Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

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19 maggio 2022

Arcipelago Russia


Lo spazio russo è enorme, Si finisce per essere sempre soli. In Italia, se si percorrono 50 chilometri, il paesaggio è sempre affollato di città, paesi, capolavori architettonici, tutti con la loro storia. Nell’ex Urss, al contrario, ci sono dimensioni enormi. L’orizzonte è quasi sempre vuoto, le persone provano un fortissimo senso di solitudine. Chi vuole continuare a mantenere la propria personalità deve avere il coraggio di affrontare la solitudine. Proprio come i protagonisti de L’Arcipelago della nuova vita. Che, alla fine, devono per forza incontrarsi, sostenersi, per non naufragare nello spazio immenso e silenzioso”.
Andreï Makine, Arcanestorie.it, 5.5.2018.
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*Andreï Makine, nato nel 1957, vive in Francia dal 1987, ma in ogni suo romanzo racconta in modo straordinario tutta la complessita del popolo russo, sempre alla prova della Storia.
- L’Arcipelago della nuova vita, La Nave di Teseo, Milano, 2017.
- La donna in attesa, Einaudi, Torino, 2014.
- La musica di una vita, Einaudi, Torino, 2003.
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18 maggio 2022

Informazione ibrida

"[... ] D'altra parte. oggi non esiste un'informazione "esclusiva", attraverso media "esclusivi". Chi vuole "informarsi"e "informare" deve alternare e combinare media diversi. Senza soluzione di continuata Perché siamo in tempi di "com unicazione ibrida". E l'unico modo per ..com unlcare" in modo efficace è ricorrere a "diversi" canali. In base ai "diversi" destinatari dei nostri messaggi. Certo. i messaggi online sono im med iati .Senza mediazioni. Tuttavia. l'informazione sulla carta è diversa. Ti permette di approfondire. Con attenzione. Per questo è utile combinare i diversi media. In modo ibrido."
Ilvo Diamanti

*I.Diamanti, Perché i giornali sono sempre utili e utilizzati, "Il Gazzetino", 18.5.2022.

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16 maggio 2022

In libreria



Luigi Barzini
La Grande Guerra in diretta. Corrispondenze dal fronte
Edizioni Trabant, Brindisi, 2022, pp. 240.

Descrizione

Quando, nell’estate del 1914, scoppia la guerra tra le potenze europee, la direzione del Corriere della Sera non ha dubbi su chi inviare come corrispondente al fronte. Luigi Barzini è in quel momento il fiore all’occhiello del quotidiano, autore di molte inchieste di successo in giro per il mondo. Barzini si recherà in Belgio, in Francia e, infine, sul fronte italo-austriaco e per tutta la durata del conflitto fornirà ai lettori regolari resoconti dalla prima linea.Questo volume raccoglie una scelta di articoli pubblicati dal giornalista sulle pagine del Corriere tra il 1914 e il 1918. Un’occasione per leggere la storia della guerra attraverso gli occhi dei contemporanei: lo stupore per le novità strategiche, la curiosità per le innovazioni tecnologiche, ma anche la retorica sotto cui la censura militare nascondeva le reali condizioni della vita al fronte.

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07 maggio 2022

Scoppiò la guerra e

 

"[...] E le bombe non sono state fabbricate invano. Oggi questa economia di guerra conclude finalmente le sue operazioni con una guerra: l’occasione è stata trovata… Siamo in guerra e anche noi – Governo, Parlamento e popolo – siamo diventati poco degni della nostra Costituzione. L’abbiamo tradita e abbiamo instaurato una Costituzione materiale che via via ha concretamente soffocato la Costituzione ideale che i Padri hanno scritto, animati da speranze di verità e di giustizia dopo guerre e sofferenze. Abbiamo tradito la nostra Costituzione. Per questo dobbiamo ritirarci da questa guerra. Non ci giustifica nessuna alleanza militare, perché ciò vorrebbe dire che non avremmo più autonomia e indipendenza. Ciò vorrebbe dire che il Ministro della difesa è Ministro della guerra, chè è addirittura un finto Ministro della guerra, perché il vero Ministro della guerra è, in realtà, quello degli Stati Uniti d’America."
Paolo Volponi

 *Paolo Volponi, 20.2.1991 (Discorso pronunciato in Senato contro i provvedimenti urgenti a sostegno della prima guerra del Golfo), in Discorsi Parlamentari 1984-1992

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18 aprile 2022

Enrico Serventi Longhi
Il dramma di un’epoca
L’affaire Dreyfus e il giornalismo italiano di fine Ottocento
Viella Editore, Roma, 2022 , pp.308.
Descrizione
Il volume ritorna sulla straordinaria vicenda di Alfred Dreyfus, accusato nel 1894 di spionaggio nei confronti della Germania, condannato all’esilio perpetuo e alla degradazione e infine “graziato” dopo un’imponente campagna internazionale in suo favore. Una folta schiera di giornalisti italiani ne seguì le alterne vicissitudini, scrivendo su organi di stampa di orientamento politico e culturale differenti e persino opposti: dal «Corriere della Sera» alla «Stampa», dalla «Tribuna» al «Secolo», fino ai giornali militanti di varia natura. Gli interventi di letterati e scienziati, esperti di affari militari e giudiziari, uomini politici e diplomatici, rivoluzionari e sacerdoti in esilio compongono un mosaico che restituisce la dimensione polifonica e internazionale di un evento capace di mettere in discussione consolidate convinzioni morali e politiche e di caratterizzare un’epoca densa di tensioni e di contraddizioni, di speranze e di illusioni. 

Indice  
Introduzione «L’assalto del dialettico nasconde delle collere profonde» 
1. La stampa crispina e la crisi della repubblica 
2. La stampa conservatrice e la difesa delle istituzioni 
3. La stampa progressista e il primato della notizia 
4. La stampa radicale e il trionfo della democrazia 
5. La stampa non-liberale e la critica alla borghesia 
6. Le questioni fondamentali: antisemitismo e militarismo 
Indice dei nomi 
Indice delle testate
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09 aprile 2022

Scoppiò la guerra e

 "In guerra, ogni parte in campo deve vendere alla opinione pubblica la legittimazione della propria partecipazione. Gli Stati, gli eserciti regolari, tendono a ottenere questo risultato attraverso il carattere istituzionale che li identifica (oltre che con la propaganda, ovviamente). Dall'altra parte, le forze irregolari debbono raggiungere altrove questo obiettivo; l'evoluzione tecnologica della comunicazione gli offre un terreno molto efficace."
Mimmo Càndito

*M. Càndto, Il consumo della guerra, "La Stampa", 18.7.2014 (Blog Il Villaggio quasi globale).

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08 aprile 2022

Il giornalista perplesso

"Beati i perplessi"
Guido Ceronetti

Il perplesso si pone domande, cerca di capire "l'oltre" l'apparente evidenza, procede con cautela, cerca altre fonti meno scontate, studia il "prima" per collocare nel giusto contesto quel "durante" che e' il fatto che ha sotto gli occhi e si pone domande sul "dopo". Perchè è successo proprio questo? / Quali obiettivi/cui prodest? Ecc. E quando il perplesso raggiunge una ragionevole certezza su quel fatto finalmente quel fatto diventa NOTIZIA, o si lancia nel commento riflessivo, fondato su una pluralita' di dati accertati (da lui stesso) con criteri verificabili. Per questo "Beati i perplessi", capaci dell'umiltà (e della fatica) della ricerca. I perplessi non sono i rassegnati, si prendono il giusto tempo per capire e far capire al lettore che la complessità del mondo impone la regola della cautela, anche se tutte le sollecitazioni spingono verso la velocità e l'accelerazione della "consegna" della NOTIZIA, già interpretata da spedire al talk di turno, dove gli ospiti di turno si lanceranno all'attacco per avvalorare, smentire, reinterpretare nel quadro di parametri propri o della parte che rappresentano, di ignorare e passare oltre, di aizzare l'audience maciullando la notizia passata sotto il rullo lento del buon giornalista perplesso.
mmilan
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07 aprile 2022

Scoppiò la guerra e


Leggiamo le pagine del libro di Anna Politkovskaja La Russia di Putin (Adelphi editore) dedicate proprio all'addestramento dei giovanissimi soldati russi, ragazzini con facce da ragazzini, che da un giorno all'altro si ritrovano declassati alla condizione che nulla ha a che fare con l'umano, trasformati in schiavi sottoposti a sevizie di ogni tipo (che superano ogni idea di bullismo o nonnismo), inenarrabili, ragazzi che in gran massa dopo pochi giorni tentano il suicidio, che disertano finendo poi di fronte alla corte marziale, soldati che spariscono nel nulla, cercati soltanto dal testardo coraggio delle madri che vogliono sapere, che pretendono una risposta, che pretendono almeno il corpo ... e magari dopo mesi e mesi di domande, di porte a cui hanno bussato inutilmente, ricevono solo un cranio, appoggiato su un tavolo, null'altro che il cranio di tuo figlio, che avevi cercato in ogni modo di convincerlo a non andare militare perché tra le madri, tra i genitori troppe voci circolavano su quel che accadeva (o accade) nelle caserme di addestramento disperse nel vastissimo territorio della Russia, lontane da quel che non chiamiamo luoghi di civiltà. Certo, scriveva la Politkovskaja all'epoca delle guerre di Cecenia, non tutti i soldati, non tutti i sottoufficiali sparivano, c'erano quelli che riuscivano a superare le umiliazioni dei primi mesi, quelli che trovavano il modo venire a patti con i superiori torturatori, cedendo tutta la loro residua dignità. ... E tra questi, forgiati dalla ferocia, dovremmo cercare i giovani che in queste settimane hanno percorso le strade di Butcha e di altre località dell'Ucraina con la stessa ferocia che avevano incamerato in corpo e hanno torturato, stuprato madri e figlie, violentato ragazzini, ucciso a raffica cercando nel bersaglio chi camminava per strada, chi era nascosto da giorni nelle case e negli scantinati, così simili a quelle nelle quali avevano vissuto fino al giorno in cui a 18 anni erano convintamente partiti per il servizio militare. Per questo, per non limitarci alle immagini che dal 24 febbraio invadono giorno e notte talk e tg, dovremmo cercare nei resoconti di Anna Politkovskaja sul "nostro Medioevo" una qualche risposta al "Perché?" Perchè tutta questa ferocia? perchè quei soldati poco più che ragazzi hanno varcato la soglia del disumano scatenando questa sequela di atrocità, "macchine da guerra", soldati forse incapaci di capire le ragioni stesse di questo conflitto con i fratelli ucraini, ma "macchine" con l'on/off della brutalità, che non li giustificherà mai per tutti i giorni che vivranno per questi giorni, mesi (o anni) in cui saranno stati protagonisti e artefici di azioni bestiali.
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03 aprile 2022

La chiusura di "Novaja Gazeta"

In questi giorni dalla Russia è giunta la notizia che la redazione ha deciso di sospendere la pubblicazione di "Novaja Gazeta", il foglio diretto dal Premio Nobel per la pace Dmitri Muratov. e ancor più noto per le corrispondenze di Anna Politkovskaja dalla Cecenia, assassinata nel 2006. La vicenda è strettamente collegata con la guerra all'Ucraina iniziata il 24 febbraio 2022.
La chiusura di un giornale anche se volontaria, in un regime ha sempre valenza politica, che l'opinione pubblica deve saper decodificare per capire quel che accade nel proprio paese, non solo sotto il profilo dell'informazione. Infatti quando una testata chiude o decide di sospendere le pubblicazioni in un contesto di massima censura, proprio con quella scelta (obbligata) firma "l'editoriale" piu' politico, ben decifrabile dai lettori consolidati e da chi, pur non essendo lettore, puo' chiediersi "Perche? /che cosa sta succedendo in Russia? / forse quel che dicono a tamburo battente i media ufficiali non e' cosi' vero". E il dubbio si insinua nell'opinione pubblica attraverso il passaparola, proprio quello che a Parigi circolava all'ombra de "L'albero di Cracovia", luogo d'incontro e di scambio di notizie attendibili mentre fuori imperava la censura dell'Ancien Regime. (cfr. Robert Darnton, "L'età dell'informazione. Una guida non convrnzionale al Settecento", Adelphi, Milano, 2007).
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15 marzo 2022

L'inferno terribile di Sebastopoli 1855


"[...] Vedrete spettacoli tremendi, che lacerano l’anima; vedrete la guerra, non nel suo ordinamento regolare, bello, brillante, con la musica e il rullo dei tamburi, con le bandiere spiegate e i generali caracollanti, ma vedrete la guerra nel suo vero aspetto, – nel sangue, nelle sofferenze, nella morte... [...] Procedendo innanzi per la via e scendendo per un lieve pendio, notate che intorno a voi non ci sono più case, ma strani mucchi di rovine, di pietre, di tavole, di travi, di terra; davanti a voi, sull’altura scoscesa, vedete uno spazio nero, fangoso, solcato da fossi [...].

E sempre con la stessa premura dalle varie parti del mondo folle di uomini di diverse nazionalità e ancor più diversi desideri si fissano su questo luogo fatale. Ma la questione che i diplomatici non hanno risolta non si risolve ancora con la polvere e col sangue. (Cap. I)
[...]
Dov’è l’espressione del male che bisogna fuggire? Dove l’espressione del bene che bisogna imitare in questa novella? Qual’è l’assassino, qual’è l’eroe? Tutti son buoni e tutti cattivi".(cap. XVI)
Lev Tolstoj, "I racconti di Sebastopoli" (prima edizione 1855).

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Nei libri di storia è ricordata come la Guerra di Crimea (1853-1856), uno dei tanti conflitti che nella seconda metà del xix secolo segnò la determinazione della Russia zarista di espandersi verso il Mar Nero e oltre. La guerra impegnò Francia ed Inghilterra rimbalzando sulle pagine di tutta la stampa europea; lo stesso Camillo Cavour decise di inviare un piccolo contingente del Regno di Piemonte e Sardegna per inserire la questione italiana nelle future trattative di pace. Inoltre, proprio in quel teatro di guerra per la prima volta entrò in scena l'uso giornalistico della fotografia per iniziativa del quotidiano Times di Londra. Ma quel che colpisce nel racconto di Lev Tolstoj è la precisione con cui riuscì a documentare in ogni pagina, riga dopo riga, tutta la violenza della guerra, allora come oggi. Per questo in giorni mediaticamente così convulsi, questi racconti meriterebbero la nostra attenzione, tanto più che l'edizione integrale è disponibile in formato pdf nella piattaforma LiberLiber.
mmilan

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08 marzo 2022

Letture per l'8 Marzo

 


"Gli uomini trattano le donne in conseguenza di come le vedono".


C. MacKinnon, Le donne sono umane?, Laterza, 2012,  p. 46.

25 febbraio 2022

Studiare i 'Promessi sposi'

In ogni pagina dei Promessi Sposi si ritrova la nostra contemporaneità, che ogni docente o adulto appassionato saprebbe indicare agli studenti con ampi riferimenti a quel che accade in Italia e nel mondo (e che ragazzi e ragazze conoscono). In questo modo Manzoni è un sicuro supporto per ben decodificare il perchè, emozioni, comportamenti e scelte obbligate e libere. Chi ancora non ha ritrovato questa traccia profonda del nostro tempo complesso dovrebbe provare a rileggerlo tutto o alcune parti a caso cercando proprio il collegamento con le nostre vicende umane, quelle che vediamo nei tg, che leggiamo nei giornali, quelle di cui abbiamo esperienza personale.
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22 febbraio 2022

In libreria

Edmondo Bruti Liberati
Delitti in prima pagina.La giustizia nella società dell'informazione 
Raffaello Cortina, Milano, 2022, pp. 288.
Descrizione
Alla giustizia chiediamo trasparenza, ma la comunicazione non si improvvisa. Alla stampa chiediamo notizie ma anche rispetto della dignità delle persone e della funzione giudiziaria. Spettacolarizzazione dei processi, magistrati affetti da protagonismo… le insidie non sono poche. Edmondo Bruti Liberati ripercorre qui le regole che andrebbero seguite da entrambe le parti e le prassi che invece sono diffuse, con richiami alle vicende che più hanno appassionato l’opinione pubblica, dalla “nera” di Buzzati al caso Cogne fino alle polemiche sui video della tragedia del Mottarone e delle violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Nelle odierne società democratiche, percorse da differenti fattori di crisi, la magistratura ha un ruolo fondamentale. È dunque necessario che il “quarto potere” eserciti un controllo critico sul “terzo potere”. Nonostante le possibili deviazioni e strumentalizzazioni, un’informazione non asservita alla logica del profitto o a potentati economici è garanzia di libertà e di giustizia.
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17 febbraio 2022

Se la scuola ha una funzione educativa

Premesso che non solo i docenti devono sempre ben calibrare ogni parola e ben valutare il contesto, tanto più in tempi in cui in ogni ambito il linguaggio è slabbrato, intriso di espressioni volgari. Forse quel che è accaduto al liceo Righi di Roma deve essere inquadrato in un prima, un durante e un dopo per valutare senza pregiudizio i fatti. Dopo l'esplosione su tutti i media del caso a Radio24 è stata intervistata la Preside del liceo ed è saltato fuori che la studentessa nell'intervallo della ricreazione ballava sul banco con mosse poco appropriate mentre la scena era ripresa con alcuni cellulari e il video era destinato alla chat di alcune classi, come già era accaduto per altri episodi che rasentavano il cyberbullismo. Non a caso nella stessa scuola era stata istituita una commissione ad hoc. Se nel 'prima' la scena era stata quella descritta, cambia radicalmente la valutazione del fatto, senza dover criminalizzare l'insegnante, probabilmente sconcertata per quel che aveva visto con i propri occhi entrando in classe. Si è anche saputo che la stessa docente fa parte della commissione sul cyberbullismo (con buona soddisfazione degli studenti, che avevano approvato la scelta). Soprattutto dovremmo chiederci se la Scuola debba (o possa) continuare ad avere una funzione formativa della Persona nella sua interezza. Perchè a Scuola esiste una infinità di modi appropriati per fare ricrerazione in tutta allegria onorando la dignità dell'Istutizione e di tutti coloro che la frequentano o vi lavorano. Perché il contenimento del fenomeno del cyberbullismo dovrebbe partire proprio da un'aula scolastica dove si fa un uso smodato e improprio dei cellulari.
mmilan
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11 febbraio 2022

Liberare la verità

"Qual è lo scopo della conoscenza? Questo lo sappiamo: la verità. È attraverso la conoscenza che l’uomo è tenuto ad avvicinarsi alla verità. Ma perché dobbiamo cercarla, braccarla, questa verità? Dov’è e da quale nemico si nasconde? Chi rischia di mettere in pericolo svelandosi a degli sconosciuti? Esistono delle verità che, per prudenza, è meglio circondare di segreto, come accade nelle dittature? Dobbiamo batterci per liberare la verità, visto che è imprigionata. Una volta liberata, sarà la verità che, a sua volta, ci renderà liberi". 
Elie Wiesel


*Elie Wiesel, I paradigmi del sapere, "Problemi dell'informazione," 2001, 2-3, p. 127.

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10 febbraio 2022

Fare ordine nella testa



Meglio parlare perché gli errori perdono importanza.
E invece per scrivere devi fare prima fare ordine nella testa”*



In una inchiesta a puntate che "la Repubblica" dedica alla polemica nata per le 2 prove scritte previste per l'esame di maturità, uno degli studenti intervistati non avrebbe potuto definire con più chiarezza l'utilità e le finalità della scrittura: "fare ordine nella testa". Infatti per scrivere, anche la frase più breve, è necessario pensare in modo compiuto, scegliere vocaboli e verbi appropriati e rispettare le regole della grammatica, della sintassi e della punteggiatura (di rilevanza non secondaria). In una parola la scrittura insegna a diventare persone riflessive.


*cfr. Paolo di Paolo, "La Repubblica", 9.2.2022, pp.20-21.
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08 febbraio 2022

In libreria


Gianluca Borzoni - Barbara Onnis - Christian Rossi
Beyond the Fake News
Governments, Press and Disinformation through International History
FrancoAngeli, Milano, Milano, 2021, pp. 266  
Descrizione
Questo libro rappresenta il principale risultato di un progetto di ricerca multidisciplinare, avviato nel 2018 e finanziato dalla Regione Sardegna, volto a indagare l'impatto delle fake news e della disinformazione sull'opinione pubblica, sui governi e sulle relazioni internazionali in ambito europeo, americano e asiatico contesti. Il fenomeno delle fake news non è nuovo, ma le tecnologie attuali hanno contribuito ad ampliarne sia la portata che la diffusione, influenzando l'opinione pubblica e il funzionamento del processo democratico. In particolare, l'avvento di Internet e l'inizio della nuova era dei social network hanno caricato la diplomazia culturale e la politica dei media dei governi con nuove sfide e con la necessità di adottare quadri giuridici e attuare strategie per affrontare le fake news. L'uso di casi studio aiuterà i lettori a comprendere meglio gli impatti e gli esiti sia sulle politiche interne che sulle relazioni internazionali, nel corso della storia e con riferimento ai diversi contesti politici.

*Link all' Indice del libro.


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07 gennaio 2022

Dott. John Prentice / Jacopo Ortis



Il 6 gennaio, nel giorno in cui è morto l'attore Sidney Poitier la7 ha modificato il palinsesto con la riproposta di Indovina chi viene a cena? (1967, regia di Stanley Kramer). Si poteva cambiare canale per un film visto e rivisto mille volte, ogni volta con sguardo nuovo? Ieri sera ho scoperto che quel confronto tra il padre postino e il figlio John Prentice, medico affermato (per me nodo centrale di tutto il dibattito sul problema razziale) è il replay di quel dialogo tra Jacopo Ortis e l'anziano poeta Giuseppe Parini a Milano nel romanzo epistolare di Ugo Foscolo Ultime lettere di Jacopo Ortis (1802)*.
Nel ricordo di Foscolo il Parini è "il personaggio più dignitoso e più eloquente ch’io m’abbia mai conosciuto"... Ortis ascolta le parole del Poeta, definitivamente rassegnato alla irreversibilità del sistema politico esistente, con tutte le sue distorsioni ben evidenti. Il giovane Ortis/Foscolo ascolta con devota attenzione ogni parola ma poi scrive "Allora io guardai nel passato – allora io mi voltava avidamente al futuro," perchè nel futuro sarà il mondo nuovo.
E nel film che cosa risponde il giovane medico di colore al padre, certo che non si possa sfidare l'intera società americana fondata sul primato dei bianchi e l'emarginazione dei neri? Il dott. Prentice (nero americano del 1967) con tutta la sua determinazione replica che il mondo nuovo è là fuori e ora tocca a me/a noi dargli forma, anche sposando una donna bianca.

*Ugo Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis (prima edizione 1802). Per il dialogo tra Parini e Foscolo cfr. l'edizione digitale in liberliber.it, pp. 133-134 (lettera 4.12. 1798).
mmilan
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16 dicembre 2021

Genova in libreria

 Riccardo Speciale - Renato Venturelli
Il Fascino della Parola  
Il teatro di prosa in Liguria: spazi, compagnie, progetti
Erga edizioni, Genova, 2021, pp. 276.
Descrizione
Qual è la situazione attuale del teatro in Liguria? Quali gli spazi, le compagnie, i progetti? Il Fascino della Parola - Il teatro di prosa in Liguria è una guida al teatro ligure di oggi, realizzata per i professionisti del settore ma soprattutto per il pubblico, per gli spettatori che vengono così ad avere un quadro completo sia degli spazi teatrali sia della storia e degli obiettivi degli artisti che vi rappresentano i loro spettacoli. Nella sezione “i teatri” viene realizzato un censimento delle sale teatrali esistenti sul territorio, comprese quelle inagibili ma che attendono un doveroso restauro. Si passa così dai teatri storici di più antica tradizione, come il raffinato Teatro della Villa Brignole Sale a Voltri o il Sacco-Colombo di Savona, fino alle costruzioni più recenti, come l’Ariston di Sanremo, il Teatro della Corte e il Teatro della Tosse di Genova, il Gassman di Borgio Verezzi, le Officine Solimano di Savona o il Teatrino di Portofino, uno dei più piccoli d’Italia, legato a Giorgio Strehler. O il teatro costruito dagli stessi detenuti all’interno del carcere di Marassi. In mezzo, i grandi teatri storici disposti lungo tutto il territorio ligure: dal Chiabrera di Savona agli Impavidi di Sarzana, dal Modena di Sampierdarena al Sivori di Finale Ligure, dal Cavour di Imperia al Comunale di Ventimiglia, dal Sociale di Camogli al Cantero di Chiavari, al Dianese di Diano Marina. Tutti teatri che hanno una storia profondamente radicata in quella della Liguria, senza contare le numerose sale ricavate in strutture parrocchiali, che da almeno un secolo portano avanti il lavoro in profondità di filodrammatiche e gruppi amatoriali, ma che sono ormai pienamente entrate nel circuito professionale. E siccome alcune sale sono al momento chiuse per motivi di agibilità, il volume costituisce anche una mappa dei luoghi da restaurare e riattivare. Una sezione è dedicata alle “compagnie” di prosa attive sul territorio. È compreso anche il teatro dialettale e di figura, con marionette e burattini.
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13 dicembre 2021

E' stata la mano di Dio


E' stata la mano di Dio
è u
n film sconsolato e sconsolante. Credo di aver capito che nel film di Paolo Sorrentino (orfano dall'età dell'adolescenza) ci sia la metafora della storia di Napoli (neppure la più recente). Il ritratto della città è brutale, mai sprezzante, in cui quasi tutti perdono o sono destinati a perdere. In ogni scena si vede e respira una inconsapevole miseria morale che avrebbe bisogno di interventi straordinari in ogni ambito (l'istruzione soprattutto) ma, c'è chi investe una cifra astronomica per consegnare alla Città il "sogno Maradona", con scandalo di nessuno. Il sogno arriva, come se arrivasse "la mano di Dio" ... ma anche Maradona si perderà tra droga e adiacenze alla camorra. Alla fine, se ti vuoi salvare, devi cercare di organizzare il tuo futuro altrove, magari a Roma, dove forse diventerai un regista da Oscar, con tutta la tua storia di 'migrante in fuga' dentro il cuore; se resterai sarai intrappolato (come il fratello di Fabio) in quel mix di apparente allegria e tanta desolazione in ogni angolo. La chiave di lettura arriva con i titoli di coda ritmati dalla canzone di Pino Daniele Napule è, da leggere come la risposta/promessa ad una delle ultime battute del film "Non ti disunire". Non basta il gol del Maradona di turno, anzi probabilmente è l'ennesima beffa per una Città di sorprendente umanità perché "Napule è mille culture / Napule è mille paure". Napule è la colla che manterrà unite le tessere della tua esistenza a Roma, a Venezia o a Hollywood. 
mmilan
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