Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

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24 ottobre 2023

In libreria


Demetrio Volcic
A cavallo del muro. I miei giorni nell’Europa dell’Est
Sellerio, Palermo, 2023, 192 pp.

Descrizione
«Alcune regioni del mondo producono storia più delle altre. Una di queste è l’Europa centro-orientale». E allora come raccontare una realtà così complessa come quella oltrecortina? Nell’introduzione, Demetrio Volcic fa un divertentissimo elenco dei mancati scoop della sua vita professionale: notizie rivoluzionarie bucate perché in casa non c’era un telefono, messaggi transcontinentali di superpotenze il cui prezioso sottinteso non veniva afferrato. La stessa ironia, lo stesso understatement unito però alla presenza «sul pezzo», adorna queste cronache degli anni da inviato nell’Est europeo prima e subito dopo la fine della cortina di ferro. L’angolo di inquadratura è sempre sommesso: ai giardinetti, dove la fine del regime l’ha relegato, il segretario del capo supremo dell’Ungheria comunista ricorda il «terribile ’56» e i retroscena; un Dubček dalla triste figura guida la rassegna dei fantasmi e delle ombre del passato in una Praga malinconica; la Guerra Fredda e gli ultimi scampoli nei dilemmi dei leader, dal generale polacco Jaruzelski a Gorbačëv; «l’eleganza» della censura nell’Europa dell’Est; e le tre grandi giornaliste sue vittime mettono a fuoco il ritratto di Putin prima dell’Ucraina.
Formano il diario di viaggio di un disincantato osservatore nel continente della grande storia geopolitica, solo che ciò che ne profila le tappe è prima di tutto l’aneddoto, il paradosso, spesso il grottesco: la scenografia che dà il tono a volte al colpo di scena del potente, a volte alle sue stanze di vita quotidiana, è sempre in primo piano. Ed è sorprendente come lo stesso effetto autorevole, bonario, sorridente di se stesso prima che degli altri, che Demetrio Volcic trasmetteva dallo schermo televisivo, lo restituisca in queste pagine di prosa suadentissima, poco appariscente, intrise di un umorismo che realizza nel minimo il massimo di iconicità e di eleganza.
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27 settembre 2023

Una pesca in famiglia

Ogni pubblicità deve catturare l'attenzione e suscitare un bisogno. Se uno spot pubblicitario suscita anche un dibattito ha fatto bingo! Non a caso in Italia sono memorabili le fotografie di rottura di Oliviero Toscani per Benetton che invadevano le nostre città e i media suscitando ogni volta divisioni pro e contro su temi sociali di sicura attualità: il razzismo, l'AIDS ecc. . Quindi anche la "pesca" di Esselunga è già un successo perchè nei social si è aperta una discussione che va oltre una catena di supermercati piuttosto competitiva. C'è l'evidente strumentalizzazione politica che obbliga ogni parte a intervenire per rivendicare un consenso o un dissenso più o meno aspro nei confronti del messaggio, amplificandone l'effetto a macchia d'olio. I creativi che hanno firmato lo spot hanno individuato un tema vincente perchè da decenni la 'famiglia' è parte integrante del dibattito pubblico e privato, è presente al cinema, nelle fiction, nella narrativa, nelle chiacchiere tra amici o parenti. Tutti, proprio tutti, ne sono protagonisti perché tutti hanno un modello di famiglia da mettere sotto la lente di ingrandimento, per criticare o approvare, per dividere o accendere riflessioni destreggiandosi tra famiglie tradizionali, famiglie da mulino bianco, famiglie arcobaleno, famiglie allargate, famiglie 'queer', ecc.
Ogni famiglia è unica e irripetibile, con dinamiche che vanno oltre pregiudizi e stereotipi e molte sono le chiavi di lettura. Forse in quello spot dovremmo semplicemente saper leggere il disagio, vero e diffuso, che moltissimi figli di divorziati vivono ogni giorno dall'infanzia all'età adulta quando i loro genitori (magari con altre compagne o compagni, con altri figli) restano in trincea, chiusi nei reciproci e antichi rancori ... anche nel giorno della laurea o del matrimonio di quel figlio o figlia che avevano concepito insieme. Perché anche questo si può leggere in quella 'pesca' tra le mani di una ragazzina, un modo di dire: "Ricordatevi che io sono vostra figlia e merito che voi siate gentili tra voi in ogni giorno della mia vita".
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niela Novelli 

20 agosto 2023

La Storia non si fa con le date

"La storia è stata spesso costruita attorno a date: la data in cui fu firmato un trattato, fu proclamato un impero, un re morì e uno fu incoronato, uno scandalo, una battaglia, una congiura, una rivolta, un’elezione, un assassinio, una rivoluzione. [...] Celebriamo la data, ma non ricordiamo un altro momento storico: il momento nel quale si decide che una data è “storica”. Il vero potere consiste nel decidere quale data scegliere. Le date storiche vengono decise non dagli storici, ma dai politici. E questi, spesso controllano anche la storia. Uno dei doveri degli storici è quello di correggerli."
Donald Sassoon

*"La Stampa", 17.8.2023.

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18 giugno 2023

In libreria

 Graziano Cetara
Milena Sutter, verità e misteri sul delitto del biondino della spider rossa
Minerva edizioni, Bologna, 2023, pp. 328.
Descrizione
L'autore ricostruisce in modo definitivo, con testimonianze e documenti fino ad oggi inediti, i fatti che portarono alla morte della figlia tredicenne del re della cera per pavimenti, Arturo Sutter – industriale svizzero, genovese di adozione –, rapita all’uscita da scuola, strangolata e poi lasciata affondare in mare. Era il 6 maggio 1971. Il libro racconta dei misteri che ancora restano dopo la morte di Lorenzo Bozano, passato alla storia come il “biondino della spider rossa”, stroncato da un infarto a 76 anni mentre, in libertà vigilata, nuotava all’Isola d’Elba il 30 giugno 2021. Il giornalista Graziano Cetara riannoda i fili della memoria, attraverso le pagine mai lette prima del diario di Milena e le parole, dopo cinquant’anni di silenzio, della madre Flora e del fratello Aldo. Un volume che rievoca la tormentata biografia dell’assassino, le testimonianze e gli indizi che contribuirono alla sua condanna all’ergastolo, con foto inedite dal fascicolo d’inchiesta e istantanee in bianco e nero dei migliori fotografi di quegli anni, a comporre il quadro di una vicenda che scosse l’Italia intera che da allora non ha mai più dimenticato.
Graziano Cetara, genovese, è il capo della Cronaca di Genova de “Il Secolo XIX”, giornalista d’inchiesta, testimone da più di vent’anni dei principali fatti della cronaca nera e giudiziaria della sua città.

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03 giugno 2023

E' stata una straordinaria avventura

Quanta professionalità, quanta umanità, quanta 'burberà' ironia Mario Bottaro ha consegnato fin dal 1992 a tutti gli allievi dei suoi corsi di Teorie e techiche del linguaggio giornalistico che aveva praticato in tutte le sue forme tra carta stampata, radio-tv e web. Ha insegnato a guardare il mondo con sguardo critico, senza pregiudizio, anche da giornalisti. E quanto ho imparato da lui del mondo complesso dell'informazione. Soprattutto, lo ricorderò sempre con gratitudine per l'attenzione che dedicava anche al futuro di ogni giovane, inventando sempre le giuste opportunità di professionali.
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03 maggio 2023

In libreria

Marise Ferro,
La guerra è stupida
Sestri Levante, Gammarò editore, 2020.

"[...] Nel ‘35 la guerra mi trovava donna, e matura. Fu una guerra che odiai subito, d’istinto, e di cui non volli neppure sentire parlare. Mi riuscì così bene che il giorno in cui amici dissero in mia presenza: «Il Negus è fuggito a Gibuti», chiesi che cosa era Gibuti (mi si perdoni, questo sì, l’ignoranza della geografia). Ma dovetti sopportare la vittoria, e sopportare è parola giusta...."
*La guerra è stupida è il racconto del decennio 1935-1945 e un pamphlet contro la guerra, pubblicato per la prima volta a Milano nel 1949 da Marise Ferro (1907-1991), giornalista, scrittrice traduttrice ligure (cfr. la biografia di F. Lorenzi e F.I. Sensini, "Una donna moderna del secolo trascorso. Marise Ferro giornalista", Aracne, 2020 (collana 'Donne del Novecento').
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21 aprile 2023

Satira politica

Di fronte alla satira politica da sempre esiste la replica di una "indignazione", che di volta in volta e' di destra o di sinistra o di centro, e' parte integrante del dibattito politico, ricerca di consenso nei sondaggi del giorno dopo. La satira (destra e sinistra o centro) lo sa e procede per conto suo fino alla prossima indignazione. Forse è utile ricordare le parole di Rino D'Anna, noto vignettista del "Secolo XIX" :

La vignetta non può per sua natura fare troppi «distinguo», i sospetti possono essere adombrati, allusi, ammiccati se li scrivi, ma se li disegni diventano certezze, le allusioni scoperte. La vignetta vive già di esagerazioni, e le sfumature sono ammesse solo se funzionali al sarcasmo: questo «acceleratore» tecnico e inevitabile almeno deve avere un freno nella scelta delle metafore e dei paragoni. Tenendo anche presente che un quotidiano viene letto da un pubblico eterogeneo per gusti, età, cultura e quindi anche la vignetta deve avere la possibilità di rivolgersi a tutti, almeno tentarlo.
(cit in Claudio Bertieri, Figurinai di Liguria,1985).
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20 aprile 2023

Antifascista

Il termine "Antifascista" nasce nei primi anni del fascismo, in opposizione chiara e evidente alle caratteristiche totalitarie insite nel fascismo, anche prima della presa del potere. Per questo segnalo sempre la lettura illuminante del libro di Emilio Lussu, "La Marcia su Roma e dintorni" (Einaudi), una testimonianza che smentisce ogni tesi secondo cui il fascismo ha fatto anche cose buone. Nei giorni del 25 Aprile la parola ANTIFASCISTA merita di essere compresa e divulgata nella pienezza del suo più alto significato.
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20 marzo 2023

In libreria


Bianca Gaudenzi
Fascismi in vetrina.
Pubblicità e modelli di consumo nel Ventennio e nel Terzo Reich
Viella editore, Roma, 2023, pp. 324.
Descrizione
L’abile uso dei media e della propaganda rappresenta una delle caratteristiche più evidenti dell’era fascista e nazista. Finora la storiografia si è concentrata prevalentemente sul lato politico di questa storia, tralasciando la cosiddetta «propaganda commerciale», la pubblicità, che nell’arco degli anni Trenta venne a costituire uno degli elementi chiave della strategia del consenso di entrambi i regimi. Attraverso un misto di terrore e seduzione, i totalitarismi reclutarono ampi settori dell’industria pubblicitaria per fabbricare una visione distintamente fascista di (futura) prosperità da proiettare sulle masse di aspiranti consumatrici e consumatori. Basandosi su approfondite ricerche d’archivio in Italia, Germania e negli Stati Uniti, questo studio propone una sostanziale reinterpretazione del rapporto tra fascismi e consumi, sfatando così il mito della natura imprescindibilmente democratica delle società dei consumi. 

Link all' Indice del libro

09 marzo 2023

In libreria

Claudia Giurintano
La redazione del "Domani d'Italia" (1922-1924)
Valori cristiani e difesa delle libertà democratiche
FrancoAngeli, Milano, 2023, pp. 222.
Descrizione
Noto periodico di ispirazione popolare, edito a Milano dal 24 dicembre 1922 al 9 luglio 1924, il «Domani d’Italia» nacque come una «piccola fiaccola» che avrebbe dovuto illuminare in quel momento di “buio” «fino all’alba del domani». Attraverso il dibattito condotto dai suoi redattori è possibile cogliere l’unanime impegno a difesa della libertà, «valore dei valori», diritto naturale prima che civile e politico, e della democrazia.

*link all' Indice del libro

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08 febbraio 2023

Disastri della censura

 "Se voi proibite, per esempio, di scrivere contro il governo, vi faccio osservare che in progresso di tempo non sarà' più permesso di parlare del governo, che per adularlo".

"Gazzetta nazionale della Liguria", 12.5.1798.



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20 gennaio 2023

"La Grammatica Essenziale"

Chi apre il periodo, lo chiuda.
È pericoloso sporgersi dal capitolo.
Cedete il condizionale alle persone anziane, 
alle donne e agli invalidi.
Lasciate l’avverbio dove vorreste trovarlo.
Chi tocca l’apostrofo muore.
Abolito l’articolo, non si accettano reclami.
La persona educata non sputa sul componimento.
Non usare l’esclamativo dopo le 22.
Non si risponde degli aggettivi incustoditi.
Per gli anacoluti, servirsi del cestino.
Tenere i soggetti al guinzaglio.
Non calpestare le metafore.
I punti di sospensione si pagano a parte.
Non usare le sdrucciole se la strada è bagnata.
Per le rime rivolgersi al portiere.
L’uso del dialetto è vietato ai minori di 16 anni.
È vietato servirsi del sonetto durante le fermate.
È vietato aprire le parentesi durante la corsa.
Nulla è dovuto al poeta per il recapito.

Ennio Flaiano

(Almanacco del Pesce d’Oro, 1960)
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08 gennaio 2023

Il teorema del "fascismo buono"



Chi continua ad insistere sul teorema del "fascismo buono" non ha mai letto il libro di Emilio Lussu La Marcia su Roma e dintorni (Einaudi) che racconta il biennio 1922-1924, giorni e mesi di violenza inaudita che non potevano certo preludere ad un "fascismo buono". Emilio Lussu è un pugno nello stomaco, soprattutto le pagine dedicate allo "sbarco" dei fascisti in Sardegna dove per "fascistizzare" la popolazione, del tutto distante da quelle idee, operarono sul territorio con una violenza estrema, uccidendo, torturando, umiliando, ricattando, di notte e di giorno e in pochi mesi, senza sconti per nessuno. Per questo ancora oggi la testimonianza di Emilio Lussu resta uno dei documenti più "sconvolgenti" tra tutti quelli che conosciamo. E anche sarebbe bene ricordare che nel 1922 la responsabilità di quella strategia di violenza era tutta dei fascisti, non condivisibile con i nazisti ancora assenti sulla scena della Storia.

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17 dicembre 2022

I Social Media

 

 "Insistere sul pericolo patologico dei social media significa essere moralisti e conservatori, perché presuppone che questi strumenti non servano a niente, se non a “distrarsi”. [...] Ma trovo che libri e articoli che insistono sul potere distrattivo e patologico dei prodotti delle aziende della Silicon Valley costituiscano un’occasione mancata per avanzare una critica affilata e progressista nei confronti di questi giganti. Ci sono molte questioni molto più importanti della dipendenza e della distrazione, per le quali dovremmo preoccuparci della pervasività di questi media. E ci sono molti bellissimi libri, alcuni anche tradotti in italiano, che ne parlano."
Tiziano Bonini


*Social media come imprese coloniali, DoppioZero.com14.12.2022
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06 dicembre 2022

Scaffale amico

 Edoardo Milan
La storia attraverso il Lunêri di Smémbar
novembre 2022, 48 pp. (formato kindle).
Descrizione
Il Lunêri di Smémbar è stato una presenza costante nelle case dei romagnoli e lo è tuttora in quelle di molti, anche se oggi, indubbiamente, non ha più l’importanza che aveva in passato, quando costituiva uno dei pochi mezzi di informazione di massa, in particolare nelle campagne. Il Lunêri mi accompagna fin dall’ infanzia, poiché in casa era una presenza costante, che si ripeteva anno dopo anno.

*link alla scheda di presentazione e all'estratto.

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01 dicembre 2022

Governare con decoro e sobrietà

"[...] Nel 1945, al ritorno dall'esilio svizzero per assumere la carica di governatore della Banca d'Italia Luigi Einaudi aveva 71 anni. Mio padre diceva che il nonno «era affamato» di rimettersi al lavoro. A quante persone è dato avere l'opportunità di mettere in pratica le conoscenze e le teorie di tutta una vita? Ma la situazione era tutt'altro che facile. La guerra aveva peggiorato le condizioni economiche, e creato un vuoto istituzionale. E nel 1948 ricevette il massimo incarico dello Stato, il primo a essere scelto dalle Camere come Presidente della nuova Repubblica italiana. Non era una carica che aveva cercato. Anzi, avendo votato per la monarchia nel referendum del 1946, si potrebbe dire che era una carica contro la quale aveva votato. E adesso era lui a rimpiazzare il Re. Il protocollo repubblicano era tutto da inventare. Non c'erano precedenti. Il personale del Quirinale era composto in molti casi da chi aveva servito il Re. Ricordo persino un autista che aveva fatto l'autista per Mussolini. E poi l'Italia era divisa. La retorica si riferiva alle bellezze del trionfo della democrazia e della Repubblica. Ma la realtà era che c'erano vincitori e vinti. E, come al solito in Italia, molte correnti. In Inghilterra la monarchia dava un senso di unità nazionale al di sopra delle liti politiche. In Italia la monarchia era stata bocciata, ma la Repubblica era da costruire. Il nonno temeva che sarebbero sorti momenti di crisi che avrebbero potuto precipitare senza una figura di riferimento nazionale al di sopra delle parti.
La prima e forse la più importante lezione imparata in questo ambiente era che «bisogna dare il buon esempio» . Sottolineo il buon esempio, perché chi occupa la massima carica dello Stato non può soltanto dare un buon esempio. Anzi, ha la responsabilità di individuare le prassi migliori da trasmettere ai concittadini e ai propri successori. Dunque deve sempre dare il buon esempio. E darlo in tutto, anche nei dettagli meno importanti. Questo abito mentale diventò una parte essenziale della nostra vita quotidiana. Non presumere mai.
La seconda lezione, «fare le cose bene anche se non sarai ringraziato» , era sempre stata una delle sue regole. Il primo sistema italiano di previdenza sociale, la Cassa nazionale di previdenza per l'invalidità e la vecchiaia degli operai (Cnas), era un'assicurazione volontaria. Ben prima della guerra del 1914, il nonno pagò il suo contributo come datore di lavoro, aggiungendo anche il contributo che spettava alla donna di casa, Maria Granda. Non fu mai ringraziato; il commento lapidario della domestica riferitomi anni dopo fu infatti: «Se lo fa il professore, vuol dire che qualcosa ci guadagna».
La terza lezione è stata capire che «per trovare una soluzione bisogna accettare che la politica può talvolta interferire con una logica tecnica - e viceversa» . Una lezione maturata nelle discussioni di Trieste e delle frontiere dell'Italia con la Francia. I conflitti di territorio non si possono risolvere come fecero le potenze coloniali in Africa, tracciando linee geometriche senza riguardo per gli abitanti e le culture o persino la geografia. I maggiori esiti della mia vita diplomatica sono tutti dovuti a questa lezione.
Una quarta lezione è stata: «Presta attenzione alla tua base» . In sette anni come Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi non ha mai lasciato l'Italia, nemmeno per andare in un vicino paese europeo. Aveva viaggiato molto prima di assumere la Presidenza della Repubblica e fatto quasi due anni di esilio in Svizzera. Quando gli chiesi perché non viaggiò mai all'estero da Presidente, mi disse semplicemente che il suo dovere era di essere in Italia.
Una quinta ed essenziale lezione era «non scordare mai l'uomo comune» . L'intellettuale e l'uomo politico non hanno diritto di decidere cosa va bene per il contadino o l'operaio. «L'unica persona che sa se le scarpe gli vanno è chi le porta». Questa frase tagliente fece parte di molte nostre discussioni. Riflette una profondissima convinzione del valore individuale della persona e il rispetto che gli è dovuto al di là della condizione sociale, e senza settarismi politici. Per Luigi Einaudi l'Italia non poteva essere concepita solo in base a classi sociali, etichette politiche o titoli formali.
La lezione numero sei: «Anche noi sappiamo contare» . Un giorno a cena in famiglia al Quirinale Luigi Einaudi era soddisfattissimo. Quel giorno aveva visto Barbara Ward, scrittrice ed economista inglese diventata più tardi Lady Jackson. La Ward da poco aveva scritto un articolo che conteneva qualche calcolo sbagliato. Einaudi le aveva spiegato l'errore, la Ward lo aveva accettato. Dopo averci raccontato lo scambio disse, sereno, «anche noi sappiamo contare».
La lezione numero sette: «Le cose non sono sempre come appaiono» . Era comune durante gli anni del fascismo vedere un ritratto di Mussolini in case di contadini. Molte volte era appeso vicino alla porta di casa. Quando passavano le autorità fasciste tutto sembrava in ordine. Ma il contadino aveva messo il ritratto vicino alla porta così che, vedendolo mentre stava varcando la soglia di casa, poteva sputargli contro senza che lo sputo finisse in casa. Fra le note per il testamento, riferendosi all'azienda agricola: «Se c'è un reddito un anno, non credere che si ripeterà l'anno venturo».
Una simile ma ottava lezione sarebbe: «Evita le prime impressioni» . Un giorno gli ho portato un libro appena pubblicato che avevo letto nel corso dei miei studi a Harvard ma che lui non aveva. Non mi ricordo se glielo avevo offerto come regalo o come prova di un argomento. Credevo di avere capito che per lui i libri fossero la massima espressione della civiltà e che, circondato dai libri come era, lo avrebbe apprezzato. Lo rifiutò. Come mai? chiesi sconcertato. «Prima di comperare un libro bisogna sapere se vale o no. Io, se posso, non compro mai un libro se non 40 anni dopo la sua pubblicazione. Solo allora si saprà se vale qualcosa o no». Immaginate la mia reazione. Non avevo ancora 20 anni!
Molto difficile da mettere in pratica la nona lezione: «Non dire mai oggi qualcosa della quale ti vergognerai domani o fra dieci anni o anche vent'anni dopo d'averlo detto» . Non so come o dove avesse imparato questa lezione. Forse da giornalista. Nel 1960 mi scrisse una massima un po' diversa: «Se si scrive qualcosa, lasciarlo stare a riposo per 15 giorni o un mese, e poi rileggerlo». In ogni modo cercare di parlare e scrivere sempre sub specie aeternitatis è molto difficile. Se nella mia vita diplomatica mi sono ostinato nel cercare di seguire questa regola essenziale, lo devo al nonno.
La decima lezione è una lezione di limiti . Da Caprarola, il 23 agosto 1953, il nonno rispose così a una serie di esiti miei dei quali mi ero molto vantato con lui: «Il desiderare sempre il meglio è una delle ragioni di vivere. [...] Ed adesso ti dico di una mia fissazione. La gioia per i risultati ottenuti deve essere sempre accompagnata da una tacita riserva mentale. Quel che so, che ho imparato, è niente in confronto a quel che non so. [...]. Quel che occorre è imparare il metodo di distinguere il vero dal meno vero; il metodo di ragionare. Ed a questo fine servono in primissimo luogo la matematica, per porre bene i problemi, ed il latino per esprimersi bene. Con il quale latino - for ever - ti bacia ed abbraccia il tuo nonno».
Luigi Roberto Einaudi

*Luigi Roberto Einaudi, Dieci cose che mi ha insegnato mio nonno Luigi Einaudi, "La Stampa", 30 ott. 2011


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23 ottobre 2022

Attenzione, Gentilezza e Linguaggio

 Per uscire dal tempo 'cupo' della nostra contemporaneità urticante e litigiosa, in via prioritaria è necessario partire da tre componenti, da considerarsi inscindibili: l'Attenzione, la Gentilezza e il Linguaggio. Il linguaggio appunto che nell'arco di pochi decenni si è impoverito, involgarito e caricato di aggressività fino alla reciproca incomprensione. Non conosciamo più il significato delle parole, ne usiamo poche e quasi sempre in modo inappropriato o impreciso perchè abbiamo dimenticato la straordinaria ricchezza della lingua italiana, comprensiva di una infinità di sinonimi e contrari che consentono sempre di trovare l'espressione esatta per esprimere in modo puntuale quello che vorremmo dire. Per ogni cellulare esistono App utilissime di dizionari della lingua italiana da usare per arricchire il nostro lessico comune, cercando la parola alternativa e più appropriata per definire il nostro pensiero, emozioni, giudizi, commenti ecc. nel confronto interpersonale orale o scritto. Se la consultazione di un dizionario di carta o digitale diventasse pratica quotidiana, quasi come forma di allenamento, cambierebbe lo sguardo sul mondo: l'attenzione, la gentilezza e un lessico riflessivo e ben articolato diventerebbero la normale premessa di ogni relazione privata, pubblica e professionale.

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12 agosto 2022

Conoscere i fatti per capire

 "Il non conoscere certi fatti, il trasandarne taluni, o il non li collegare insieme, il fondare sopra cotesto imperfetto e caduco edifizio troppo grandi speranze, apparecchia disinganni gravi; dai quali poi l'inscienza stessa o la negligenza de' fatti ci toglie poter dedurre utili insegnamenti per il tempo avvenire. Acciocchè dunque le recenti vicende ci fruttino, importa collegare tra loro certi fatti dispersi, accennare come meglio si può a certi altri o ignorati da molti o non voluti avvertire; i vuoti che lascia anco la storia coetanea, riempierli colle induzioni che porge l'esperienza, e la conoscenza sicura di certe particolarità quanto più minute o intime, tanto più rilevanti. La cronaca del giorno d'ieri ha anch'essa la sua critica come le indagini dell'antichità più remota: e il giudizio intero d'avvenimenti recentissimi, bisogna talvolta saperlo comporre al modo che si ricompongono i mastodonti".

Niccolò Tommaseo, 1860.

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07 luglio 2022

I Malcontenti

L’artigiano non trova lavoro ed è malcontento, sono malcontenti gli impiegati, malcontenti i giornalisti perché il pubblico ha tutt’altro in capo che i loro periodici, malcontente le madri di famiglia perché il pane costa sempre caro e i mariti guadagnano poco, e i figlioli non pensano che a spenderne e a divertirsi, malcontente le ragazze perché non trovano marito, e malcontente le maritate perché la sarta e la modista non cessa di tormentarle con la nota da pagare!” .

I Malcontenti , "La Vespa", 2.12.1856 (giornale satirico pubblicato a Genova).

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01 luglio 2022

In libreria

Morena Corradi, Silvia Valisa (a cura di)
La carta veloce
Figure, temi e politiche del giornalismo italiano dell’Ottocento
Franco Angeli, Milano, 2021, pp. 250
Descrizione
Chi è il pubblico dei periodici nell’Ottocento? Qual è il ruolo di giornali e riviste nella formazione della cultura moderna? Quale il rapporto tra istituzioni, potere politico e giornali? Il volume riflette sul giornalismo italiano partendo da domande come queste, mostrando l’influenza che gazzette, giornali e riviste hanno avuto nel contesto pre e postunitario e il fascino che la “carta veloce” ha esercitato sul pubblico italiano.La scrittura periodica non è tra le prime componenti che vengono in mente quando si pensa al secolo che ci ha fatti; eppure l'Ottocento non sarebbe stato lo stesso senza la presenza di gazzette, giornali e riviste nel contesto pre e postunitario, e il fascino che la "carta veloce" ha esercitato sul pubblico italiano. Strumento di dialogo intermediale e transnazionale, i periodici emergono come veicoli di informazione e di acculturazione nei decenni centrali del secolo, e si affermano dopo l'Unità come punti di riferimento nella formazione di lettori e lettrici di specifiche comunità immaginate. Questo volume riflette sul giornalismo italiano a partire da una serie di interrogativi: chi è il pubblico dei periodici nell'Ottocento? Qual è il ruolo di giornali e riviste nella formazione della cultura moderna? Quale il rapporto tra istituzioni, potere politico e giornali? E ancora, in che modo l'evoluzione della professione del giornalista può essere approfondita dallo studio di figure meno note, come Giuditta Lampugnani e Camillo Cima a Milano, o Vincenzo Torelli a Napoli? Infine, in che modo il pensare l'Ottocento da momenti storici diversi ci consente di parlarne in modi nuovi, di tracciare linee guida e percorsi inediti, anche grazie al contesto digitale

Indice del libro
Morena Corradi, Silvia Valisa, Introduzione
Loredana Palma, Un giornalista dimenticato della Napoli preunitaria: Vincenzo Torelli
Patrizia Landi, Novità per un pubblico nuovo. Periodici femminili e umoristici a Milano prima dell'Unità
Massimo Castellozzi, Dall'"Uomo di Pietra" al "Gazzettino rosa": "La Frusta" di Antonio Picozzi
Morena Corradi, Il giornalismo di Achille Bizzoni e Leone Fortis: paradigmi e sfide di una nuova professione nell'Italia unita
Bianca Maria Antolini, Il "Giornale della Società del Quartetto di Milano" (1864-1865): un episodio del giornalismo musicale nell'Italia unita
Alessandra Palidda, L'impresario editore e l'editore impresario: Edoardo Sonzogno e "Il Teatro illustrato" (1880-1892)
Maurizio Punzo, Un "faro" per il socialismo. I primi dieci anni della "Critica Sociale
Sara Boezio, Un "Bilancio del Secolo XIX": resoconti fi n de siècle ne "La Vita Internazionale - Rassegna quindicinale politica, scientifica e letteraria di Ernesto Teodoro Moneta
Silvia Valisa, Un secolo dopo l'altro: i periodici ottocenteschi e la conservazione digitale
Principali repositori digitali (aggregatori o iniziative di digitalizzazione)
Indice delle riviste periodiche ottocentesche
Indice dei nomi
Autori
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Archivio blog

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