Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

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30 giugno 2018

In libreria

Angela Terzani Staude
Diverso da tutti e da nessuno
Tiziano Terzani sul campo nella testimonianza di amici e colleghi

TEA, Milano, 2017, pp. 258.

Descrizione 
Mentre non accennano a sbiadire, nella memoria di chi lo ha amato, le immagini di Tiziano Terzani vestito di bianco che parla della pace, della vita e della morte, più lontana si fa nel tempo la sua figura di reporter, di grande protagonista di una stagione irripetibile del giornalismo. Questo libro ce la riporta davanti agli occhi con magnifica evidenza, quella figura, con la sua vitalità dirompente, il suo rigore professionale, la sua curiosità fenomenale, la sua travolgente risata. Ognuno degli amici e dei colleghi che da tutto il mondo hanno risposto generosamente all’invito di Angela Terzani contribuisce qui – con un flash, con un ricordo più meditato, con qualche prezioso documento, anche inedito – a comporre il ritratto irresistibile di un instancabile cacciatore di storie e di verità. E sono sufficienti soltanto alcuni dei titoli delle testimonianze raccolte in questo volume per capire l’atmosfera che vi si respira: Monsieur Moustache, Viaggiare per il mondo alla ricerca della verità, Da dove arriva, questo?, Partito senza lasciare indirizzo, Il gigante, Con i piedi più che mai piantati nella vita, L’approvato dal cielo… Completa il volume una ricca sezione di «documenti», con alcune lettere, uno scritto di Saskia Terzani e il Dialogo con il Vecchio di Folco Terzani, dedicato alla mitica figura che Terzani raccontò in Un altro giro di giostra.

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28 giugno 2018

Genova in libreria

Alberto Giordano - Mirella Pasini
I ciechi dai ghetti ai diritti
L'Istituto David Chiossone dal 1868 al 2018

Il Mulino, Bologna, 2018, pp. 280.

Descrizione
Fondato nel 1868, pochi anni dopo l’Unità d’Italia, l’Istituto Chiossone di Genova per i ciechi e gli ipovedenti celebra il suo centocinquantenario. Basato su una puntuale ricerca documentaria, questo volume ne ricostruisce il percorso, nel suo evolversi insieme con la storia sociale, urbanistica e amministrativa della città. In un continuo confronto tra storia locale e storia nazionale, gli autori seguono le metamorfosi di un’istituzione ispirata alla scienza e alla solidarietà, secondo i principi di David Chiossone, fondatore dell’Istituto e protagonista della vita letteraria, scientifica e politica del Risorgimento. Da collegio per giovani non vedenti ad asilo-ricovero per i «poveri ciechi» di fine Ottocento, da istituto inserito nel sistema assistenziale nel ventennio fascista alla crisi degli anni della contestazione, fino alla rinascita come centro polifunzionale, scientifico e assistenziale, della riabilitazione, le vicende del Chiossone esemplificano le trasformazioni delle istituzioni assistenziali dalla filantropia alla beneficenza, dall’assistenza statale alla stagione dei diritti.
Alberto Giordano insegna Storia delle dottrine politiche e Storia dell’opinione pubblica all’Università di Genova. È membro della Commissione per l’edizione nazionale degli scritti di Luigi Einaudi. Tra le sue ultime pubblicazioni, i volumi Le regole del buongoverno (2016) e Il primato della politica (2018). Mirella Pasini insegna Antropologia filosofica ed Etica della comunicazione all’Università di Genova. Ha coordinato ricerche nazionali e internazionali nell’ambito dell’etica pubblica e sociale. Alla figura di David Chiossone ha dedicato il volume La mente e il cuore. David Chiossone e l’etica sociale dell’Italia unita (2007).

*link all' Indice  del libro.
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26 giugno 2018

In libreria

Gabriele Turi
Libri e lettori nell’Italia repubblicana
Carocci, Roma, 2018. pp. 156.

Descrizione
Il mondo dell’editoria conosce ovunque, all’inizio del XXI secolo, un processo di concentrazione e di forte concorrenza internazionale. L’Italia non fa eccezione, come dimostra l’acquisto di RCS Libri da parte di Mondadori nel 2016, ma ha alcune caratteristiche che risalgono al periodo preunitario: marcate specificità regionali, ampia presenza di editori piccoli e medi, grande difficoltà nel creare “lettori”, il cui numero rimane molto al di sotto di quello di altri paesi europei e ancora oggi ammonta a meno della metà della popolazione rispetto ai due terzi in Francia e in Germania. Gabriele Turi racconta la storia dell’editoria nell’Italia repubblicana rifiutando modelli di tipo sociologico, spesso astratti o generalizzanti, ma considerandone tutti gli aspetti in rapporto all’evoluzione della società, e mette in dubbio che dalla concentrazione derivi una inevitabile omologazione dei linguaggi.
Indice
Premessa 
1. Le speranze e la realtà - 
Gli editori possono rinnovare l’Italia/Il sistema editoriale 
2. Produzione e lettori: una geografia  - Centri editoriali/Lettori e non lettori 
3. Appartenenze  - «La libreria è un tempio; il libraio un predicatore»/Voci di sinistra, e di destra 
4. Editoria di cultura  - Intellettuali e progetti/Realizzazioni 
5. Da bambini a studenti  - Letteratura per l’infanzia e per i ragazzi/A scuola 
6. Espansione  - Differenze interne/Letteratura di consumo 
7. Crisi e concentrazioni - Mercato di massa/Omologazione? 
Indice dei nomi



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21 giugno 2018

In libreria

Ruben Razzante (a cura di)
L'informazione che vorrei. La Rete, le sfide attuali, le priorità future
Franco Angeli, Milano, 2018, pp. 132.

Descrizione
Conoscenza vuol dire potere. I colossi della Rete l'hanno capito e, con la forza di un algoritmo insondabile, orientano la nostra selezione delle informazioni e indirizzano le nostre scelte in ogni campo. Manipolazioni, distorsioni e prevaricazioni sono dietro l'angolo, se i decisori istituzionali e gli addetti ai lavori non intervengono per disinnescare le insidie del web e assicurare a tutti gli utenti un'efficace tutela dei diritti. Ecco una fotografia dello stato dell'arte e un'agenda delle cose da fare per ripensare e rilanciare l'informazione professionale e per riequilibrare la filiera di internet. Sfuggire all'"algocrazia" e inaugurare un nuovo "umanesimo digitale" fondato su un equilibrio dialettico tra libertà e responsabilità. Col
concorso di tutti, dai legislatori agli operatori del settore (produttori, aggregatori, diffusori e fruitori di informazioni), il traguardo è a portata di mano. L'Italia e l'Europa stanno vivendo cambiamenti epocali per il futuro dell'informazione digitale e della produzione e diffusione dei contenuti in Rete. Occorrono scelte coraggiose e politiche illuminate che possano coinvolgere attivamente tutti gli attori in campo e assicurare la crescita sociale ed economica del mondo dei media e un corretto funzionamento della web democrazia, nell'interesse degli utenti.  I saggi contenuti in questo volume affrontano le criticità attuali, delineano le priorità dei prossimi anni e intendono offrire stimoli e soluzioni ai decisori istituzionali, al management delle imprese editoriali e alle categorie professionali coinvolte, ma anche chiavi di lettura ai cittadini, affinché possano sentirsi parti in causa nei processi di radicale trasformazione che interessano il mondo dell'informazione, soprattutto in Rete.  "L'informazione che vorrei" intende essere una sorta di manifesto programmatico per la prossima legislatura, che spieghi a un pubblico generalista, dal punto di vista degli addetti ai lavori (authority, motori di ricerca, editori, giornalisti, professionisti della comunicazione, manager del settore, esperti), quali saranno gli impegni che Parlamento e Governo dovranno prendere in questi ambiti e quali saranno le sfide più impegnative e avvincenti che attendono l'Europa multimediale e digitalizzata.
Indice
Ruben Razzante, Introduzione. Informazione, democrazia della Rete e ruolo
della politica

 Marcello Cardani, Il futuro dell'informazione digitale e della produzione e
diffusione di contenuti

Elio Catania, Il digitale, una sfida per la leadership, un'opportunità per l'Unione europea
 Maurizio Costa, L'informazione che verrà. Anzi no, è già qui
 Carlo D'Asaro Biondo, Riflessioni sul futuro dell'ecosistema (digitale) dell'informazione
Pasquale D'Innella Capano, Media monitoring, tecnologie e nuovi diritti per
la editoria del nuovo secolo

 Luciano Fontana, Qualità dell'informazione, qualità della democrazia
Giovanni Pitruzzella, Come internet cambia l'assetto dell'informazione
Lorenzo Sassoli de Bianchi, Ripensare la filiera e gestire al meglio le piattaforme digitali
 Franco Siddi, Radio e televisione: un patrimonio per lo sviluppo dell'Agenda digitale
 Antonello Soro, I nuovi orizzonti della protezione dati
 Carlo Verna, Informazione di qualità e deontologia dei giornalisti
Ruben Razzante, Conclusioni. Le cose da fare, le sfide da vincere, le virtù
e le regole.
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07 giugno 2018

In libreria


Renato Butera e Paola Springhetti (a cura di), 
È la verità che fa liberi
Dalle fake news al giornalismo di pace per una informazione responsabile, 
LAS edizioni, Roma, 2018, pp. 324. 
Descrizione
Mai come prima il messaggio del Papa per Giornata Mondiale della Comunicazio­ne sociale appare così urgente e aderente alla situazione che sta vivendo la comu­nità umana. L’avvento di Internet e dei media sociali ha “cambiato” il modo di fare informazione e di usare i big-data per il controllo degli utenti della rete. Per di più, la sovrabbondanza delle informazioni ha reso più difficile identificare la qualità delle notizie e spinto verso un confronto in cui sospetto e acredine stimolano il meccanismo del fascino e della accettazione o al contrario del rigetto apriori. Tempestività e istantaneità della pubblicazione hanno inficiato il dovere della ve­rifica soprattutto per chi pubblica, ma anche per chi legge. Il fruitore stesso, lettore o spettatore che sia, si trova a volte di fronte alla sospensione del giudizio sulle informazioni ricevute rischiando di cadere nel paradosso della credibilità: le noti­zie cioè sono valutate incredibili, ma probabili o possibili. In questo clima prolifi­cano le notizie false o menzognere il cui obiettivo è quello di creare distorsione della verità e conseguente disinformazione, e reconditamente di montare il so­spetto, il complotto, la violenza verbale e il conflitto. Perciò l’appello alla “respon­sabilità personale di ciascuno nella comunicazione della verità” appare più che mai opportuno. Solo la veridicità delle notizie può contribuire a un giornalismo di pace, non “buonista”, ma a servizio dell’interesse di tutti poiché genera fiducia e apre “vie di comunione e di pace”. Accogliendo la sfida proposta dal messaggio del Papa, la Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale dell’UPS ancora una volta propone il contributo di docenti e specialisti dell’ambito su un tema di tale attualità convinti che informare, come afferma Papa Francesco, è “avere a che fare con la vita delle persone”.
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05 giugno 2018

In libreria

Pierre Bourdieu
Un’arte media. Saggio sugli usi sociali della fotografia 

a cura di Milly Buonanno, 
Meltemi editore, Milano, 2018, pp. 372.
Descrizione 

Nell’età del selfie e della compulsione a scattare e inviare immagini, questo classico di Pierre Bourdieu sugli usi sociali della fotografia assume un’importanza particolare. Si tratta, infatti, del primo tentativo di elaborare una sociologia delle pratiche legate alla fotografia, nella loro accezione più ampia, da quelle professionali o artistiche a quelle documentarie, passando per quelle turistiche o legate alla semplice volontà di immortalare un attimo o un evento.
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