Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

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27 giugno 2013

Il mondo trasparente di WikiLeaks

Fabio Chiusi è un giornalista e blogger. È redattore per Lettera43 e scrive di politica, social networking e critica della disinformazione sul blog il Nichilista.  Da qui il suo sicuro interesse per la vicenda di WikiLeaks, “l’organizzazione che ha cambiato per sempre il rapporto tra internet, informazione e potere”.
Melbourne, in una stanza coi muri ricoperti di formule e diagrammi di flusso, Julian Assange trascorre le sue notti davanti al monitor di un computer, deciso a rinunciare per sempre alla vita da programmatore per mettere in piedi la più grande media organization, come l’ha definita lui stesso, che ha fatto della trasparenza assoluta la propria ragion d’essere.
È questa l’immagine del numero uno di WikiLeaks che Fabio Chiusi propone al lettore di Nessun segreto. Il libro ripercorre la vita di Assange dall’adolescenza fino all’apice del successo mediatico, passando attraverso le accuse di stupro e molestie sessuali a suo carico e agli anni da hacker, che segnano il vero punto di partenza per la nascita di WikiLeaks.
L’autore riesce con un linguaggio preciso ed una scrittura dinamica a catturare l’attenzione di chi legge attraverso il racconto di guerre, trame segrete e ingiustizie economiche, il lettore viene così catapultato in uno scenario degno di un libro sullo spionaggio intriso di congiure, scandali e ricatti.
Il senso del libro è quello di esaminare in profondità un nuovo modo di fare informazione grazie alla comparsa di internet e di analizzare in maniera efficace un nuovo modello di giornalismo, basato sulla pubblicazione in rete di materiali coperti da segreto, ma di interesse pubblico. A qualcuno tutto questo potrà certamente non piacere, ma non si può negare che abbia mostrato la propria forza ed efficacia.
A partire dal 2006 l’organizzazione di Assange ha scatenato una vera e propria cyber guerra culminata nel 2010 con pubblicazione del video Collateral Murder. Pubblicando centinaia di migliaia di documenti sul conflitto in Iraq, su quello in Afghanistan e sulla diplomazia statunitense WikiLeaks ha mostrato la facilità con cui è possibile trafugare documenti segreti, mettendo in imbarazzo i governi di tutto il mondo, Stati Uniti in testa, ed attirando per questo su di sé pesanti critiche e minacce. Sempre nel 2010, con la diffusione del Cablegate, l’organizzazione si ritrova in mano oltre 250.000 documenti classificati come sensibili e segreti pronti per la pubblicazione. Da questo momento in poi il sito internet viene messo sotto attacco, si cerca di farlo sparire dalla rete e lo stesso Assange viene marchiato come un pericolo per la sicurezza nazionale da parte del governo americano.
Come ha fatto WikiLeaks a diventare in pochi anni una minaccia tanto osteggiata in quasi tutto il mondo? Il modus operandi è sempre lo stesso: i comuni cittadini, i whistleblower, gli “anon” inviano dei file contenenti documenti sensibili, che vengono successivamente pubblicati sul sito internet dell’organizzazione senza alcuna modifica o censura, in nome del diritto alla libertà di espressione. Sono dunque gli stessi utenti, trasformati per l’occasione in lettori e redattori, a dettare la “linea editoriale”  di WikiLeaks.
Il giornalismo scientifico di Assange, basato su fatti verificabili, è riuscito grazie all’utilizzo di internet a catturare l’attenzione di ognuno di noi, lo ha fatto in modo nuovo e senza dubbio discutibile, ma mettendo a segno più scoop di tutti i media messi insieme.
Le azioni di Assange hanno costretto il mondo intero ad interrogarsi sul rapporto tra informazione e potere nell’era digitale, la rivoluzione fondata sui principi dell’hacking, del giornalismo investigativo e dell’attivismo porta con sé l’utopia, tanto a cuore ad Assange,  di un mondo senza segreti, ma la nostra società è davvero pronta ad adottare la regola della libera stampa e della trasparenza? L’interrogativo, anche alla luce dei nuovi scandali che vedono come protagonista il governo americano, rimane tuttora aperto.
Diletta Gabetti Costa

 
Fabio Chiusi
Nessun segreto. Guida minima a WikiLeaks, l’organizzazione che ha cambiato per sempre il rapporto tra internet, informazione e potere.
Milano, Mimesis, 2010, 188 pp.
 
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