Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

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19 settembre 2016

Apocalisse Saddam?


L’Apocalisse Saddam, pubblicato nel 2002, è un pezzo di storia del nostro mondo. Un pezzo di storia del mondo che troppo spesso abbiamo seppellito sotto le macerie dell’indifferenza.
E’ Mimmo Càndito, corrispondente di guerra dai principali teatri di conflitto in Medio Oriente, Asia, Africa e Sud America durante il XX secolo e che ha seguito, tra l'altro, l'invasione sovietica dell'Afghanistan, l'operazione Enduring Freedom del 2002, i bombardamenti del Kosovo nel 1999, la guerra Iran-Iraq e le due guerre del Golfo, che si assume il difficile compito di illustrare la complessa situazione che per lungo tempo si sono trovate a subire le popolazioni arabe del Vicino Oriente.
E decide di farlo durante una congiuntura estremamente delicata per gli equilibri mondiali, ovvero nei mesi successivi all’11 settembre, quando la “tigre di carta” statunitense ha già rimesso in moto il suo enorme apparato bellico invadendo l’Afghanistan (7 ottobre 2001, ndr) e preparandosi a compiere un altro balzo nel vuoto, ovvero l’invasione dell’Iraq, guidato dal despota Saddam Hussein Al Tikriti.
Il presidente americano sospetta che Saddam Hussein possieda armi di distruzione di massa, gas nervini, sarin, tossine di botulino e Saddam in passato dei gas ha fatto largo utilizzo prima contro i curdi all’interno dei confini del suo stesso Stato e poi contro gli iraniani durante la prima guerra del Golfo quando Saddam era sostenuto anche dagli Stati Uniti e dall’intero blocco occidentale. Poco importava se i gas venivano usati contro i “bassiji” ovvero gli uomini-bambini, arruolati dall’esercito iraniano per difendere i confini.
Ma ora il secolo breve è terminato e cosi anche i suoi protagonisti, Khomeini non c’è più, l’Unione Sovietica è crollata, Reagan ha l’Alzheimer (morirà nel 2004, ndr), “è rimasto solo lui, il Raiss, a segnare una continua immutabile, al di là del tempo; forse anche fuori dal tempo”. Ma la nuova attenzione che Bush jr ha imposto al problema iracheno -identificato come fulcro principale dell’Asse del Male - ha finito per risvegliare un’attenzione che era stata travolta dall’evoluzione dei fatti.
L’obiettivo si è nuovamente focalizzato su Baghdad, come ai tempi di Bush Senior, in occasione della prima guerra del Golfo; operazione che terminò dopo solo 42 giorni con le truppe americane fermate mentre marciavano su Baghdad. In quel occasione Saddam e il regime si salvarono, graziati dagli interessi elettorali di Bush Senior che sognava la riconferma nel 1992 e da qualche scrupolo all’interno dell’amministrazione repubblicana nell’evitare un nuovo Vietnam. Tuttavia la ferocia e la crudeltà di Saddam fanno del regime instaurato a Baghdad uno dei peggiori al mondo, i corpi dei nemici vengono restituiti alle famiglie perché si sappia e quella ferocia venga diffusa. Tutti hanno paura di tutti, un quarto della popolazione irachena è nel registro degli informatori del Mukhabarat, la polizia politica del regime.
“Però Saddam è anche altro, il fallimento del sogno di costruire un Risorgimento arabo sfruttando la ricchezza dei petrodollari”. La guerra preventiva che il presidente Bush ha lanciato contro il Raiss mette assieme la battaglia contro il terrorismo, il controllo delle riserve petrolifere, la sperimentazioni di nuove armi e l’unilateralismo che da sempre è una forte tentazione statunitense si confronta con il desiderio del mondo di trovare un equilibrio nuovo dopo la destabilizzazione provocata dall’implosione del comunismo.
In queste pagine Mimmo Càndito ci racconta i piani segreti della guerra e la crisi del nostro tempo e lo fa intrecciando la storia del dispotico Raiss a quella del popolo iracheno, ripercorrendo le folli spartizioni coloniali che avvennero durante i trattati di Versailles e che crearono entità statuali nuove e senza tradizione e narrandoci con il punto di vista cinico e sincero dell’inviato le due “guerre del Golfo”, la prima quella tra Iraq e Iran e la seconda tra USA e Iraq in seguito all’invasione del Kuwait da parte dei secondi. E infine ci prospetta una scenario apocalittico, uno scenario non molto diverso da quello che poi si è realmente verificato. Certo era difficile prevedere Daesh nel 2002 ma la natura aborrisce il vuoto e quando gli Stati Uniti decisero di rimuovere il “loro mostro” avrebbero dovuto tenere conto di quello che poteva essere.
“Saddam ha fatto due guerre disastrose, contro l’Iran (per 8 anni) e contro gli Usa (per 42 giorni). Dice di averle vinte entrambe; forse gli è soltanto sopravvissuto. Ora è il tempo della terza guerra del Golfo; sopravvivere anche a questa gli sarà più difficile”. Quattordici anni dopo si può dire che probabilmente Mimmo Càndito non sbagliava ma naturalmente il giudizio sarà riservato ai posteri e alla storia.
Gianluca Pedemonte

  

Mimmo Càndito
L’Apocalisse Saddam
Baldini & Castoldi, Milano 2002


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