Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

_________________

Scorrendo questa pagina o cliccando un qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie presenti nel sito.



12 ottobre 2011

Quando si ha sete di informazione...

Il primo giorno di lezione la Professoressa Milan, senza un minimo cenno d’incertezza, ci disse che in ogni luogo e ogni epoca, l’informazione ha sempre vinto e continua a vincere. Chi vuole divulgare una qualunque notizia, in un modo o nell’altro, supera, da sempre, ogni sorta di censura.
Improvvisamente la mia fiducia nei confronti del Giornalismo, quello con la G maiuscola, riprese vigore, anche se, confesso, una certa diffidenza nei confronti di una dilagante “mala informazione”, continuava a lasciarmi in dubbio a riguardo.
Pochi giorni dopo leggo sui giornali che il Governo sta cercando un’altra volta di imbavagliare la Stampa (anch’essa degna di maiuscola) ed ecco che lo sconforto torna prepotentemente.
In questa altalena di stati d’animo ieri mi ha salvata la notizia che Santoro è riuscito a raccogliere la bellezza di 210 mila euro (contando solo i versamenti paypal), nel giro di 48 ore dal lancio della raccolta fondi per il suo nuovo programma Comizi d’amore.
Subito ho pensato “questa è democrazia”: il popolo che si autofinanzia i programmi che desidera vedere. Altro che partecipazione attiva, qui siamo ad un passo dalla rivoluzione contro il bavaglio!
Questo moto di ottimismo mi ha riportata all’esperienza del 2010 di Rai per una notte: 50 mila cittadini che con un contributo di 2.50 euro a testa danno vita ad un programma che, solo in diretta, ha registrato il 13% di share, senza essere trasmesso nelle reti “tradizionali”. Per non parlare del numero di persone che lo hanno rivisto nelle successive 48 ore: un vero successo!
Ora, non voglio santificare Santoro (mi si perdoni il facile gioco di allitterazione), prima di vedere di che pasta è fatto il suo nuovo programma, ma desidero, questo sì, sottolineare un fatto: gli italiani hanno sete d’informazione e sono disposti a pagare 10 euro a testa, se non di più, per dissetarsi.
Dati i fatti, mi tocca essere completamente d’accordo con la frase che ci ha imposto la prof. il primo giorno: l’informazione vince sempre. Così penso ad Enzo Biagi che, dopo l’assurda censura che subì dalla Rai per mezzo dell’allora ed attuale Presidente del Consiglio, uscì nelle librerie con un saggio dal titolo provocatorio “Quello che non si doveva dire”, nel quale vennero raccolte le inchieste che il maestro del giornalismo fece ugualmente con la sua equipe e che non furono mai mandate in onda. Già, chissà cos’è che non si poteva dire.
Spingendoci oltre i libri, adesso gli imbavagliatori devono fare i conti con i nuovi mezzi di comunicazione, sempre più alla portata di tutti e molto più veloci di una qualsiasi legge proibizionista. La vera informazione adesso è sul web e, se attraverso Facebook i nordafricani sono riusciti a ribaltare i loro longevi regimi dittatoriali, si potrà mai pensare che in un Paese come il nostro la Stampa si debba fermare davanti ad un Decreto Legge?
Marta Farruggia
____

1 commento:

Stefano Ciccone ha detto...

Bell'articolo.....la penso come te, stando molto attenti ai social network che possono però essere un'arma a doppio taglio...Ps: voglio però vedere come utilizzerà questi soldi Santoro, un uccellino mi ha detto che le scenografie e l'allestimento ad esempio non valgono minimamente quei soldi....vedremo : )

Stefano Ciccone

Archivio blog

Copyright

Questo blog non può considerarsi un prodotto editoriale, ai sensi della legge n. 62/2001. Chi desidera riprodurre i testi qui pubblicati dovrà ricordarsi di segnalare la fonte con un link, nel pieno rispetto delle norme sul copyright.