“La vita di un uomo viene sporcata per sempre se finisce su un settimanale”
Nanni Moretti Palombella rossa 1989.
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“Per prima cosa ci vogliono delle basi di esattezza, metodo, concretezza, senso della realtà."(Italo Calvino)
Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).
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“La vita di un uomo viene sporcata per sempre se finisce su un settimanale”
Nanni Moretti Palombella rossa 1989.
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"Una parola, decisamente, domina e illumina i nostri studi: comprendere".
" [...] La nostra classe politica, che in tempi lontani annoverava ottimi parlatori e oratori, tende sempre più ad abbassare il registro, perché pensa di conquistare più facilmente il consenso ponendosi a un livello meno elevato. È la tentazione, strisciante, del populismo. Naturalmente questo implica il degrado anche delle argomentazioni, perché, ai livelli alti, il linguaggio è molto più ricco e duttile. Le conseguenze sono disastrose: da una parte si finisce per ridurre qualunque dibattito a uno scontro fra slogan contrapposti, dall’altra si favorisce la trasformazione di contrasti d’opinione in alterchi, nei quali le passioni, o i preconcetti, annullano il confronto delle idee".
"La storia interessa perché è attuale, non perché è il passato. Il compito degli storici è quello di riattualizzare costantemente il passato, di rinnovare il contenuto della gerla che deve essere portata di generazione in generazione, perché quel passato, che non insegna niente a nessuno, è però fondamentale per sapere chi siamo. Non per avere un insegnamento, ma per sapere chi siamo".
Alberto De Bernardi
- A proposito della storia del giornalismo italiano -
"Fra vent'anni, lo scrivere la storia del giornalismo italiano riuscirà impossibile forse, o di tale difficoltà da spaventare i più coraggiosi. Gli avvenimenti scorrono rapidissimi, la vita giornalistica muta ad ogni tratto, le collezioni di giornali sono rarissime, e i libri che hanno più lunga vita dei diari, poco si curano - o lo fanno solo in modo assai incompleto - di dare un'idea della parte avuta dal giornalismo nei nostri rivolgimenti. Perché non tentarlo adesso? Molti ignorano che i nostri più illustri uomini di governo cominciarono la loro carriera nel giornalismo. Molti altri dimenticano che in Italia il giornalismo ebbe il merito di provocare la rivoluzione, invece di esserne l'effetto. Perché non dovremmo ricordarlo noi, con giusta alterezza, e farlo ricordare?"
Strenna Album 1881 della Associazione della Stampa Periodica in Italia, Roma, 1881, pp. 296-297.
* il volume (disponibile nel Web) contiene numerose infografiche meritevoli di attenzione.
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"Poiché, ancor più diffidente del lettore dei Paesi democratici è naturalmente quello dei paesi dittatoriali. Mentre il lettore generalmente diffida del “troppo” della notizia, quello italiano cerca dietro il “troppo poco” ancora uno spazio nascosto. Egli cerca “tra le righe”. La lettura del giornale diventa un’attività molto faticosa. Alla mia domanda ad amici che leggono il giornale: “Cosa c’è scritto?”, arrivava quasi regolarmente la risposta: “Chieda piuttosto cosa non c’è scritto!”
Joseph Roth
Joseph Roth, La quarta Italia, Roma, Castelvecchi 2013 (reportage del 1928 pubblicato sul quotidiano "Frankfurter Zeitung").
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"Su Internet vince chi sa donare."
- Franco Carlini
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"La bellezza sfavillante della rete sta proprio nella sua allusione incessante, irrinunciabile, alla realizzabilità di ciò che non si credeva possibile. L’opportunità si può cogliere coltivando una nuova immaginazione".
Luca De Biase
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"Non sappiamo più riconoscere le cose feroci."
Zerocalcare, 2017.