Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

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17 maggio 2012

L'incontro tra Letteratura e Arte

Professione: giornalista di cronaca nera.
Stato d’animo: dello stesso colore della cronaca.
Una carta d’identità inusuale ma che descrive in modo netto i tratti principali della personalità di Mara, la protagonista del libro La distanza necessaria scritto da Emilia Marasco, docente di Storia dell’Arte Contemporanea e di Scrittura Creativa all’Accademia Ligustica di Belle Arti.
A dispetto di quanto è stato detto, il vero protagonista della storia non è un personaggio, e dunque non è propriamente Mara.
Vero centro del libro è un quadro. Christina’s world è forse il dipinto più famoso del celebre pittore americano Andrew Wyeth.
Quante volte un quadro rapisce la nostra attenzione più di altri, magari molto più belli ma che non hanno quella strana magia capace di catturare l’attenzione? Mara subisce il fascino di quella tela, vista per caso ad una mostra alla quale sino all’ultimo aveva avuto poca voglia di andare. Sarà l’amico pittore a convincerla e a donarle senza volere (o forse sì) il regalo più bello che Mara potesse ricevere: il tempo per trovare sé stessa.
Completamente rapita da quell’immagine che non vuole svanire davanti ai suoi occhi, Mara decide di approfondire la storia di quella giovane ragazza dipinta mentre, seduta su un prato, sembra tendere con tutte le forze verso la casa di fronte. Inizia, così, un duplice viaggio fisico e mentale. Mara si dirige nel Maine dove decide di restare per una anno intero, per rivivere la storia di Christina, soggetto del quadro, e capire cosa rappresentassero in realtà quel luogo e quella casa, riprodotti dal pittore.
Cosa si cela dietro quell’immagine? Mara riuscirà a trovare il pittore? Ma soprattutto, Mara, troverà sé stessa? Tanti interrogativi a cui l’autrice risponde, in un susseguirsi di capitoli strutturati, a loro volta, come piccoli quadri.
Emilia Marasco riesce a mostrarci il Maine, le persone del posto e le sensazioni con gli occhi della protagonista. Come se anche noi potessimo immergerci nelle pagine del libro, quasi come Mara è “entrata” nel quadro. La distanza necessaria a Mara per guardare il quadro sarà la stessa che le servirà a guardare la vita. Una distanza che per noi lettori nei confronti della storia, si riduce pagina dopo pagina.
Sara Azza

Emilia Marasco
La distanza necessaria
Genova, Il Canneto, 2012, 142 p.

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