Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

_________________

Scorrendo questa pagina o cliccando un qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie presenti nel sito.



03 settembre 2015

Strumenti per lo studio dei media



Giuseppe Tipaldo, ricercatore e docente universitario di Sociologia dell’informazione e della comunicazione e di Metodi di analisi del contenuto presso l’Università di Torino, nel volume  L’analisi del contenuto e i mass media si propone di presentare l’influenza che l’analisi del contenuto ha apportato sugli studi delle comunicazioni.
L’analisi del contenuto ha contribuito in maniera determinante alla descrizione dei fenomeni sociali e culturali da un punto di vista pratico piuttosto che teorico e astratto. Il volume presenta una rassegna delle principali tecniche di analisi del contenuto con una particolare attenzione per le potenzialità applicative insite nell’analisi del contenuto che si rilevano estremamente utili per gli studi inerenti i mass media. Il libro è rivolto in particolare agli studenti, ai ricercatori e ai professionisti della comunicazione e della ricerca sociale.
Tipaldo divide il manuale in due parti distinte: la prima dedicata alla discussione dell’analisi del contenuto nell’ambito della ricerca sociale in termini più generici, la seconda incentrata sulla realizzazione concreta dell’analisi del contenuto nel campo dei mass media.
Iniziando la lettura del manuale sorge spontaneo interrogarsi sul significato del termine “analisi del contenuto”. Le pagine del volume mettono in luce quanto sia complesso individuare una definizione univoca del termine. La pluralità di approcci e definizioni sembrano collocare l’analisi del contenuto in una dimensione fortemente multidisciplinare comprendente la sociologia, la psicologia sociale, la linguistica, la semiotica e la statistica. Analisi del contenuto diventa un “termine-ombrello” che tenta di racchiudere un’intricata matassa di pratiche, approcci e tecniche.
Tipaldo riporta in particolare una classificazione delle definizioni dell’analisi del contenuto realizzata da Klaus Krippendorff in base alla posizione assunta dal contenuto dei testi. L’autore distingue le definizioni in tre principali classi: nella prima il contenuto si configura come una componente interna in un testo, nella seconda il contenuto è una proprietà della fonte di un testo, infine l’ultima tipologia considera il contenuto un dato emergente nel processo di analisi di un testo in relazione a uno specifico contesto.
Tra le definizioni riportate da Tipaldo, estremamente chiara ed efficace risulta essere quella fornita da Franco Rositi secondo il quale l’analisi del contenuto è “l’insieme di metodi orientati al controllo di determinate ipotesi su fatti di comunicazione (emittenti, messaggi, destinatari e le loro relazioni) e che a tale scopo utilizzano procedure di scomposizione analitica e di classificazione, normalmente a destinazione statistica di testi e di altri insiemi simbolici” (Livolsi e Rositi 1988, 66). 
L'analisi del contenuto è quindi una tecnica di ricerca capace di descrivere in modo sistematico e quantitativo il contenuto di una comunicazione. Tre sono gli attori che entrano in gioco in tale analisi: emittente-produttore del testo, il suo destinatario-lettore e l’analista. È proprio quest’ultima figura che ha la funzione di individuare i significati da ascrivere al contenuto che sembrerebbero corrispondere alle interazioni tra le intenzioni degli autori della comunicazione e la ricezione effettiva da parte del pubblico. 
Per definire i contorni di questo intricato ambito di studio, l’autore affronta la discussione attorno alle metodologie di analisi, ai requisiti dell’analisi del contenuto dei testi e alla classificazione delle principali tecniche dell’analisi del contenuto. Inoltre l’autore si concentra in modo particolare sull’analisi del contenuto automatica dei testi: introdotta a seguito della recente diffusione dei testi digitali, tale analisi apre la possibilità di catalogare su supporto elettronico documenti dalle dimensioni  sempre più grandi per i quali risulta impraticabile l’analisi del contenuto svolta a mano. 
È da sottolineare come il manuale non si limiti a una mera presentazione degli studi e delle ricerche già elaborati ma proponga nuove metodologie di lavoro spiegandone il funzionamento. 
Il volume fornisce così al lettore formule e metodi finalizzati al lavoro sul testo configurandosi in tal modo come una guida nel complesso svolgimento delle diverse metodologie di analisi del contenuto nelle quali la statistica svolge un ruolo fondamentale.
L’autore riflette poi sull’utilità dell’analisi del contenuto, con uno specifico riguardo per l’ambito dei media. L’analisi del contenuto è di particolare importanza in questo settore in quanto gli individui passano la maggior parte del proprio tempo a contatto con i mass media, davanti a un PC o uno schermo televisivo.
È  proprio la seconda parte del manuale a concentrarsi sull’ambito dei mass media. Innovativa e interessante, soprattutto per coloro che si occupano di comunicazione e media, tale sezione prende in esame l’analisi del contenuto applicata ai mass media. Allo scopo di rendere maggiormente comprensibili le teorie esposte, Tipaldo realizza una raccolta di analisi del contenuto dei mass media tratti da casi di ricerca realmente realizzati.
Tale raccolta è organizzata in tre classi: l’analisi del contenuto dei giornali, della televisione e del web. In tal modo viene ripercorsa la storia dei mezzi di comunicazione di massa partendo proprio dalla stampa. 
L’analisi del contenuto di un giornale diventa uno strumento di ricerca finalizzato alla ricostruzione  delle cornici interpretative di un tema e all’individuazione delle strategie comunicative instaurate fra gli attori della sfera pubblica mediatizzata: mass media, pubblico e sistema politico.
L’articolo di giornale viene pensato come un oggetto complesso ottenuto dall’insieme di due artefatti concettuali: uno su un piano formale-espressivo, l’altro  di contenuto. 
Tipaldo passa poi all’analisi dell’ambito televisivo e del web riportando una serie di studi effettuati da specialisti del settore. L’autore evidenzia la complessità di internet che rappresenta una difficile sfida per l’analisi del contenuto. Per orientarsi in un settore così ampio risulta necessario selezionare un’area specifica e pertanto Tipaldo si concentra sui social network. Tale scelta deriva dal fatto che quest’ambito gioca attualmente un ruolo crescente sull’organizzazione sociale. In particolare il manuale si concentra sullo studio di Twitter, uno dei patrimoni informativi più ricchi  per gli addetti del settore dell’analisi del contenuto.
In ultima istanza viene affrontato il tema riguardante le forti critiche mosse dagli studiosi  in merito all’analisi del contenuto. Tali critiche si concentrano su svariate lacune metodologiche rilevate nella disciplina. L’autore evidenzia come nell’analisi del contenuto sia necessaria la presenza di alcuni criteri quali il criterio dell’attendibilità, ovvero la replicabilità dei risultati di ricerca, e il criterio della validità, ovvero la capacità di riflettere il concetto teorico.
In tutto il manuale l’attenzione di Tipaldo è continuamente rivolta alla funzionalità dell’analisi del contenuto che si rivela un efficace strumento di misurazione di concetti non direttamente osservabili. Concetti astratti vengono collegati a indicatori empirici. Il volume tocca molteplici aspetti  dell’argomento in analisi, accompagnando coloro che voglio approfondire il tema a piccoli passi. Passando dalla carta stampata, alla TV e a Twitter, il manuale risulta essere una moderna e completa guida per le ricerche nel campo dei media. Il volume è pensato per studiosi e addetti al settore trasformandosi in uno strumento attivo per le eventuali ricerche future. Sicuramente è una lettura a fini didattici piuttosto che d’intrattenimento. Pagina dopo pagina emerge la complessità degli argomenti presi in esame. È pertanto necessario un profondo impegno per la sua comprensione. Responsabile di tale difficoltà è sicuramente la complessità del tema trattato.
Con quest’opera Tipaldo quindi oltre a fornire uno strumento attivo per gli studiosi permette anche ai non addetti al settori di potersi avvicinare a una materia così intricata ma al contempo utile, innovativa e interessante.     
Virginia Grozio 
  
Giuseppe Tipaldo
L’analisi del contenuto e i mass media
Il Mulino, Bologna, 2014, pp. 216.

___

Nessun commento:

Archivio blog

Copyright

Questo blog non può considerarsi un prodotto editoriale, ai sensi della legge n. 62/2001. Chi desidera riprodurre i testi qui pubblicati dovrà ricordarsi di segnalare la fonte con un link, nel pieno rispetto delle norme sul copyright.