Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

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22 gennaio 2012

Concordiamo l’accaduto

Cosa è accaduto realmente nella nave Costa Concordia? Alle ore 21.42 del 13 gennaio c’è stata la collisione, avvenuta in seguito ad una manovra azzardata (finalizzata a fare il saluto con “l’inchino”). Manovra che a sentir Schettino fu effettuata da lui già altre volte in passato. Alle 22.05 la nave comunica il black out ma non la collisione con gli scogli e l’acqua imbarcata. Solo alle 22.58 Schettino ordina di abbandonare la nave. Una delle domande che sorgono spontanee è per quale motivo siano trascorsi ben 53 minuti tra l’urto e l’ordine di Schettino. Ordine seguito diligentemente dallo stesso Comandante, il quale ha abbandonato per primo il transatlantico e ha tentato di discolparsi affermando di essere caduto nella scialuppa di salvataggio insieme agli altri ufficiali (evidentemente anch’essi scivolati sbadatamente nella scialuppa con lui). I primi passeggeri vengono portati in salvo sulle scialuppe alle 23.15 (ben un’ora e un quarto dalla collisione) e Schettino non risale sulla nave nemmeno in seguito alle esortazioni del Comandante della Capitaneria di Livorno, De Falco. Tante, troppe, le domande che sorgono e poche sono le risposte credibili. Credibilità è infatti una parola che si incontra sovente stampata sui giornali esteri per descrivere gli accadimenti della tragedia della Costa Concordia. Ad affondare insieme alla nave non è dunque il Capitano, ma la credibilità degli italiani. Presto il numero delle vittime e le vite dei familiari andate in pezzi verrà dimenticato, perché in quest’epoca del presente lo stesso presente diventa passato troppo in fretta e la memoria brucia e si disperde nel nulla. Le fasi che attraversiamo sono: stupore, indignazione, rabbia e rassegnazione. Cerchiamo una vendetta imminente (che non ricade quasi mai su nessuno in realtà perché la maggior parte dei reati finisce in prescrizione), ma i problemi che stanno a monte rimangono dove sono. La soluzione migliore sarebbe quella di porre (e attuare) sanzioni severe per chi viola i regolamenti e non solo; anche per coloro che, complici, non denunciano la trasgressione di tali regole. Ma leggendo le righe soprastanti la maggior parte dei lettori penserà: «Si, vabbè, ma siamo in Italia, ognuno fa ciò che vuole», ed ecco manifestarsi l’ultimo stadio di cui parlavo poc’anzi: la rassegnazione che ci pervade. Questo è però l’atteggiamento che alimenta gli errori e l’imperizia. Concordiamo allora almeno su questo punto: sulla necessità cioè di non dimenticarci della tragedia della Costa Concordia non appena questa verrà rimossa dagli scogli dell’Isola del Giglio.

Silvia Civano

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