Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

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28 agosto 2011

Nel silenzio della campagna

Vorrei approfittare di questo spazio per raccontare una piccola storia, un'esperienza personale, lavorativa di questo agosto ormai agli sgoccioli. Un amico a fine luglio, sapendomi alla continua disperata ricerca di lavoro, mi contatta dicendomi che nell'agriturismo del nonno si è liberata per tutto agosto la figura del pastore - contadino. Senza neppure pensarci accetto il lavoro , del resto risalendo l'albero genealogico di famiglia di tre - quattro generazioni con orgoglio sono certo di poter affermare che i lavori praticati dai miei avi non si discostassero molto da quelle occupazioni. Sveglia alle sei, tragitto obbligato nel bosco di tre chilometri affrontato di corsa per non perdere tempo, lavori faticosi sotto il sole cocente per ore e ore sono stati per me un toccasana, non solo per il fisico ma soprattutto per l'anima. Nel silenzio della campagna, tra pecore, asini e faggi ho potuto scindere dalla fatica fisica manuale e ripetitiva del tagliare legna, innaffiare piante e tagliare erba l'attività intellettuale. Mi sono così tornate in mente con una forza nuova e mai provata prima le parole che Esiodo tuonava al fratello Perse, difendendo la straordinaria virtù celata nel lavoro manuale, fisico; l'esaltazione della natura allo stato primitivo dei carmi bucolici di Teocrito e la lucidità degli insegnamenti di Virgilio sulla vita agreste e pastorale. Il sudore della fatica di tante ore di studio al liceo con la curiosità dell'adolescenza e all'università con più consapevolezza si è mescolato per la prima volta al sudore vero e proprio e il piacere che ho provato nel prendere coscienza del fatto che quei versi sono stati ispirati a quei poeti e sapienti dalle stesse mansioni che ora io, insignificante uomo del duemila, svolgo con le mie braccia restituite all'agricoltura è immenso.
Davide Olivieri

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24 agosto 2011

In libreria

Ugo Cardinale
Manuale di scrittura giornalistica
Torino, Utet Università, 2011, 208 pp.
Un buon giornalista deve saper lavorare con la lingua, sia che operi nell’intrattenimento televisivo, sia che si occupi della redazione di un giornale tradizionale, o di un giornale on-line. L’era televisiva sembrava aver soppiantato la comunicazione scritta della notizia, ma così non è stato. Il giornale, nella versione su carta stampata, continua a resistere alle usure del tempo, anche se spesso appare «inattuale» rispetto alla comunicazione in tempo reale. La scrittura non è ancora destinata al tramonto e apprenderne l’arte è quindi un requisito di base del buon giornalista, che si deve calare nella situazione e far proprio un obiettivo di comunicazione specifico, rivolgendosi ad un pubblico ben definito di potenziali ascoltatori/lettori. Questo Manuale di scrittura giornalistica guida lo studente nell’apprendimento del mestiere, coniugando magistralmente il rigore scientifico agli strumenti pratici che il futuro giornalista dovrà possedere.
*link all'Indice del libro.


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18 agosto 2011

In libreria

Sergio Lepri
News. Manuale di linguaggio e di stile per l'informazione scritta e parlata
Milano, Rizzoli Etas, 201, XVIII+ 315 pp.
Descrizione
I più noti "style book", i manuali di linguaggio giornalistico, sono quelli di stampo anglosassone di Bbc, Economist, Associateci Press, New York Times. Sergio Lepri, maestro di giornalismo con oltre mezzo secolo di esperienza, offre in questo libro una guida italiana di stile per scrivere e parlare correttamente. II testo introduce al contesto culturale, tecnologico, sociale e mediatico in accelerata trasformazione e fornisce consigli indispensabili per chiunque voglia stare al passo con la lingua in continua evoluzione, informando i cittadini in modo chiaro e corretto. Con consigli per migliorare il proprio linguaggio scritto e parlato e per la grafia e la pronuncia dei nomi stranieri, e con due "dizionari" - dei nomi propri di persona e toponimi e dei nomi comuni - per evitare stereotipi ed errori. Un manuale per un giornalismo preciso, serio e responsabile, che contribuisce alla crescita civile della società.
*link al Sommario del libro
*link alla Prefazione di Tullio De Mauro.
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08 agosto 2011

In libreria

Mirella Pasini
La mente e il cuore.
David Chiossone e l’etica sociale dell’Italia unita
Genova, Name, 2007, 202 p. + CD-rom.

Il libro di Mirella Pasini mette a fuoco una singolare figura dell’ottocento genovese, persona impastata di “mente e cuore” che si ritrova ad operare negli anni della costruzione dell’Italia unita. David Chiossone è stato una personalità eclettica che ha intrecciato saperi ed esperienze spaziando dalla letteratura alla medicina, dalla scrittura alla pratica, dal giornalismo alla pubblica amministrazione fino a siglare la nascita e l’avvio dell’Istituto per i ciechi, una delle istituzioni più importanti della città. Dall’indagine condotta con il rigore dello storico affiora una città proiettata verso la modernizzazione delle infrastrutture e dei servizi. David Chiossone appare come indiscusso protagonista di questo processo iniziato negli anni ’40 quando firma testi teatrali e poesie patriottiche ma si lancia anche nell’impegno civile, aperto alle sollecitazioni del Risorgimento. Ha ventisei anni quando nel 1846 a Genova si svolge l’VIII Congresso degli scienziati italiani; nel 1848 è galvanizzato dallo Statuto albertino, nel 1849 vede le truppe piemontesi marciare per le vie della città per stroncare la rivolta esplosa all'indomani dell'armistizio; dopo l’unificazione mette in modo definitivo tutte le sue competenze al servizio della città.
La biografia si apre con la rappresentazione di una famiglia della borghesia genovese da cui tra ‘800 e ‘900 sono usciti artisti, scrittori e giornalisti (come Edoardo Chiossone che legò la propria esistenza alla riscoperta del Giappone). In quel contesto il giovane David trova un ambiente ricco di stimoli culturali ma subisce anche le conseguenze del dissesto finanziario del padre; si orienta verso gli studi umanistici, esordisce con successo come autore di teatro ma poi si laurea in medicina.
Le pagine centrali del libro sono dedicate al giornalista-patriota che consegna i suoi articoli alle riviste più innovative che si pubblicano a Genova (“Espero”, “Il Pensiero italiano”, “Il giovinetto Italiano”) e a Torino (“Il Mondo illustrato”). Dopo l’unità anticipa il percorso divulgativo di Paolo Mantegazza pubblicando sul “Giornale degli operai” le sue lezioni di igiene che poi prenderanno forma di libro (Il dottor Omobono, 1865). L’autrice ben evidenzia il progetto pedagogico di Chiossone e la sua incrollabile fiducia nell’istruzione come sicuro strumento di emancipazione. Il “dottor Omobono” crede nella funzione sociale della medicina e, come il buon maestro di scuola, insegna igiene domestica e del lavoro: libera le madri dai pregiudizi e dalla superstizione indicando le regole per il parto e l’allattamento; vigila sulla tutela della salute del lavoratore; individua le problematiche dell’igiene pubblica e propone soluzioni d’avanguardia. Nel capitolo che segue Chiossone è assessore comunale e dalla postazione di Palazzo Tursi comincia a tradurre le sue teorie in pratica amministrava. Pagina dopo pagina prende forma una nuova dimensione della città ottocentesca in cui trovano spazio gli ospedali civili, le farmacie notturne con servizio di guardia medica, il cimitero monumentale di Staglieno, ecc. Pasini disegna con efficacia di esempi il ritratto di un amministratore “al servizio del cittadino”, che costruisce benessere coniugando istruzione per la mente e salute per il corpo, che si muove per dare concretezza ai principi di fraternità e di eguaglianza. Tutti hanno diritto all’istruzione, tutti hanno diritto alla salute, tutti hanno diritto ad una cittadinanza dignitosa. In questa prospettiva di etica sociale si innesta l’ardito progetto dell’Istituto per i ciechi, non un ospedale, né un ricovero ma una vera scuola fatta di “luce e di aria” per l’istruzione e l’emancipazione dei non vedenti. Nel “cieco-nato” Chiossone non vede il disabile ma la persona con sicure qualità intellettuali e manuali da valorizzare; il “cieco-istruito” si muove in autonomia e diventa risorsa per la società. Sorprende anche la velocità dell’iter burocratico dalla presentazione del progetto nel 1865 fino all’inaugurazione il 16 agosto 1869. L’istituto ha trovato collocazione nell’ex convento di San Bartolomeo degli Armeni, nella zona in cui il sindaco Andrea Podestà avvia un grandioso piano di urbanizzazione residenziale. Per impulso di Chiossone l’amministrazione comunale si è mossa sulla scia dell’esperienza consolidata dell’Istituto dei Sordomuti di Ottavio Assarotti, confermando la vocazione al welfare delle élites dirigenti genovesi. Avviandosi verso la conclusione Pasini si sposta sul piano del pensiero e delinea i punti di contatto e le divergenze tra Chiossone e Mazzini scegliendo come riferimento il testo I doveri dell’uomo. Inoltre Chiossone ha fiducia nella medicina e più in generale nella scienza ma sicuramente non ha ancora lo sguardo positivistico che si troverà negli scritti di Paolo Mantegazza.
L’appendice documenta il ventaglio ampio degli interessi del personaggio: l’una dopo l’altra si allineano alcune lettere autografe di Chiossone a vari protagonisti del suo tempo. Seguono alcuni inni e canzoni scritti tra il 1848 e il 1850 in cui si evidenzia l’eccitazione per lo Statuto e per Carlo Alberto di Savoia che lo aveva concesso (“… Alberto ci desta”) e l’avvilimento per la catastrofica conclusione della prima guerra d’indipendenza. In bibliografia sono segnalati tutti gli scritti del personaggio, compresa la sequenza precisa degli articoli pubblicati nelle diverse riviste.
Infine, il volume è integrato da un supporto elettronico che comprende il testo integrale del libro, la commedia Cuore di marinaro del 1857, lettere autografe inedite, documenti amministrativi dell’Archivio storico del Comune di Genova e due inni patriottici cantati dagli Academici Januenses Cantores. In questo itinerario multimediale i “luoghi chiossoniani” sono rievocati in una galleria fotografica in cui il bianco e nero degli scatti di Alfred A. Noack si alterna con i colori luminosi dell’oggi. Il CD-rom realizzato dalla Cooperativa David Chiassone, può essere consultato anche dai lettori ciechi e ipovedenti.
Marina Milan

*recensione già pubblicata in Direonline.it, n. 36, dicembre 2007.
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03 agosto 2011

In libreria

Régis de Sá Moreira
Il libraio
Cagliari, Aisara, 2011, 128 pp.
Descrizione
A migliaia di chilometri dal luogo in cui vi trovate, in un paese, una città, una libreria come tante, vive un libraio un po’ fuori dal comune. Si nutre solo di libri e tisane e, per non abbandonare i suoi libri, tiene aperta la libreria giorno e notte, sette giorni su sette. Si prende cura dei suoi clienti, in particolar modo di quelli che non hanno mai letto un libro, quelli che frugano tra gli scaffali alla ricerca di sé stessi, quelli che cercano risposte spinti da un interrogativo che li perseguita, e delle ragazze affette dalla sindrome da ultima pagina. Eppure il libraio non sa di essere speciale; pensa di essere come tutti gli altri, o, almeno, come tutti gli altri librai.
*segnalato da C.S.

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