mettere in piedi la più grande media organization, come l’ha definita lui stesso, che ha fatto della trasparenza assoluta la propria ragion d’essere.
È questa l’immagine del numero uno di WikiLeaks che Fabio Chiusi propone al lettore di Nessun segreto. Il libro ripercorre la vita di Assange dall’adolescenza fino all’apice del successo mediatico, passando attraverso le accuse di stupro e molestie sessuali a suo carico e agli anni da hacker, che segnano il vero punto di partenza per la nascita di WikiLeaks.
L’autore riesce con un linguaggio preciso ed una scrittura dinamica a catturare l’attenzione di chi legge attraverso il racconto di guerre, trame segrete e ingiustizie economiche, il lettore viene così catapultato in uno scenario degno di un libro sullo spionaggio intriso di congiure, scandali e ricatti.
Il senso del libro è quello di esaminare in profondità un nuovo modo di fare informazione grazie alla comparsa di internet e di analizzare in maniera efficace un nuovo modello di giornalismo, basato sulla pubblicazione in rete di materiali coperti da segreto, ma di interesse pubblico. A qualcuno tutto questo potrà certamente non piacere, ma non si può negare che abbia mostrato la propria forza ed efficacia.
A partire dal 2006 l’organizzazione di Assange ha scatenato una vera e propria cyber guerra culminata nel 2010 con pubblicazione del video Collateral Murder. Pubblicando centinaia di migliaia di documenti sul conflitto in Iraq, su quello in Afghanistan e sulla diplomazia statunitense WikiLeaks ha mostrato la facilità con cui è possibile trafugare documenti segreti, mettendo in imbarazzo i governi di tutto il mondo, Stati Uniti in testa, ed attirando per questo su di sé pesanti critiche e minacce. Sempre nel 2010, con la diffusione del Cablegate, l’organizzazione si ritrova in mano oltre 250.000 documenti classificati come sensibili e segreti pronti per la pubblicazione. Da questo momento in poi il sito internet viene messo sotto attacco, si cerca di farlo sparire dalla rete e lo stesso Assange viene marchiato come un pericolo per la sicurezza nazionale da parte del governo americano.
Come ha fatto WikiLeaks a diventare in pochi anni una minaccia tanto osteggiata in quasi tutto il mondo? Il modus operandi è sempre lo stesso: i comuni cittadini, i whistleblower, gli “anon” inviano dei file contenenti documenti sensibili, che vengono successivamente pubblicati sul sito internet dell’organizzazione senza alcuna modifica o censura, in nome del diritto alla libertà di espressione. Sono dunque gli stessi utenti, trasformati per l’occasione in lettori e redattori, a dettare la “linea editoriale”  di WikiLeaks.
Il giornalismo scientifico di Assange, basato su fatti verificabili, è riuscito grazie all’utilizzo di internet a catturare l’attenzione di ognuno di noi, lo ha fatto in modo nuovo e senza dubbio discutibile, ma mettendo a segno più scoop di tutti i media messi insieme.
Le azioni di Assange hanno costretto il mondo intero ad interrogarsi sul rapporto tra informazione e potere nell’era digitale, la rivoluzione fondata sui principi dell’hacking, del giornalismo investigativo e dell’attivismo porta con sé l’utopia, tanto a cuore ad Assange,  di un mondo senza segreti, ma la nostra società è davvero pronta ad adottare la regola della libera stampa e della trasparenza? L’interrogativo, anche alla luce dei nuovi scandali che vedono come protagonista il governo americano, rimane tuttora aperto.
Diletta Gabetti Costa

 
Fabio Chiusi
Nessun segreto. Guida minima a WikiLeaks, l’organizzazione che ha cambiato per sempre il rapporto tra internet, informazione e potere.
Milano, Mimesis, 2010, 188 pp.
 
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