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30 novembre 2019
In libreria
Laura Guglielmi
Le incredibili curiosità di Genova
Uno sguardo su più di mille anni di storia della Superba
Newton Compton, Roma, 2019, pp. 256.
Descrizione
Genova, la Superba. Un volo d'uccello su più di mille anni di storia, che racconta tra le altre cose le imprese di Guglielmo Embriaco in Terra Santa, la famosa congiura dei Fieschi, non dimenticando Balilla e la rivolta antiaustriaca del 1746, il Risorgimento e il ruolo di Mazzini, nonché la lotta partigiana. Una città che ha sparso la sua cultura prima nelle colonie del Mediterraneo, poi nelle Americhe con i suoi emigrati. Scrittori, poeti, artisti e viaggiatori, Genova è stata meta per centinaia di anni delle menti migliori che hanno lasciato tante testimonianze sulla città. E poi i suoi cibi, dal mitico pesto alla cima. Senza dimenticare i cantautori e i comici. Uno sguardo curioso che si allarga anche al Golfo del Tigullio e ai monti che la cingono. Tra i fatti più sconosciuti: il Mar Nero nel Trecento era chiamato Lago Genovese e la Lanterna, simbolo della città, è il faro più alto del Mediterraneo.
Indice del libro
Come i genovesi hanno venduto san Giorgio e il suo drago agli inglesi
Quando il veneziano Marco Polo scrisse Il milione nelle prigioni genovesi
Galata, la colonia genovese di Istanbul e l’impero commerciale della repubblica
La Lanterna, il faro più alto del Mediterraneo
Cristoforo Colombo: colonizzatore o eroe?
Andrea Doria e il gatto corsaro Dragut
La famosa ospitalità genovese: i palazzi dei Rolli, patrimonio dell’UNESCO
Perché i pittori fiamminghi Rubens e Van Dyck sono a Genova?
Il gioco del lotto è nato a Genova, una diavoleria che risale all’ammiraglio Andrea Doria
I camalli e un mondo che non c’è più
Eugenio Montale, il ragioniere che vinse il Nobel
Una bomba inesplosa nella cattedrale di san Lorenzo
25 aprile 1945: Genova si libera da sola.
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29 novembre 2019
In libreria
Daniele Biacchessi
Radio on. I ragazzi che fecero l'impresa delle radio libere
Jaca Book, Milano, 2019, pp. 288.
Descrizione
Radio On è la storia straordinaria e inedita dei ragazzi che fecero la grande impresa: trasformare le prime radio libere in aziende vere e proprie. Dalle prime sperimentazioni piratesche della prima metà degli anni Settanta alla riforma Rai (la prima legge n.103 del 14 aprile 1975 che introduce nuove norme in materia di diffusione radiotelevisiva in Italia), fino alla sentenza della Corte costituzionale del 1976 che dichiara il monopolio Rai ancora legittimo per quanto riguarda le trasmissioni nazionali, ma afferma il principio della libertà d’impresa radiotelevisiva a livello locale. Si tratta di una storia che attraversa la grande Storia italiana, narrata dall’interno delle radio private. L’autore è stato infatti uno di quei ragazzi che alla metà dei Settanta ruppero il monopolio e costruirono negli anni ciò che ascoltiamo oggi: dalle prime cassette ai registratori a bobina, dai primi computer arcaici fino ai gioielli delle nuove tecnologie di oggi.
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23 novembre 2019
In libreria
Marco Imarisio
Le strade parlano. Una storia d'Italia scritta sui muri,
Rizzoli, Milano, 2019, pp. 240.
Descrizione
Le strade parlano. Una storia d'Italia scritta sui muri,
Rizzoli, Milano, 2019, pp. 240.
Descrizione
A poco a poco, negli ultimi vent’anni le città italiane si sono vestite di un abito nuovo, la street art. I murales, inizialmente per lo più illegali, sono diventati oggi decorazioni urbane che catturano e divertono lo sguardo. Opere in perpetua trasformazione, fragili ed effimere (spesso vengono cancellate o rimosse), non hanno però un valore esclusivamente estetico. Sono anche, o forse innanzi tutto, specchio e commento dell’attualità. Dipingono persone e fatti, individuano comportamenti e tendenze in una chiave nuova – ora commossa, ora ironica, ora irriverente –, mai piatta. Questo libro nasce da un’idea originale. Marco Imarisio, che da vent’anni racconta l’Italia giorno dopo giorno, si lascia ispirare dall’arte urbana per cogliere i fenomeni più significativi del nostro tempo dall’immigrazione alle battaglie per i diritti, dalle questioni “a margine” (TAV, trivelle...) agli eroi come Totti, Maradona e Pavarotti. Se poi i poster estemporanei di TvBoy leggono lucidamente la vita politica del Paese, gli occhi tristi del contadino ritratto da Vhils sui silos del porto di Catania ci portano alle vicende della Diciotti e della Aquarius che sono state bloccate proprio lì davanti. Armando Cossutta in versione Andy Warhol fa pensare alla trasfigurazione di un’ideologia, oggi tanto mutata rispetto al secolo scorso. Al contrario, le sfumature di nero e di grigio del cadavere di Moro o del ritratto di Falcone e Borsellino ci ricordano lutti che la nostra società non potrà mai elaborare. Ricchissimo di immagini preziose (alcuni dei murales riportati non esistono più e ne sono state recuperate rare foto da archivi specializzati), Le strade parlano è un libro unico per capire quanto siamo cambiati nell’ultimo quarto di secolo, come si siano evolute le nostre città – da una Milano all’avanguardia europea, ma ancora memore di luci e ombre del suo passato, a una Genova sempre ferita, tra G8 e Ponte Morandi – e quali fattori abbiano forgiato immaginario, bisogni e desideri di tutti noi.
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20 novembre 2019
In libreria
Ada Fichera,
L' Italia del «bello scrivere».Storie del giornalismo culturale dalla Terza pagina a oggi
Minerva editori, Bologna, 2019, pp. 155.
Descrizione
La cultura è l'anima di una società, strumento per la sua elevazione e per la sua libertà. È da tale presupposto che ha inizio questa analisi storica, sociologica e filosofica, del giornalismo culturale di ieri e di oggi in Italia. Dalla "Terza pagina", perfetto connubio di letteratura e informazione, alle rubriche dei quotidiani odierni, Ada Fichera ripercorre più di un secolo di storia culturale del nostro Paese, narrando le vicende, ma anche le polemiche e i dibattiti relativi a un mondo tanto affascinante quanto complesso. Chi scrive per mestiere non può rimanere immune alla seduzione di quella che era "la Patria del bello scrivere". Così i contributi delle migliori penne della letteratura nazionale, quali D'Annunzio, Buzzati, Capuana, Pirandello, Calvino, Moravia, Montale, Deledda, divengono patrimonio da tramandare e fondamento per i successivi inserti centrali degli anni Novanta, per i supplementi domenicali attuali, per le rubriche on line e per gli ulteriori sviluppi digitali e "social" del terzo millennio, in un percorso che conduce il lettore attraverso una delle più belle tradizioni italiane di tutti i tempi. Prefazione di Gennaro Malgieri.
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Etichette:
Giornalismo culturale,
Libreria,
Storia del giornalismo,
Terza pagina
18 novembre 2019
In libreria
Stig Dagerman
Autunno tedesco
Iperborea, Milano, 2018, pp. 160.
Descrizione
Autunno tedesco
Iperborea, Milano, 2018, pp. 160.
Descrizione
Nel 1946 furono molti i cronisti che accorsero in Germania per raccontare quel che restava del Reich finalmente sconfitto, ma dal coro di voci si distinse quella di uno scrittore svedese di ventitré anni, intellettuale anarchico e narratore dotato di una sensibilità fuori dal comune, inviato dall’Expressen per realizzare una serie di reportage poi raccolti in un libro che è considerato ancora oggi una lezione di giornalismo letterario. Mentre le testate di tutto il mondo offrono il ritratto preconfezionato di un Paese distrutto, che paga a caro prezzo gli orrori che ha seminato e dal quale si esige un’abiura convinta, Dagerman, libero da ogni pregiudizio ideologico e rifiutando ogni generalizzazione o astrazione dai fatti concreti e tangibili, si muove fra le macerie di Amburgo, Berlino, Colonia, su treni stipati di senzatetto e in cantine allagate dove ora vivono masse di affamati e disperati, cercando di capire nel profondo la sofferenza dei vinti. Ne emerge un quadro molto più complesso di quello che è comodo figurarsi. Mentre ci si accanisce a cercare nostalgici nazisti, Dagerman si chiede come può un padre che vede morire il figlio di stenti dichiarare che ora sta meglio di prima; mentre le potenze occupanti pensano a punire e ad allestire processi, Dagerman descrive la «messinscena» di una denazificazione di facciata e la morte spirituale di un Paese che è troppo impegnato a lottare ogni giorno con la morte per riflettere sui propri errori, perché «la fame è una pessima maestra» per educare i colpevoli. Con il suo acume analitico e la sua empatia capillare, Dagerman scava nelle contraddizioni della Germania postbellica offrendoci un manifesto di accusa contro tutte le guerre, e una riflessione amaramente attuale sul potere, la giustizia e lo Stato.
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16 novembre 2019
In libreria
Davide Rampello - Antonio Carnevale
L' Italia fatta a mano. I beni culturali viventi.
Skirà, Milano, 2019, pp. 118.
Descrizione
«Sarebbe un errore pensare ai beni culturali soltanto in termini di oggetti d'arte. Beni culturali non sono solo la pittura, la scultura e l'architettura che secoli di storia ci hanno lasciato in eredità e che si aggiungono alle creazioni di artisti del presente. Esiste un altro patrimonio, meno conosciuto e meno valorizzato, che merita questa definizione, ed è il lavoro manuale dell'uomo: quell'insieme di attività che ha trasformato il territorio in frutti dell'agricoltura e in risultati dell'allevamento; che ha fatto rivivere i materiali in prodotti dell'artigianato; che ha saputo coniugare la tradizione con l'innovazione, attraverso i secoli, fino a oggi. L'Italia è anche questo. E forse l'Italia dei beni culturali è oggi soprattutto questo, visto che il nostro Paese ha ceduto il primato della creatività artistica ormai da qualche secolo, mentre le tradizioni dell'Italia fatta a mano" hanno saputo rivivere attraverso le generazioni, assegnando al nostro Paese una reputazione planetaria legata al saper fare, alla qualità dei prodotti, alla loro unicità e rarità. È di questi beni culturali che si parla in questo libro. E sono beni culturali "viventi" perché l'accento - in queste pagine - cade sempre sull'uomo: non soltanto sul suo lavoro, ma anche sul modo in cui, nelle storie di persone diverse, il mestiere, la vita, i luoghi, la memoria e un'idea personale di futuro si sono legati e hanno dato un significato nuovo alle parole "tradizione", "innovazione", "qualità"». (Antonio Carnevale). Prefazione di Ilvo Diamanti.
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09 novembre 2019
In libreria
Sfogliare il passato. La storia nei giornali italiani
a cura di Barbara Bracco
Viella edizioni, Roma, 2019, pp. 132.
Descrizione
a cura di Barbara Bracco
Viella edizioni, Roma, 2019, pp. 132.
Descrizione
Già un secolo fa, in un’Italia alle prese con la prova della Grande guerra, lo storico Gioacchino Volpe, autore anche di articoli per i quotidiani milanesi, si chiedeva quale funzione politico-culturale potessero svolgere il passato e la sua narrazione nel turbinio del presente, e quale potesse essere il ruolo sociale dei giornalisti/storici e degli storici professionisti. Quello tra storia e giornalismo è infatti un rapporto che non è mai stato facile. Oggi quella relazione si è ulteriormente complicata; ma sembra che la storia, ormai onnipresente, abbia trionfato. Scuola di complessità o semplice intrattenimento, adesso la storia si offre come un ingrediente essenziale della comunicazione pubblica. E dalle pagine culturali alle cronache politiche, dall’istituzione di un canale Rai interamente dedicato alla musa Clio alle molte società che si occupano della costruzione di eventi di sapore storico, almeno in apparenza il passato sembra dominare l’orizzonte culturale degli italiani. Ma è davvero così?
*link all' Indice del libro.
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06 novembre 2019
In libreria
Dario Fertilio
Ultime notizie dal diavolo.
I segreti della disinformazione dall'antichità alle fake news
Guerini scientifica, Milano, 2019, pp. 284.
Descrizione
Ultime notizie dal diavolo.
I segreti della disinformazione dall'antichità alle fake news
Guerini scientifica, Milano, 2019, pp. 284.
Descrizione
Le notizie del diavolo, oggi conosciute come fake news, non nascono con internet ma sono antiche quanto il mondo. Dagli albori della guerra di Troia, fino alle manipolazioni digitali di oggi e all'uso spregiudicato degli algoritmi, l'ombra oscura della disinformazione, simile a un veleno inodore e insapore, accompagna e avvelena ogni tipo di nostra comunicazione, privata e pubblica, giornalistica e scientifica, letteraria e commerciale. Prolungando in forme diverse l'arte della guerra e della politica, la disinformazione si è ingigantita insieme con lo sviluppo dei mass media, e oggi ha raggiunto il culmine attraverso il mezzo digitale. Nessuno può sperare di esserne immune e anzi, come si usa dire a proposito del diavolo, uno dei suoi trucchi è quello di far credere che non esista. Per contrastarla abbiamo bisogno di conoscerne la storia, le motivazioni e le tecniche. "Ultime notizie dal diavolo" di Dario Fertilio si propone come un manuale di autodifesa e uno strumento di libertà contro le menzogne di massa.
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03 novembre 2019
Haters involontari
Nel Web esistono persone ancora convinte che un post lanciato nei social resti tra le mura domestiche, quasi stupite poi che in un lampo quel messaggio (ritenuto quasi privato) abbia raggiunto migliaia di lettori, che a loro volta rilanciano producendo talvolta effetti devastanti per il sentire democratico.
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30 ottobre 2019
In libreria
Jussi Parikka
Archeologia dei media. Nuove prospettive per la storia e la teoria della comunicazione
Carocci, Roma, 2019, pp. 284.
Descrizione
*Link all'Indice del libro
Archeologia dei media. Nuove prospettive per la storia e la teoria della comunicazione
Carocci, Roma, 2019, pp. 284.
Descrizione
Da alcuni anni la storia dei media è al centro di profondi rivolgimenti. Scavando sotto l’apparenza di un paesaggio lineare ed evolutivo, gli studiosi hanno iniziato a scoprire congegni straordinari mai sviluppati, invenzioni bizzarre che tornano inaspettatamente a distanza di anni, dispositivi immaginari che preannunciano con grande anticipo quelli reali. L’archeologia dei media indaga con strumenti innovativi la logica non lineare di tale sviluppo. Jussi Parikka, uno dei protagonisti di questo nuovo corso di studi, propone un’introduzione completa e approfondita alla disciplina. L’archeologia dei media, all’incrocio tra l’archeologia del sapere di Michel Foucault e la storia materiale dei media di Friedrich Kittler, attrae e fa dialogare non solo la storia e la filosofia dei media, ma anche le pratiche artistiche che tematizzano le identità dei mezzi di comunicazione. Ne deriva un libro fondamentale per comprendere che cosa sono oggi i media, che cosa non sono più e che cosa stanno diventando.
*Link all'Indice del libro
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28 ottobre 2019
In libreria
Paola Setti
Non è un paese per mamme. Appunti per una rivoluzione possibile
All Around Edizioni, Roma, 2019, pp. 224.
Descrizione
Non è un paese per mamme. Appunti per una rivoluzione possibile
All Around Edizioni, Roma, 2019, pp. 224.
Descrizione
Sarà un Paese di mammoni, ma l’Italia non è un Paese per mamme. Non lo è prima di tutto per il lavoro, sempre più difficile da conciliare con la famiglia a meno di non esser ricchi o dotati di nonni da schiavizzare. Non lo è, inoltre, per i partner che le donne hanno al fianco, ancora così restii a condividere la fatica del lavoro di cura da sfigurare malamente nel confronto con i maschi nord europei. Non lo è nemmeno per i servizi che mancano, né per l’idea stessa di città né, in ultimo, per un problema culturale. A dispetto di tante, troppe parole sulla maternità, alle donne che fanno figli viene in sostanza detto: hai voluto la bicicletta? Adesso pedala. Da sola e in salita. Un viaggio nella vita delle lavoratrici, mamme e non, attraverso i loro racconti, le difficoltà incontrate, qualche buona idea da replicare e dati e interviste a esperti e studiosi su lavoro e diritti. Spunti per fare una necessaria rivoluzione nel paese mammone che non ama le mamme
Paola Setti, giornalista, è nata a Genova. Ha lavorato per vent’anni in agenzie di stampa e quotidiani. Poi ha fatto il Cammino di Santiago. Oggi ha due figli, un marito e un cane. Questo è il suo primo libro.
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24 ottobre 2019
Giornalismo e razzismo
"Nel rapporto tra giornalismo e razzismo, ciò che conta è il come una notizia viene presentata e non solo o soltanto quale notizia è diffusa. Se non è tanto di cosa si parla nelle notizie che influenza la gente quanto come se ne parla, occorre allora spostare nuovamente il focus dai contenuti alla forma delle notizie, e precisamente ritornare alla loro natura testuale. Focalizzarsi sulla questione del come della notizia permette anche di considerare del tutto ininfluente il problema dell’intenzionalità del giornalista nella trasmissione di contenuti razzistici. Anche in assenza d’intenzionalità un testo giornalistico può ugualmente veicolare ostilità e disprezzo verso certi gruppi, perché quello che conta è la forma testuale della notizia e non l’esistenza di una deliberata intenzione nel giornalista".
Enrico Caniglia
Enrico Caniglia
*E. Caniglia, I codici deontologici alla prova. La regola di rilevanza nella rappresentazione giornalistica delle minoranze in "Problemi dell'informazione", agosto 2019, pp. precipue p. 315-338, 326.
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23 ottobre 2019
In libreria
Antonio Gnoli, Francesco Merlo
Grand Hotel Scalfari. Confessioni libertine su un secolo di carta
Marsilio, Venezia, 2019, pp. 304.
Descrizione
Grand Hotel Scalfari. Confessioni libertine su un secolo di carta
Marsilio, Venezia, 2019, pp. 304.
Descrizione
Mai Eugenio Scalfari si era aperto a considerazioni così intime. Sono le confessioni di un novantacinquenne divertito e attratto da questa lunga epoca di transizione. Attraverso le voci di Antonio Gnoli e Francesco Merlo, egli rivive il suo «secolo di carta», negli anni del trionfo e in quelli recenti del declino. Interrogandosi su cosa potrà riservarci il futuro. Se c’è un modo di essere autenticamente se stessi, queste pagine lo rivelano attraverso gli episodi meno noti o addirittura sconosciuti della sua vita. Ecco allora scorrere, come in un romanzo, l’infanzia cattolica e i genitori in crisi, le profonde amicizie e le contese giovanili, il fascista e l’antifascista, gli amori saldi e le avventure rapsodiche, le malattie e la forza per affrontarle, le professioni svolte e la politica vissuta giorno per giorno. Niente resta occultato in questa sorprendente storia.
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Biografia,
Grandi firme,
Libreria,
Storia del giornalismo,
Storia italiana
20 ottobre 2019
In libreria
Giovanni Floris
L'nvisibile
Rizzoli, Milano, 2019, pp. 240.
Descrizione
L'nvisibile
Rizzoli, Milano, 2019, pp. 240.
Descrizione
Antonio e Fausto non potrebbero essere più diversi: il primo, cinquant’anni in jeans e T-shirt, vive di lavoretti in un appartamento in condivisione con tre ragazzi, sempre connesso, in attesa che il mondo riconosca il suo talento di giornalista; il secondo è un imprenditore di successo, molto riservato, con una famiglia perfetta, che dicono stia per candidarsi a sindaco della Capitale. Due rette parallele che non dovrebbero incontrarsi mai. Perciò, quando Antonio riconosce Fausto nella bottega di Oreste, un anonimo barbiere al Nomentano, si convince subito che questa ribellione alle leggi della geometria sociale nasconda qualcosa: che ci fa un uomo ricco e di potere come Fausto Maria Borghese in un posto come quello? E perché, poco dopo, Oreste sparisce nel nulla? Da quel momento, stanare Fausto diventa l’ossessione di Antonio e l’ordinata quotidianità dell’imprenditore comincia a deragliare. Ma cercare la verità di qualcun altro può essere un gioco pericoloso, se non si sono ancora fatti i conti con la propria. Nell’Invisibile, Giovanni Floris racconta una trama di segreti capace di dirottare vite e anestetizzare amori, fotografando un tempo, il nostro, dove la reputazione coincide con quello che siamo, dove vince solo chi santifica le apparenze, e nessuno è mai davvero innocente.
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18 ottobre 2019
In libreria
Francesco Durante
Camillo & and son. Vita e morte di due grandi giornalisti tra Italia e America
Carabba editore, Lanciano, 2019.
Descrizione
Camillo & and son. Vita e morte di due grandi giornalisti tra Italia e America
Carabba editore, Lanciano, 2019.
Descrizione
Il racconto, basato su una imponente documentazione d’archivio, delle vite di Camillo e Camille Maximilian Cianfarra, padre e figlio, giornalisti tra Italia e America. Due storie personali che incrociano la grande Storia con tutti i suoi protagonisti, unite da una comune passione e da un tragico destino. Nel nome della libertà. Si chiamavano entrambi Camillo Cianfarra ed erano padre e figlio.
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17 ottobre 2019
In libreria
Phillip Knightley,
La guerra e le fake news. Quando la prima vittima è la verità
Ghibli, Milano, 2019, pp. 528.
Descrizione
La guerra e le fake news. Quando la prima vittima è la verità
Ghibli, Milano, 2019, pp. 528.
Descrizione
Quando scoppia la guerra, la prima vittima è la verità”, ha detto il senatore americano Hiram Johnson nel 1917. Nella sua avvincente, ormai classica, storia del giornalismo di guerra, Phillip Knightley mostra quanto avesse ragione Johnson. Da William Howard Russell, che descrisse le terribili condizioni della guerra di Crimea sulle pagine del “Times”, alle file di giornalisti, fotografi e cameraman che catturarono la realtà della guerra in Vietnam, La guerra e le fake news racconta una storia spietata, fatta di eroismo e coraggio, ma anche di collusione, censura e insabbiamento. Questo libro rimane una lettura obbligata per chiunque si interroghi sulla libertà di stampa, sulla responsabilità giornalistica e sulla natura della guerra moderna.
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Guerra,
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Relazioni internazionali
16 ottobre 2019
In libreria
Fabio Bolzetta - Angelo Romeo,
Il giornalismo tra televisione e web
Franco Angeli, Milano, 2019, pp. 132.
Descrizione
Indice
Il giornalismo tra televisione e web
Franco Angeli, Milano, 2019, pp. 132.
Descrizione
Il volume approfondisce alcuni temi che sono diventati cruciali nel dibattito sul giornalismo contemporaneo con l'avvento del web. L'utilizzo sempre più pervasivo della rete, e soprattutto la diffusione di dispositivi che consentono a tutti di filmare e poi riportare in tempo reale fatti un tempo trattati esclusivamente dai giornalisti, rende necessario riflettere tanto sugli eventi, quanto sui mutamenti mediali che si stanno verificando. Affrontando sia il versante teorico, che si fonda sull'attuale letteratura in sociologia dei media, sia il coté relativo alla realtà della professione e agli strumenti del mestiere, il volume propone l'analisi di chi il giornalismo lo studia teoricamente e lo vive quotidianamente sul campo.
Indice
Pier Cesare Rivoltella, Prefazione
Fabio Bolzetta, Angelo Romeo, Premessa
Parte I - Giornalismo e mutamenti mediali
Sociologia e newsmaking: la notizia e l'avvento delle fake news / Le fonti ai tempi del citizen journalism / L'agenda setting: teorie tradizionali a confronto e il web / L'informazione a portata di smartphone
Parte II - Dalla teoria al campo d'azione: il giornalista fra tradizione e trasformazioni culturali
Giornalismo e nuove tecnologie / Il decalogo della pre-produzione / I telegiornali digitali / Giornalismo digitale e social media policy
Bibliografia
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TV,
Web
14 ottobre 2019
Le sfide del Secolo XIX di Genova
Lunedì 14 ottobre 2019 studenti, laureandi, neolaureati e docenti tutti del corso LM in Informazione ed Editoria sono invitati a partecipare alla lezione di Luca Ubaldeschi, direttore responsabile de Il Secolo xix di Genova, sul tema "Le sfide quotidiane del Secolo xix nella società delle complessità".
L'incontro si svolgerà all'Albergo dei Poveri, Aula 16, a partire dalle h. 15,30.
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13 ottobre 2019
In libreria
Adriano Fabris
L' etica del giornalismo negli attuali scenari comunicativi
Pacini Editore, Pisa, 2019, pp. 56.
Descrizione
L' etica del giornalismo negli attuali scenari comunicativi
Pacini Editore, Pisa, 2019, pp. 56.
Descrizione
Gli odierni sviluppi delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione hanno non solo conseguenze significative sui nostri comportamenti quotidiani, ma producono anche trasformazioni importanti in varie professioni: anzitutto quelle legate proprio agli ambiti comunicativi. L’attività giornalistica è la prima a esserne interessata, e a veder addirittura messo in questione il proprio ruolo. È necessario allora comprendere fino in fondo tali mutamenti e individuare nuovi criteri, accanto a quelli tradizionali, che consentano al giornalista di far bene il suo mestiere. Di questo si occupa l’etica del giornalismo negli attuali scenari comunicativi.
Adriano Fabris è professore di Etica della comunicazione all’Università di Pisa. È giornalista pubblicista e direttore della rivista «Teoria». Ha pubblicato recentemente i seguenti volumi: Etica della comunicazione (Carocci, Roma 2014), Twitter e la filosofia (Edizioni ETS, Pisa 2015), Etiche applicate. Una guida (a cura di; Carocci, Roma 2018), Etica per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Carocci, Roma 2018).
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12 ottobre 2019
In libreria
Edgard Allan Poe
Marginalia
Adelphi, Milano, 2019, pp. 249.
Descrizione
Marginalia
Adelphi, Milano, 2019, pp. 249.
Descrizione
Queste pagine, in parte giornalistiche, in parte da diario segreto, ci consentono di penetrare nell’officina del sommo maestro americano, «meraviglioso cervello sempre all’erta» da cui Baudelaire diceva di aver imparato a pensare. Capzioso e oltranzista, impasto di razionalità ancora settecentesca, ruvido pragmatismo «di frontiera» e geniale nevrosi già tutta moderna, Poe, con lo sguardo implacabile di «un anatomista che sezioni un gatto» (D.H. Lawrence), impugna il bisturi e scruta all’interno di un cuore, di un personaggio, di una poesia, di un verso, di una parola, anche solo di una lettera dell’alfabeto. Così armato, va «al massacro delle banalità», allora come adesso troneggianti, e proprio l’inconsistenza di tanti nomi che qui s’incontrano, bersagli contro cui si scaglia, mostra per contrasto l’entità della battaglia da lui combattuta. Per questa azione di guerriglia usa la misura quanto mai elastica della nota in margine, che va da poche righe a qualche foglio, dall’aforisma-lampo al mini-saggio, e può così lasciarsi andare a bizze e ghiribizzi, plausi e insofferenze, fantasie, satire e paradossi. Per suadente contagio il lettore proverà, come scriveva Giorgio Manganelli, «la delizia maniacale del perdersi nel margine del libro, muoversi accanto alle idee».
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11 ottobre 2019
In libreria
Daphne Caruana Galizia
Di’ la verità anche se la tua voce trema
Bompiani, Roma, 2019, pp. 400.
Descrizione
Di’ la verità anche se la tua voce trema
Bompiani, Roma, 2019, pp. 400.
Descrizione
“Ci sono corrotti ovunque si guardi, la situazione è disperata.” L’ultimo post di Daphne Caruana Galizia su Running Commentary si chiude così, alle 14.35 del 16 ottobre 2017. Pochi minuti dopo la Peugeot 108 su cui Daphne si sta allontanando da casa salta in aria, e quella frase diventa un testamento involontario consegnato ai lettori del suo blog. Daphne ha pagato con la vita trent’anni di giornalismo investigativo in cui ha denunciato i lati più oscuri di Malta, dalla corruzione dei suoi politici al narcotraffico al riciclaggio di denaro sporco, dall’influenza del regime azero sulla politica locale al ruolo di Malta nello scandalo dei Panama Papers al sistema della vendita della cittadinanza maltese che vale il 2,5% del PIL dell’isola. “Quando un giornalista viene ucciso ne soffre tutta la società,” ha scritto Margaret Atwood. E questo è tanto più vero se accade nel silenzio assordante della giustizia. Fino a quando anche un solo giornalista perderà la vita per aver raccontato la verità, le ultime parole di Daphne rimarranno un monito doloroso tra i fiori negati del suo memoriale.
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09 ottobre 2019
In libreria
Giorgio Zanchini
Cielo e soldi. Il giornalismo culturale tra pratica e teoria,
Aras Edizioni, Fano, 2019, pp. 158.
Descrizione
*link all' Indice del libro
Cielo e soldi. Il giornalismo culturale tra pratica e teoria,
Aras Edizioni, Fano, 2019, pp. 158.
Descrizione
La rivoluzione digitale ha cambiato tutto e non poteva non cambiare il giornalismo culturale, in modi anche inaspettati, portando crisi e innovazione, smarrimento e apertura, caos e ricchezza. Negli ultimi quindici anni il nostro modo di relazionarci e informarci è mutato in modo radicale e l’informazione culturale non è stata ovviamente estranea al cambio di paradigma informativo. È da questi mutamenti in atto che il saggio Cielo e Soldi di Giorgio Zanchini si sviluppa, inaugurando la nuova collana #fgcult – informazione culturale dedicata a comunicazione e cultura, la cui peculiarità è quella di porsi come strumento d’indagine integrativo e complementare al Festival del giornalismo culturale
*link all' Indice del libro
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08 ottobre 2019
In libreria
Fabriano Fabbri
La moda contemporanea
Arte e stile da Worth agli anni Cinquanta
Einaudi, Torino, 2019, pp. 336.
Descrizione
La moda contemporanea
Arte e stile da Worth agli anni Cinquanta
Einaudi, Torino, 2019, pp. 336.
Descrizione
Questo libro racconta la storia della moda indagando al contempo sul senso stesso del vestire e sul significato della «firma», sul potere plasmante dell’abito e sulla sua densità artistica e culturale. Con stile elegante e vivace, l’autore ricostruisce l’universo frammentario della moda analizzando i protagonisti e le principali poetiche del firmamento vestimentario, senza limitarsi alle celebrità delle passerelle e recuperando anche le figure dimenticate dalla storia. Ricco di continui riferimenti all’arte contemporanea, alla letteratura e alla filosofia, che danno vita a un gioco d’insieme di forte suggestione, La moda contemporanea propone una chiave di lettura originale e innovativa, e costituisce uno strumento indispensabile per studenti, operatori e tutti gli appassionati della materia.
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07 ottobre 2019
In libreria
Giovanni Morandi,
Il giornale fatto con i piedi. Storie di un inviato speciale
Mauro Pagliai Editore, Firenze, 2019, pp. 256.
Descrizione
Il giornale fatto con i piedi. Storie di un inviato speciale
Mauro Pagliai Editore, Firenze, 2019, pp. 256.
Descrizione
È addestrato a stare dietro le quinte, a non mostrarsi o fare inchini da damerino, a essere scettico e ingrato, a non credere a nulla ma a prendere per buono tutto, purché valga la pena e ci sia uno straccio di prova. L’inviato – diceva un direttore vecchio del mestiere – è quel genere di canaglia che comunque, in un modo o nell’altro, torna sempre a casa con un osso in bocca. Queste pagine sono il resoconto di un modo di fare giornalismo diverso da quello di oggi. Quel giornalismo fatto con semplicità zen – andare, guardare, raccontare – che resta ancora il più giusto, il più profondo, il più moderno, il più ricco di sorprese, il più credibile e affidabile. Li chiamavano inviati, e nessuno saprebbe dire se esistono ancora o se si sono estinti. Secondo alcuni ci saranno sempre, perché inesauribile è la voglia di sapere, di vedere, di verificare.
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24 settembre 2019
In libreria
Michelanghelo Coltelli e Noemi Urso
Fake News. Cosa sono e come imparare a riconoscere le false notizie
Franco Cesati editore, Firenze, 2019, pp. 104.
Descrizione
Fake News. Cosa sono e come imparare a riconoscere le false notizie
Franco Cesati editore, Firenze, 2019, pp. 104.
Descrizione
Gli autori ci portano indietro nel tempo, fino ai tempi di Costantino, per farci scoprire che le fake news ci accompagnano da secoli, e poi ricondurci al presente, pagina dopo pagina a capire come non perdersi tra le milioni di informazioni che ci scorrono sotto gli occhi ogni giorno. Questo attraverso degli indicatori, delle “spie” che ci aiutano a valutare se ciò che leggiamo è attendibile o meno e dunque a non diventare anche noi dei “condivisori” di false notizie, online e offline. Un’indispensabile guida “antibufala” da tenere sempre a portata di mano, ricca di consigli, spunti di riflessione, approfondimenti, strumenti e luoghi del web a cui affidarci per verificare i fatti, e vederci più chiaro.
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23 settembre 2019
In libreria
Roberto Dolci
“Il Giornalino” di Prezzolini. La lingua italiana tra promozione e propaganda nella New York degli anni ’30 e ’40
Franco Cesati editore, Firenze 2019, pp. 253.
Descrizione
“Il Giornalino” di Prezzolini. La lingua italiana tra promozione e propaganda nella New York degli anni ’30 e ’40
Franco Cesati editore, Firenze 2019, pp. 253.
Descrizione
La diplomazia culturale considera la promozione della lingua e della cultura all’estero come uno strumento per esercitare il soft power. Esse, però, possono anche diventare un mezzo di propaganda, come è successo alla lingua e alla cultura italiana nel periodo fascista. Questo libro esamina il caso del Giornalino. Una rivista per insegnanti e studenti di italiano creata e diretta da Giuseppe Prezzolini durante i suoi anni alla Casa Italiana della Columbia University, dal 1934 al 1943. La rivista non è mai stata studiata fino ad ora. Lo scopo è di ottenere un quadro della realtà dell’insegnamento e della cultura italiana negli USA, in particolare nell’area di New York, in quel preciso momento storico e di fornire nuove prospettive di analisi all’impegno di Prezzolini nella promozione della lingua italiana quale direttore della Casa Italiana. Attraverso l’esame della rivista si cercherà di dimostrare che anche Il Giornalino ha svolto un ruolo significativo nel delineare un’immagine positiva del fascismo negli USA presso un’utenza formata essenzialmente dagli studenti di origine italiana e dalle loro famiglie, a cui il regime dava particolare importanza.
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20 settembre 2019
In libreria
Massimo Di Felice
La cittadinanza digitale.
La crisi dell'idea occidentale di democrazia e la partecipazione nelle reti digitali
La crisi dell'idea occidentale di democrazia e la partecipazione nelle reti digitali
Meltemi, Milano 2019, pp. 228.
Descrizione
L'idea occidentale di democrazia basata sull'opinione degli umani e sulla somma dei voti è divenuta obsoleta. Alla forma deliberativa esclusivamente umana viene a sostituirsi un nuovo tipo di contrattualità che, attraverso le architetture digitali, l'internet delle cose e i sensori, estende la partecipazione a tutte le diverse entità che compongono il nostro habitat. I parlamenti, le assemblee cittadine, i partiti e tutte le architetture di interazione politica, ispirate al modello della polis e portatrici di forme di governance limitate ai soli soggetti umani, stanno lasciando spazio alle piattaforme, alle blockchain e ai diversi ambienti di reti. In questi ecosistemi interattivi gli umani, i dati, il clima, i sensori, le +biodiversità e i territori informatizzati hanno iniziato ad articolare politiche e soluzioni collaborative attraverso il dialogo con i dati e la connessione tra diversi tipi di intelligenze. L'idea occidentale di società, fondata sul contratto tra i cittadini e ristretta al convivio dei soli soggetti umani, così come quella di cittadinanza, basata solo sui diritti fondamentali delle persone, oggi, dinanzi alle sfide dei mutamenti climatici e alle ultime generazioni di reti intelligenti, risultano entrambe inadeguate. La cittadinanza digitale è oggi l'ambito di ricerca che si concentra sul superamento del progetto politico occidentale e sull'inizio di una nuova cultura della governance in reti complesse, caratterizzata dalle interazioni all'interno di architetture non più composte né da soggetti né da oggetti.
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09 settembre 2019
in libreria
Amedeo Ricucci
Cronache dal fronte. Parole e immagini
Prefazione di Ennio Remondino
Castelvecchi, Roma, 2019, pp. 144.
Descrizione
Cronache dal fronte. Parole e immagini
Prefazione di Ennio Remondino
Castelvecchi, Roma, 2019, pp. 144.
Descrizione
In genere i libri degli inviati di guerra sono epici e trasudano coraggio. Questo no. Qui si raccontano solo storie, ma con onestà e nel rispetto dei fatti, in modo da avvicinarsi il più possibile alla verità del momento, l’unica a cui un cronista che consuma la suola delle sue scarpe può avere accesso. Queste storie sono raccontate sia con parole sia per immagini: due linguaggi diversi, da mettere a confronto, per poterne evidenziare in controluce i rispettivi punti di forza e di debolezza. L'autore Amedeo Ricucci, giornalista Rai, inviato speciale del Tg1 ha raccontato i principali conflitti e le crisi internazionali degli ultimi venticinque anni,
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Giornalismo di guerra,
Giornalismo televisivo,
Guerra,
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Relazioni internazionali,
TV
06 settembre 2019
In libreria
Edoardo Lombardi Vallauri
La lingua disonesta. Contenuti impliciti e strategie di persuasione
Il Mulino, Bologna, 2019, pp. 288.
Descrizione
La democrazia è un sistema politico in cui le persone hanno in teoria potere di scelta su chi delegare; allo stesso modo, il libero mercato è un sistema economico in cui le persone potrebbero scegliere che cosa comprare. Di fatto, la competizione politica e quella commerciale si giocano ormai in gran parte sulla limitazione di tale potere. Questo libro si occupa delle strategie linguistiche della persuasione, che sfruttano soprattutto i contenuti impliciti. A illustrare il tema, l’autore porta una ricca messe di esempi attuali e meno attuali di pubblicità commerciali e di discorsi politici, di cui si svelano logiche e meccanismi cognitivi. Alla luce dei recenti studi sul cervello, si chiarisce poi perché è più facile far passare per vero un contenuto falso se, invece che parlarne esplicitamente, lo si dà per presupposto o si induce chi ascolta a dedurlo da sé.
*link all'Indice del libro.
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03 settembre 2019
In libreria
Rodolfo Sacchettini
Scrittori alla radio. Interventi, riviste e radiodrammi per un'arte invisibile
Firenze University Press, 2018, pp. 140.
Descrizione
Questo libro racconta il complesso rapporto che lega gli scrittori alla radio, offrendosi come un inedito, originale strumento per misurare gli obiettivi culturali e politici del servizio radiofonico pubblico negli anni Trenta-Sessanta. Dalle iniziali diffidenze ai tentativi pionieristici, al consolidamento produttivo, la nuova arte invisibile riflette in modo significativo le resistenze, le sperimentazioni, gli slanci della società letteraria italiana. Con grande competenza Rodolfo Sacchettini – uno dei massimi specialisti sul tema – rivolge la sua attenzione ad opere realizzate appositamente per la radio: radiodrammi, conferenze, trasmissioni culturali… Gli anni Trenta sono raccontati come un vortice di paura e ipnosi, avventure e modernità: dalla Germania di Benjamin e la Polonia di Korczak, con l’invenzione di programmi per bambini e adolescenti, all’Italia fascista, con i record di ascolto della rivista I 4 moschettieri di Nizza e Morbelli. Sullo sfondo gli Stati Uniti di Welles e MacLeish che, giocando sul confine della credibilità, annunciano al microfono lo sbarco di marziani e di misteriosi conquistatori stranieri. La seconda parte del volume è dedicata al dopoguerra italiano, quando gli scrittori collaborano sistematicamente alla radio, realizzando opere importanti che hanno anche il merito di mettere a fuoco e valorizzare le potenzialità di un genere artistico ancora in via di definizione e sviluppo. Avvalendosi anche di copioni inediti, Sacchettini analizza i radiodrammi di Savinio, Gadda, Pratolini e Dessí: testi d’autore per una radio che a lungo sarà anche radio degli scrittori.
*link all'Indice del libro.
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28 agosto 2019
In libreria
Paolo Murialdi
L’informazione tra riforma e controriforma (1974-1981)
a cura di Giancarlo Tartaglia
Edizioni All Around, Roma, 2019, pp. 240.
Descrizione
L’informazione tra riforma e controriforma (1974-1981)
a cura di Giancarlo Tartaglia
Edizioni All Around, Roma, 2019, pp. 240.
Descrizione
Paolo Murialdi giornalista professionista, redattore capo del quotidiano milanese Il Giorno, è stato presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana dal 1974 al 1981. Questo volume raccoglie gli scritti e gli interventi di Murialdi nel periodo in cui ha presieduto la Federazione e che testimoniano il suo determinante impegno nel processo di riforma dell’editoria. Impegno che sfocerà finalmente nell’elaborazione e nell’approvazione della legge n. 416 del 1981, che ha previsto la gradualità degli interventi economici dello Stato a favore dell’editoria giornalistica. Paolo Murialdi ha inoltre introdotto per la prima volta nel panorama legislativo italiano le misure antitrust, ha dato vita a una authority di garanzia e di controllo, ha attuato dopo decenni di inerzia legislativa il mandato dell’art. 21 della Costituzione sulla pubblicità delle proprietà editoriali e sui suoi nuovi mezzi di finanziamento. Tutti obiettivi che Murialdi aveva sollecitato, come testimonia questa raccolta di scritti.
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*Genova,
Giornalismo,
Grandi firme,
Libreria,
Storia del giornalismo,
Storia italiana
13 agosto 2019
In libreria
Giovanni Morandi
Il giornale fatto con i piedi. Storie di un inviato speciale
Mauro Pagliai Editore, Firenze, 2019, pp. 256.
Descrizione
Il giornale fatto con i piedi. Storie di un inviato speciale
Mauro Pagliai Editore, Firenze, 2019, pp. 256.
Descrizione
È addestrato a stare dietro le quinte, a non mostrarsi o fare inchini da damerino, a essere scettico e ingrato, a non credere a nulla ma a prendere per buono tutto, purché valga la pena e ci sia uno straccio di prova. L'inviato - diceva un direttore vecchio del mestiere - è quel genere di canaglia che comunque, in un modo o nell'altro, torna sempre a casa con un osso in bocca. Queste pagine sono il resoconto di un modo di fare giornalismo diverso da quello di oggi. Quel giornalismo fatto con semplicità zen - andare, guardare, raccontare - che resta ancora il più giusto, il più profondo, il più moderno, il più ricco di sorprese, il più credibile e affidabile. Li chiamavano inviati, e nessuno saprebbe dire se esistono ancora o se si sono estinti. Secondo alcuni ci saranno sempre, perché inesauribile è la voglia di sapere, di vedere, di verificare.
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Autobiografia,
Libreria,
Storia del giornalismo,
Storia italiana
10 agosto 2019
In libreria
Pieremilio Sammarco
Giustizia e social media
Mulino, Bologna, 2019, pp. 312.
Descrizione
*Link all'Indice del libro.
Giustizia e social media
Mulino, Bologna, 2019, pp. 312.
Descrizione
Il rapporto tra l’attività giurisdizionale e la sua conoscenza da parte del pubblico è storicamente complesso: sono note le interazioni tra informazione e processo giudiziario e le influenze reciproche che possono determinare distorsioni sull’accertamento della verità e sul rispetto dei diritti fondamentali dei soggetti coinvolti. Internet e soprattutto i social media alimentano incessanti flussi informativi che coinvolgono anche il processo giudiziario e i suoi protagonisti (giudici, avvocati e parti) provocando effetti che non si erano mai prodotti precedentemente. Dallo streaming del processo, alle sue rappresentazioni mediatiche, passando per le petizioni online, fino al profluvio di commenti presenti sui social media sui casi giudiziari di maggior interesse pubblico, anche in considerazione della natura della rete telematica che rende oltremodo difficoltoso il controllo circa la legittimità delle informazioni, la tutela e la dignità della persona sono fortemente compromesse e il principio di innocenza costantemente disatteso. Questo volume, nel descrivere l’attuale fenomeno della giustizia mediatica, anche esaminando le esperienze straniere, si interroga sui possibili rimedi.
*Link all'Indice del libro.
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Cronaca giudiziaria,
Deontologia,
Diritto dell'informazione,
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Social Media
06 agosto 2019
Giornali e libri
"Giornali e libri, dépliants e almanacchi, visioni accampate su una tela o su un vetro, suoni messi insieme per darci un'impressione fisica motrice, dinamica, notizie e nozioni gettate su noi a piene mani costituiscono un vociferante abracadabra che dovrebbe dire all'uomo solo: Ci siamo anche noi, non sei tanto solo."
Eugenio Montale*E.Montale, Nel nostro tempo, Rizzoli, Milano, 1972, p. 17.
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02 agosto 2019
In libreria
Claudia Fusani
"Il tuo nome sarà Irene". Il romanzo della vita di Irene Brin
All Around, Roma, 2019, pp. 384.
Descrizione
"Il tuo nome sarà Irene". Il romanzo della vita di Irene Brin
All Around, Roma, 2019, pp. 384.
Descrizione
Irene Brin, (1911-1969), maestra di stile e di bon ton, come giornalista adottò vari pseudonimi: Marlene, Oriane, Mariù, Maria Del Corso, Geraldina Tron, Clara Radjanny von Schewitch e, soprattutto, Contessa Clara e Irene Brin. Con la sua scrittura brillante e inconfondibile rivoluzionò il linguaggio paludato e depressivo delle testate italiane dell'epoca, prima interprete del cosiddetto "giornalismo di costume". Ruolo che le rimase sempre stretto. Per fare l'inviata di guerra e Esteri dovette assumere vari pseudonimi dribblando la censura del fascismo. Dopo un paio di generazioni, la sua lezione aprì la strada al lavori di Lietta Tornabuoni, Camilla Cederna, Natalia Aspesi e Oriana Fallaci. Con il marito Gaspero Del Corso fece della galleria L'Obelisco a Roma il luogo dei debutti dei più rivoluzionari artisti a cavallo degli anni 40 e 50, da Vespignani a Burri, da Calder a Rauschenberg. Maestra di stile e di bon ton, aprì la strada alla moda italiana nel mondo.
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Grandi firme,
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Storia del giornalismo
31 luglio 2019
In libreria
Silvana Turzio
Il fotoromanzo. Metamorfosi delle storie lacrimevoli
Meltemi, Milano, 2019, pp. 216.
Descrizione
Il fotoromanzo. Metamorfosi delle storie lacrimevoli
Meltemi, Milano, 2019, pp. 216.
Descrizione
Che cosa ha significato il fotoromanzo per la cultura italiana? Cosa ne ha determinato l‘impressionante successo nel corso degli anni Cinquanta? Superando l’idea di un prodotto subculturale in cui si narrano solo banali storie d’amore a lieto fine, Silvana Turzio ripercorre l’evoluzione di questo genere, di fama ambivalente, indagandone i rapporti con il cinema e la letteratura “popolare” (dal rosa al giallo), ma non solo. Scopriamo infine che il fotoromanzo è stato un genere anche politico e di controinformazione. Arricchito da un prezioso apparato fotografico, questo viaggio nelle “storie lacrimevoli” è la più completa ricostruzione di un genere, fondamentale per portare uno sguardo più contemporaneo sulla cultura visiva popolare.
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Fotoromanzo,
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Storia del giornalismo,
Storia italiana
18 luglio 2019
Il cambiamento “normale” del giornalismo
Sergio Splendore è un docente di
Communication Research e Sociologia della comunicazione all’Università degli
Studi di Milano e visiting professor all’Ècole de Journalisme de Grenoble. Nel
seguente libro si occupa di come cambia il mondo del giornalismo. Le nuove
tecnologie hanno portato alla mutazione del modo di fare informazione e degli
strumenti utilizzati. Tutto questo viene definito “ecologia dei media”. Ciò ha
comportato un cambiamento anche nel lavoro del giornalista, che si distacca
inevitabilmente dalle modalità “tradizionali”.
La trasformazione avviene soprattutto a
partire dagli anni 2000. Infatti l’autore riporta come avvenimento divisorio,
tra la “vecchia” tradizione e le nuove modalità, il discorso di R. Murdoch del
2005. Le parole dell’imprenditore americano vanno dritte al punto: i giornalisti
inizialmente disprezzavano il web ma, furono costretti ad adeguarsi ed
avvicinarsi alle nuove tecnologie quando tutto il mondo iniziò a farlo.
Splendore vuole far capire, partendo da queste parole, come il “vecchio” mondo
non esisteva più ma l’idea positiva del giornalismo digitale non fu immediata,
almeno non ovunque.
Ma cosa cambia nel legame tra cittadino e
mondo dell’informazione? Il ruolo del lettore assume un’importanza differente
perché attraverso i social media può partecipare quando vuole e comunicare ciò
che vuole. Chi legge non è passivo ma può intervenire, commentare, dando
visioni differenti e spesso offrendo fonti al giornalista. Questo tipo di
giornalismo è definito “partecipativo” perché il mondo del web, rispetto alla
carta stampata, può essere interattivo. Il problema di tutto questo è che non
si hanno limitazioni e non tutti quelli che scrivono online hanno un “filtro
morale”.
Ruolo nuovo e fondamentale è quello
dell’uso dei dati e di algoritmi. Questi servono al giornalista per distribuire
al meglio le notizie e per garantirsi una diffusione massima dell’informazione.
Tutto questo si denota come “indicizzazione” dei motori di ricerca.
Splendore evidenzia come il punto di forza
del giornalismo online sia l’eliminazione dei limiti temporali e fisici per la
scrittura di un articolo. Questa è la grande differenza tra la carta e lo
schermo. La mancanza di barriere offre maggiori possibilità e un flusso di
notizie continuo. Il lettore può essere sempre informato e il giornalista può
sempre informare.
Innovazione dell’autore è la
considerazione “normale” di questo processo Le sue riflessioni non esprimono
nessun giudizio negativo tra ciò che è stato e ciò che è ma vengono unicamente
esposte le differenze. Questa trasformazione è sinonimo di normalità e
soprattutto di utilità.
Il libro si occupa del giornalismo
italiano, spesso confrontandolo con quello anglosassone. In Italia i tratti
distintivi, che si differenziano dal mondo inglese, sono sempre uguali: il
legame con la politica, la mancanza di obiettività e la presenza invasiva del
commento. Questo evidenzia che il cambiamento ha mutato il contenitore ma non
la tradizione del contenuto. L’autore espone anche la difficile e lenta
adozione delle nuove tecnologie da parte dei giornalisti italiani, che tuttora
si trovano arretrati rispetto ad altri.
Splendore propone una riflessione positiva
ed esaustiva dell’ambito del giornalismo che, come molti altri, è cambiato,
stando al passo con i tempi. Il giornalismo muta e si trasforma ma non cessa la
sua natura.
Alessia Lancini
Sergio Splendore
Giornalismo ibrido. Come
cambia la cultura giornalistica italiana
Carocci, Roma, 2017, pp. 144.
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17 luglio 2019
Mafia onnipresente
Attilio Bolzoni è un giornalista nato nel settembre del 1955 in una provincia della Lombardia, esattamente a Santo Stefano di Lodigiano. Intraprende la carriera di giornalista dal 1983 e scrive cronaca nera per il quotidiano L’Ora. Trascorre un lungo periodo della propria vita in Sicilia, a Palermo, dal 1979 al 2004, dove viene arrestato insieme al collega Saverio Lodato de L’Unità per aver pubblicato le rivelazioni del pentito Antonio Calderone, violando il segreto istruttorio. Viene assolto nel 1991 dall’accusa di peculato e amnistia per quella di rivelazioni del segreto istruttorio. Non scrive solo articoli di giornali sulla mafia, ma bensì diverse opere tra quali: “La Giustizia è cosa nostra”, “Rostagno: un delitto tra amici”, “Parole d’onore”, che ha ispirato uno spettacolo teatrale.
La sua arte si estende anche alla sceneggiatura e, nel 2004 partecipa alla miniserie televisiva Paolo Borsellino e del docufilm Silencio.Lascia la Sicilia nel 2004, poiché inviato per il suo giornale in Iraq.
Bolzoni, per la sua carriera come “penna” contro la mafia, riceve nel 2009 il Premio “E’giornalismo”, perché tratta delle vicissitudini siciliane da oltre trent’anni.
Giornalisti in terre di mafia è un grido fatto in coro di diversi giornalisti, che in queste centoquaranta pagine condannano la situazione l’intera situazione Italiana, affermando che la Mafia non è soltanto quell’entità legata al Sud, a Corleone o a “Cosa Nostra, bensì si è costruita il suo nido anche al Nord.
L'opera è scritta da trenta cronisti, oltre ad Attilio Bolzoni, che attraverso brevi racconti, riferiscono quale sia stato il loro “rapporto” con la mafia.
Queste voci raccontano di una mafia travestita in una realtà imprenditoriale e politica. Di quanto oggi il ruolo del cronista faccia paura a queste realtà, ma anche di quanto sia difficile raccontare della mafia. A costo della libertà propria e dei propri famigliari, come scrive Federica Angeli, o addirittura in cambio della vita, come racconta Alessandra Ziniti, le persone che decidono di scrivere di questo tema, sono spinte sì, dal denunciare e migliorare la società, ma soprattutto dalla passione.
Nel testo, ritroviamo un altro tema, quello della solitudine, perché decidere di scrivere di Mafia, ti emargina: colleghi, redazioni e persino gli amici iniziano ad escluderti, come tratta Elisa Marincola.
Ho trovato questa lettura interessante, e molto facile da capire: una lettura d’impatto, mirata a colpire chi non ha remore, chi non ha un’etica, chi scrive tanto per scrivere. Le voci che animano questo libro, sposano il loro mestiere nel bene e nel male, ed è questa la ragione che ti mi ha spinto a leggere pagina dopo pagina. Facendomi un esame di coscienza, non so se potrei fare come questi autori, rischiare la vita, rischiare querele, rischiare la libertà, perché siamo consapevoli tutti in fondo che avere la scorta a vita, è una sorta di ergastolo. Probabilmente io sarei come quei giornalisti che gli autori definiscono inetti e facili, che preferiscono fare una cronaca “comoda”.
Hanaa Sobhi
Attilio Bolzoni
Giornalisti in terre di mafia.
Quelli che scrivono e quelli che si voltano dall'altra parte
Melampo, Milano, 2019, pp.176
Quelli che scrivono e quelli che si voltano dall'altra parte
Melampo, Milano, 2019, pp.176
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Giornalismo italiano,
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Storia italiana
07 luglio 2019
La RAI, modello di tv generalista per gli italiani
Enrico Menduni, giornalista
e professore universitario, percorre e analizza la storia italiana della
televisione, di cui è stato protagonista come consigliere di amministrazione
della Rai dal 1986 al 1993, collegando le scelte politiche ed economiche dei
governi dagli anni del “centrismo” a oggi alle loro ripercussioni sulla
produzione dei programmi e la fruizione degli utenti.
Dalla
“veterotelevisione” del monopolio Rai (1954-1974) alla digitalizzazione di
oggi, passando per gli anni della nascita delle emittenti “libere” e dello
sviluppo della “neotelevisione” generalista degli anni ‘80, un anno
fondamentale, nel progressivo passaggio dal rigore dell’obiettività,
dell’imparzialità e della completezza dell’informazione verso la manipolazione
della realtà per renderla rassicurante, neutra e spettacolare, è il 1972,
quando scade la convenzione tra Stato e Rai del 1952 e iniziano i dibattiti che
portano alla riforma con la legge 103/1975, con cui si ribadisce il monopolio.
L’anacronicità di questa scelta non impedisce lo sviluppo delle reti private,
che favoriscono la nascita del cosiddetto “contenitore” e dei talk show, in cui le discussioni non
arrivano a un approfondimento o a una conclusione, e alla tv senza opinioni
ardite e scienza, ma intrattenimento e spettacolo. Il neoliberismo economico
degli anni ’80 spinge alla trasformazione dell’uomo in un consumatore e richiede
di non soffermarsi sulle tradizioni e sulle usanze, di non tollerare la routine
o di rimandare la gratificazione.
Il libro è utile per
approfondire la conoscenza della società italiana dalla seconda metà del
Novecento e per comprendere quanto la costruzione televisiva della realtà nasca
dalle esigenze del pubblico e quali effetti abbia agevolato.
L’autore segue un
doppio canale: uno di stampo più tecnico sulle dinamiche imprenditoriali e sulle
soluzioni tecnologiche, uno di carattere sociologico. Nonostante il linguaggio
generalmente chiaro, alcuni termini specifici non sono efficacemente spiegati e
quindi il lettore non preparato potrebbe rimanere confuso di fronte agli
argomenti che rientrano di meno nei suoi interessi o nelle sue conoscenze.
Sicuramente però l’analisi
sociologica del fenomeno televisivo coinvolge e fa riflettere. Menduni ricalca
la visione di Bauman (Intervista sull’identità, 2003)
riconoscendo nella diffusione della televisione in Italia il bisogno di stili
di vita nuovi di fronte ai cambiamenti radicali dovuti al boom economico prima,
all’era globale poi. Le più facili possibilità di ascesa sociale e la
condivisione di beni e di servizi portano a una società in cui si è tutti più
uguali, a patto di riuscire a mantenere il passo. La televisione, dunque,
esprime il bisogno di essere informati facilmente e rapidamente e di occupare
il tempo libero, sentendosi parte di una comunità virtuale e non isolati. Le
possibilità offerte dalle nuove tecnologie non sono la causa della fine delle
relazioni tra gli uomini, ma in realtà ne sono la conseguenza, e un loro
progredire potrebbe aiutare ad accettare le sfide che il mondo globale, dominato
dalla inevitabile dipendenza reciproca, propone. Lo spirito critico di ciascuno
può giovarsi dei contenuti liberamente circolanti in rete.
Fabrizio Rosasco
Enrico Menduni
Videostoria. L’Italia e la tv 1975-2015,
Bompiani, Milano, 2018, pp. 314.
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Storia italiana,
TV
04 luglio 2019
In libreria
Federico Rampini
L'oceano di mezzo. Un viaggio lungo 24.539 miglia
Laterza, Bari-Roma, 2019, pp. 208.
Descrizione
Link all'Indice del libro.
Descrizione
«Nella mia vita di nomade non ho mai smesso la ricerca di radici. Immaginarie, costruite, conquistate. Ma indispensabili.»
Le austere memorie di Genova, le atmosfere nordiche di Bruxelles e le sorprese di Parigi, l’iniziazione all’Oriente in Indonesia, poi verso Ovest a respirare l’aria decadente di New York, lo spaesamento di San Francisco, a riscoprire un’armonia celeste di Pechino, i bambini del Sichuan, le case a fior d’acqua del Kerala, il destino marittimo di Tokyo, le sorgenti del Nilo... Tre oceani e quattro continenti. Federico Rampini ci racconta grande storia e vita quotidiana di tanti luoghi e personaggi indimenticabili. E forse qualche lezione appresa.
Link all'Indice del libro.
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USA
29 giugno 2019
La Storia è complessità
"Tendiamo a semplificare anche la storia; ma non sempre lo schema entro cui si ordinano i fatti è individuabile in modo univoco, e può dunque accadere che storici diversi comprendano e costruiscano la storia in modi fra loro incompatibili; tuttavia, è talmente forte in noi, forse per ragioni che risalgono alle nostre origini di animali sociali, l'esigenza di dividere il campo fra "noi" e "loro", che questo schema, la bipartizione amico-nemico, prevale su tutti gli altri".
Primo Levi
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26 giugno 2019
In libreria
Giovanni Scirocco
Una rivista per il socialismo. “Mondo Operaio” (1957-1969)
Carocci, Roma, 2019, pp. 200.
Descrizione
Una rivista per il socialismo. “Mondo Operaio” (1957-1969)
Carocci, Roma, 2019, pp. 200.
Descrizione
“Mondo Operaio” fu fondata nel dicembre 1948 da Pietro Nenni, inizialmente come rivista della corrente di sinistra del psi, per poi diventare, a partire dal 1951, la rivista ufficiale dello stesso partito. Nel periodo più duro della Guerra fredda la rivista si adeguò quindi ai dettami della politica frontista (antiamericanismo e mitizzazione del “socialismo reale” compresi), tuttavia, a partire dalla distensione, si fece gradualmente portavoce delle varie istanze del “socialismo di sinistra”, marxista, ma critico nei confronti dello Stato-guida, come testimoniato dagli articoli di Nenni pubblicati nel corso del 1956 e dai dibattiti che si svilupparono sulle sue pagine. Un periodo particolare nella storia della rivista fu poi quello della breve condirezione di Raniero Panzieri (1957-59), contrassegnato dai temi della ricerca dell’autonomia della classe operaia e dello studio del neocapitalismo. Molte questioni che ci troviamo ad affrontare ancora oggi, a partire da quelle fondamentali del governo dell’economia e del ruolo dello Stato, negli anni del primo centro-sinistra furono oggetto delle analisi di Panzieri, Nenni, Lombardi, Giolitti, De Martino, Guiducci, Arfè, che cercarono di dare una risposta, talvolta velleitaria, spesso generosa, quasi mai scontata, ai problemi che politicamente li assillavano, primo tra tutti quello della costruzione del socialismo in un paese dell’Occidente capitalistico con una radicata presenza comunista.
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19 giugno 2019
In libreria
Ada Fichera,
L' Italia del «bello scrivere».
Storie del giornalismo culturale dalla Terza pagina a oggi,
Minerva Edizioni, Bologna, 2019. pp. 152.
Descrizione
L' Italia del «bello scrivere».
Storie del giornalismo culturale dalla Terza pagina a oggi,
Minerva Edizioni, Bologna, 2019. pp. 152.
Descrizione
La cultura è l’anima di una società, strumento per la sua elevazione e per la sua libertà. È da tale presupposto che prende vita questa analisi storica, sociologica e filosofica del giornalismo culturale di ieri e di oggi in Italia. Dalla Terza pagina, perfetto connubio di letteratura e informazione, alle rubriche dei quotidiani odierni, Ada Fichera ripercorre più di un secolo di storia culturale del nostro Paese, narrando le vicende, ma anche le polemiche e i dibattiti relativi a un mondo tanto affascinante quanto complesso. Chi scrive per mestiere non può rimanere immune dalla seduzione di quella che era la “patria del bello scrivere”. Così i contributi delle migliori penne della letteratura nazionale, quali D’Annunzio, Buzzati, Capuana, Pirandello, Calvino, Moravia, Montale, Deledda, divengono patrimonio da tramandare e fondamento per i successivi inserti centrali degli anni Novanta, per i supplementi domenicali attuali, per le rubriche online e per gli ulteriori sviluppi digitali e social del terzo millennio, in un percorso che conduce il lettore attraverso una delle più belle tradizioni italiane di tutti i tempi.
Etichette:
Giornalismo culturale,
Libreria,
Storia del giornalismo
17 giugno 2019
In libreria
Francesco Faeta,
Il nascosto carattere politico.
Fotografie e culture nazionali nel secolo Ventesimo
Franco Angeli, Milano, 2019, pp. 284.
Descrizione
Sviluppando una serrata analisi, centrata soprattutto sulla realtà italiana ma attenta anche a quella internazionale, l'autore ci conduce, con dovizia di riferimenti alla critica e alla storia del mezzo e con un innovativo taglio antropologico-culturale, alla scoperta di realtà piccole e grandi che compongono il mosaico delle culture nazionali nel secolo Ventesimo: la fotografia è vista come dispositivo, nel senso foucaultiano del termine, atto a promuovere la formazione di una comunità nazionale e l'affermazione dello Stato, attraverso la creazione di specifici regimi discorsivi e di specifiche comunità di pratica. Dalle immagini del Gabinetto Fotografico Nazionale a quelle dei fantaccini della prima guerra mondiale; da quelle di un antropologo africanista di chiara fama alle inquietanti costruzioni di una femminilità in cerca di una sua definizione identitaria nelle opere di affermate artiste; dai reiterati anacronismi delle rappresentazioni della Sardegna alle benjaminiane raffigurazioni di città e alle problematiche poetiche che presiedono all'artificazione della fotografia: uno sguardo sul mezzo che dimostra l'imperioso e complesso tratto performativo che ha assunto in epoca di tarda modernità e che ne svela, ancora con Walter Benjamin, il nascosto carattere politico.
IndiceIntroduzione
Parte I Uomini, paesaggi, rovine. Una certa idea del Paese, una certa pratica della fotografia
Guerra, Stato nazionale, dispositivo fotografico / Etnografia, fotografia e cultura nazionale. Paul Scheuermeier, l'Abruzzo, l'Italia Fotografia, public history, antropologia. Immagini e uso pubblico della Storia
Parte II Scivolare fuori del tempo. Dispositivo fotografico e costruzioni dell'alteritàParte III Cinque mostre americane
Mostrare un album di famiglia. Il caso di Rocco Scotellaro
Incontri: un fotografo e le città
Nascita e morte tra gli Acioli. Piccola nota su una piccola mostra
Una progressiva emersione dall'ombra, una progressiva attribuzione di senso.
Attorno a una mostra di Arturo Zavattini
Psichiatria, antipsichiatria e dispositivo fotografico. Una nota a margine
delle immagini di Luciano D'Alessandro
L'invenzione della fotografia come oggetto artistico: un processo incostante
Fotografia e città moderna: appunti per una lezione
Bibliografia e filmografia
Le immagini.
Etichette:
Fotogiornalismo,
Fotografia,
Libreria,
Storia italiana
14 giugno 2019
Chips&Salsa 2019
Convegno
Chips&Salsa:
Giornalismi, digitali, interattivi mediterranei
Venerdì 14
giugno 2019 presso l' Auditorium
dell'Acquario di Genova.
Il convegno si
svolge con il patrocinio del corso di laurea
magistrale in Informazione ed Editoria.
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10 giugno 2019
In libreria
Nicolette Mandarano
Musei e media digitali
Carocci, Roma, 2019, pp. 128.
Descrizione
Qual è il rapporto tra musei e media digitali? Quali sono i mezzi più adatti per creare un dialogo fra istituzione museale e visitatore? Il libro offre una risposta concreta a queste e altre domande. Dopo aver ripercorso brevemente la storia della relazione fra musei e comunicazione, indaga il contesto attuale in cui tale rapporto si sviluppa. Analizza gli strumenti che possono essere impiegati nei percorsi museali per coinvolgere il visitatore, agevolando la fruizione e la comprensione delle opere esposte e del loro contesto. Affronta, inoltre, il tema della comunicazione museale online, fra siti web e piattaforme social, per individuare le buone pratiche comunicative, in ambito italiano e internazionale. Chiude il libro una riflessione sulle modalità della fondamentale e irrinunciabile trasformazione digitale dei musei italiani.+++
Indice
Introduzione
1. Tra storia e attualità: il contesto del libro - In principio era il cd-rom/I musei e la comunicazione on site/I musei e la comunicazione online
4. Nuove aperture - Il museo fra on site e online/La trasformazione del museo: un’ultima riflessione
Bibliografia
Musei e media digitali
Carocci, Roma, 2019, pp. 128.
Descrizione
Qual è il rapporto tra musei e media digitali? Quali sono i mezzi più adatti per creare un dialogo fra istituzione museale e visitatore? Il libro offre una risposta concreta a queste e altre domande. Dopo aver ripercorso brevemente la storia della relazione fra musei e comunicazione, indaga il contesto attuale in cui tale rapporto si sviluppa. Analizza gli strumenti che possono essere impiegati nei percorsi museali per coinvolgere il visitatore, agevolando la fruizione e la comprensione delle opere esposte e del loro contesto. Affronta, inoltre, il tema della comunicazione museale online, fra siti web e piattaforme social, per individuare le buone pratiche comunicative, in ambito italiano e internazionale. Chiude il libro una riflessione sulle modalità della fondamentale e irrinunciabile trasformazione digitale dei musei italiani.+++
Indice
Introduzione
1. Tra storia e attualità: il contesto del libro - In principio era il cd-rom/I musei e la comunicazione on site/I musei e la comunicazione online
2. On site - Totem e tavoli multimediali/App/Realtà aumentata, realtà virtuale e realtà mista/Videomapping/Chatbot/Videogiochi
3. Online - I siti web museali in Italia e nel mondo/Le piattaforme social/I feedback: in ascolto dei propri visitatori 4. Nuove aperture - Il museo fra on site e online/La trasformazione del museo: un’ultima riflessione
Bibliografia
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09 giugno 2019
In libreria
Bracke Maud Anne
La nuova politica delle donne Il femminismo in Italia, 1968-1983,
Edizioni, Storia e Letteratura, Roma, 2019, pp. xxii-354.
Descrizione
Il femminismo, più di ogni altro movimento degli anni Settanta, colse le preoccupazioni immediate dei cittadini ordinari, delle donne, ma non solo di esse. Fu in grado di trasformarne la vita, di indurre cambiamenti nelle identità e nei ruoli di genere, nella politica, nella legislazione. Attraversando le esperienze di tre città fondamentali – Roma, Torino, Napoli –La Nuova politica delle donne propone la prima sintesi complessiva del movimento femminista, senza perderne di vista la differenziazione interna né la prospettiva transnazionale. Uno studio approfondito, che incrocia documenti d’archivio con testimonianze orali, di un fenomeno tra i più importanti della nostra storia recente, visto nella sua carica rivoluzionaria, ma anche nelle sue incertezze e aporie. Una foto di gruppo in cui riconoscere i singoli volti, le diverse passioni, le molte traiettorie che hanno condotto al nostro presente.
Descrizione
Il femminismo, più di ogni altro movimento degli anni Settanta, colse le preoccupazioni immediate dei cittadini ordinari, delle donne, ma non solo di esse. Fu in grado di trasformarne la vita, di indurre cambiamenti nelle identità e nei ruoli di genere, nella politica, nella legislazione. Attraversando le esperienze di tre città fondamentali – Roma, Torino, Napoli –La Nuova politica delle donne propone la prima sintesi complessiva del movimento femminista, senza perderne di vista la differenziazione interna né la prospettiva transnazionale. Uno studio approfondito, che incrocia documenti d’archivio con testimonianze orali, di un fenomeno tra i più importanti della nostra storia recente, visto nella sua carica rivoluzionaria, ma anche nelle sue incertezze e aporie. Una foto di gruppo in cui riconoscere i singoli volti, le diverse passioni, le molte traiettorie che hanno condotto al nostro presente.
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07 giugno 2019
In libreria
Italo Svevo
Scritti giornalistici, saggi postumi, appunti sparsi e pagine autobiografiche
Edizioni Storia e Letteratura, Roma, 2019, pp. clxxxiv-628.
Descrizione
Si pubblica in edizione critica la raccolta più completa degli scritti saggistici, giornalistici, diaristici e occasionali di Italo Svevo. I testi, eterogenei per natura e storia editoriale, attraversano tutto l’arco della carriera letteraria dello scrittore e sono distribuiti in quattro categorie: articoli di giornale e scritti d’occasione; saggi pubblicati postumi; Conferenza su James Joyce (e i relativi frammenti); scritti autobiografici e appunti sparsi. Quest’ultima sezione raccoglie cronache familiari, pagine di diario, frammenti, dediche, massime e aforismi. Segue un’appendice con gli scritti di attribuzione incerta. La genesi dei testi è ricostruita nell'Introduzione, congiuntamente alla formazione culturale dell’autore triestino e alle sue collaborazioni giornalistiche (a cominciare da quella più duratura per «L’Indipendente»). La sezione delle Testimonianze, oltre a presentare specifiche note esegetiche, tenute distinte da quelle dell’apparato tipico dell’edizione critica, costituisce un’ulteriore guida per il lettore, mentre la Nota ai testi fornisce una descrizione dettagliata dei testimoni e chiarisce i criteri di edizione dei testi pubblicati.
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Letteratura,
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Storia del giornalismo,
Storia italiana
05 giugno 2019
In libreria
Andrea Fontana
Regimi di verità. Convivere con leggende e fatti alternativi
Codice edizioni, Torino, 2019, pp. 144.
Descrizione
C’era una volta la verità dei fatti. Siamo nati e cresciuti in un mondo in cui l’appello ai fatti era imperativo, il ricorso alla scienze un obbligo, la ragione delle competenze un vincolo del comportamento professionale, la vita privata un sacro segreto. Poi ci siamo ritrovati in un ambiente sociale, economico e politico completamente diverso, in cui leggende e credenze valgono come notizie e conoscenze reali e accertate; quello che conta non è il contenuto, ma come viene raccontato. Siamo capaci di usare questa nuova forma di intelligenza narrativa, gestendo contenuti testuali e visivi di tutti i tipi, tra parole, link, hashtag, video, foto e meme? Nella fiction economy e nel mondo della post-verità, infatti, siamo noi il bottino da conquistare. Come sopravvivere quindi in questo nuovo regime di verità in cui siamo entrati? Questo libro propone alcune soluzioni.
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